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Di Pietro e Belpietro indagati
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 17:43 |
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Il leader dell’Italia del Valori, il senatore Antonio di Pietro, e il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, sono indagati dalla procura di Roma per l’ipotesi di reato di offese al prestigio al Capo dello Stato.
Da Travaglio a Di Pietro, a Roma il grido di ‘Agenda rossa’: ”Fuori la mafia dallo Stato”
Pubblicato da Direttore il 27 settembre 2009 alle ore 03:05 |
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In mano “l’Agenda rossa” di Paolo Borsellino 1.500 manifestanti hanno sfilato per le vie della Capitale per poi raggiungere Piazza Navona, urlando gli slogan “Fuori Mancino dal Csm!”, “Fuori Dell’Utri dallo Stato!”, “Berlusconi fatti processare!”, “Il Lodo Alfano serve solo al nano!”.
Piazza Navona è stata, quindi, occupata al grido di ”fuori la mafia dallo Stato” e si è colorata del rosso delle agende che tutti i manifestanti avevano in mano, in ricordo dell”Agenda rossa” del magistrato, scomparsa appena dopo l’attentato del 1992 a Palermo.
In prima fila Luigi De Magistris e Sonia Alfano e Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, e promotore della manifestazione. Poi, dal palco della manifestazione, Di Pietro ribadisce: ”C’è un comportamento mafioso dentro questo Parlamento”. Per l’ex pm, oltre al conflitto di interessi di Berlusconi, “c’è un conflitto di interessi vero che sta dentro al Parlamento”, insomma “In Parlamento ci sono un sacco di persone che – chiarisce Di Pietro, oltre ogni equivoco – continuano a fare il loro mestiere nonostante facciano i parlamentari, vuol dire che la mattina vanno a farsi le leggi che servono alle loro attività. Ogni parlamentare risponde a un gruppo di potere e vota pur sapendo che la legge che vota è una porcata”.
A seguire l’intervento di Marco Travaglio, in collegamento telefonico con piazza Navona, che riferendosi alle parole del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sulla trasmissione tv di Michele Santoro “Annozero”, le ha definite, “una dichiarazione illegale ed eversiva che pretende di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione”. “Quello che è successo ieri è più grave dell’editto bulgaro”, afferma Marco Travaglio.
Conclude la manifestazione un Salvatore Borsellino, “deluso dal presidente”. Il Capo dello Stato avrebbe declinato l’invito rivoltogli dall’europarlamentare dell’Idv, Sonia Alfano, a prendere parte alla manifestazione, perché l’ha considerata una manifestazione di partito. “Sono deluso dal presidente – afferma Salvatore Borsellino – perché questa non è una manifestazione di partito ma il partito della gente onesta”.
Da Travaglio a Di Pietro, a Roma il grido di 'Agenda rossa': ''Fuori la mafia dallo Stato''
Pubblicato da Direttore il 27 settembre 2009 alle ore 03:05 |
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In mano “l’Agenda rossa” di Paolo Borsellino 1.500 manifestanti hanno sfilato per le vie della Capitale per poi raggiungere Piazza Navona, urlando gli slogan “Fuori Mancino dal Csm!”, “Fuori Dell’Utri dallo Stato!”, “Berlusconi fatti processare!”, “Il Lodo Alfano serve solo al nano!”.
Piazza Navona è stata, quindi, occupata al grido di ”fuori la mafia dallo Stato” e si è colorata del rosso delle agende che tutti i manifestanti avevano in mano, in ricordo dell”Agenda rossa” del magistrato, scomparsa appena dopo l’attentato del 1992 a Palermo.
In prima fila Luigi De Magistris e Sonia Alfano e Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, e promotore della manifestazione. Poi, dal palco della manifestazione, Di Pietro ribadisce: ”C’è un comportamento mafioso dentro questo Parlamento”. Per l’ex pm, oltre al conflitto di interessi di Berlusconi, “c’è un conflitto di interessi vero che sta dentro al Parlamento”, insomma “In Parlamento ci sono un sacco di persone che – chiarisce Di Pietro, oltre ogni equivoco – continuano a fare il loro mestiere nonostante facciano i parlamentari, vuol dire che la mattina vanno a farsi le leggi che servono alle loro attività. Ogni parlamentare risponde a un gruppo di potere e vota pur sapendo che la legge che vota è una porcata”.
A seguire l’intervento di Marco Travaglio, in collegamento telefonico con piazza Navona, che riferendosi alle parole del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sulla trasmissione tv di Michele Santoro “Annozero”, le ha definite, “una dichiarazione illegale ed eversiva che pretende di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione”. “Quello che è successo ieri è più grave dell’editto bulgaro”, afferma Marco Travaglio.
Conclude la manifestazione un Salvatore Borsellino, “deluso dal presidente”. Il Capo dello Stato avrebbe declinato l’invito rivoltogli dall’europarlamentare dell’Idv, Sonia Alfano, a prendere parte alla manifestazione, perché l’ha considerata una manifestazione di partito. “Sono deluso dal presidente – afferma Salvatore Borsellino – perché questa non è una manifestazione di partito ma il partito della gente onesta”.
Idv, emergenza Fincantieri a Castellammare è un problema nazionale
Pubblicato da Redazione il 07 settembre 2009 alle ore 10:30 |
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Antonio Di Pietro insieme al senatore Nello Di Nardo, anche lui in piazza a Castellammare di Stabia accanto ai lavoratori Fincantieri
Alla ripresa dei lavori parlamentari l’Italia dei valori chiederà al governo di convocare i lavoratori e i sindacati per discutere della crisi dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. «Quello del cantiere stabiese – secondo Maurizio Zipponi, responsabile per il Welfare, lavoro e crisi dell’Idv – è un problema nazionale. Già una volta i lavoratori hanno salvato i cantieri navali quando si sono opposti – ha rimarcato Zipponi, che con il leader del suo partito Antonio Di Pietro ha partecipato venerdì scorso allo sciopero di quattro ore nello stabilimento di Castellammare – alla quotazione in borsa di Fincantieri e oggi stanno cercando con le loro iniziative di lotta di salvare di nuovo un’azienda che a suo tempo generato l’apparato industriale italiano. I lavoratori giustamente e del tutto opportunamente chiedono che siano costruite in Italia e non all’estero nuove navi per il trasporto di merci e persone mentre gli armatori preferirebbero la Corea».
La cassa integrazione a rotazione per i dipendenti dello stabilimento campano di Fincantieri è iniziata durante l’estate, e già ha avuto ripercussioni sull’indotto, con alcune centinaia di posti di lavoro persi. «Le vostre sono azioni di resistenza contro la totale assenza del governo sulle politiche industriali – ha sostenuto Di Pietro assicurando ai lavoratori (in tutto tra diretti ed indiretti 2200 addetti) l’impegno dell’Idv a portare la questione nelle aule parlamentari -». In questa zona «i cantieri navali sono con i 1200 addetti diretti e i mille dell’indotto la frontiera contro la camorra – ha concluso Zipponi – se si smembra questa realtà produttiva si ridà spazio alla camorra: anche per questo la questione Castellammare è questione nazionale».
Oggi intanto l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, riceverà a Roma una delegazione dei dipendenti dello stabilimento stabiese per fare il punto della situazione. All’incontro parteciperà anche Salvatore Vozza, primo cittadino di Castellammare.
