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Burlando: più tutele per i marittimi a contatto con l’amianto

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

Modifica del decreto ministeriale  sui benefici previdenziali per i lavoratori esposti al rischio amianto, costruito più per i lavoratori di terra che non per quelli di mare, soprattutto al punto in cui parla del tipo di esposizione all’amianto per otto ore al giorno in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro. È quanto proposto dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al termine dell’incontro svoltosi ieri a Genova con i lavoratori marittimi, insieme all’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, ad alcuni parlamentari liguri del Pd (Roberta Pinotti, Sabina Rossa e Mario Tullo) ai vertici di Ipsema, Inps e Confitarma e alle organizzazioni sindacali per affrontare il tema dei lavoratori marittimi esclusi dai benefici dell’amianto.

«Si tratta di una delle più grandi ingiustizie che questo Paese abbia mai conosciuto – ha ribadito Burlando nell’incontro – i lavoratori marittimi sono stati tra i più esposti all’amianto, hanno abitato in navi piene di amianto, con i tubi coibentati e nonostante ciò sono gli unici che non hanno ancora avuto alcun tipo di riconoscimento. Hanno già avuto benefici categorie come i lavoratori dei porti, gli agenti marittimi, gli spedizionieri coloro che hanno lavorato nei porti e che ogni tanto sono andati a bordo di una nave, mentre coloro che vi hanno vissuto per decenni 24ore su 24 non hanno avuto nulla fino a oggi. Il decreto per il quale proponiamo la modifica – ha precisato  - è pensato sostanzialmente per i lavoratori delle fabbriche e non per i marittimi».

Anche i parlamentari presenti hanno assicurato un’iniziativa presso il Palazzo Chigi in sostegno a quella della Regione, per la modifica del decreto ministeriale che si presenta come la modalità più veloce, rispetto alla modifica di legge. Nel corso della riunione che ha visto la partecipazione di una nutrita platea di ex lavoratori è stata sottolineata da più parti la richiesta di riconoscimento di malattia professionale, a causa delle gravi malattie intervenute, accanto anche alle cause in corso.

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Burlando: più tutele per i marittimi a contatto con l'amianto

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

Modifica del decreto ministeriale  sui benefici previdenziali per i lavoratori esposti al rischio amianto, costruito più per i lavoratori di terra che non per quelli di mare, soprattutto al punto in cui parla del tipo di esposizione all’amianto per otto ore al giorno in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro. È quanto proposto dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al termine dell’incontro svoltosi ieri a Genova con i lavoratori marittimi, insieme all’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, ad alcuni parlamentari liguri del Pd (Roberta Pinotti, Sabina Rossa e Mario Tullo) ai vertici di Ipsema, Inps e Confitarma e alle organizzazioni sindacali per affrontare il tema dei lavoratori marittimi esclusi dai benefici dell’amianto.

«Si tratta di una delle più grandi ingiustizie che questo Paese abbia mai conosciuto – ha ribadito Burlando nell’incontro – i lavoratori marittimi sono stati tra i più esposti all’amianto, hanno abitato in navi piene di amianto, con i tubi coibentati e nonostante ciò sono gli unici che non hanno ancora avuto alcun tipo di riconoscimento. Hanno già avuto benefici categorie come i lavoratori dei porti, gli agenti marittimi, gli spedizionieri coloro che hanno lavorato nei porti e che ogni tanto sono andati a bordo di una nave, mentre coloro che vi hanno vissuto per decenni 24ore su 24 non hanno avuto nulla fino a oggi. Il decreto per il quale proponiamo la modifica – ha precisato  - è pensato sostanzialmente per i lavoratori delle fabbriche e non per i marittimi».

Anche i parlamentari presenti hanno assicurato un’iniziativa presso il Palazzo Chigi in sostegno a quella della Regione, per la modifica del decreto ministeriale che si presenta come la modalità più veloce, rispetto alla modifica di legge. Nel corso della riunione che ha visto la partecipazione di una nutrita platea di ex lavoratori è stata sottolineata da più parti la richiesta di riconoscimento di malattia professionale, a causa delle gravi malattie intervenute, accanto anche alle cause in corso.

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