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Anche la Fiom firma l’integrativo Fincantieri

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi

E pace fu. Ieri, alla fine di un braccio di ferro durato diversi mesi, durante i quali non sono mancate vibranti proteste e manifestazioni da parte dei suoi associati, anche la Fiom ha firmato il contratto integrativo di Fincantieri. Tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici hanno accolto positivamente il raggiungimento dell’intesa.

«Sulle garanzie occupazionali – fa sapere Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil – è obiettivo formalizzato che non ci saranno né chiusura di siti, né esuberi di personale. Per quanto riguarda appalti, sicurezza sul lavoro, formazione professionale e apprendistato, si raggiungono risultati importanti che garantiscono nuovi poteri di intervento e nuovi diritti alle organizzazioni sindacali, alle Rsu e ai lavoratori.  L’intesa, – ha aggiunto – interpreta, chiarisce, modifica e integra l’accordo separato dell 1° aprile scorso».
Secondo Alessandro Zupin dell’Ugl, ieri si è trovato «uno spirito di fattiva e concreta collaborazione fra tutte le organizzazioni sindacali presenti e l’azienda». Per il sindacalista «Fincantieri si è dimostrata disponibile a suddividere il raggiungimento dei venti punti per il premio di produttività a metà tra azienda e dipendenti. Ciò dimostra la disponibilità da parte dell’azienda nel futuro operato dei lavoratori, i quali, così, saranno maggiormente incentivati a fare la propria parte per uscire dalla crisi».

Apprezzamento per la scelta della Fiom di partecipare al tavolo è arrivata anche dalla Fim. «È un passo – ha confermato il segretario generale Bruno Vitali – che contribuisce a rafforzare ulteriormente l’azione sindacale in Fincantieri che ha come obiettivo di consolidare l’attività produttiva di tutti i siti del gruppo e sviluppare l’occupazione». Ulteriore novità emersa nella riunione, spiega la Fim, è la disponibilità dell’azienda a valutare per il futuro l’assunzione di apprendisti (una pratica finora osteggiata dalla Fiom) che consentirà la collocazione al lavoro di giovani nel gruppo.

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Anche la Fiom firma l'integrativo Fincantieri

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi

E pace fu. Ieri, alla fine di un braccio di ferro durato diversi mesi, durante i quali non sono mancate vibranti proteste e manifestazioni da parte dei suoi associati, anche la Fiom ha firmato il contratto integrativo di Fincantieri. Tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici hanno accolto positivamente il raggiungimento dell’intesa.

«Sulle garanzie occupazionali – fa sapere Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil – è obiettivo formalizzato che non ci saranno né chiusura di siti, né esuberi di personale. Per quanto riguarda appalti, sicurezza sul lavoro, formazione professionale e apprendistato, si raggiungono risultati importanti che garantiscono nuovi poteri di intervento e nuovi diritti alle organizzazioni sindacali, alle Rsu e ai lavoratori.  L’intesa, – ha aggiunto – interpreta, chiarisce, modifica e integra l’accordo separato dell 1° aprile scorso».
Secondo Alessandro Zupin dell’Ugl, ieri si è trovato «uno spirito di fattiva e concreta collaborazione fra tutte le organizzazioni sindacali presenti e l’azienda». Per il sindacalista «Fincantieri si è dimostrata disponibile a suddividere il raggiungimento dei venti punti per il premio di produttività a metà tra azienda e dipendenti. Ciò dimostra la disponibilità da parte dell’azienda nel futuro operato dei lavoratori, i quali, così, saranno maggiormente incentivati a fare la propria parte per uscire dalla crisi».

Apprezzamento per la scelta della Fiom di partecipare al tavolo è arrivata anche dalla Fim. «È un passo – ha confermato il segretario generale Bruno Vitali – che contribuisce a rafforzare ulteriormente l’azione sindacale in Fincantieri che ha come obiettivo di consolidare l’attività produttiva di tutti i siti del gruppo e sviluppare l’occupazione». Ulteriore novità emersa nella riunione, spiega la Fim, è la disponibilità dell’azienda a valutare per il futuro l’assunzione di apprendisti (una pratica finora osteggiata dalla Fiom) che consentirà la collocazione al lavoro di giovani nel gruppo.

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Viespoli, su integrativo Fincantieri pronti ad aprire un tavolo

Pasquale Viespoli, sottosegretario al Welfare

Pasquale Viespoli, sottosegretario al Welfare

Palazzo Chigi sta seguendo con la massima attenzione la vertenza relativa al rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri (che il 1° aprile è stato sottoscritto da Fim, Uilm, Ugl metalmeccanici ma non dalla Fiom, che è il sindacato con maggiori iscritti nella categoria), anche se bisogna tenere «distinti il piano rimesso all’autonomia delle parti e quello più specificamente attinente alla sfera di intervento governativo, che rappresenterebbe altrimenti una indebita ingerenza». Lo ha riferito ieri il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, rispondendo in commissione Lavoro a Palazzo Madama all’interrogazione di Paolo Nerozzi del Pd. Il governo conferma «la massima disponibilità ad aprire, ove richiesto, un tavolo di confronto con le parti coinvolte, onde superare le divergenze emerse». 

Assolutamente insoddisfatto il rappresentante del centrosinistra, in quanto le risposte non forniscono alcuna risposta ai quesiti da lui posti. Il contratto è stato siglato senza «coinvolgere una sigla sindacale, si riferisce a una posizione della maggioranza delle RSU del gruppo Fincantieri, che aveva bocciato l’accordo, chiedendo una riapertura del negoziato».
Intanto oggi lo sciopero indetto dai metalmeccanici della Cgil in tutti gli stabilimenti del gruppo triestino ha fatto registrare secondo quanto riferisce la Fiom «un’adesione del 90%. Stando alle notizie che giungono da tutte le sedi di Fincantieri, la riuscita dello sciopero di otto ore proclamato per oggi dalla Fiom è pressoché totale e, comunque, superiore al 90%. Si calcola – si legge in una nota – che solo poche centinaia di lavoratori sugli 8mila dipendenti diretti abbiano varcato, stamattina, i cancelli degli stabilimenti. Stando a queste stesse prime notizie, l’iniziativa di lotta della Fiom ha coinvolto con successo anche i dipendenti delle ditte di appalto.»

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Fiom, domani sciopero di otto ore in Fincantieri

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, responsabile per la cantieristica navale, è il 2° da sinistra

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, responsabile per la cantieristica navale, è il 2° da sinistra

La Fiom-Cgil ha indetto per domani uno sciopero nazionale di otto ore del gruppo Fincantieri. «Nell’ambito della giornata di lotta si legge in un comunicato sindacale –  si svolgerà a Trieste, ove ha sede la Direzione del gruppo, una manifestazione nazionale cui sono chiamati a partecipare i lavoratori degli otto cantieri navali e delle sedi impiegatizie che lo compongono, oltre a quelli delle società collegate. “Non ci possono cancellare. Noi costruiamo le navi, noi decidiamo sugli accordi”: questo è lo slogan dell’iniziativa indetta per portare avanti la vertenza per l’integrativo di gruppo. Vertenza che, per la Fiom, è ancora aperta dal momento l’accordo separato, firmato dall’Azienda con Fim-Cisl, Uilm-Uil e Ugl metalmeccanici, non è stata sottoposta al voto dei lavoratori, mentre la maggioranza assoluta delle Rsu ha sottoscritto un testo di non accettazione dell’accordo». Il comizio si concluderà con l’intervento di Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil responsabile per la cantieristica navale.

Intanto il coordinamento nazionale dei metalmeccanici della Cgil pochi giorni fa si è riunito a Monfalcone per fare il punto della situazione a cinquanta giorni dalla scelta di non siglare l’intesa sull’integrativo. In questi lasso di tempo le assemblee e le iniziative di mobilitazione hanno confermato il dissenso totale in tutti i cantieri rispetto a quanto firmato. Fincantieri «ha cercato di correggere alcuni punti dell’accordo, per rispondere alle proteste dei lavoratori. Queste modifiche sono insufficienti, ma dimostrano che l’accordo può essere cambiato. In questi due mesi l’Azienda ha continuato il suo attacco alla contrattazione e ai diritti dei lavoratori. Si vuole negare la contrattazione con i sindacati e con le Rsu fondata sulla democrazia e il consenso dei lavoratori».


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Nerozzi (Pd): congelare l’integrativo Fincantieri

Paolo Nerozzi è stato fino allo scorso anno segretario confederale della Cgil

Paolo Nerozzi è stato fino allo scorso anno segretario confederale della Cgil

È attesa per giovedì mattina, in commissione Lavoro al Senato, la risposta del ministro Sacconi all’interrogazione di Paolo Nerozzi del Pd, che recentemente aveva chiesto di congelare il contratto integrativo di Fincantieri registrato il 1° aprile scorso, sottoscritto dai metalmeccanici di Fim e Uilm, ma non da quelli della Fiom che è il sindacato più rappresentativo del settore.
«Data la particolare situazione economica e finanziaria che investe il sistema produttivo delle imprese italiane e che potrebbe coinvolgere anche lo stesso gruppo Fincantieri – si legge nel documento presentato dall’ex componente del direttivo della segreteria generale della Cgil – sarebbe auspicabile convocare le parti sociali» per preparare un terreno di confronto «utile al superamento di tale vicenda, quale condizione necessaria per un sereno sviluppo delle relazioni sindacali e industriali in azienda». 

Nerozzi invita il ministro del Lavoro a «coinvolgere le organizzazioni sindacali nella stesura di un atto normativo utile alla definizione di regole condivise sull’esercizio della consultazione dei lavoratori in sede di accordi aziendali e di categoria, nonché di rappresentanza sindacale, anche a partire dal testo sindacale unitario di accordo di riforma del sistema della contrattazione».

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Nerozzi (Pd): congelare l'integrativo Fincantieri

Paolo Nerozzi è stato fino allo scorso anno segretario confederale della Cgil

Paolo Nerozzi è stato fino allo scorso anno segretario confederale della Cgil

È attesa per giovedì mattina, in commissione Lavoro al Senato, la risposta del ministro Sacconi all’interrogazione di Paolo Nerozzi del Pd, che recentemente aveva chiesto di congelare il contratto integrativo di Fincantieri registrato il 1° aprile scorso, sottoscritto dai metalmeccanici di Fim e Uilm, ma non da quelli della Fiom che è il sindacato più rappresentativo del settore.
«Data la particolare situazione economica e finanziaria che investe il sistema produttivo delle imprese italiane e che potrebbe coinvolgere anche lo stesso gruppo Fincantieri – si legge nel documento presentato dall’ex componente del direttivo della segreteria generale della Cgil – sarebbe auspicabile convocare le parti sociali» per preparare un terreno di confronto «utile al superamento di tale vicenda, quale condizione necessaria per un sereno sviluppo delle relazioni sindacali e industriali in azienda». 

Nerozzi invita il ministro del Lavoro a «coinvolgere le organizzazioni sindacali nella stesura di un atto normativo utile alla definizione di regole condivise sull’esercizio della consultazione dei lavoratori in sede di accordi aziendali e di categoria, nonché di rappresentanza sindacale, anche a partire dal testo sindacale unitario di accordo di riforma del sistema della contrattazione».

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Uilm, la Fiom su Fincantieri diffonde notizie false

Lo stabilimento Fincantieri di Ancona

Le consultazione dei lavoratori negli stabilimenti Fincantieri finiranno il 28 aprile

Quando la Fiom sostiene che l’integrativo è stato bocciato dalle assemblee dei lavoratori diffonde notizie false. La Uilm va all’attacco della sigla della Cgil dei metalmeccanici, unica componente sindacale a non aver sottoscritto l’accordo sul rinnovo del contratto di Fincantieri. «L’intesa – si legge in una nota – è stata apprezzata con un altissimo gradimento dagli addetti dell’azienda cantieristica che hanno reso vive e partecipate tutte le assemblee svolto nei siti della società in questione. Purtroppo, per la Fiom emerge un vecchio vizio: quando non riesce a prendere una decisione a vantaggio dei metalmeccanici, tenta di inficiare il risultato conquistato con bugie e controinformazione. La Uilm – continua il comunicato – diffida formalmente la Fiom dall’uso di questi metodi che sanno di epoche passate e di sistemi sconfitti dalla storia».
E nei vari stabilimenti del gruppo cantieristico triestino le consultazioni stanno continuando. Lo ha ribadito nel fine settimana Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim-Cisl, sottolineando che «c’è grande partecipazione dei lavoratori alle assemblee Fim e Uilm per l’illustrazione dell’accordo aziendale del primo aprile scorso. Finora si sono svolte assemblee informative nei cantieri di Riva Trigoso, Muggiano, Sestri Ponente, Isotta Fraschini di Bari, Monfalcone e nella sede di Genova e Cetena». Entro il 28 aprile si completerà il ciclo di assemblee nei cantieri di Ancona, Castellamare di Stabia, Palermo, Marghera e nelle sedi di Trieste, Orizzonte Sistemi Navali. Dopo la parola andrà agli iscritti.

L’accordo siglato da Fim e Uilm il 1° aprile prevede un nuovo premio di risultato di 1.500 euro, che si aggiunge al pregresso e che nel caso di ricorso a strumenti congiunturali, come la cassa integrazione ordinaria, garantisce la maturazione delle ferie, i par e i ratei di 13 mensilità, il premio di produzione e riconosce per il personale in cig i ticket restaurant e un rimborso giornaliero di 5 euro per le spese di viaggio, a fronte dell’avvio di percorsi formativi.

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Cremaschi: l’accordo su Fincantieri non ha il consenso dei lavoratori

Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom

Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom

«L’accordo separato sul contratto integrativo di Fincantieri è, in sostanza, privo di qualsiasi legittimazione e consenso». Ad esprimersi in questi termini è Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom Cgil, dopo la bocciatura del testo nelle assemblee di Fim e Uilm. Le riunioni indette insieme dalla Fim e dalla Uilm per illustrare i contenuti dell’accordo separato del 1° aprile che si sono svolte in diversi cantieri del gruppo, a Riva Trigoso, a Sestri Ponente, al Muggiano, a Monfalcone, riferisce la Fiom, «hanno registrato una sonora bocciatura dell’intesa che veniva presentata».

«Alle assemblee retribuite c’è stata un’altissima partecipazione. Invece, nelle quelle  convocate da Fim e Uilm con sciopero, come a Sestri Ponente, la presenza è stata scarsissima, a differenza di quelle svolte pochi giorni prima dalla Fiom. In tutti i cantieri dove si sono presentate – fa sapere il sindacato della Cgil – la Fim e la Uilm hanno subito dure critiche e contestazioni da parte dei lavoratori sia sul merito dell’accordo, sia sul fatto che queste organizzazioni hanno impedito il referendum e finora non hanno neanche riconosciuto il pronunciamento della maggioranza assoluta delle Rsu del gruppo. Il punto più contestato dell’accordo separato – ricorda la Fiom – è quello del salario. I lavoratori chiedono che venga spiegato che cosa debbono fare per poter raggiungere i 1.500 euro del premio di efficienza. Ma a questa domanda per Fim e Uilm è impossibile rispondere dato che neanche la Fincantieri al tavolo della trattativa ha saputo dare una risposta».

Molto contestato anche il tentativo di Fim e Uilm di far passare il pagamento degli arretrati della vecchia produttività come se fosse una “una tantum” di cui per la prima volta nella storia del gruppo non c’è alcuna traccia. «A questo punto – ha ribadito Cremaschi – sarebbe necessario che Fim e Uilm prendessero atto della realtà. Il loro accordo non passa nemmeno nelle loro assemblee. Il dissenso dei lavoratori è totale. Chiediamo a Fim e Uilm una scelta di consapevole coraggio: ritirate la firma e tornate con noi a chiedere la riapertura del tavolo».

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Cremaschi: l'accordo su Fincantieri non ha il consenso dei lavoratori

Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom

Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom

«L’accordo separato sul contratto integrativo di Fincantieri è, in sostanza, privo di qualsiasi legittimazione e consenso». Ad esprimersi in questi termini è Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom Cgil, dopo la bocciatura del testo nelle assemblee di Fim e Uilm. Le riunioni indette insieme dalla Fim e dalla Uilm per illustrare i contenuti dell’accordo separato del 1° aprile che si sono svolte in diversi cantieri del gruppo, a Riva Trigoso, a Sestri Ponente, al Muggiano, a Monfalcone, riferisce la Fiom, «hanno registrato una sonora bocciatura dell’intesa che veniva presentata».

«Alle assemblee retribuite c’è stata un’altissima partecipazione. Invece, nelle quelle  convocate da Fim e Uilm con sciopero, come a Sestri Ponente, la presenza è stata scarsissima, a differenza di quelle svolte pochi giorni prima dalla Fiom. In tutti i cantieri dove si sono presentate – fa sapere il sindacato della Cgil – la Fim e la Uilm hanno subito dure critiche e contestazioni da parte dei lavoratori sia sul merito dell’accordo, sia sul fatto che queste organizzazioni hanno impedito il referendum e finora non hanno neanche riconosciuto il pronunciamento della maggioranza assoluta delle Rsu del gruppo. Il punto più contestato dell’accordo separato – ricorda la Fiom – è quello del salario. I lavoratori chiedono che venga spiegato che cosa debbono fare per poter raggiungere i 1.500 euro del premio di efficienza. Ma a questa domanda per Fim e Uilm è impossibile rispondere dato che neanche la Fincantieri al tavolo della trattativa ha saputo dare una risposta».

Molto contestato anche il tentativo di Fim e Uilm di far passare il pagamento degli arretrati della vecchia produttività come se fosse una “una tantum” di cui per la prima volta nella storia del gruppo non c’è alcuna traccia. «A questo punto – ha ribadito Cremaschi – sarebbe necessario che Fim e Uilm prendessero atto della realtà. Il loro accordo non passa nemmeno nelle loro assemblee. Il dissenso dei lavoratori è totale. Chiediamo a Fim e Uilm una scelta di consapevole coraggio: ritirate la firma e tornate con noi a chiedere la riapertura del tavolo».

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