Posts Tagged Guardia costiera

Guardia costiera, la nuova unità di pattugliamento in viaggio verso Lampedusa

La nuova unità classe 300 a Fiumicino per una sosta tecnica, sarà destinata al pattugliamento delle coste in Sicilia

La nuova unità classe 300 a Fiumicino per una sosta tecnica, sarà destinata al pattugliamento delle coste in Sicilia

È arrivata da poche ore nel porto di Fiumicino la nuova motovedetta classe 300 della Guardia Costiera, varata lo scorso 31 luglio a Viareggio. La nuova unità navale – CP 301 – è la prima delle 4 motovedette d’altura, che verranno varate entro il corrente anno, destinate alla vigilanza dei flussi migratori nel canale di Sicilia e nel Tirreno centrale, realizzate grazie al finanziamento comunitario erogato dal FRONTEX (Agenzia Europea nata per il coordinamento e il pattugliamento delle frontiere marittime e terrestri), nell’ambito del Programma generale “solidarietà e gestione dei flussi migratori”. Per tale motivo la livrea dell’Unità è arricchita dalla bandiera dell’Unione Europea.

Questa mattina, in occasione della sosta tecnica nel porto di Fiumicino, il comandante generale del Corpo Raimondo Pollastrini, ha incontrato l’equipaggio diretto a Lampedusa dove inizierà l’attività operativa. All’avanguardia per le sue dotazioni tecnologiche, lunga 18 metri, auto raddrizzante e inaffondabile, con sistema di propulsione a idrogetto, con velocità massima di 30 nodi e 500 miglia di autonomia, rappresenta una vera e propria svolta operativa per la sicurezza marittima.

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Operazioni Swordfish e Pesce Giallo della Guardia costiera

Una motovedetta della Guardia costiera impegnata nei controlli contro la pesca illegale

Una motovedetta della Guardia costiera impegnata nei controlli contro la pesca illegale

Doppia importante operazione della Guardia costiera per tutelare i consumatori contro la pesca illegale.  la prima, “Swordfish”  ha visto impegnati per tre giorni nel basso Tirreno e nel canale di Sicilia mezzi aeronavali del Corpo nell’attività di controllo della pesca. Nel corso del blitz sono stati sequestrati 57,5 chilometri di reti illegali particolarmente dannose per l’ecosistema marino  (le c.d. “spadare” – vietate ormai da diversi anni- e le “ferrettare”- consentite ma utilizzate, nell’occasione, in maniera illegale),  3754 chili di pescato tra cui 121 pesci spada (per un totale di 2931 kg), 25 tonni rossi (504 kg.), 10 tonni ala lunga (109 kg.). Sanzionati per pesca illegale 8 pescherecci oltre ad un’unità da diporto intenta abusivamente in questa attività.

 La seconda operazione “ Pesce Giallo “ ha riguardato controlli compiuti in tutt’Italia dal personale del Corpo principalmente nei ristoranti, con particolare riguardo a quelli di cucina etnica. Oltre 1300 i locali ispezionati e in circa 250 casi sono state riscontrate  irregolarità nella conservazione del pescato – avvallate dal personale dei locali presidi sanitari – o nella vendita di prodotto non conforme alle specifiche dichiarate (ad esempio, in alcuni ristoranti, prodotto decongelato servito per fresco; pangasio servito per platessa e per filetto di gallinella; verdesca servita per filetto di platessa).
Nel corso dell’operazione sono state elevate sanzioni per  circa 300mila euro e fatti chiudere due ristoranti e un esercizio commerciale cinesi nel barese per violazioni  igienico-sanitarie,  frode in commercio e truffa.

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Zaia, cinque tonnellate di tonno rosso per i terremotati d’Abruzzo

Il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia

Il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia

Domani la Guardia costiera «donerà alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Abruzzo circa cinque tonnellate di “tonno rosso”». Lo ha annunciato ieri il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Gli oltre 30 esemplari di tonno erano stati sequestrati nel porto di Augusta nel corso di un’operazione di contrasto alla pesca illegale di specie contingentate e protette, della locale Guardia costiera. A seguito di indagini svolte in mare e a terra i militari avevano, infatti, colto in flagranza l’equipaggio di un motopesca in procinto di caricare su di un TIR in partenza per la Campania gli esemplari pescati illegalmente.

Il tonno rosso, dopo gli scrupolosi controlli effettuati da parte del servizio veterinario della Ausl per la verifica di idoneità al consumo umano, sarà caricato su un autotreno messo a disposizione dalla Croce Rossa italiana per essere consegnato nelle località colpite dal sisma. «Ogni gesto di solidarietà consente a chi, nel terremoto, ha perso gli affetti, la casa o il lavoro, di sapere che le istituzioni sono vicine. Per questo il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha messo in campo una serie di interventi concreti a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo, a partire dall’anticipazione dei contributi della Pac destinati a sostenere gli agricoltori in difficoltà. Uno sforzo – ha precisato Zaia – che prosegue e che ora può contare anche su una nuova iniziativa di solidarietà».

Si tratta di un’iniziativa lodevole, che come ha detto l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante generale delle Capitanerie di porto, «scaturisce  dalla sensibilità con la quale il Corpo ha seguito il sisma dell’Abruzzo e dalla speranza di fornire un tangibile contributo alle richieste di assistenza in favore delle popolazioni colpite dal tragico evento».

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Zaia, cinque tonnellate di tonno rosso per i terremotati d'Abruzzo

Il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia

Il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia

Domani la Guardia costiera «donerà alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Abruzzo circa cinque tonnellate di “tonno rosso”». Lo ha annunciato ieri il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Gli oltre 30 esemplari di tonno erano stati sequestrati nel porto di Augusta nel corso di un’operazione di contrasto alla pesca illegale di specie contingentate e protette, della locale Guardia costiera. A seguito di indagini svolte in mare e a terra i militari avevano, infatti, colto in flagranza l’equipaggio di un motopesca in procinto di caricare su di un TIR in partenza per la Campania gli esemplari pescati illegalmente.

Il tonno rosso, dopo gli scrupolosi controlli effettuati da parte del servizio veterinario della Ausl per la verifica di idoneità al consumo umano, sarà caricato su un autotreno messo a disposizione dalla Croce Rossa italiana per essere consegnato nelle località colpite dal sisma. «Ogni gesto di solidarietà consente a chi, nel terremoto, ha perso gli affetti, la casa o il lavoro, di sapere che le istituzioni sono vicine. Per questo il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha messo in campo una serie di interventi concreti a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo, a partire dall’anticipazione dei contributi della Pac destinati a sostenere gli agricoltori in difficoltà. Uno sforzo – ha precisato Zaia – che prosegue e che ora può contare anche su una nuova iniziativa di solidarietà».

Si tratta di un’iniziativa lodevole, che come ha detto l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante generale delle Capitanerie di porto, «scaturisce  dalla sensibilità con la quale il Corpo ha seguito il sisma dell’Abruzzo e dalla speranza di fornire un tangibile contributo alle richieste di assistenza in favore delle popolazioni colpite dal tragico evento».

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Scatta l’operazione “Mare sicuro 2009″

Il "1530" è il numero gratuito messo a disposizione dalla Guardia costiera per segnalare le emergenze in mare

Il "1530" è il numero gratuito messo a disposizione dalla Guardia costiera per segnalare le emergenze in mare

Al via in tutta Italia l’operazione della Guardia costiera “Mare sicuro 2009”. Prevenzione degli incidenti e costante attività di salvaguardia della vita umana in mare: queste le finalità dell’operazione  che proseguirà fino alla fine di settembre.  Saranno impiegate, lungo tutto il litorale e nei maggiori laghi, unità navali e pattuglie a terra – composte da militari abilitati al salvamento – che vigileranno su tutti quei comportamenti potenzialmente pericolosi per l’incolumità di quanti a vario titolo (bagnanti, diportisti, subacquei, etc) frequenteranno i nostri mari.

«L’operazione “Mare sicuro” – si legge in un comunicato del Corpo delle Capitanerie di porto – garantirà quindi lo svolgimento in sicurezza delle attività di balneazione e di turismo nautico, fattori essenziali per l’industria turistica nazionale. Particolare attenzione sarà rivolta al corretto uso dei mezzi veloci (per esempio le moto d’acqua), al rispetto dei limiti di velocità e delle aree riservate esclusivamente alla balneazione, nonché alla tutela dell’ambiente marino».

Per far conoscere le numerose novità normative che riguardano sia la subacquea (vedi l’obbligo di una luce gialla lampeggiante per le immersioni in notturna e sul pallone di superficie gonfiabile (pedagno) usabile solo in caso di emergenza) o per il diporto nautico (nuove regole per il noleggio, possibilità di usare la cartografia elettronica, la possibilità di un identificativo SAR “search and rescue”) per i natanti, molto utile per la sicurezza, verrà intensificata l’attività di prevenzione e informazione attraverso distribuzione di opuscoli da parte dello stesso personale impegnato nell’operazione “Mare sicuro 2009”, attraverso il sito internet della Guardia costiera, la sua web radio (in partnership con Rtl 102.5) e con l’ausilio di una campagna pubblicitaria dedicato al “15.30″, il numero da chiamare per le emergenze in mare.

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Scatta l'operazione "Mare sicuro 2009"

Il "1530" è il numero gratuito messo a disposizione dalla Guardia costiera per segnalare le emergenze in mare

Il "1530" è il numero gratuito messo a disposizione dalla Guardia costiera per segnalare le emergenze in mare

Al via in tutta Italia l’operazione della Guardia costiera “Mare sicuro 2009”. Prevenzione degli incidenti e costante attività di salvaguardia della vita umana in mare: queste le finalità dell’operazione  che proseguirà fino alla fine di settembre.  Saranno impiegate, lungo tutto il litorale e nei maggiori laghi, unità navali e pattuglie a terra – composte da militari abilitati al salvamento – che vigileranno su tutti quei comportamenti potenzialmente pericolosi per l’incolumità di quanti a vario titolo (bagnanti, diportisti, subacquei, etc) frequenteranno i nostri mari.

«L’operazione “Mare sicuro” – si legge in un comunicato del Corpo delle Capitanerie di porto – garantirà quindi lo svolgimento in sicurezza delle attività di balneazione e di turismo nautico, fattori essenziali per l’industria turistica nazionale. Particolare attenzione sarà rivolta al corretto uso dei mezzi veloci (per esempio le moto d’acqua), al rispetto dei limiti di velocità e delle aree riservate esclusivamente alla balneazione, nonché alla tutela dell’ambiente marino».

Per far conoscere le numerose novità normative che riguardano sia la subacquea (vedi l’obbligo di una luce gialla lampeggiante per le immersioni in notturna e sul pallone di superficie gonfiabile (pedagno) usabile solo in caso di emergenza) o per il diporto nautico (nuove regole per il noleggio, possibilità di usare la cartografia elettronica, la possibilità di un identificativo SAR “search and rescue”) per i natanti, molto utile per la sicurezza, verrà intensificata l’attività di prevenzione e informazione attraverso distribuzione di opuscoli da parte dello stesso personale impegnato nell’operazione “Mare sicuro 2009”, attraverso il sito internet della Guardia costiera, la sua web radio (in partnership con Rtl 102.5) e con l’ausilio di una campagna pubblicitaria dedicato al “15.30″, il numero da chiamare per le emergenze in mare.

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La Guardia costiera di Palermo sequestra 12 km di reti spadare

Fra il 2005 e il 2008 la Guardia costiera ha sequestrato 2500 km di reti spadare illegali

Fra il 2005 e il 2008 la Guardia costiera ha sequestrato 2500 km di reti spadare illegali

Dodicimila i metri di reti spadare sequestrate questa notte nelle acque a nord della Sicilia  dagli uomini della Guardia costiera di Palermo. L’attività di contrasto alla pesca illegale con reti spadare, vietata dal 01 gennaio del 2002 dalla Comunità europea – in quanto altamente pericolosa per la fauna marina in particolare per delfini e cetacei –  continua in tutta Italia: 2500 i chilometri di spadare sequestrate dal 2005 al 2008.

«Questo tipo di operazioni – spiegano dal Comando generale delle Capitanerie, impegnato da anni su questo fronte – sono particolarmente complesse in quanto si svolgono in aree di mare ampie quante intere regioni». Nell’ambito della stessa operazione  sono stati sequestrati anche 2mila kg di pesce spada catturati illegalmente. Un impegno consistente e incessante quello degli uomini e mezzi della Guardia costiera, a tutela delle specie ittiche e del rispetto della legalità.

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Fiamme su un traghetto Tirrenia, evacuati i passeggeri

La motonave Tirrenia Florio attraccata nel porto di Palermo

La motonave Tirrenia Florio attraccata nel porto di Palermo

Un incendio è scoppiato poco prima dell’alba a bordo della motonave della Tirrenia «Florio», in navigazione tra Napoli e Palermo. Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco, le fiamme si sono sviluppate verso le 5.30 nel garage, quando la nave si trovava a 25 miglia dal capoluogo siciliano.

I passeggeri, a bordo c’erano 456 persone, sono stati evacuati con le scialuppe di salvataggio mentre il personale della nave è rimasto a bordo. Al momento sembra che nessuno sia rimasto ferito o intossicato. Per spegnere l’incendio sono al lavoro i vigili del fuoco provenienti da diversi comandi della Sicilia. Successivamente tutti i passeggeri della Florio sono stati trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera intervenuta sul posto. Sul posto infatti sono giunte sei motovedette delle Capitanerie di Porto e due navi (il mezzo della Snav in servizio fra Napoli e Palermo e il traghetto che copre la tratta Termini Imerese-Genova) che hanno preso a bordo i passeggeri e hanno proseguito verso Palermo. L’incendio è sotto controllo.
A bordo del traghetto sono rimasti 25 uomini di equipaggio, che stanno cercando di salvare la nave, anche con l’aiuto di due rimorchiatori.

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Pollastrini: vogliamo rendere il Forum delle Guardie costiere un evento annuale

L'ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto (foto N&T)

L'ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto (foto N&T)

 È scattato il conto alla rovescia per il 1° Forum dei servizi di Guardia costiera del Mediterraneo, che fra il 6 e il 7 maggio  a Genova metterà a confronto oltre 70 delegazioni internazionali. Fra gli obiettivi degli organizzatori anche quello di rendere annuale l’appuntamento, con una segreteria operativa permanente che potrebbe essere affidata al nostro Paese. Sulla scia di analoghe iniziative tenute negli ultimi anni nell’Oceano Atlantico (North Atlantic Coast Guard Forum) e nel Pacifico settentrionale (North Pacific Coast Guard Forum), l’evento è stato pensato per facilitare la cooperazione bilaterale e multilaterale tra i paesi mediterranei nelle materie tradizionalmente di competenza dei servizi di Guardia Costiera e delle amministrazioni marittime, mettendo a disposizione una adeguata sede di discussione e scambio di informazioni al più alto livello in merito alle esperienze acquisite, con particolare riferimento agli sviluppi in campo giuridico, tecnico e operativo. 

Il Forum è stato fortemente voluto da Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto, a conferma del cresciuto impegno internazionale del Corpo. «I temi oggetto di confronto – ha precisato l’ammiraglio - saranno gli stessi che vedono impegnati quotidianamente sia noi sia i nostri colleghi delle varie organizzazioni di Guardia costiera. Una favorevole occasione per lo scambio di esperienze su argomenti di fondamentale rilevanza tra cui salvaguardia ambientale, sicurezza della navigazione (nella duplice accezione di safety e security), ricerca e soccorso marittimo, salvaguardia della vita umana in mare. Inoltre si discuterà sullo sviluppo di iniziative  volte a creare i presupposti per una fattiva collaborazione tesa ad incrementare i sistemi di monitoraggio e controllo del traffico nelle aree marittime e portuali, per fini non militari, idonei a garantire i più elevati standard di controllo dei traffici». 

Un plauso all’iniziativa arriva anche dal ministero delle Infrastrutture. «  Il Forum delle Guardie costiere – fa sapere Altero Matteoli – è un’occasione per parlare del ruolo centrale  del mare Mediterraneo ponendo le basi per importanti sviluppi a medio e breve temine»

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Messina, operazione Thunnus Thynnus della Guardia costiera

Gli uomini della Guardia costiera di Messina hanno sequestrato quasi 10 quintali di tonno ancora troppo piccolo per essere pescato

Gli uomini della Guardia costiera di Messina hanno sequestrato quasi 10 quintali di tonno ancora troppo piccolo per essere pescato

La notte scorsa il personale della Guardia costiera di Messina ha posto sotto sequestro 930 Kg di tonno rosso sotto misura per un valore commerciale di circa 15mila euro, pronto per essere immesso in commercio, in violazione delle norme nazionali e comunitarie.

L’operazione “Thunnus Thynnus” è stata possibile grazie a una intensa attività investigativa mirata a contrastare l’immissione nel mercato di prodotto ittico giovane che non ha ancora avuto modo di riprodursi. Il pesce sequestrato misurava in media 80-90 cm. di lunghezza per un peso di 20- 24 kg. contro i 115 cm e i 30 kg previsti come taglia minima. Il prodotto ittico, inoltre, era sprovvisto del documento di trasporto che identifica e permette la tracciabilità del pesce.

Nel corso della stessa operazione, effettuata congiuntamente con il personale del servizio veterinario dell’Ausl n° 5 di Messina, sono stati posti sotto sequestro ulteriori 355 Kg. di prodotti ittici tenuti in cattivo stato di conservazione. Il pesce commestibile sarà devoluto in beneficenza mentre quello in cattivo stato di conservazione, dopo convalida dell’autorità giudiziaria, sarà dato in consegna ad una ditta autorizzata del comune di Messina che provvederà alla sua distruzione. Elevata, infine, una sanzione amministrativa di 1500 euro, per mancata tracciabilità del pesce in questione.
L’operazione “Thunnus Thynnus” rientra in una complessa attività voluta dal Comando generale delle Capitanerie di porto che vede impegnati tutti i Comandi territoriali del Corpo in una serie di controlli atti a verificare le metodologie e le quote di pescato di questa importante specie ittica, in forte depauperamento nel Mediterraneo.

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A Genova il primo summit delle Guardie costiere del Mediterraneo

Al primo Summit delle Guardie costiere del Mediterraneo parteciperanno delegati di 70 organizzazioni internazionali

Al primo Summit delle Guardie costiere del Mediterraneo parteciperanno delegati di 70 organizzazioni internazionali

Genova ospiterà il prossimo 6 e 7 maggio, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di autorità internazionali, il primo Forum delle Guardie Costiere del Mediterraneo. Il nostro Paese sarà teatro del Summit che vedrà, per la prima volta, le principali nazioni che affacciano su Mare Nostrum riunirsi intorno a un tavolo comune come deciso alla riunione dei ministri degli Esteri euro mediterranei a Marsiglia nel novembre scorso. 

Ventitrè le nazioni costiere ospitate, 19 i Paesi dell’ Unione Europea che interverranno come osservatori, diverse le Organizzazioni internazionali previste, quale l’International Marittime Organizzation, Agenzia delle Nazioni Unite o l’ European Marittime Safety Agency, Agenzia dell’Unione Europea, per un totale di 70 delegazioni  estere. Come già accade in altri importanti scenari marittimi le nazioni presenti potranno confrontarsi in settori strategici quali: Ricerca e Soccorso (SAR), Protezione dell’ambiente marino, Sicurezza della navigazione e Controllo sull’intera filiera della pesca.

A conferma del ruolo di leadership assunto dalla Guardia Costiera italiana nel Mediterraneo, il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo collega delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli hanno fortemente voluto che tutte le autorità marittime che si affacciano sul “mare nostrum” si incontrassero proprio in Italia.

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PSC, si rafforza la leadership della nostra Guardia costiera

La Guardia costiera italiana ha pubblicato oggi il Rapporto annuale 2008

La Guardia costiera italiana ha pubblicato oggi il Rapporto annuale 2008

Per il decimo anno consecutivo la Guardia costiera italiana si attesta tra le prime nazioni in Europa in un settore strategico quale la sicurezza dei trasporti via mare, confermando anche per il 2008 il primato dell’Italia per navi straniere trattenute nei porti nazionali in quanto considerate pericolose per l’ambiente, per i passeggeri e gli equipaggi  (navi substandard). Delle 1927 navi straniere – sia mercantili che passeggeri – controllate nei porti nazionali,  224 sono risultate non conformi agli standard di sicurezza e per questo trattenute fino all’eliminazione delle irregolarità accertate. 

Questo quanto emerge dal rapporto annuale 2008 sull’attività ispettiva di Port State Control – pubblicato oggi sul sito www.guardiacostiera.it – compiuta dagli ufficiali del Corpo appositamente abilitati presso il Centro di formazione della Guardia costiera di Genova. L’attività consiste nel visitare almeno il 25% delle navi straniere che approdano nei porti nazionali secondo un criterio di priorità determinato dall’età della nave, dalla pericolosità del carico e dagli eventuali precedenti fermi avvenuti in altri porti, assicurando così il controllo delle unità a maggior rischio.

A tale attività – nata a seguito di un accordo firmato da 27 paesi europei per contrastare li fenomeno delle “navi substandard” – il personale della Guardia costiera affianca l’altrettanto importante attività di controllo sulle navi italiane – 465 ispezioni nel  2008 – in porti nazionali ed esteri. Garantire, tramite un costante monitoraggio, l’efficienza di unità navali in un bacino chiuso e intensamente trafficato qual è il Mediterraneo è essenziale per la sicurezza di chi vi viaggia e vi lavora e per la salvaguardia dell’ambiente marino.

Clicca qui per scaricare il Rapporto annuale 2008 in versione integrale.

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L’Italia accoglie gli immigrati della Pinar

I primi soccorsi della Guardia costiera al mercantile turco Pinar

I primi soccorsi della Guardia costiera al mercantile turco Pinar

Il mercantile turco Pinar, al centro di una disputa internazionale fra il nostro Paese e Malta, col suo carico di grano e di 153 persone (fra equipaggio e immigrati, rifugiati nigeriani in fuga dalla guerra civile cui l’unità aveva prestato soccorso nei giorni scorsi), alla fine è arrivato in Italia. Ieri alcuni medici italiani avevano visitato il cargo e deciso di ricoverare una donna incinta e alcune persone con varicella e febbre alta. In tutto sono stati venti i malati trasferiti subito a Lampedusa.

La Guardia costiera, inoltre, sempre ieri aveva portato a bordo circa mille litri d’acqua. Poi la situazione fra la Farnesina e il premier maltese Lawrence Gonzi ha trovato una soluzione e il nostro governo ha deciso di far dirigere il mercantile verso un porto italiano, «in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria». Ma Palazzo Chigi tiene a precisare che “non è un precedente”.
il mercantile è arrivato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. La decisione è arrivata anche dopo il richiamo «a un forte senso di responsabilità» dell’arcivescovo agrigentino Francesco Montenegro e dopo che alcuni giornalisti, saliti a bordo, avevano parlato di «una situazione molto brutta».

Il Pinar era rimasto bloccato perché aveva soccorso i migranti che si trovavano su due barconi, segnalati ai maltesi e agli italiani da altre navi. Il mercantile battente bandiera turca era il più vicino. E Malta ha chiesto all’imbarcazione di recuperare i migranti in difficoltà. Poi ha ordinato di dirigersi verso l’Italia, che però, per 4 giorni, si è rifiutata di accoglierli.

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L'Italia accoglie gli immigrati della Pinar

I primi soccorsi della Guardia costiera al mercantile turco Pinar

I primi soccorsi della Guardia costiera al mercantile turco Pinar

Il mercantile turco Pinar, al centro di una disputa internazionale fra il nostro Paese e Malta, col suo carico di grano e di 153 persone (fra equipaggio e immigrati, rifugiati nigeriani in fuga dalla guerra civile cui l’unità aveva prestato soccorso nei giorni scorsi), alla fine è arrivato in Italia. Ieri alcuni medici italiani avevano visitato il cargo e deciso di ricoverare una donna incinta e alcune persone con varicella e febbre alta. In tutto sono stati venti i malati trasferiti subito a Lampedusa.

La Guardia costiera, inoltre, sempre ieri aveva portato a bordo circa mille litri d’acqua. Poi la situazione fra la Farnesina e il premier maltese Lawrence Gonzi ha trovato una soluzione e il nostro governo ha deciso di far dirigere il mercantile verso un porto italiano, «in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria». Ma Palazzo Chigi tiene a precisare che “non è un precedente”.
il mercantile è arrivato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. La decisione è arrivata anche dopo il richiamo «a un forte senso di responsabilità» dell’arcivescovo agrigentino Francesco Montenegro e dopo che alcuni giornalisti, saliti a bordo, avevano parlato di «una situazione molto brutta».

Il Pinar era rimasto bloccato perché aveva soccorso i migranti che si trovavano su due barconi, segnalati ai maltesi e agli italiani da altre navi. Il mercantile battente bandiera turca era il più vicino. E Malta ha chiesto all’imbarcazione di recuperare i migranti in difficoltà. Poi ha ordinato di dirigersi verso l’Italia, che però, per 4 giorni, si è rifiutata di accoglierli.

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