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Parisi nominato senior vice president di FIATA
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 12:50 |
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Il neo senior vice president di FIATA Francesco Parisi
Un italiano nel board della FIATA, la federazione che a livello mondiale raggruppa le associazioni di spedizionieri. si tratta di Francesco Parisi, nominato senior vice president nel corso del congresso mondiale che si è tenuto recentemente a Ginevra. Nuovo anche il presidente della federazione che riunisce oltre 40mila aziende del trasporto e della logistica, il belga Jean Claude Delen, amministratore delegato di DHL Benelux e Francia, eletto all’unanimità.
Titolare dell’omonima casa di spedizioni fondata a Trieste nel 1807, Parisi già presidente della Commissione dedicata al trasporto marittimo dell’Istituto per il trasporto multimodale della FIATA e attualmente responsabile dell’organismo che sovraintende la macro area Europa, entra così a far parte della “Presidency “della FIATA, l’organo decisionale massimo della federazione cui spetta la gestione esecutiva della federazione, di cui fanno parte, oltre al presidente in carica, il past president William M. Gottlieb, il segretario generale Heiner Rogge, il tesoriere Stanley Lim Hwee Hong e gli altri senior vice president Sarosh J. Nagarvala e Suwit Ratanachinda.
«Questa nomina – ha commentato Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi – è per noi motivo di grande soddisfazione in quanto testimonia lo stretto legame esistente tra Fedespedi e un organismo così importante e prestigioso nel settore dei trasporti come la FIATA ed il ruolo che la nostra Federazione riveste a livello internazionale. Inoltre la nomina di Francesco Parisi rafforza ulteriormente la rete associativa di Fedespedi a livello confederale internazionale, e si inserisce nella nuova politica della nostra Federazione volta a consolidare le relazioni esistenti per la crescita generale del sistema».
Ovviamente soddisfatto anche il neo senior vice president. Sono particolarmente felice di questo riconoscimento – ha ammesso Parisi – in quanto ritengo che la nostra attività sia per propria natura globale e credo sia molto importante per la nostra associazione nazionale lavorare a stretto contatto con il resto del mondo».
Appello del cluster marittimo portuale al governo
Pubblicato da Redazione il 11 settembre 2009 alle ore 12:15 |
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Il presidente di Assoporti Francesco Nerli
Il governo deve mantener fede agli impegni presi per fronteggiare la crisi e rispettare quanto previsto nell’allegato Infrastrutture del Dpef approvato a larga maggioranza in Parlamento. Questo il senso di un appello unitario del cluster marittimo portuale (rappresentato da Assoporti, Assologistica, Assiterminal, Confitarma, Fedarlinea, Federagenti, Fedespedi, Fise-Uniport, Antep) al ministro Altero Matteoli perché metta in campo tutte le azioni possibili per vincolare l’esecutivo a rispettare le promesse fatte. Altrimenti le prospettive di ripresa di un comparto strategico per l’economia nazionale non saranno colte.
Che questo settore sia tale, ovvero d’importanza fondamentale per il Paese, è per altro evidenziato dal fatto che, sia pure dopo più di 6 mesi dall’apertura del confronto sulle proposte concordemente individuate dal cluster, esse sono state recepite, come detto, nell’allegato Infrastrutture del Dpef, quindi individuate come linee guida per la politica economica del Paese. Mancano però le norme di attuazione.
Il cluster si è incontrato ieri presso la sede di Assoporti, per fare il punto di una situazione che presenta molti elementi di allarme e chiede al Ministro il varo di misure concrete in tempi brevi. Tenuto conto delle preoccupazioni manifestate da alcune associazioni del cluster per la prossima entrata in vigore di misure di adeguamento delle tasse e diritti marittimi, prevista dalla legge ben 3 anni fa, anche Assoporti ha manifestato la disponibilità a prendere in considerazione ipotesi di un temporaneo slittamento dell’entrata in vigore di quell’adeguamento, qualora vengano attuate con provvedimenti d’urgenza le misure di sostegno al settore, richieste dall’intero cluster.
Fedespedi, lettera a Matteoli per mettere ordine sulla logistica
Pubblicato da Redazione il 05 agosto 2009 alle ore 14:00 |
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Il presidente di Fedespedi Piero Lazzeri
Ieri il presidente di Fedespedi, Piero Lazzeri, ha inviato al responsabile delle infrastrutture AlteroMatteoli una lettera aperta criticando aspramente il contenuto del documento spedito nei giorni scorsi al ministro dal sindacato dell’autotrasporto Trasportounito – Fiap. Di seguito pubblichiamo il testo integrale.
Ill.mo Signor Ministro,
Ho appreso nei giorni scorsi dalla lettura di un articolo apparso in data 29 Luglio 2009 sul “Messaggero Marittimo” di una lettera “Aperta” che le avrebbe rivolto l’Associazione “Trasporto Unito” a seguito di un incontro immagino successivo all’uscita della tanto discussa Circolare Interministeriale del 17 Luglio 2009 . Protocollo 0071914-17/07/2009 .
Orbene, quanto riportato nell’articolo – che ritengo abbia ripreso stralci del testo della lettera aperta a cui poco prima accennavo – ha inevitabilmente attratto la mia attenzione, in primo luogo perché, come imprenditore titolare di una casa di spedizioniere, mi sento certamente un committente dell’autotrasporto; in secondo luogo perché, come Presidente della Fedespedi (Federazione Nazionale delle Case di Spedizioni Italiane: 2000 aziende iscritte, 60 mila dipendenti e 20 miliardi di fatturato complessivo) mi sento il principale committente dell’autotrasporto e dunque ritengo di non potermi sottrarre al dovere di aprire sui temi e sulle accuse lanciate dalla penna dei rappresentanti di Trasporto Unito un più serio ed ampio confronto.
Associandomi ai complimenti che Le sono stati rivolti per il lavoro fino a qui compiuto dal suo dicastero, devo invece respingere come con assoluta fermezza le superficiali affermazioni dei rappresentanti di Trasporto Unito. Vi è preliminarmente un aspetto da chiarire. Se la committenza a cui si accenna nell’articolo è circoscritta, impropriamente, al settore produttivo costituito da importatori ed esportatori, in questo caso ritengo di dover rimettere ad altri rappresentanti di categoria eventuali repliche. Ma se, come parrebbe evidente, la committenza a cui viene fatto riferimento è quella che vede inclusa anche la categoria che mi onoro di rappresentare, penso che le cose da chiarire siano numerose.
In un momento di tanta delicatezza quale l’attuale, dove ogni categoria si trova esposta a quotidiane tensioni, ritengo che i toni con cui avviare una verifica, anche politica, dovrebbero essere ben altri, certamente diversi da quelli che ho letto. L’esuberanza espressiva che ho trovato nell’articolo, mi fa pensare più ad una volontà di attirare attenzione e consensi intorno ad una nuova sigla dell’autotrasporto. Questa strada ritengo possa portare solo ad una ulteriore e più acre contrapposizione tra operatori, cosa assolutamente da evitare. In primo luogo, è bene chiarire che le pressioni a cui sono sottoposti gli autotrasportatori sono le stesse a cui è sottoposto ogni attore della filiera logistica e distributiva. Questo non da oggi, ma da sempre, e comunque non per arroganza di nessuno ma per leggi di mercato diventate sempre più spietate.
Più di un mio associato mi ricorda che, da oltre 15 anni, le tariffe del settore spedizioni mutano di anno in anno, peccato però sempre al ribasso. Oggi pratiche doganali che implicano enormi responsabilità civili, penali ed amministrative in capo allo spedizioniere vengono vendute a poche decine di euro se non meno. Il recupero crediti è diventato il secondo mestiere dello spedizioniere, in quanto il primo è, ormai e purtroppo, l’anticipazione finanziaria rispetto ai propri clienti. I tempi medi di pagamento delle fatture sono saliti da 60 a oltre 120 giorni, con esposizioni economiche e finanziarie che anche per una piccola casa di spedizioni possono ammontare a centinaia di migliaia di euro.
Mi viene da sorridere, perché ritengo meglio evitare certe aggettivazioni di cui invece hanno fatto ampio uso i colleghi autotrasportatori nella loro lettera, laddove vedo scritto che la mia categoria avrebbe imposto la “sottoscrizione di contratti truccati” ed anche il rifiuto di redigere la scheda di trasporto.
Ebbene Ill.mo Signor Ministro Lei deve sapere che da parte della mia categoria non vi è rifiuto a redigere la scheda di trasporto, ma in molti casi l’assoluta incertezza nella sua redazione. A fronte di pesanti sanzioni, che riguardano innanzitutto il committente, non vi è chiarezza su molti aspetti interpretativi di rilevante importanza. Oggi certamente si impone al mercato logistico e del trasporto un salto culturale non indifferente. Rispetto ad una prassi estesa e consolidata che affidava alla contrattazione verbale la gran parte dei trasporti, si sta sostituendo una cultura volta ad affidare alla contrattazione scritta il mercato dei trasporti. Ciò – voglio sottolinearlo – non solo a garanzia del rispetto delle norme di sicurezza, ma anche della certezza del diritto delle stesse aziende committenti.
E’ noto infatti come molte imprese di trasporto abbiano costruito la propria fortuna sulle differenze tariffarie applicate ai propri padroncini o alle rivalse contrattuali avviate nei confronti dei propri mandanti.
Quando poi leggo di “vessazioni” rivolte al conducente in “sede di controlli” stradali, rimango veramente senza parole e commenti. So solo che se la mia categoria si spingesse fino al punto di avanzare, con pari tenore, accuse ad uno qualsiasi dei suoi tradizionali controllori istituzionali, si fermerebbe il sistema portuale italiano. Non voglio però credere che si possa ragionare e proporre interventi correttivi solo attraverso la minaccia – magari di scioperi o di blocchi stradali – e non invece attraverso un serio confronto che traguardi, questo si, ad una riforma strutturale del settore logistico e trasportistico di questo Paese.
Le grandi riforme, quelle vere e strutturali, partono da un profondo senso di stima e collaborazione che deve animare ogni parte, ogni estensore ed ogni possibile soggetto toccato dalla riforma stessa. Ecco perché Ill.mo Signor Ministro mi sento di avanzarle la proposta di avviare una serie di consultazioni a livello nazionale che verifichino il reale stato di salute del settore logistico, definendone bene tanto i pregi e le virtù, quanto i limiti e le carenze. Tutto ciò però nell’ambito di un confronto che non può essere più solo ed esclusivamente frutto della protesta, o peggio ancora, monocorde o monocolo, ma democratico ed allargato ad ogni soggetto.
Le sarei dunque grato se volesse aprire sui temi a cui accennavo un ampio confronto delle parti in sede politica.
Con ossequio, Il Presidente Piero Lazzeri
Fedespedi, il nuovo segretario generale è Piera Marini
Pubblicato da Redazione il 28 luglio 2009 alle ore 13:00 |
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Piera Marini è il nuovo segretario generale di Fedespedi
Il mondo della logistica aggiunge un po’ di rosa ai suoi quadri dirigenti. Recentemente, infatti, la ligure Piera Marini è stata nominata segretario generale di Fedespedi, la Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali con oltre 2mila aziende associate che organizzano il trasporto merci in tutte le sue modalità. Originaria di Novi Ligure, la Marini, dopo aver vissuto a Genova, si è laureata in Scienze politiche a Milano e ha iniziato a lavorare in Saima, poi Saima Avandero, importante e storica realtà attiva nel settore delle spedizioni internazionali e della logistica integrata, dove si è occupata fin dall’inizio di risorse umane.
Nominata dirigente nel 1978, tre anni più tardi diventa direttore centrale del personale, funzione che continuerà a ricoprire per tutta la sua carriera nella stessa azienda. Quando Saima Avandero diventa parte di una multinazionale, matura esperienze in campo internazionale, confrontandosi con le realtà allargate del Gruppo. A partire dal 1994 entra a far parte del board di alcune società di Saima Avandero. Attualmente Piera Marini è socio dell’associazione GIDP/HRDA (Gruppo intersettoriale direttori del personale) di cui è stata tra i soci fondatori e prima donna ad entrare nel network, e collabora alla redazione della rivista dello stesso network. Inoltre, è presidente del Consiglio di sorveglianza del FASC – Fondo nazionale di previdenza del settore spedizionieri, corrieri e agenti marittimi.
È la persona giusta – ha fatto sapere Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi - per accelerare il percorso di costruzione di un network associativo, per il rafforzamento della rete di rapporti della federazione con il livello confederale nazionale e con le rappresentanze sul territorio e per la realizzazione del programma della federazione nel triennio 2009 – 2011».
Fedespedi: armonizzare gli orari delle Dogane
Pubblicato da Redazione il 14 luglio 2009 alle ore 10:30 |
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Il presidente della sezione doganale di Fedespedi Domenico De Crescenzo
Velocizzare la verifica delle merci per poi svincolarle agevolmente, monitorare a livello locale il funzionamento dei progetti di informatizzazione ECS (fase 1 e 2) ed EORI e una maggiore armonizzazione a livello nazionale degli orari di apertura degli uffici doganali. Queste le richieste prioritarie che il presidente della sezione doganale di Fedespedi Domenico De Crescenzo ha sottoposto all’attenzione dell’Agenzia delle Dogane, pochi giorni dopo il suo insediamento. Tra le priorità di intervento individuate anche quella di agevolare la notifica agli operatori del tipo di controllo da effettuare sulle merci in esportazione.
«Desideriamo portare le nostre istanze all’Agenzia delle Dogane – ha detto De Crescenzo – affinché la verifica delle merci avvenga in tempi rapidi, agevolando lo svincolo delle stesse e riducendo in questo modo i costi aggiuntivi derivanti dal rinvio delle singole spedizioni e la duplicazione dei controlli». Tra gli argomenti presentati all’ordine del giorno il monitoraggio a livello locale dei progetti di informatizzazione delle procedure doganali ECS (Export Control System) Fase 1 e 2 e EORI (Economic, Operator Registration and Identification) partiti entrambi il 1° luglio.
Un anello debole della catena logistica è rappresentato da una scarsa armonizzazione degli orari di apertura degli uffici doganali, oggi spesso slegati dalle reali esigenze di mercato e dai flussi di traffico territoriali e tra le cause principali del fenomeno di distorsione dei traffici verso altri porti e strutture preposte alle operazioni di sdoganamento. «Riteniamo – precisa Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi – che a livello nazionale debba esserci una maggiore armonizzazione non solo degli orari di apertura degli uffici e, conseguentemente, della disponibilità del personale per lo svolgimento dei controlli e delle verifiche delle merci, ma anche delle metodologie di tali controlli utilizzate dalle singole amministrazioni».
Insediata a Genova la Commissione marittima di Fedespedi
Pubblicato da Redazione il 03 luglio 2009 alle ore 14:25 |
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Piero Lazzeri, eletto recentemente al vertice di Fedespedi, la Federazione italiana degli spedizionieri internazionali
Torna a Genova, dopo quindici anni, nella sede della Spediporto la Commissione marittima Fedespedi. Tra le priorità riavviare un serio confronto con le compagnie amatoriali per contrastare la politica dei “surcharge” di cassa,con iniziative mirate a costruire una seria politica relazionale votata al miglioramento dei servizi, allo sviluppo tecnologico ed alla condivisione progettuale.
Con una prima riunione tenutasi presso la sede di Spediporto a Genova, si è insediata la neo nominata sezione degli spedizionieri marittimi di Fedespedi, Federazione nazionale degli spedizionieri internazionali che conta oltre 2.200 associati, 80mila addetti e oltre 12 miliardi di euro di fatturato complessivo.
La Sezione presieduta da Luca Ricolfi, dell’omonima compagnia di spedizioni, si riunirà di volta in volta presso tutte le Associazioni territoriali marittime italiane che si riconoscono in Fedespedi. Definiti in occasione del suo primo incontro un puntuale calendario di iniziative. Trai i primi obiettivi: riaprire un confronto diretto con le Compagnie di navigazioni internazionali, avviare una attenta attività, su scala nazionale, di controllo e contrasto laddove motivato alla politica dei “surcharge di cassa”, miglioramento dell’operatività quotidiana attraverso un programma nazionale di telematizzazione.
«Riteniamo che, in un contesto di forte crisi economica come quello attuale – ha detto Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi – dove il settore dei trasporti internazionali ha subito perdite medie del 15 – 20%, con punte del 50% nel caso del traffico ferroviario, non siano giustificabili i numerosi costi addizionali a oggi richiesti dalle compagnie armatoriali internazionali sulle merci, spesso slegati da un effettivo miglioramento dei servizi».
Piero Lazzeri eletto Presidente di FEDESPEDI
Pubblicato da Direttore il 24 aprile 2009 alle ore 16:20 |
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Nel corso dell’assemblea svoltasi a Milano il 23 aprile 2009, è stato eletto, per acclamazione, quale nuovo Presidente per il triennio 2009/2012, Piero Lazzeri, past president di Spediporto –Genova.
Piero Lazzeri, 55 anni, oggi alla guida di una media azienda di spedizioni genovese, la Gimax International Spa, dopo una lunga carriera nel settore della spedizioni, aspirava da tempo a questo incarico dopo essere stato negli anni 2004/2008, il Presidente della Spediporto, l’associazione territoriale degli spedizionieri genovesi, proprio nel periodo dei maggiori travagli vissuti dalla comunità portuale genovese.
Fedespedi è presente sul territorio attraverso 30 associazioni territoriali, aderisce a Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) e rappresenta il mondo delle spedizioni e della logistica nel Clecat a livello europeo, e nella Fiata a livello mondiale.
Sono stati eletti quali consiglieri al fianco del presidente, i sigg.ri Roberto Alberti, Andrea Cosentino, Luca Castigliego, Luciano Dalè, Domenico De Crescenzo, Silvano Fusi, Fulvia Longo, Riccardo Martini, Fabrizio Morosini, Bruno Pisano, Guido Restelli, Alberto Rossi, Raimondo Soria, Maurizio Veghini – Revisori dei conti – Italo Leonardi, Mario Disegni, Gianfranco Faleshini, Claudio Riva, Giancarlo Saglimbeni – Probiviri – Giorgio Balzaretti, Gerardo Ghiliotto e Alberto Verugi.
Sono stati espressi 1014 voti ed il Presidente ha avuto 821 preferenze, in percentuale l’81 % dei voti disponibili.
L’elezione di questo consiglio nasce da una forte volontà espressa dalle aziende associate per un importante rinnovamento, una nuova politica di avvicinamento del territorio alla Politica nazionale, di interventi sui temi delle politiche commerciali marittime,aeree e terrestri, di nuovo spazio alla professionalità della categoria ,e alla creazione di un solido asse collaborativo con la confederazione.
Con l’elezione del nuovo consiglio direttivo Fedespedi, a distanza di due settimane da quello della Confetra, si è concluso il rinnovamento degli organi elettivi di questo importante Comparto, che a buon titolo rappresenta il mondo dei servizi logistici italiani.
