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Amianto, secondo l’Ipsema le Direzioni provinciali del lavoro non sono pronte
Pubblicato da Redazione il 21 settembre 2009 alle ore 12:50 |
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Il presidente del Civ - Ipsema Giovanni Guerisoli con quello di Confitarma Nicola Coccia
A distanza di mesi dalla direttiva ministeriale che riconosceva la rischiosità del lavoro dei marittimi esposti al contatto con l’amianto restano importanti questioni legate all’accertamento ancora da chiarire. Per cercare di sbloccare una volta per tutte la vicenda L’Ipsema ha deciso di avviare un’iniziativa nei confronti del ministero del Lavoro affinché vengano inviate alle strutture territoriali delle Direzioni provinciali del lavoro, le istruzioni operative per procedere alla validazione dell’estratto matricolare o del libretto di navigazione legittimato come curriculum lavorativo, ai fini dell’istruttoria delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione alle fibre di amianto.
«Il problema – spiega Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza – non chiarito dal Ministero, è sempre quello relativo al rischio di non poter riuscire a ricostruire la vita lavorativa dei marittimi a causa della difficoltà insita nell’attività: luogo e rapporto di lavoro diversi negli anni, residenza diversa dal compartimento marittimo in cui è iscritta la società armatoriale, demolizione della nave, cambio bandiera ecc. Si prefigura un paradosso – rivela Guerisoli – se non si interviene per chiarire il ruolo attribuito alle Direzioni provinciali del lavoro, comprese le regioni a statuto speciale, che in qualche caso, vedi la Sicilia si rifiutano di collaborare, si può dare il caso che il riconoscimento possa essere più facilmente ottenibile per marittimi che abbiano svolto la loro attività presso un’impresa smessa che per coloro che hanno lavorato a bordo di imprese tuttora attive, sempreché il marittimo non abbia lavorato per alcuni periodi su navi battenti bandiere straniere».
A oggi le domande arrivate all’Istituto di previdenza dei marittimi sono circa 30mila. «L’Ente ha ormai ultimato gli studi sull’esposizione all’amianto nel settore marittimo, sulla cui base sono in corso di elaborazione le linee guida per l’accertamento tecnico e risulta quindi necessario completare l’istruttoria delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali presentate. La nostra maggiore preoccupazione – ammette Guerisoli – è che le difficoltà interpretative poste dalla normativa vigente attraverso la via burocratica, di per sé maggiormente tortuosa, non comporti effetti dilatori rispetto alle esigenze di conclusione dell’iter dei procedimenti in corso. Difficoltà interpretative che impediscono di fatto di poter dare una risposta concreta alle attese dell’utenza marittima. Se il quadro normativo dovesse rimanere invariato, l’Istituto si troverebbe in forte difficoltà per l’incremento esponenziale del contenzioso, e sarebbe costretto a declinare qualsiasi responsabilità, nonostante le aspettative dei marittimi che quotidianamente reclamano il rilascio della certificazione».
Amianto, secondo l'Ipsema le Direzioni provinciali del lavoro non sono pronte
Pubblicato da Redazione il 21 settembre 2009 alle ore 12:50 |
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Il presidente del Civ - Ipsema Giovanni Guerisoli con quello di Confitarma Nicola Coccia
A distanza di mesi dalla direttiva ministeriale che riconosceva la rischiosità del lavoro dei marittimi esposti al contatto con l’amianto restano importanti questioni legate all’accertamento ancora da chiarire. Per cercare di sbloccare una volta per tutte la vicenda L’Ipsema ha deciso di avviare un’iniziativa nei confronti del ministero del Lavoro affinché vengano inviate alle strutture territoriali delle Direzioni provinciali del lavoro, le istruzioni operative per procedere alla validazione dell’estratto matricolare o del libretto di navigazione legittimato come curriculum lavorativo, ai fini dell’istruttoria delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione alle fibre di amianto.
«Il problema – spiega Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza – non chiarito dal Ministero, è sempre quello relativo al rischio di non poter riuscire a ricostruire la vita lavorativa dei marittimi a causa della difficoltà insita nell’attività: luogo e rapporto di lavoro diversi negli anni, residenza diversa dal compartimento marittimo in cui è iscritta la società armatoriale, demolizione della nave, cambio bandiera ecc. Si prefigura un paradosso – rivela Guerisoli – se non si interviene per chiarire il ruolo attribuito alle Direzioni provinciali del lavoro, comprese le regioni a statuto speciale, che in qualche caso, vedi la Sicilia si rifiutano di collaborare, si può dare il caso che il riconoscimento possa essere più facilmente ottenibile per marittimi che abbiano svolto la loro attività presso un’impresa smessa che per coloro che hanno lavorato a bordo di imprese tuttora attive, sempreché il marittimo non abbia lavorato per alcuni periodi su navi battenti bandiere straniere».
A oggi le domande arrivate all’Istituto di previdenza dei marittimi sono circa 30mila. «L’Ente ha ormai ultimato gli studi sull’esposizione all’amianto nel settore marittimo, sulla cui base sono in corso di elaborazione le linee guida per l’accertamento tecnico e risulta quindi necessario completare l’istruttoria delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali presentate. La nostra maggiore preoccupazione – ammette Guerisoli – è che le difficoltà interpretative poste dalla normativa vigente attraverso la via burocratica, di per sé maggiormente tortuosa, non comporti effetti dilatori rispetto alle esigenze di conclusione dell’iter dei procedimenti in corso. Difficoltà interpretative che impediscono di fatto di poter dare una risposta concreta alle attese dell’utenza marittima. Se il quadro normativo dovesse rimanere invariato, l’Istituto si troverebbe in forte difficoltà per l’incremento esponenziale del contenzioso, e sarebbe costretto a declinare qualsiasi responsabilità, nonostante le aspettative dei marittimi che quotidianamente reclamano il rilascio della certificazione».
Consuntivo 2008, un avanzo di quasi 27 milioni per l’Ipsema
Pubblicato da Redazione il 03 agosto 2009 alle ore 10:00 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Il 31 luglio il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza ha approvato il bilancio consuntivo 2008 dell’Ipsema con un avanzo di parte corrente di 26,9 milioni di euro (24,0 milioni nel 2007) e un avanzo economico al netto delle imposte di 5,2 milioni di euro (3,9 milioni nel 2007). Positiva anche la situazione patrimoniale che ha fatto registrare un aumento di sei milioni di euro del patrimonio netto che, alla fine dell’esercizio, ha raggiunto il valore complessivo di 52,6 milioni di euro. La situazione amministrativa – si apprende in una nota- è pari a 235,9 milioni di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente di circa 23 milioni di euro.
«Siamo molto soddisfatti dei dati presentati nel consuntivo 2008 – ha sottolineato Giovanni Guerisoli, presidente del CIV – il positivo andamento gestionale peraltro con parametri in miglioramento sono il miglior viatico per la completa applicazione delle Linee di Indirizzo e Vigilanza che il Civ ha appena approvato, in una logica di ampliamento delle funzioni dell’Istituto di previdenza dei marittimi. Nell’approvare l’esercizio consuntivo del 2008, si evidenzia la buona salute finanziaria dell’Ente, in quanto i dati positivi sono dovuti essenzialmente dall’effetto dell’incremento di oltre 2milioni e mezzo di euro delle entrate correnti e di una leggera contrazione delle spese. È un risultato – ha concluso – che consente all’Istituto di proseguire il suo percorso tenendo ben presente però insieme all’attivo di bilancio la necessità di offrire servizi sempre migliori e rispondenti alle esigenze dell’utenza».
Dal canto suo il commissario straordinario dell’Ipsema, Antonio Parlato, dicendosi ben lieto del pieno avallo che il CIV ha dato alla politica gestionale, economica e finanziaria perseguita dell’Ente lo scorso anno, fa sapere di attendersi analoga positiva considerazione da parte del Parlamento, del governo e dei ministri vigilanti, nella prospettiva del sostegno, già peraltro richiesto, alla ulteriore crescita dell’Ipsema a tutela del lavoro della gente di mare e dell’aria.
Consuntivo 2008, un avanzo di quasi 27 milioni per l'Ipsema
Pubblicato da Redazione il 03 agosto 2009 alle ore 10:00 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Il 31 luglio il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza ha approvato il bilancio consuntivo 2008 dell’Ipsema con un avanzo di parte corrente di 26,9 milioni di euro (24,0 milioni nel 2007) e un avanzo economico al netto delle imposte di 5,2 milioni di euro (3,9 milioni nel 2007). Positiva anche la situazione patrimoniale che ha fatto registrare un aumento di sei milioni di euro del patrimonio netto che, alla fine dell’esercizio, ha raggiunto il valore complessivo di 52,6 milioni di euro. La situazione amministrativa – si apprende in una nota- è pari a 235,9 milioni di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente di circa 23 milioni di euro.
«Siamo molto soddisfatti dei dati presentati nel consuntivo 2008 – ha sottolineato Giovanni Guerisoli, presidente del CIV – il positivo andamento gestionale peraltro con parametri in miglioramento sono il miglior viatico per la completa applicazione delle Linee di Indirizzo e Vigilanza che il Civ ha appena approvato, in una logica di ampliamento delle funzioni dell’Istituto di previdenza dei marittimi. Nell’approvare l’esercizio consuntivo del 2008, si evidenzia la buona salute finanziaria dell’Ente, in quanto i dati positivi sono dovuti essenzialmente dall’effetto dell’incremento di oltre 2milioni e mezzo di euro delle entrate correnti e di una leggera contrazione delle spese. È un risultato – ha concluso – che consente all’Istituto di proseguire il suo percorso tenendo ben presente però insieme all’attivo di bilancio la necessità di offrire servizi sempre migliori e rispondenti alle esigenze dell’utenza».
Dal canto suo il commissario straordinario dell’Ipsema, Antonio Parlato, dicendosi ben lieto del pieno avallo che il CIV ha dato alla politica gestionale, economica e finanziaria perseguita dell’Ente lo scorso anno, fa sapere di attendersi analoga positiva considerazione da parte del Parlamento, del governo e dei ministri vigilanti, nella prospettiva del sostegno, già peraltro richiesto, alla ulteriore crescita dell’Ipsema a tutela del lavoro della gente di mare e dell’aria.
Ipsema, le linee strategiche per il quadriennio 2009-12
Pubblicato da Redazione il 24 luglio 2009 alle ore 17:30 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio d'indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Approvate all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Ipsema, presieduto da Giovanni Guerisoli, le Linee di indirizzo che impegneranno l’attività dell’ente per i prossimi quattro anni. Il programma di interventi che precede la pubblicazione dei dati sul bilancio indicanti una buona salute finanziaria dell’Ente, disegna una nuova stagione di proposte per l’Istituto di previdenza dei marittimi. Il settore gode, a differenza degli altri comparti economici, di una sostanziale stabilità sia del mercato che dell’occupazione. Il dato che tranquillizza gli operatori è la tenuta, in un periodo di forte crisi economica, della autoliquidazione, la denuncia contributiva dei premi infortunistici, presentata dalle imprese amatoriali a febbraio e relativa a tutto il 2009 in acconto per il nuovo esercizio.
«Un risultato così significativo come le previsioni dell’autoliquidazione registrate dall’Istituto anche in leggero incremento – ha commentato Guerisoli – ci conforta nella nostra convinzione, il comparto marittimo è un settore economico in crescita costante e il nostro compito rimane quello di favorire l’aumento della competitività delle imprese del sistema, sostenendo così anche la crescita dell’occupazione. In un quadro di relativa stabilità economica il CIV ha voluto con le linee di indirizzo 2009-2012 tracciare un percorso per l’Ente che, considerando la specialità della navigazione e la specificità del lavoro marittimo, tuteli il lavoratore dai rischi propri dell’ambiente di lavoro. La nuova legislazione (Dlgs 81/08) del resto, ha definitivamente consacrato il ruolo dell’Ipsema nell’ambito della salute e sicurezza e ha attribuito all’Istituto nuove funzioni sulla prevenzione».
«Le linee guida per il prossimo quadriennio «individuano anche nella ricerca delle sinergie, un modello organizzativo attraverso il quale ottenere riduzioni dei costi a favore della società civile, delle stesse amministrazioni, nonché per evitare inutili sovrapposizioni di competenze». L’attuazione di progetti sinergici, secondo Guerisoli, rappresenta l’asse fondamentale per un’ulteriore valorizzazione del ruolo dell’Istituto. «Al fine di qualificare e rafforzare l’autonomia e la centralità dell’Ente le sinergie potrebbero essere indirizzate sui fronti dell’informatica, patrimonio immobiliare, consulenze, avvocatura».
L’Ipsema presenta un nuovo documento sugli infortuni dei marittimi
Pubblicato da Redazione il 15 luglio 2009 alle ore 12:00 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Strategia dell’attenzione nei confronti della prevenzione per la tutela del lavoro e delle condizioni nelle quali si esplica. Da questo imperativo prende le mosse un ulteriore impegno dell’Ipsema a favore dell’attività di prevenzione per la gente di mare. Sarà presentato oggi a Roma presso la Sala Ulisse dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo il “Quaderno di formazione per la sicurezza nel lavoro a bordo delle navi: vibrazioni meccaniche e radiazioni”.
Lo studio riprende la ricerca realizzata dall’Ipsema in collaborazione con il ministero del Lavoro sull’analisi dei rischi da agenti fisici nel lavoro marittimo con particolare riferimento alle vibrazioni meccaniche e le radiazioni ottiche. Dopo l’introduzione del presidente del Civ dell’Ipsema, Giovanni Guerisoli, del direttore generale, Palmira Petrocelli e del direttore della Direzione generale della tutela della condizioni di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuseppe Mastropietro, il documento sarà illustrato dal direttore centrale dell’Ipsema, Agatino Cariola, dal medico legale dell’Istituto, Aurelio Strizoli e dal ricercatore Insean Enrico De Bernardis.
Le conclusioni saranno a cura del Commissario straordinario dell’Ipsema, Antonio Parlato.
L'Ipsema presenta un nuovo documento sugli infortuni dei marittimi
Pubblicato da Redazione il 15 luglio 2009 alle ore 12:00 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Strategia dell’attenzione nei confronti della prevenzione per la tutela del lavoro e delle condizioni nelle quali si esplica. Da questo imperativo prende le mosse un ulteriore impegno dell’Ipsema a favore dell’attività di prevenzione per la gente di mare. Sarà presentato oggi a Roma presso la Sala Ulisse dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo il “Quaderno di formazione per la sicurezza nel lavoro a bordo delle navi: vibrazioni meccaniche e radiazioni”.
Lo studio riprende la ricerca realizzata dall’Ipsema in collaborazione con il ministero del Lavoro sull’analisi dei rischi da agenti fisici nel lavoro marittimo con particolare riferimento alle vibrazioni meccaniche e le radiazioni ottiche. Dopo l’introduzione del presidente del Civ dell’Ipsema, Giovanni Guerisoli, del direttore generale, Palmira Petrocelli e del direttore della Direzione generale della tutela della condizioni di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuseppe Mastropietro, il documento sarà illustrato dal direttore centrale dell’Ipsema, Agatino Cariola, dal medico legale dell’Istituto, Aurelio Strizoli e dal ricercatore Insean Enrico De Bernardis.
Le conclusioni saranno a cura del Commissario straordinario dell’Ipsema, Antonio Parlato.
ESIN, la proposta Ipsema per il settore marittimo
Pubblicato da Redazione il 07 luglio 2009 alle ore 13:00 |
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Il commissario straordinario dell'Ipsema Antonio Parlato
Una nuova entità per riorganizzare il welfare dei marittimi. A due anni di distanza dalla decisione di accorpare l’Istituto di previdenza del settore nell’Inps, l’Ipsema ha presentato ieri a Roma l’ESIN, l’Ente Sociale Italiano della navigazione, come proposta per valorizzare la specificità del comparto marittimo. Se n’è discusso nel corso della tavola rotonda cui hanno partecipato il commissario Antonio Parlato, il direttore generale Palmira Petrocelli, il presidente del Consiglio d’indirizzo e vigilanza Giovanni Guerisoli e per Confitarma il capo servizio politico Luca Sisto.
La proposta che l’Istituto ha esposto al mondo politico-istituzionale (rappresentato nella circostanza da Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio e da Cesare Damiano, già ministro del Lavoro del governo Prodi II, ora collega di Moffa nell’XI gruppo di lavoro della Camera) parte dalla necessaria valorizzazione della specificità del lavoro marittimo e attraverso, una riorganizzazione territoriale delle strutture che si occupano vari livelli e con diverse competenze della tutela della gente di mare, si arriva ad un miglioramento complessivo dei servizi e a un risparmio che l’Ipsema ha quantificato in almeno 15 milioni di euro all’anno.
«Con l’idea di un Ente unico della navigazione – ha spiegato Parlato – vogliamo sollecitare il governo e le istituzioni a guardare con maggiore attenzione sia su piano strettamente economico sia su quello più squisitamente sociale al riordino del sistema mare che produce circa il 3% del pil nazionale. Proprio in riferimento alla spesa del settore previdenziale, l’Istituto ha avviato una completa e complessa analisi per determinare il costo socio-economico degli infortuni, costo che spesso è cause della perdita di competitività e produttività delle imprese. Abbiamo allo studio un meccanismo premiale per cui sarà possibile abbassare la contribuzione delle imprese virtuose che investono in prevenzione».
Dal canto suo la Petrocelli ha chiarito quali sono i soggetti interessati al progetto dell’Ente unico ESIN. «Il progetto – ha detto - interessa tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione dedicati al mondo del mare, esso costituisce un unicum rispetto agli altri settori lavorativi, caratterizzati dalla presenza di una molteplicità di apparati amministrativi con competenze disarmoniche e spesso sovrapponibili, il nuovo ente offrirà un valore aggiunto in termini di governo efficace delle politiche sociali di settore. E dunque l’idea dell’ente unico, promossa a pieni voti da tutte le parti sociali e dall’armamento pubblico e privato, comprenderebbe il servizio di assistenza sanitaria ai naviganti, il centro radio medico, la vasca navale (INSEAN) e altri organismi che a vario titolo si occupano della tutela della gente di mare».
Moffa ha convenuto sulla specificità e specialità del lavoro marittimo, aprendo qualche possibilità per la proposta Ipsema. «Si tratta di un mondo del tutto particolare non per nulla conta su un diritto diverso da quello comune, bisogna insistere sul recepimento della convenzione OIL del 2006, rimasta ancora inascoltata. L’Ente unico della navigazione supera sovrapposizioni di competenze che in tempo di crisi economica devono essere evitate».
Ipsema e Anmil rilanciano la convenzione per i marittimi invalidi
Pubblicato da Redazione il 12 giugno 2009 alle ore 12:00 |
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Ultimo presidente dell'Ipsema, dal settembre 2008 Antonio Parlato è il commissario straordinario dell'istituto di previdenza del settore marittimo
A tre anni dalla firma della convenzione per estendere ai marittimi dell’Ipsema i servizi dell’Anmil, le due organizzazioni previdenziali hanno deciso di rilanciare l’iniziativa, per dare finalmente piena applicazione alla stessa. «La collaborazione con l’Anmil – ha detto ieri il commissario straordinario dell’Istituto di previdenza del settore marittimo Antonio Parlato – è nata come necessità di arricchire il patrimonio di conoscenza dell’istituto, in particolare sulle dinamiche degli infortuni sul lavoro. La particolare specializzazione dell’associazione, insieme alle informazioni in possesso dell’Ipsema, dovranno consentire in un immediato futuro l’approfondimento di indagini e di relazioni statistiche sullo stato degli invalidi, delle loro famiglie e dei superstiti con particolare riferimento al reinserimento lavorativo e sociale, e quindi alla qualità della vita nonché della situazione familiare, anche con specifico riferimento alla valorizzazione di interventi di prevenzione».
Centinaia i marittimi invalidi che beneficeranno della convenzione, come ha sottolineato Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza. Allo stesso tempo «anche l’insieme dei marittimi assistiti dall’istituto potranno contare sui servizi offerti dall’Anmil. Sarà messo a disposizione, infatti, presso le sedi compartimenti dell’istituto uno spazio informativo affidato all’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro anche su materie diverse dalla stretta competenza dell’Ipsema».
Franco Bettoni, presidente dell’Anmil ha colto l’occasione per solidarizzare con il Civ dell’Ipsema sull’allarme lanciato pochi giorni fa in merito al decreto legislativo che rivaluta il danno biologico per tutti i lavoratori ma che non prende in considerazione i marittimi. «Dimenticarsi di un’intera categoria di lavoratori – ha precisato – è chiaramente un’ingiustizia e anche la nostra associazione chiede al governo che essa venga riparata al più presto. Bisogna riconsiderare la stesura del decreto e inserire anche i marittimi tra i lavoratori beneficiari dell’aumento dell’indennità risarcitoria del danno biologico».
Ipsema, marittimi esclusi dai risarcimenti per danno biologico
Pubblicato da Redazione il 29 maggio 2009 alle ore 11:00 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
Ennesima dimostrazione di poca attenzione da parte delle istituzioni verso i marittimi. Secondo l’Ipsema questa categoria di lavoratori è stata lasciata fuori dalle indennità di risarcimento per danno biologico. «Ancora una volta – spiega in una nota l’istituto di previdenza del settore – il lavoratori marittimi sono caduti nel dimenticatoio. Per loro niente risarcimento una tantum, in attesa del completamento dell’iter legislativo del meccanismo dell’aggiornamento automatico della rivalutazione del danno biologico».
La rivalutazione straordinaria contenuta nel decreto ministeriale del 27 marzo scorso, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n° 120 del 26 maggio – fa sapere l’Ispema – dà il via libera all’incremento dell’indennità per il danno biologico. La rivalutazione parte dal 1° gennaio 2008 e risulta pari all’8,68% a titolo di recupero per il risarcimento a partire dal 2000. «Il governo – denuncia Giovanni Guerisoli, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto - si è dimenticato dei marittimi. Non è la prima volta che questi lavoratori sono trattati diversamente dagli altri, per loro sembra che non possa esistere il danno biologico, cioè la lesione dell’integrità psicofisica, provocata dall’ambiente di lavoro. «Ieri – ha aggiunto – il CIV ha approvato il bilancio tecnico dell’istituto al 31 dicembre 2007 e con la delibera di approvazione ha auspicato che venga garantita anche in considerazione delle positive previsioni tecnico-finanziarie la rivalutazione del danno biologico in favore dei lavoratori marittimi».
«Come CIV, organismo composto dalle parti sociali e dai datori di lavoro – ha concluso Guerisoli – chiediamo di riconsiderare la stesura del decreto ministeriale per riparare ad una evidente ingiustizia ed inserire quindi anche i marittimi tra i lavoratori beneficiari dell’aumento dell’indennità risarcitoria del danno biologico».
Pochi giorni prima, intanto, l’Ipsema aveva diffuso dati incoraggianti sugli infortuni. Nel 2008 c’è stata una notevole contrazione rispetto al 2007. «In alcuni comparti – aveva precisato il commissario straordinario Antonio Parlato - come la pesca, si arriva ad una diminuzione del 21,8% , in altri si registra un aumento, il diporto, nella misura del 38,7%, percentuale che in termini relativi va però rapportata al ridotto numero di assicurati». Anche la categoria delle navi passeggeri fa registrare significativamente un decremento pari al 10,8%.
L’Ipsema si candida alla riabilitazione dei marittimi
Pubblicato da Redazione il 22 aprile 2009 alle ore 14:50 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
L’Ipsema è pronta per occuparsi della riabilitazione dei marittimi infortunati e del loro reinserimento nel mondo del lavoro. In tale direzione si sta muovendo il CIV, il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’ente di previdenza del settore, che ha chiesto agli organi di gestione di sondare il terreno con l’Inail. Se ciò dovesse andare in porto «i marittimi – ha spiegato Giovanni Guerisoli, presidente del CIV – di contare sull’apporto di strutture all’avanguardia in materia di riabilitazione, come il complesso specializzato, in particolare per le applicazioni di protesi, di Vigorso di Budrio di proprietà dell’Inail».
«È stata soprattutto la necessità di colmare la differenza di trattamento – si legge in una nota dell’Ipsema – tra i marittimi e gli altri lavoratori, a spingere il CIV a chiedere di esaminare l’ipotesi di convenzione con l’Inail per permettere ai marittimi che abbiano subito infortuni di particolare gravità e che abbiano comportato la perdita di arti di accedere direttamente ai servizi del centro di Vigorso e a quelli della sua filiale di Roma. Ci troviamo nella duplice posizione – ha concluso Guerisoli – di poter offrire come istituto la nostra disponibilità a esercitare un ruolo nel pieno rispetto della normativa e, nello stesso tempo, di avviare una possibile sinergia con le attività svolte da altri enti previdenziali al fine di concretizzare risparmi di gestione così come continuamente raccomandato dagli indirizzi di governo».
L'Ipsema si candida alla riabilitazione dei marittimi
Pubblicato da Redazione il 22 aprile 2009 alle ore 14:50 |
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Giovanni Guerisoli, presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell'Ipsema
L’Ipsema è pronta per occuparsi della riabilitazione dei marittimi infortunati e del loro reinserimento nel mondo del lavoro. In tale direzione si sta muovendo il CIV, il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’ente di previdenza del settore, che ha chiesto agli organi di gestione di sondare il terreno con l’Inail. Se ciò dovesse andare in porto «i marittimi – ha spiegato Giovanni Guerisoli, presidente del CIV – di contare sull’apporto di strutture all’avanguardia in materia di riabilitazione, come il complesso specializzato, in particolare per le applicazioni di protesi, di Vigorso di Budrio di proprietà dell’Inail».
«È stata soprattutto la necessità di colmare la differenza di trattamento – si legge in una nota dell’Ipsema – tra i marittimi e gli altri lavoratori, a spingere il CIV a chiedere di esaminare l’ipotesi di convenzione con l’Inail per permettere ai marittimi che abbiano subito infortuni di particolare gravità e che abbiano comportato la perdita di arti di accedere direttamente ai servizi del centro di Vigorso e a quelli della sua filiale di Roma. Ci troviamo nella duplice posizione – ha concluso Guerisoli – di poter offrire come istituto la nostra disponibilità a esercitare un ruolo nel pieno rispetto della normativa e, nello stesso tempo, di avviare una possibile sinergia con le attività svolte da altri enti previdenziali al fine di concretizzare risparmi di gestione così come continuamente raccomandato dagli indirizzi di governo».