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Il testo di riforma dei porti piace ad Assologistica

Assologistica rappresenta fra gli altri terminalisti portuali e aeroportuali, centri intermodali, interporti, autoporti, silos portuali e interni, centri logistici e di distribuzione per conto terzi e imprese di logistica integrata

Assologistica rappresenta fra gli altri terminalisti portuali e aeroportuali, centri intermodali, interporti, autoporti, silos portuali e interni, centri logistici e di distribuzione per conto terzi e imprese di logistica integrata

Assologistica condivide le integrazioni e i correttivi apportati al testo unificato di riforma della legge 84/94 del sistema portuale italiano che nei prossimi giorni sarà reso pubblico. L’assemblea ordinaria dell’associazione che raggruppa la gran parte degli operatori logistici del nostro paese, si è riunita ieri a Milano per rinnovare il comitato direttivo che a dicembre eleggerà il nuovo presidente. più in generale, Assologistica ha apprezzato «la capacità di ascolto della commissione Lavori pubblici del Senato presieduta da Luigi Grillo e la conseguente cancellazione di alcune previsioni normative in forte contrasto con le aspettative dell’industria portuale, il modello di governance e di autonomia finanziaria riconosciuto alle Autorità portuali».

Allo stesso tempo, però, si auspica che l’autonomia finanziaria non divenga – in assenza di un Piano generale della Logistica e della mobilità - una babele di iniziative localistiche che, accompagnate da interventi impropri sull’organizzazione del lavoro radicherebbero ancora di più la polverizzazione della domanda, il nanismo dimensionale delle imprese e il dumping sociale. L’Assemblea ha infine espresso un profondo disagio per la mancata traduzione in norme delle previsioni di sostegno al settore marittimo-portuale che il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha inserito nell’allegato infrastrutture al DPEF 2009-2011.

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Porti, Matteoli conferma l’autonomia finanziaria

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Sì a una reale autonomia finanziaria delle Autorità portuali, parola di ministro. A garantirlo il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenuto oggi a Roma ai lavori dell’Assemblea generale di Assoporti. La scelta di procrastinare la presentazione del progetto di legge di riforma portuale, ha spiegato, è dovuta all’esigenza di varare un disegno davvero completo che non può prescindere dall’autonomia finanziaria. «Autonomia  – ha precisato – che avrà un riferimento certo e fisso nell’Iva maturata nell’ambito delle operazioni portuali». Il ministro ha individuato  in una nuova e più estesa identificazione del ruolo delle Autorità portuali (nonché della loro governance), in un nuovo rapporto fra porto e territorio, nonché in una stabilizzazione del lavoro portuale i pilastri del nuovo assetto normativo e operativo del settore.

Matteoli ha poi annunciato l’istituzione di una “cabina di regia” presieduta in prima persona, grazie alla quale ciascuna realtà portuale potrà verificare in tempo reale le sue priorità nel rapporto con Ferrovie, Anas, Enti locali per quanto riguarda l’ultimo miglio, vale a dire la serie di collegamenti fra il porto e il territorio retrostante. Così si arriverà a un’interazione fra impianti portuali, territorio e i cosiddetti porti corridoio (rispetto ai quali si esclude decisamente qualsiasi ipotesi di super-commissari). Il ministro ha chiuso il suo intervento riconoscendo ad Assoporti un ruolo prioritario nel “fare sistema” non in modo teorico e programmatico, ma pragmatico e immediatamente operativo, incassando l’immediata disponibilità da parte dell’Associazione, che questa cabina di regia aveva suggerito. Matteoli, infine, ha assicurato che nel primo decreto disponibile verranno inserite norme ad hoc per un possibile utilizzo, a copertura triennale, di una quota del fondo infrastrutture. Ciò per assicurare copertura anche alla fiscalizzazione di 5 punti degli oneri sociali per le imprese che si impegnano a non licenziare, per stabilizzare gli sgravi contributivi sul cabotaggio e riordinare tasse e diritti marittimi.

in apertura di giornata il presidente Francesco Nerli aveva analizzato a fondo le prospettive e i profondi cambiamenti in atto nella struttura dei traffici, ribadendo la necessità di intervenire in questo settore con reali politiche di sistema che consentano di agganciare il paese alle grandi direttrici europee. Il numero uno di Assoporti ha richiesto da subito «non meno di 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti e adeguamenti strutturali». Ciò per poi «puntare con decisione su un’autonomia finanziaria che faccia delle Autorità portuali il fulcro anche per la nascita di piattaforme multi portuali e logistiche». Nella tavola rotonda, moderata da Oscar Giannino, che si è aperta subito dopo la relazione di Nerli, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ha aggiornato gli addetti ai lavori sulle novità della bozza di riforma della legge 84/94 in discussione a Palazzo Madama. Il nuovo testo dovrebbe prevedere «un rafforzamento nei poteri del presidente (manager), un conseguente ridimensionamento nei poteri del Comitato portuale, l’approdo della legge obiettivo in porto anche con la norma che bypassa le sospensive del Tar,  una norma specifica sui dragaggi e l’accelerazione dei piani regolatori portuali che dovranno essere approvati entro un anno».
Per quanto riguarda l’autonomia finanziaria Grillo ha ipotizzato l’attivazione di un Fondo alimentato dal gettito Iva e di un secondo Fondo, costituito con una quota parte degli investimenti in ferrovie e strade.

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Porti, Matteoli conferma l'autonomia finanziaria

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Sì a una reale autonomia finanziaria delle Autorità portuali, parola di ministro. A garantirlo il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenuto oggi a Roma ai lavori dell’Assemblea generale di Assoporti. La scelta di procrastinare la presentazione del progetto di legge di riforma portuale, ha spiegato, è dovuta all’esigenza di varare un disegno davvero completo che non può prescindere dall’autonomia finanziaria. «Autonomia  – ha precisato – che avrà un riferimento certo e fisso nell’Iva maturata nell’ambito delle operazioni portuali». Il ministro ha individuato  in una nuova e più estesa identificazione del ruolo delle Autorità portuali (nonché della loro governance), in un nuovo rapporto fra porto e territorio, nonché in una stabilizzazione del lavoro portuale i pilastri del nuovo assetto normativo e operativo del settore.

Matteoli ha poi annunciato l’istituzione di una “cabina di regia” presieduta in prima persona, grazie alla quale ciascuna realtà portuale potrà verificare in tempo reale le sue priorità nel rapporto con Ferrovie, Anas, Enti locali per quanto riguarda l’ultimo miglio, vale a dire la serie di collegamenti fra il porto e il territorio retrostante. Così si arriverà a un’interazione fra impianti portuali, territorio e i cosiddetti porti corridoio (rispetto ai quali si esclude decisamente qualsiasi ipotesi di super-commissari). Il ministro ha chiuso il suo intervento riconoscendo ad Assoporti un ruolo prioritario nel “fare sistema” non in modo teorico e programmatico, ma pragmatico e immediatamente operativo, incassando l’immediata disponibilità da parte dell’Associazione, che questa cabina di regia aveva suggerito. Matteoli, infine, ha assicurato che nel primo decreto disponibile verranno inserite norme ad hoc per un possibile utilizzo, a copertura triennale, di una quota del fondo infrastrutture. Ciò per assicurare copertura anche alla fiscalizzazione di 5 punti degli oneri sociali per le imprese che si impegnano a non licenziare, per stabilizzare gli sgravi contributivi sul cabotaggio e riordinare tasse e diritti marittimi.

in apertura di giornata il presidente Francesco Nerli aveva analizzato a fondo le prospettive e i profondi cambiamenti in atto nella struttura dei traffici, ribadendo la necessità di intervenire in questo settore con reali politiche di sistema che consentano di agganciare il paese alle grandi direttrici europee. Il numero uno di Assoporti ha richiesto da subito «non meno di 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti e adeguamenti strutturali». Ciò per poi «puntare con decisione su un’autonomia finanziaria che faccia delle Autorità portuali il fulcro anche per la nascita di piattaforme multi portuali e logistiche». Nella tavola rotonda, moderata da Oscar Giannino, che si è aperta subito dopo la relazione di Nerli, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ha aggiornato gli addetti ai lavori sulle novità della bozza di riforma della legge 84/94 in discussione a Palazzo Madama. Il nuovo testo dovrebbe prevedere «un rafforzamento nei poteri del presidente (manager), un conseguente ridimensionamento nei poteri del Comitato portuale, l’approdo della legge obiettivo in porto anche con la norma che bypassa le sospensive del Tar,  una norma specifica sui dragaggi e l’accelerazione dei piani regolatori portuali che dovranno essere approvati entro un anno».
Per quanto riguarda l’autonomia finanziaria Grillo ha ipotizzato l’attivazione di un Fondo alimentato dal gettito Iva e di un secondo Fondo, costituito con una quota parte degli investimenti in ferrovie e strade.

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Grillo : “Ecco la mia proposta sui trasporti”

Delirio dei trasporti

Il trasporto, da necessità, deve diventare una scelta. Un autobus elettrico da 150 posti è preferibile a 150 macchine in fila. Non inquina e arriva prima. Lavorare da casa o da un’area attrezzata vicino alla propria abitazione è meglio che percorrere cinquanta chilometri al giorno per recarsi in azienda. Ed è possibile oggi, non è utopia. Internet e il telelavoro consentono di rimanere FERMI per quasi tutti i lavori impiegatizi. Investire nei servizi pubblici e non nel traffico privato è possibile oggi, non è utopia. Incentivare l’automobile è antistorico. Un mezzo insicuro, inefficiente, costoso. L’automobilista ha l’opzione se schiantarsi subito (7000 morti stimati nel 2009) o se morire di inquinamento da CO2 un po’ più tardi. Il trasporto va ripensato, non può essere un business in sé. Tutto ciò che può essere prodotto localmente non deve essere trasportato. La forma più moderna di trasporto l’hanno inventata i nostri bisnonni: si chiama bicicletta. Tutti i centri urbani d’Italia devono poter essere percorribili in bicicletta, in sicurezza. Non servono i treni veloci, servono treni efficienti per tutte le tratte esistenti. Per migliorare la vita di milioni di pendolari che viaggiano come le bestie. Il Ponte di Messina e la Tav in Val di Susa sono Grandi Opere del Passato, come le Piramidi o il Colosseo. Servono solo a dilapidare i soldi pubblici. Gli unici a trarne beneficio sono i costruttori, le lobby, i partiti. Bicicletta, mezzi pubblici non inquinanti, telelavoro, collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici, produzioni locali.
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Ecco la proposta per i Trasporti per ricevere i vostri contributi.

TRASPORTI

- disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
- sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
- istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
- istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
- introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
- potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
- blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
- proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
- sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
- copertura dell’intero Paese con la banda larga
- incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
- sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
- incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
- incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
- corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
- piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale

Fonte : Beppegrillo.it

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Grillo : "Ecco la mia proposta sui trasporti"

Delirio dei trasporti

Il trasporto, da necessità, deve diventare una scelta. Un autobus elettrico da 150 posti è preferibile a 150 macchine in fila. Non inquina e arriva prima. Lavorare da casa o da un’area attrezzata vicino alla propria abitazione è meglio che percorrere cinquanta chilometri al giorno per recarsi in azienda. Ed è possibile oggi, non è utopia. Internet e il telelavoro consentono di rimanere FERMI per quasi tutti i lavori impiegatizi. Investire nei servizi pubblici e non nel traffico privato è possibile oggi, non è utopia. Incentivare l’automobile è antistorico. Un mezzo insicuro, inefficiente, costoso. L’automobilista ha l’opzione se schiantarsi subito (7000 morti stimati nel 2009) o se morire di inquinamento da CO2 un po’ più tardi. Il trasporto va ripensato, non può essere un business in sé. Tutto ciò che può essere prodotto localmente non deve essere trasportato. La forma più moderna di trasporto l’hanno inventata i nostri bisnonni: si chiama bicicletta. Tutti i centri urbani d’Italia devono poter essere percorribili in bicicletta, in sicurezza. Non servono i treni veloci, servono treni efficienti per tutte le tratte esistenti. Per migliorare la vita di milioni di pendolari che viaggiano come le bestie. Il Ponte di Messina e la Tav in Val di Susa sono Grandi Opere del Passato, come le Piramidi o il Colosseo. Servono solo a dilapidare i soldi pubblici. Gli unici a trarne beneficio sono i costruttori, le lobby, i partiti. Bicicletta, mezzi pubblici non inquinanti, telelavoro, collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici, produzioni locali.
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Ecco la proposta per i Trasporti per ricevere i vostri contributi.

TRASPORTI

- disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
- sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
- istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
- istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
- introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
- potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
- blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
- proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
- sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
- copertura dell’intero Paese con la banda larga
- incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
- sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
- incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
- incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
- corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
- piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale

Fonte : Beppegrillo.it

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Assoporti, assemblea generale il 1° ottobre

Assoporti raggruppa all'interno della sua associazione 27 porti della Penisola

Assoporti raggruppa all'interno della sua associazione le 40 realtà portuali più importanti della Penisola

Il primo ottobre a Roma si terrà l’Assemblea generale di Assoporti. Sarà l’occasione per discutere di flessione dei traffici marittimi a livello mondiale, riorganizzazione delle linee di navigazione sulle grandi direttrici mondiali, caduta degli ordini di nuove navi ai cantieri e, nonostante questo, sovraccapacità per diverse tipologie di navi. In una fase critica per il settore marittimo portuale, che fa il pari con la crisi finanziaria, ma soprattutto economica, mondiale, i porti italiani intendono avanzare proposte per un futuro possibile.

I lavori saranno aperti dalla relazione del presidente Francesco Nerli, da cui poi trarrà spunto il dibattito, moderato da Oscar Giannino. Hanno già assicurato la loro presenza il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il sottosegretario del Mef Alberto Giorgetti, il coordinatore Trasporti delle regioni Ennio Cascetta, il presidente e il capogruppo del Pd della commissione Trasporti della Camera, rispettivamente Mario Valducci e Michele Meta, quello della Lavori pubblici del Senato Luigi Grillo insieme al collega del Pd Marco Filippi. Il mondo imprenditoriale sarà rappresentato dal vice presidente di Confindustria Cesare Trevisani, quello del lavoro da Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil.

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Dragaggi, partita la fase due a Genova

L'ammiraglio Lolli, il senatore Grillo e il presidente dell'Ap Merlo nel porto di Genova

L'ammiraglio Lolli, il senatore Grillo e il presidente dell'Ap Merlo nel porto di Genova

Proseguono, come da programma, i lavori per aumentare la profondità dei fondali nel porto di Genova. Nello scorso weekend il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato Luigi Grillo e il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo sono stati accompagnati dall’ammiraglio Ferdinando Lolli, direttore marittimo della Liguria, a bordo di una motovedetta delle Capitanerie per fare un sopralluogo sulle operazioni di dragaggio.

Le autorità hanno assistito ai lavori che ora stanno interessando l’area Multedo, rendendosi conto direttamente della modalità e della natura degli interventi. In contemporanea, a bordo della motovedetta, erano presenti i tecnici della Università di Genova – Dipartimento per lo studio del Territorio e delle sue risorse che hanno effettuato con sonda parametrica i rilievi previsti che hanno dato risultati assai confortanti, in quanto abbondantemente contenuti nei limiti massimi di torbidità imposti.
Successivamente Grillo ha visitato “Calata Bettolo” ove i 75 metri cubi di materiale di risulta sono stati già conferiti nella prima cassa di colmata predisposta, della capienza di 300mila metri cubi. Al termine della visita il presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama ha espresso parole di apprezzamento e soddisfazione per l’efficacia dell’intervento nonché per la professionalità con cui viene condotto.

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Confitarma, un nuovo modo di comunicare il mare

"Shipping in onda" sarà trasmesso prossimamente da Class Cnbc. In programma altri talk show dedicati allo shipping

"Shipping in onda" sarà trasmesso prossimamente da Class Cnbc. In programma altri talk show dedicati allo shipping

Nessuna sorpresa al termine dell’Assemblea generale di Confitarma. Così come anticipato all’inizio di giugno il consesso che riunisce gli armatori privati ha deciso, all’unanimità, di prorogare di un anno il mandato in scadenza del presidente Nicola Coccia e tutte le altre cariche confederali. È una decisione figlia della scelta di Paolo d’Amico, candidato designato alla successione al vertice di Confitarma, di rinviare al 2010 l’inizio della sua presidenza.

Sempre ieri è iniziata a Palazzo Colonna, a Roma, con la sessione ““Shipping in onda un’industria che cambia in un mondo che si trasforma”, dedicata a un nuovo modo di comunicare il mare, è iniziata l’edizione 2009 della 48 Ore del mare. Condotto da Stefania Peveraro di Class Cnbc, insieme al presidente Coccia, è stato dato il là a un vero e proprio talk show cui sono intervenuti: Giuseppe Castagna, responsabile Corporate relationship management Intesa San Paolo, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Gabriele Gori, vice direttore generale MPS Capital Services banca per le imprese Spa e Vincenzo Onorato, presidente di Moby lines.

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda sul futuro di Tirrenia e delle sue controllate con Coccia a moderare gli interventi di rappresentanti del ministero delle Infrastrutture, delle regioni coinvolte e dei lavoratori della compagnia di navigazione pubblica.

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