Posts Tagged dragaggi

Dragaggi, partita la fase due a Genova

L'ammiraglio Lolli, il senatore Grillo e il presidente dell'Ap Merlo nel porto di Genova

L'ammiraglio Lolli, il senatore Grillo e il presidente dell'Ap Merlo nel porto di Genova

Proseguono, come da programma, i lavori per aumentare la profondità dei fondali nel porto di Genova. Nello scorso weekend il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato Luigi Grillo e il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo sono stati accompagnati dall’ammiraglio Ferdinando Lolli, direttore marittimo della Liguria, a bordo di una motovedetta delle Capitanerie per fare un sopralluogo sulle operazioni di dragaggio.

Le autorità hanno assistito ai lavori che ora stanno interessando l’area Multedo, rendendosi conto direttamente della modalità e della natura degli interventi. In contemporanea, a bordo della motovedetta, erano presenti i tecnici della Università di Genova – Dipartimento per lo studio del Territorio e delle sue risorse che hanno effettuato con sonda parametrica i rilievi previsti che hanno dato risultati assai confortanti, in quanto abbondantemente contenuti nei limiti massimi di torbidità imposti.
Successivamente Grillo ha visitato “Calata Bettolo” ove i 75 metri cubi di materiale di risulta sono stati già conferiti nella prima cassa di colmata predisposta, della capienza di 300mila metri cubi. Al termine della visita il presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama ha espresso parole di apprezzamento e soddisfazione per l’efficacia dell’intervento nonché per la professionalità con cui viene condotto.

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Dragaggi, completati i primi interventi a Genova

Dal 20 luglio inizieranno i dragaggi nell'area del Porto Petroli

Dal 20 luglio inizieranno i dragaggi nell'area del Porto Petroli

Saranno completati entro oggi a Genova i primi interventi di dragaggio previsti dall’Autorità portuale per portale i fondali del terminal crociere a -9,5 metri. I lavori saranno ultimati quindi per l’arrivo domani di due navi da crociera che hanno un pescaggio di oltre 8 metri. Si tratta della Splendida (gruppo MSC) e la Village (Ocean), la prima è lunga 333 metri, la seconda è un po’ più piccola, essendo lunga “solo” 247 metri, con un pescaggio di 8,2 metri.

«La prima fase di dragaggi – fanno sapere da Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità portuale – ha comportato l’asportazione di circa 64mila metri cubi di materiale. Da lunedì prossimo le operazioni di dragaggio verranno trasferite al Porto Petroli per l’avvio di una prima campagna finalizzata a conseguire fondali di -14,5 metri all’interno della rada delimitata dalla banchina occidentale, con dragaggio di circa 65mila metri e previsione di ultimazione dei lavori entro il mese di agosto».

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Prestigiacomo: c’è l’ok per i dragaggi a Taranto

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

L’esecutivo è pronto ad accelerare  l’iter per i dragaggi al molo polisettoriale di Taranto con l’aiuto della regione Puglia. Lo ha annunciato ieri a Taranto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «Un grosso operatore terminalistico come Evergreen – ha precisato – ha minacciato di lasciare lo scalo jonico se i dragaggi, necessari per avere fondali più profondi, non dovessero essere realizzati.

«C’è anche il problema storico della bonifica del porto, ma questo – ha aggiunto la Prestigiacomo, nel corso della sua visita per l’inaugurazione dell’impianto di depurazione dei fumi della diossina dell’Ilva – anche per i costi finanziari che comporta, deve viaggiare separatamente».

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Prestigiacomo: c'è l'ok per i dragaggi a Taranto

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

L’esecutivo è pronto ad accelerare  l’iter per i dragaggi al molo polisettoriale di Taranto con l’aiuto della regione Puglia. Lo ha annunciato ieri a Taranto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «Un grosso operatore terminalistico come Evergreen – ha precisato – ha minacciato di lasciare lo scalo jonico se i dragaggi, necessari per avere fondali più profondi, non dovessero essere realizzati.

«C’è anche il problema storico della bonifica del porto, ma questo – ha aggiunto la Prestigiacomo, nel corso della sua visita per l’inaugurazione dell’impianto di depurazione dei fumi della diossina dell’Ilva – anche per i costi finanziari che comporta, deve viaggiare separatamente».

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Dragaggi, se ne parla domani a Genova

Partiranno domani i dragaggi nel principale porto commerciale italiano, quello di Genova

Partiranno domani i dragaggi nel principale porto commerciale italiano, quello di Genova

Dragaggi, fondali e problematiche legate agli escavi nei porti di valenza nazionale. Di questo si discuterà domani, a partire dalle 9 a Genova, in una tavola rotonda organizzata dall’Arpal (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure) in collaborazione con regione Liguria e Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Il dibattito avrà luogo in coincidenza con gli inizi dei lavori di dragaggio nel porto della Lanterna.

Partendo dalla panoramica nazionale, si scenderà sul dettaglio delle realtà liguri, analizzando il confronto fra la situazione di La Spezia, con il porto inserito in un sito di interesse nazionale, e quella di Genova.  Strategie, basi normative e indicazioni tecniche verranno illustrate da alcuni fra i principali esperti del settore, che presenteranno i vari sistemi adottati caso per caso. Il monitoraggio dei porti interessati da dragaggio può essere effettuato in molteplici modi.
Come fare a distinguere la “nuvola” sollevata dal passaggio di una nave dalle operazioni di raschiatura dei fondali? E come smaltire il materiale dragato? Quali soluzioni sono state trovate dalla regione Liguria e quando si possono applicare? A queste e ad altre domande risponderanno fra gli altri Bruno Soracco, direttore generale dell’Arpat, Giambattista D’Aste, segretario generale dell’Ap di Genova, Ferdinando Lolli, comandante della Direzione marittima della Liguria, Giuliano Gallanti, vice presidente di Espo, l’associazione europea dei porti, Franco Zunino, assessore regionale all’Ambiente ed Emilio Santori, subcommissario dell’Ispra. I lavori saranno aperti dal presidente della giunta regionale Claudio Burlando.


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Nerli lancia l’allarme dragaggi, in Italia non si scava

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Varare immediatamente un piano strategico dei dragaggi che doti i porti delle risorse necessarie e di un quadro definitivo di norme chiare circa la catalogazione e le forme di smistamento dei materiali di risulta. «Allo stato attuale nessun porto italiano sta muovendo un grammo di fango, sabbia o quant’altro dai suoi fondali. Qualsiasi possibilità della portualità nazionale di giocare un ruolo crescente sulle rotte dei traffici internazionali è quindi a tutti gli effetti congelata». La denuncia di Francesco Nerli, presidente di Assoporti, è emersa durante i lavori del seminario organizzato dall’associazione a Roma, nell’ambito dei Maritime Days dell’Unione europea (in programma a Palazzo Colonna fino al 20 maggio). 

In Italia, nonostante il cosiddetto decreto Prestigiacomo (in attuazione della Finanziaria 2006) abbia impresso una svolta alla normativa in materia, dragare i porti rappresenta ancora un rischio, con pesanti riflessi giudiziari, per qualsiasi Autorità portuale che se ne voglia fare carico. Secondo un calcolo di Assoporti allo stato attuale per garantire funzionalità ai porti, sarebbero da muovere dai fondali dei principali porti circa 50 milioni di metri cubi. Ma, mentre in un porto come Amburgo viene autorizzata ogni anno la rimozione di oltre 8 milioni di fanghi e sabbie dai fondali portuali, in Italia l’equiparazione automatica del materiale di dragaggio al rifiuto, continua a generare ostacoli insormontabili.

Alcuni esempi: a La Spezia ci sono voluti dieci anni e il blocco dei progetti di ampliamento del porto per sperare, proprio in questi giorni, nello spostamento dei fanghi dal Golfo spezzino a Piombino. E in questi anni l’Autorità portuale di La Spezia è arrivata a pagare alla Germania più di 120 euro per metro cubo di materiale rimosso dai fondali, quando il costo medio di un dragaggio nel Nord Europa è pari a 4 euro a metro cubo.

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Nerli lancia l'allarme dragaggi, in Italia non si scava

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Varare immediatamente un piano strategico dei dragaggi che doti i porti delle risorse necessarie e di un quadro definitivo di norme chiare circa la catalogazione e le forme di smistamento dei materiali di risulta. «Allo stato attuale nessun porto italiano sta muovendo un grammo di fango, sabbia o quant’altro dai suoi fondali. Qualsiasi possibilità della portualità nazionale di giocare un ruolo crescente sulle rotte dei traffici internazionali è quindi a tutti gli effetti congelata». La denuncia di Francesco Nerli, presidente di Assoporti, è emersa durante i lavori del seminario organizzato dall’associazione a Roma, nell’ambito dei Maritime Days dell’Unione europea (in programma a Palazzo Colonna fino al 20 maggio). 

In Italia, nonostante il cosiddetto decreto Prestigiacomo (in attuazione della Finanziaria 2006) abbia impresso una svolta alla normativa in materia, dragare i porti rappresenta ancora un rischio, con pesanti riflessi giudiziari, per qualsiasi Autorità portuale che se ne voglia fare carico. Secondo un calcolo di Assoporti allo stato attuale per garantire funzionalità ai porti, sarebbero da muovere dai fondali dei principali porti circa 50 milioni di metri cubi. Ma, mentre in un porto come Amburgo viene autorizzata ogni anno la rimozione di oltre 8 milioni di fanghi e sabbie dai fondali portuali, in Italia l’equiparazione automatica del materiale di dragaggio al rifiuto, continua a generare ostacoli insormontabili.

Alcuni esempi: a La Spezia ci sono voluti dieci anni e il blocco dei progetti di ampliamento del porto per sperare, proprio in questi giorni, nello spostamento dei fanghi dal Golfo spezzino a Piombino. E in questi anni l’Autorità portuale di La Spezia è arrivata a pagare alla Germania più di 120 euro per metro cubo di materiale rimosso dai fondali, quando il costo medio di un dragaggio nel Nord Europa è pari a 4 euro a metro cubo.

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Dragaggi, per Assoporti è una questione europea

 

Il presidente di Assoporti Francesco Nerlio

Il presidente di Assoporti Francesco Nerli

Assoporti spinge l’Unione europea ad accendere i riflettori sul problema dei dragaggi portuali. Dopo anni di incertezza legislativa e ripetuti blocchi nei lavori di approfondimento di alcuni fra i maggiori porti del paese, incapaci ancora oggi di accogliere le navi più grandi impegnate sulle principali rotte dell’interscambio mondiale, l’associazione che raggruppa le principali realtà portuali italiane rilancerà il tema nel corso delle giornate marittime europee organizzate nella prestigiosa cornice di Palazzo Colonna a Roma il 18-19 maggio prossimo. 
Sarà l’ennesima occasione per rilanciare con forza la necessità di una normativa e condizioni uniformi in Europa sulla base delle quali consentire i dragaggi dei fondali dei porti e, con questi, la competitività dei singoli scali marittimi.

I lavori, coordinati dal presidente di Assoporti, Francesco Nerli, evidenzieranno opportunità, realtà e rischi connessi con le politiche nazionali sui dragaggi.   «L’evento – ha fatto sapere l’ex presidente dell’Ap di Napoli, – intende mettere in evidenza il valore di un intervento infrastrutturale fondamentale per la capacità competitiva di un porto, ma specialmente costruire le basi per un confronto europeo sulle evoluzioni normative, in una logica di bilanciamento delle esigenze di tutela ambientale e di indispensabile sviluppo ed adeguamento dei porti, nodi essenziali della rete logistica nazionale».

Il programma della giornata di studi prevede gli interventi del professor Patzhold, esperto europeo di dragaggi, di Francesco Munari, ordinario di Diritto dell’Unione europea a Genova, che svolgerà una relazione su “Regole internazionali ed evoluzioni previste in tema di dragaggi nei porti” e,a seguire una tavola rotonda coordinata dal vice presidente di Assoporti Luciano Guerrieri, rappresentanti degli operatori dei dragaggi, dell’armamento, del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, dell’ICRAM e del ministero dell’Ambiente.

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