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Matteoli: tutte le Regioni firmeranno l’accordo per le controllate Tirrenia
Pubblicato da Redazione il 23 ottobre 2009 alle ore 13:45 |
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Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli
«Tutte le regioni, anche la Sicilia, hanno scritto che aderiranno all’accordo: manca solo la firma». Lo ha annunciato ieri a Napoli il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, a margine della conferenza internazionale dei ministri dei Trasporti sulle reti Ten-T, riferendosi al passaggio alle Regioni delle controllate Toremar, Caremar, Saremar e Siremar del gruppo Tirrenia. «Dobbiamo andare avanti a tambur battente e spero partirà tutto a fine ottobre o nella prima decade di novembre». Lo stesso ministro ha poi ricordato che entro il 31 dicembre, come previsto dall’Unione europea, devono partire le gare. «Non abbiamo – ha precisato – un giorno di più». Nei giorni scorsi, pur con i dovuti distinguo, Toscana e Campania avevano confermato l’intenzione di rilevare le società regionali della compagnia pubblica di navigazione.
Immediata la soddisfazione di Confitarma dopo l’annuncio di Matteoli, per un provvedimento fortemente voluto dall’armamento privato italiano. «L’abbiamo detto più volte – fa sapere il presidente Nicola Coccia – era l’unica soluzione possibile e propedeutica alla completa privatizzazione della Tirrenia. Inoltre la realizzazione del bando per la privatizzazione di Tirrenia annunciata dal ministro Matteoli per la fine di ottobre o al massimo entro la prima decade di novembre, consentirà di far partire le gare entro la fine di quest’anno in linea con quanto disposto dall’Unione europea. La soluzione del problema Tirrenia –conclude il numero uno di Confitarma – ripristinerà una situazione di reale concorrenza nel mercato marittimo con evidenti benefici per tutta la collettività».
Matteoli: tutte le Regioni firmeranno l'accordo per le controllate Tirrenia
Pubblicato da Redazione il 23 ottobre 2009 alle ore 13:45 |
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Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli
«Tutte le regioni, anche la Sicilia, hanno scritto che aderiranno all’accordo: manca solo la firma». Lo ha annunciato ieri a Napoli il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, a margine della conferenza internazionale dei ministri dei Trasporti sulle reti Ten-T, riferendosi al passaggio alle Regioni delle controllate Toremar, Caremar, Saremar e Siremar del gruppo Tirrenia. «Dobbiamo andare avanti a tambur battente e spero partirà tutto a fine ottobre o nella prima decade di novembre». Lo stesso ministro ha poi ricordato che entro il 31 dicembre, come previsto dall’Unione europea, devono partire le gare. «Non abbiamo – ha precisato – un giorno di più». Nei giorni scorsi, pur con i dovuti distinguo, Toscana e Campania avevano confermato l’intenzione di rilevare le società regionali della compagnia pubblica di navigazione.
Immediata la soddisfazione di Confitarma dopo l’annuncio di Matteoli, per un provvedimento fortemente voluto dall’armamento privato italiano. «L’abbiamo detto più volte – fa sapere il presidente Nicola Coccia – era l’unica soluzione possibile e propedeutica alla completa privatizzazione della Tirrenia. Inoltre la realizzazione del bando per la privatizzazione di Tirrenia annunciata dal ministro Matteoli per la fine di ottobre o al massimo entro la prima decade di novembre, consentirà di far partire le gare entro la fine di quest’anno in linea con quanto disposto dall’Unione europea. La soluzione del problema Tirrenia –conclude il numero uno di Confitarma – ripristinerà una situazione di reale concorrenza nel mercato marittimo con evidenti benefici per tutta la collettività».
Coccia: armatori e banche devono comunicare di più e meglio
Pubblicato da Redazione il 16 ottobre 2009 alle ore 17:30 |
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Nicola Coccia, presidente della Confederazione italiana degli armatori
Gli armatori e il sistema bancario devono accrescere il reciproco scambio di informazioni e conoscenze. In particolare, da parte armatoriale è necessario comunicare meglio come il settore, strutturalmente ciclico e volatile nei valori degli asset, sia ben radicato su consistenti basi industriali proiettate verso il futuro, a differenza di altre realtà imprenditoriali. È quanto è venuto fuori ieri a Roma dalla riunione organizzata in Confitarma con i rappresentanti delle principali realtà creditizie che operano in Italia. Già alla fine del 2007, quando ancora la crisi economico-finanziaria non si era ancora manifestata, la confederazione degli armatori aveva proposto l’apertura di un tavolo di confronto permanente con i principali gruppi bancari italiani impegnati nelle operazioni di finanziamento a favore dello shipping, da estendere anche alle banche straniere.
Nel corso dell’incontro, inoltre, «è stato sottolineato come, in questo delicato momento, sia importante che il mondo bancario, quale partner del business armatoriale, mantenga gli impegni assunti attraverso una interpretazione elastica dei covenant contrattuali. In considerazione del fatto che la vita utile economica di una nave copre un arco temporale di 25-30 anni, si rende opportuno poi rivedere i criteri di valutazione delle navi, improntandoli meno al rigido e statico riferimento del mercato e più ad elementi reddituali prospettici». Infine, è stata rilevata la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento di capitali delle imprese per alleggerire gli impegni delle banche, mediante il ricorso a nuovi strumenti di capital market.
«Noi armatori – ha tenuto a precisare il presidente di Confitarma Nicola Coccia – siamo comunque impegnati a completare il piano di investimenti in corso».
Sicurezza sul lavoro, se ne discute a Genova a fine ottobre
Pubblicato da Redazione il 30 settembre 2009 alle ore 13:00 |
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"Nuove rotte per la sicurezza", organizzato da GNV e Confitarma, si svolgerà a bordo della Suprema, ammiraglia della flotta di Grandi Navi Veloci
Fra poco meno di un mese, dal 28 al 30 ottobre, Genova ospiterà “Nuove rotte per la sicurezza – shipping & safety”, il convegno promosso da Grandi Navi Veloci e Confitarma per fare il punto sulla sicurezza dei lavoratori nel settore marittimo e portuale. L’occasione è data dalla definizione del decreto che normerà la sicurezza sul lavoro marittimo e portuale, per il quale il Testo Unico sulla Sicurezza e la salute dei lavoratori prevede una specificità.
Durante la prima giornata di lavori, a bordo della Suprema, ammiraglia della flotta di GNV, verranno presentate le eccellenze del comparto, le expertise più significative e le novità nella formazione dal momento che dallo shipping (settore all’avanguardia e globale per definizione) arrivano soluzioni formative e innovazioni tecnologiche in grado di fare la differenza nella safety & security delle persone, nonché di creare nuove figure professionali. La tavola rotonda e i relatori che animeranno il dibattito daranno un contributo concreto nella messa a punto della nuova normativa, molto attesa dai lavoratori del mare. Sono in programma interventi di rappresentanti di tutte le parti interessate: ministeri delle Infrastrutture e trasporti, Lavoro; associazioni portuali e del mare; mondo armatoriale; rappresentanti sindacali ed enti di tutela e sorveglianza.
Ospiti del padrone di casa Silvano Cassano, amministratore delegato e presidente di Grandi Navi Veloci, hanno già assicurato la presenza Nicola Coccia, presidente di Confitarma e Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto. “Nuove rotte per la sicurezza” continuerà anche il 29 e il 30 ottobre con un convegno a cura di ISPESL e IMATI del CNR, sempre a Genova, sulla valutazione e la prevenzione dei rischi in vari ambiti lavorativi.
E proprio oggi lo stesso Cassano è diventato membro del Consiglio di Confitarma, nel corso della riunione del consesso degli armatori che ha deciso all’unanimità di inserire nel board il presidente di GNV.
Appello del cluster marittimo portuale al governo
Pubblicato da Redazione il 11 settembre 2009 alle ore 12:15 |
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Il presidente di Assoporti Francesco Nerli
Il governo deve mantener fede agli impegni presi per fronteggiare la crisi e rispettare quanto previsto nell’allegato Infrastrutture del Dpef approvato a larga maggioranza in Parlamento. Questo il senso di un appello unitario del cluster marittimo portuale (rappresentato da Assoporti, Assologistica, Assiterminal, Confitarma, Fedarlinea, Federagenti, Fedespedi, Fise-Uniport, Antep) al ministro Altero Matteoli perché metta in campo tutte le azioni possibili per vincolare l’esecutivo a rispettare le promesse fatte. Altrimenti le prospettive di ripresa di un comparto strategico per l’economia nazionale non saranno colte.
Che questo settore sia tale, ovvero d’importanza fondamentale per il Paese, è per altro evidenziato dal fatto che, sia pure dopo più di 6 mesi dall’apertura del confronto sulle proposte concordemente individuate dal cluster, esse sono state recepite, come detto, nell’allegato Infrastrutture del Dpef, quindi individuate come linee guida per la politica economica del Paese. Mancano però le norme di attuazione.
Il cluster si è incontrato ieri presso la sede di Assoporti, per fare il punto di una situazione che presenta molti elementi di allarme e chiede al Ministro il varo di misure concrete in tempi brevi. Tenuto conto delle preoccupazioni manifestate da alcune associazioni del cluster per la prossima entrata in vigore di misure di adeguamento delle tasse e diritti marittimi, prevista dalla legge ben 3 anni fa, anche Assoporti ha manifestato la disponibilità a prendere in considerazione ipotesi di un temporaneo slittamento dell’entrata in vigore di quell’adeguamento, qualora vengano attuate con provvedimenti d’urgenza le misure di sostegno al settore, richieste dall’intero cluster.
Tirrenia non farà la fine di Alitalia, parola di Confitarma
Pubblicato da Redazione il 04 settembre 2009 alle ore 15:40 |
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Il presidente di Confitarma Nicola Coccia (foto N&T)
Non ci sarà confusione, i diversi armatori che hanno dichiarato la loro disponibilità a rilevare Tirrenia hanno le idee chiare, forti della lunga esperienza nel settore del cabotaggio. Così come certamente i circa 800 milioni di euro di indebitamento graveranno sui conti di chi comprerà la compagnia pubblica di navigazione. Parola di Nicola Coccia, presidente di Confitarma. Nel futuro di Tirrenia nessun marittimo sarà licenziato, mentre sarà sfoltito il personale amministrativo.
Secondo il numero uno degli armamento privato italiano la proposta di GNV di rilevare Tirrenia potrebbe incontrare qualche ostacolo in sede comunitaria. A metà del mese Palazzo Chigi dovrebbe pubblicare il bando per la privatizzazione, nel frattempo Confitarma ha «aperto un tavolo di discussione interno all’associazione per arrivare a una proposta unitaria, gli operatori di cabotaggio che aderiscono a Confitarma sono 7-8 compagnie, praticamente tutte quelle principali. Aspettiamo l’uscita del bando, che è atteso per la metà di settembre, e parteciperemo sicuramente a questa gara. La certezza è che il governo ha deciso di privatizzare Tirrenia e andrà avanti su questa decisione».
«Il nostro compito – spiega Coccia – è di evitare che ci sia un’altra Alitalia, evitare confusione e di complicarsi la vita in questa privatizzazione. In quel caso c’era una unica compagnia di bandiera, non c’erano altri vettori, anche Air One aveva delle difficoltà». Secondo Confitarma, non c’è il rischio che il peso del debito della compagnia ricada sui contribuenti, come è successo per Alitalia. «Per Tirrenia c’è una situazione opposta. Oggi – precisa il presidente – abbiamo 10 armatori di cabotaggio effettivi che operano sulle stesse linee di Tirrenia, l’armamento del privato è nettamente superiore al pubblico. Si tratta di operatori noti a livello internazionale che in una privatizzazione hanno la forza finanziaria di intervenire e si possono integrare dal punto di vista industriale. Per Alitalia si è dovuti ricorrere a una cordata ad hoc, anche con imprese che non avevano sinergie industriali».
E sul silenzio del Mef lamentato dai sindacati in merito alla procedura per la privatizzazione di Tirrenia Coccia non si espone. «Fintecna è formalmente il socio, ma la scelta è di ordine politico».
Secondo trimestre, diminuiscono i ricavi di d’Amico International Shipping
Pubblicato da Redazione il 31 luglio 2009 alle ore 16:15 |
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Paolo d'Amico, presidente dell'omonimo gruppo. Dal prossimo anno dovrebbe diventare il presidente di Confitarma
Utili in calo nel secondo trimestre 2009 per la d’Amico Internation Shipping. Pochi giorni fa il cda della società di navigazione, leader nel settore delle navi cisterna, ha esaminato e approvato in data odierna la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno. Il Gruppo – si legge in una nota – ha conseguito nel corso del primo semestre un Utile netto di US$ 7,2 milioni perdita netta di US$ 14,5 milioni nel secondo trimestre con un EBITDA US$ 24,5 milioni (US$ 9,0 milioni nel secondo trimestre). In percentuale sul TCE, il margine dell’utile netto nel secondo semestre 2009 è stato del 7,3% e i ricavi base time charter medi per giorno di utilizzo sono stati di US$ 17.943 (US$ 16.504 nel secondo trimestre).
«I primi sei mesi dell’anno – ha commentato il presidente Paolo d’Amico – sono stati caratterizzati da un continuo calo nelle tariffe delle navi cisterna che ha influenzato i risultati, specialmente nel secondo trimestre dell’anno. Tenuto conto del debole contesto di mercato, la performance di d’Amico International nel corso del primo semestre del 2009, è da ritenere buona. La società, oltre alle significative riserve di disponibilità liquide, ha a disposizione, grazie alle proprie alle linee di credito, ulteriori e rilevanti risorse finanziare. Inoltre, una parte rilevante dei ricavi e’ già stata garantita e, secondo le previsioni, la percentuale di ricavi derivanti da contratti a tariffa fissa per il 2009 dovrebbe essere, in media, prossima al 55-60%. Tali risorse, insieme all’equlibrato modello di business, ci consentono di ritenere che, nonostante l’attuale incertezza delle prospettive economiche mondiali, la posizione del Gruppo sia adeguata per una efficace gestione del proprio business».
I ricavi nel semestre si sono attestati a 98,5 milioni rispetto ai 120,4 milioni dei primi sei mesi del 2008.
Secondo trimestre, diminuiscono i ricavi di d'Amico International Shipping
Pubblicato da Redazione il 31 luglio 2009 alle ore 16:15 |
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Paolo d'Amico, presidente dell'omonimo gruppo. Dal prossimo anno dovrebbe diventare il presidente di Confitarma
Utili in calo nel secondo trimestre 2009 per la d’Amico Internation Shipping. Pochi giorni fa il cda della società di navigazione, leader nel settore delle navi cisterna, ha esaminato e approvato in data odierna la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno. Il Gruppo – si legge in una nota – ha conseguito nel corso del primo semestre un Utile netto di US$ 7,2 milioni perdita netta di US$ 14,5 milioni nel secondo trimestre con un EBITDA US$ 24,5 milioni (US$ 9,0 milioni nel secondo trimestre). In percentuale sul TCE, il margine dell’utile netto nel secondo semestre 2009 è stato del 7,3% e i ricavi base time charter medi per giorno di utilizzo sono stati di US$ 17.943 (US$ 16.504 nel secondo trimestre).
«I primi sei mesi dell’anno – ha commentato il presidente Paolo d’Amico – sono stati caratterizzati da un continuo calo nelle tariffe delle navi cisterna che ha influenzato i risultati, specialmente nel secondo trimestre dell’anno. Tenuto conto del debole contesto di mercato, la performance di d’Amico International nel corso del primo semestre del 2009, è da ritenere buona. La società, oltre alle significative riserve di disponibilità liquide, ha a disposizione, grazie alle proprie alle linee di credito, ulteriori e rilevanti risorse finanziare. Inoltre, una parte rilevante dei ricavi e’ già stata garantita e, secondo le previsioni, la percentuale di ricavi derivanti da contratti a tariffa fissa per il 2009 dovrebbe essere, in media, prossima al 55-60%. Tali risorse, insieme all’equlibrato modello di business, ci consentono di ritenere che, nonostante l’attuale incertezza delle prospettive economiche mondiali, la posizione del Gruppo sia adeguata per una efficace gestione del proprio business».
I ricavi nel semestre si sono attestati a 98,5 milioni rispetto ai 120,4 milioni dei primi sei mesi del 2008.
Il decalogo Confitarma per sciogliere il nodo Tirrenia
Pubblicato da Redazione il 22 luglio 2009 alle ore 10:30 |
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Nicola Coccia, il presidente della Confederazione italiana degli armatori (Foto N&T)
Troppe voci, dichiarazioni, pareri discordanti sul come e quando realizzare la privatizzazione di Tirrenia. E allora la Confederazione degli armatori privati prova a fissare i punti cardinali per arrivare a una soluzione in tempi rapidi che definisca la rotta da seguire. Quello della compagnia pubblica di navigazione, si legge nel comunicato di Confitarma «deve cessare di essere un problema per diventare un’opportunità. Ciò può avvenire solo se l’azienda Tirrenia e il suo ruolo vengono calati nel sistema economico di riferimento e qualsiasi conseguenza, economica, sociale, lavorativa, viene valutata in un’ottica di mercato».
No a una commistione fra servizi sociali (leggasi continuità territoriale) e libero mercato. «Fino a oggi è stata una realtà disomogenea, caratterizzata da una commistione perversa fra servizio di interesse sociale, e linee che dovrebbero essere gestite in una pura ottica economica. È questo il nodo centrale da sciogliere». Occorre inoltre acquisire l’ok dell’Europa «in virtù del quale il processo di privatizzazione delle società del gruppo Tirrenia sarà valutato e assimilato a quello della liberalizzazione attraverso contratti di servizi. Il nostro governo sta seguendo questa impostazione. In caso di riscontri positivi tutti i comportamenti dovranno seguire questa logica».
Confitarma ribadisce, poi, l’assoluta urgenza di scorporare le controllate regionali Caremar, Siremar, Toremar e Saremar dalla compagnia madre, non escludendo il passaggio a regioni come la Sardegna di alcune linee Tirrenia. «Dovrà essere valutato anche lo shift delle tratte che non potranno mai garantire un ritorno economico. Linee che dovrebbero diventare di competenza delle Regioni che hanno interessi economici allargati (turismo, logistica, approvvigionamenti) a tenerle in vita». Un’analoga impostazione, secondo l’armamento privato, dovrebbe essere seguito per «le linee “stagionali” esercitate dall’ex Adriatica, quali i collegamenti con le Tremiti che potrebbero diventare oggetto di un’intesa ad hoc con la regione Puglia».
Capitolo regia della privatizzazione. Confitarma ritiene che le «Regioni dovrebbero gestire la cessione del capitale delle società regionali a uno o più operatori privati, individuati con procedure ad evidenza pubblica. Ciò eliminerebbe il rischio di possibili conflitti di interesse che potrebbero scaturire dall’accentramento di più ruoli in un unico decisore pubblico (regolatore e al tempo stesso azionista gestore)». Ciascun ente locale, poi, provvederà a scegliere tempi e modi delle gare d’appalto per le linee sovvenzionate. Scorporate dalle controllate, quindi, Tirrenia cesserebbe di essere «un peso per lo Stato».
Infine gli armatori invitano il governo a definire le procedure per la privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi entro il 31 dicembre di quest’anno, così come imposto da Bruxelles.
Una sede dell’Accademia della Marina mercantile a Torre del Greco
Pubblicato da Redazione il 03 luglio 2009 alle ore 16:28 |
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Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova
Ora è ufficiale, Torre del Greco ospiterà a partire dal prossimo anno accademico una seconda sede dell’Accademia della Marina mercantile. Il protocollo d’intesa per la sua istituzione è stato siglato a Roma nei giorni scorso, nel corso della 48 Ore del mare di Confitarma. Il documento è stato firmato da Nicola Coccia, presidente della confederazione degli armatori e di ForMARE, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti della Campania, Ciro Falanga, direttore generale del Comune di Torre del Greco ed Eugenio Massolo, presidente Accademia italiana della Marina mercantile.
In Campania, e in particolar modo nella zona di Torre del Greco, è concentrato il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione italiane, i cui armatori da anni lamentano la carenza di giovani diplomati adeguatamente formati da avviare alle carriere del mare. Per rispondere in maniera efficace e in tempi brevi al fabbisogno emerso, si è manifestata l’intenzione e la disponibilità di tutti i soggetti a istituire in quel territorio una ulteriore sede dell’Accademia genovese per la formazione e l’inserimento lavorativo degli allievi ufficiali, sulla base del modello didattico e organizzativo consolidato dal 2005, presso la sede di Genova, con l’intento di perseguire il costante perfezionamento dei livelli formativi e addestrativi in rapporto alle evoluzioni normative e tecnologiche del settore e dei bisogni dell’Armamento nazionale.
La regione Campania, partendo da questa esperienza, intende attivare, in collaborazione con ForMARE, un Polo Formativo Regionale per l’Economia del Mare, con il coinvolgimento delle parti sociali (imprese e sindacati di settore) interessate allo sviluppo occupazionale qualificato e specializzato, nell’ambito del cluster marittimo campano.
L’Accademia Italiana della Marina mercantile, nata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Genova e di Confitarma con il concorso attivo della regione Liguria e del MIUR e con la collaborazione attiva di circa 30 primarie compagnie d’Armamento, ha, nel corso degli anni, risposto alla grande carenza di ufficiali formando ogni anno più di 100 ufficiali nei settori di macchina e coperta, rappresentando in Italia un’esperienza unica nel suo genere.
La creazione di un rapporto di interscambio continuo tra la formazione e il mercato del lavoro marittimo, ha dato come risultato un tasso del 100% di occupazione tra i diplomati dell’Accademia.
Una sede dell'Accademia della Marina mercantile a Torre del Greco
Pubblicato da Redazione il 03 luglio 2009 alle ore 16:28 |
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Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova
Ora è ufficiale, Torre del Greco ospiterà a partire dal prossimo anno accademico una seconda sede dell’Accademia della Marina mercantile. Il protocollo d’intesa per la sua istituzione è stato siglato a Roma nei giorni scorso, nel corso della 48 Ore del mare di Confitarma. Il documento è stato firmato da Nicola Coccia, presidente della confederazione degli armatori e di ForMARE, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti della Campania, Ciro Falanga, direttore generale del Comune di Torre del Greco ed Eugenio Massolo, presidente Accademia italiana della Marina mercantile.
In Campania, e in particolar modo nella zona di Torre del Greco, è concentrato il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione italiane, i cui armatori da anni lamentano la carenza di giovani diplomati adeguatamente formati da avviare alle carriere del mare. Per rispondere in maniera efficace e in tempi brevi al fabbisogno emerso, si è manifestata l’intenzione e la disponibilità di tutti i soggetti a istituire in quel territorio una ulteriore sede dell’Accademia genovese per la formazione e l’inserimento lavorativo degli allievi ufficiali, sulla base del modello didattico e organizzativo consolidato dal 2005, presso la sede di Genova, con l’intento di perseguire il costante perfezionamento dei livelli formativi e addestrativi in rapporto alle evoluzioni normative e tecnologiche del settore e dei bisogni dell’Armamento nazionale.
La regione Campania, partendo da questa esperienza, intende attivare, in collaborazione con ForMARE, un Polo Formativo Regionale per l’Economia del Mare, con il coinvolgimento delle parti sociali (imprese e sindacati di settore) interessate allo sviluppo occupazionale qualificato e specializzato, nell’ambito del cluster marittimo campano.
L’Accademia Italiana della Marina mercantile, nata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Genova e di Confitarma con il concorso attivo della regione Liguria e del MIUR e con la collaborazione attiva di circa 30 primarie compagnie d’Armamento, ha, nel corso degli anni, risposto alla grande carenza di ufficiali formando ogni anno più di 100 ufficiali nei settori di macchina e coperta, rappresentando in Italia un’esperienza unica nel suo genere.
La creazione di un rapporto di interscambio continuo tra la formazione e il mercato del lavoro marittimo, ha dato come risultato un tasso del 100% di occupazione tra i diplomati dell’Accademia.
Coccia: usiamo l’armamento per uscire dalla crisi
Pubblicato da Redazione il 03 luglio 2009 alle ore 09:00 |
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Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale
L’armamento italiano «è sano, con prospettive positive e sempre più strategico per la ripresa», insomma potrebbe fare da traino per uscire dalla crisi. Così Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nella sua relazione finale all’Assemblea generale degli armatori, nell’incantevole cornice della Sala degli specchi di Palazzo Colonna a Roma. «La nostra flotta è cresciuta (+4%) e siamo tredicesimi al mondo – tra i leader per tipi specializzati di unità, come quelle ro-ro (i traghetti), le chimichiere e quelle da crociera – con un conseguente aumento del 3% nel numero degli occupati. Le nostre navi – ha detto – impiegano oltre 50mila addetti diretti e trainano un comparto che dà lavoro a più di 400mila persone. Inoltre, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni».
Nel condividere con Coccia il ruolo trainante per l’economia nazionale dell’industria armatoriale, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha accolto favorevolmente la richiesta di riforme a costo zero ( come quella per rimuovere le lentezze burocratiche che ancora oggi “costano” qualcosa come 100mila euro a un armatore che deve prendere in consegna una nave costruita in un cantiere estero) annunciando in tal senso di aver dato incarico all’Ufficio legislativo del suo dicastero di aprire «un tavolo di confronto per adeguare le norme esistenti alle esigenze degli operatori».
Il 30 giugno il ministro ha illustrato in Senato il suo disegno di legge sulla riforma portuale, riscontrando un’ampia disponibilità dell’opposizione a fare presto e a trovare soluzioni condivise. «C’è lo spazio – ha anticipato Matteoli – per approvare in via legislativa il testo», magari prima dell’estate, come si era augurato l’altro giorno, in apertura della 48 Ore del mare Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Il ministro si è soffermato anche sulla vicenda Tirrenia, di cui ieri si è registrato la concreta disponibilità di armamento e Regioni a un patto per acquisire le controllate regionali della compagnia di navigazione pubblica.
«È un’emergenza – ha puntualizzato – che si sta avviando verso una possibile soluzione e che entro il 31 dicembre 2009 sarà indetta una gara così come prescritto dall’Unione europea che a fine 2008 aveva concesso un anno di proroga per consentire una base accettabile e la giusta attenzione del mercato».
Coccia: usiamo l'armamento per uscire dalla crisi
Pubblicato da Redazione il 03 luglio 2009 alle ore 09:00 |
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Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale
L’armamento italiano «è sano, con prospettive positive e sempre più strategico per la ripresa», insomma potrebbe fare da traino per uscire dalla crisi. Così Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nella sua relazione finale all’Assemblea generale degli armatori, nell’incantevole cornice della Sala degli specchi di Palazzo Colonna a Roma. «La nostra flotta è cresciuta (+4%) e siamo tredicesimi al mondo – tra i leader per tipi specializzati di unità, come quelle ro-ro (i traghetti), le chimichiere e quelle da crociera – con un conseguente aumento del 3% nel numero degli occupati. Le nostre navi – ha detto – impiegano oltre 50mila addetti diretti e trainano un comparto che dà lavoro a più di 400mila persone. Inoltre, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni».
Nel condividere con Coccia il ruolo trainante per l’economia nazionale dell’industria armatoriale, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha accolto favorevolmente la richiesta di riforme a costo zero ( come quella per rimuovere le lentezze burocratiche che ancora oggi “costano” qualcosa come 100mila euro a un armatore che deve prendere in consegna una nave costruita in un cantiere estero) annunciando in tal senso di aver dato incarico all’Ufficio legislativo del suo dicastero di aprire «un tavolo di confronto per adeguare le norme esistenti alle esigenze degli operatori».
Il 30 giugno il ministro ha illustrato in Senato il suo disegno di legge sulla riforma portuale, riscontrando un’ampia disponibilità dell’opposizione a fare presto e a trovare soluzioni condivise. «C’è lo spazio – ha anticipato Matteoli – per approvare in via legislativa il testo», magari prima dell’estate, come si era augurato l’altro giorno, in apertura della 48 Ore del mare Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Il ministro si è soffermato anche sulla vicenda Tirrenia, di cui ieri si è registrato la concreta disponibilità di armamento e Regioni a un patto per acquisire le controllate regionali della compagnia di navigazione pubblica.
«È un’emergenza – ha puntualizzato – che si sta avviando verso una possibile soluzione e che entro il 31 dicembre 2009 sarà indetta una gara così come prescritto dall’Unione europea che a fine 2008 aveva concesso un anno di proroga per consentire una base accettabile e la giusta attenzione del mercato».
Confitarma, un nuovo modo di comunicare il mare
Pubblicato da Redazione il 02 luglio 2009 alle ore 09:10 |
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"Shipping in onda" sarà trasmesso prossimamente da Class Cnbc. In programma altri talk show dedicati allo shipping
Nessuna sorpresa al termine dell’Assemblea generale di Confitarma. Così come anticipato all’inizio di giugno il consesso che riunisce gli armatori privati ha deciso, all’unanimità, di prorogare di un anno il mandato in scadenza del presidente Nicola Coccia e tutte le altre cariche confederali. È una decisione figlia della scelta di Paolo d’Amico, candidato designato alla successione al vertice di Confitarma, di rinviare al 2010 l’inizio della sua presidenza.
Sempre ieri è iniziata a Palazzo Colonna, a Roma, con la sessione ““Shipping in onda un’industria che cambia in un mondo che si trasforma”, dedicata a un nuovo modo di comunicare il mare, è iniziata l’edizione 2009 della 48 Ore del mare. Condotto da Stefania Peveraro di Class Cnbc, insieme al presidente Coccia, è stato dato il là a un vero e proprio talk show cui sono intervenuti: Giuseppe Castagna, responsabile Corporate relationship management Intesa San Paolo, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Gabriele Gori, vice direttore generale MPS Capital Services banca per le imprese Spa e Vincenzo Onorato, presidente di Moby lines.
Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda sul futuro di Tirrenia e delle sue controllate con Coccia a moderare gli interventi di rappresentanti del ministero delle Infrastrutture, delle regioni coinvolte e dei lavoratori della compagnia di navigazione pubblica.
Indennità di guerra per i marittimi imbarcati nel golfo di Aden
Pubblicato da Redazione il 25 giugno 2009 alle ore 10:00 |
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Un tentativo di arrembaggio da parte di un'imbarcazione di pirati verso un mercantile nelle acque somale
Ai marittimi imbarcati sulla navi da carico che transitano nell’area considerata a rischio per gli attacchi dei pirati verranno riconosciute indennità per rischio di guerra. È questo il contenuto di un accordo sottoscritto fra Confitarma e le organizzazioni sindacali dei marittimi Fit-Cisl, Filt-Cgil e Uiltrasporti, per affrontare il tema della pirateria nel golfo di Aden e lungo le coste somale.
L’area di rischio, si legge nell’accordo, viene così individuata: il confine occidentale parte della zona costiera del confine tra Gibuti e Somalia sino alla posizione 11 48 N, 45 E, da 12 00 N,45 E sino all’isola di Mayyun nello stretto Bab El Mandeb. Mentre il confine orientale dell’area è circoscritta da Rhiy di-Irisal nell’isola di Socotra di posizione 14 18 N, 53 E, da 14 30 N, 53 E sino alla costa nel punto di confine tra lo Yemen e Oman.
In aggiunta a queste coordinate – secondo quanto previsto dal documento siglato – saranno estese, fino a includerle, la zona di 400 miglia al largo della costa orientale della Somalia, ovvero l’isola di Socotra fino al confine del Kenya. Le indennità per rischio di guerra – come prevede il contratto nazionale di lavoro in vigore – scatteranno a partire dal prossimo 1° luglio. L’accordo ha «natura transitoria legata al perdurare del fenomeno della pirateria e ciascuna delle parti potrà richiedere un incontro per valutarne l’andamento».
Il programma della 48 Ore del mare di Confitarma
Pubblicato da Redazione il 19 giugno 2009 alle ore 15:00 |
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Dopo le esperienze a Napoli e a Genova, quest'anno la 48 Ore del mare approda a Roma
Ricco e interessante il programma dell’edizione 2009 della 48 Ore del mare, organizzata a Palazzo Colonna a Roma dalla Confederazione degli armatori. Sotto l’egida della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio di Camera e Senato, della presidenza del Consiglio, dei ministeri degli Esteri, dell’economia, delle Infrastrutture, Difesa, Sviluppo economico e della Pubblica amministrazione, la sede di Confitarma per due giorni il 1° e il 2 luglio sarà la capitale italiana dello shipping.
Nella prima giornata il calendario degli appuntamenti prevede una tavola rotonda dal titolo “Shipping e Mercati”, poi la 48 Ore del Mare Giovani e nel pomeriggio l’Assemblea generale della confederazione. A seguire il dibattito sul futuro delle controllate regionali di Tirrenia, in vista dell’imminente privatizzazione della compagnia pubblica di navigazione. In serata, alle 18.30 è prevista la firma del protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Accademia della Marina mercantile di Torre del Greco e, a seguire, il concerto dei musicisti del Conservatorio dell’Aquila.
Il 2 luglio, in mattinata, ci sarà la sessione plenaria dell’Assemblea annuale degli armatori, al termine della quale il presidente Nicola Coccia incontrerà i media. Fra gli interventi previsti anche quello di Gian Maria Gros Pietro, presidente di Federtrasporto, e del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Ai lavori dell’Assemblea ha assicurato la presenza anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nel pomeriggio, alle 16, l’Ipsema illustrerà nel dettaglio il “Quaderno di formazione per la sicurezza sul lavoro nei locali macchina a bordo delle navi”.
Confitarma, Coccia resta al timone fino al 2010
Pubblicato da Redazione il 25 maggio 2009 alle ore 09:30 |
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Il presidente di Confitarma Nicola Coccia
L’assemblea generale di Confitarma, in programma per l’1-2 luglio a Roma non eleggerà Paolo d’Amico alla presidenza dell’associazione degli armatori privati italiani. «Il Consiglio confederale – come si apprende da un comunicato – ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea di Confitarma la proroga al 2010 del mandato dell’attuale presidente, Nicola Coccia, e di tutte le altre cariche confederali. La decisione scaturisce dalla momentanea indisponibilità del candidato alla presidenza Paolo d’Amico».
Fin quando Coccia resterà alla guida degli armatori italiani? Almeno fino ai primi mesi del prossimo anno quando, secondo quanto si vocifera fra gli addetti ai lavori, si riunirà nuovamente l’assemblea cui spetta l’elezione. Il presidente della d’Amico società di navigazione ha voluto spiegare, in una nota ufficiale, che la momentanea indisponibilità è legata al fatto che si trova all’estero «per un ciclo di cure e rientrerà in Italia alla fine di luglio per riprendere a pieno tempo le sue attività sia aziendali, sia associative» confermando, comunque, «la sua disponibilità all’invito rivoltogli di ricoprire il ruolo di futuro presidente di Confitarma ed esprime il suo apprezzamento per la decisione assunta dal Consiglio confederale dell’associazione».
Resta confermato l’appuntamento della 3^ edizione della 48 Ore del Mare che Confitarma organizzerà nella Capitale.
Frattini: il 10 giugno un vertice antipirateria a Roma
Pubblicato da Redazione il 20 maggio 2009 alle ore 16:37 |
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Il ministro degli Esteri Franco Frattini
Per aiutare la Somalia a consolidare il suo governo «che è ancora fragile» e sconfiggere un fenomeno diventato una vera e propria piaga, il 10 giugno l’Italia ospiterà a Roma un vertice internazionale contro la pirateria. Lo ha annunciato stamattina il ministro degli Esteri Franco Frattini, precisando che verranno coinvolti insieme ai rappresentanti del governo di Mogadiscio anche quelli di tutte le fazioni coinvolte. «Il problema (della pirateria, ndr) può essere completamente risolto – ha detto il rappresentante della Farnesina intervenendo ai lavori dell’European maritime day – solo affrontando la questione della fragilità disperata di questo paese».
All’emergenza pirateria è stato dedicato ieri un convegno promosso da Confitarma, nell’ambito dei lavori della Giornata europea del mare, in svolgimento a Palazzo Colonna. Il presidente degli armatori privati italiani Nicola Coccia ha fatto notare l’escalation dei costi per il riscatto delle unità sequestrate dai pirati. «Dal 2005 l’incidenza del fenomeno è vertiginosamente aumentata: si è passati da cifre che si aggiravano intorno alle migliaia di dollari ai 3,5 milioni di dollari richiesti per la nave giapponese Stella Maris nel luglio del 2008. Si stima che la cifra pagata per i riscatti solo nel 2008 si aggiri tra i 18 e i 30 milioni di dollari». Bisogna evitare, secondo ilnumero uno di Confitarma che gli episodi di pirateria, ormai quasi di routine, possano essere percepiti «come semplici casi di cronaca nera, comunque lontani dalla nostra condizione di cittadini».
Fondamentale, per combattere questo fenomeno, il ruolo giocato dale Marine militari. «La pirateria marittima – ha ricordato Paolo La Rosa, capo di stato maggiore della Marina - è un problema storico e complesso le cui cause sono radicate a terra, mentre gli effetti si avvertono principalmente in mare. È quindi necessario un approccio globale e coordinato di tutte le forze che fornisca efficaci risposte a questa minaccia per la sicurezza e la stabilità globale. In tale contesto, le marine svolgono un ruolo centrale poiché hanno i mezzi, le capacità e lo status giuridico per intervenire».
Giuseppe Bottiglieri, responsabile della commissione navigazione oceanica di Confitarma, ha portato esempi concreti delle difficoltà che si pongono agli armatori e ai marittimi imbarcati su navi che operano nell’area del Corno d’Africa e ha sollecitato «un concreto intervento delle Nazioni Unite per trovare una soluzione a questo fenomeno». La forza navale dell’Ue, quella della Nato e delle singole Marine coinvolte non possono rappresentare di per sè la soluzione al problema. «Serve una decisione politica internazionale, nonostante l’azione delle marine militari sia di grande aiuto alla sicurezza dei traffici». Secondo Giuseppe Mauro Rizzo, presidente dei Giovani armatori sarebbe opportuno lanciare un appello al G8 che si terrà in Italia chiedendo di inserire nell’agenda dei lavori una sessione dedicata alla pirateria. «Il problema – ha detto – va risolto a livello politico perché non basta più la buona volontà e la professionalità degli operatori».
Bottiglieri: la crisi si combatte con meno navi nel dry cargo
Pubblicato da Redazione il 13 maggio 2009 alle ore 10:00 |
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Giuseppe Bottiglieri con Nicola Coccia e l'ammiraglio Picone al Mare Forum di Sorrento
Com’è ormai tradizione, anche quest’anno il gotha dell’armamento nazionale si è dato appuntamento a Sorrento, dove lunedì scorso si è celebrata la V edizione di “Mare Forum – Maritime Italy”, per fare il punto sullo stato dell’industria marittima del Belpaese. Con l’armatore Giuseppe Bottiglieri a far gli onori di casa, il dibattito ha affrontato subito la questione crisi, interrogandosi su quando e come l’economia internazionale riuscirà a uscirne. Presenti fra gli altri il presidente di Confitarma Nicola Coccia, l’amministratore delegato di Rina spa Ugo Salerno, il comandante della Capitaneria di porto di Napoli Domenico Picone, e gli armatori Giuseppe D’Amato e Maurizio d’Amico.
«Mentre nel maggio 2008, in pieno boom dei noli, ci si chiedeva come prepararsi alla minaccia del “credit crunch”, dodici mesi più tardi l’interesse dei relatori e del pubblico in sala converge sull’analisi delle turbolenze in corso e sulle ricette per la ripresa che necessariamente, come sostengo con decisione da mesi, dovranno comprendere la riduzione del numero delle navi in circolazione nel dry cargo. Questa – ha chiarito nel suo intervento il presidente della Giuseppe Bottiglieri Shipping company – è la prima misura da prendere per ristabilire un giusto equilibrio nella determinazione del valore dei noleggi. Noi armatori napoletani, ma anche tutti gli altri in Italia, abbiamo tenuto fede agli impegni presi, confermando gli ordini delle nuove navi. Quindi oggi ci aspettiamo nuove regole e nuove procedure per lo smantellamento del naviglio obsoleto anche con l’introduzione di un premio sulla demolizione navale».
Della stessa opinione è il presidente degli armatori Coccia. «Gli ultimi cinque anni sono stati straordinari per lo shipping, fuori dalla normalità. Un periodo florido che nell’ultimo trimestre del 2008 si è però drasticamente interrotto, come dimostra la diminuzione delle esportazioni e delle importazioni fino a quasi il 20%. Eppure, nonostante questo black out, tutti i nostri ordini ai cantieri sono stati rispettati. Gli armatori italiani – ha confermato fiducioso il numero uno di Confitarma – sono solidi, maturi e già proiettati oltre la crisi. Le previsioni dicono che ne usciremo a metà del 2010 e io sono fortemente convinto che saremo proprio noi a guidare la ripresa anche grazie a nuove regolamentazioni e alla demolizione del naviglio substandard, come propone con grande entusiasmo e convinzione Giuseppe Bottiglieri».
Coccia, la normativa internazionale non aiuta contro la pirateria
Pubblicato da Redazione il 11 maggio 2009 alle ore 16:30 |
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Nicola Coccia, da quattro anni al timone di Confitarma
I crocieristi non hanno paura dei pirati che sono giorno dopo giorno sempre più presenti nel Golfo di Aden. Ciò nonostante, il problema è diventato una priorità da risolvere in tempi rapidi, sia per le compagnia turistiche che per le società di shipping, anche in deroga alla normativa internazionale. A sostenerlo è Nicola Coccia, il presidente degli armatori privati italiani.
«Il 26 aprile scorso – ha detto ieri il numero uno di Confitarma – è stata una nave da crociera, la Melody di MSC, a subire un tentativo, fallito, di arrembaggio. Ma non per questo pensiamo che ora siano a rischio anche le navi passeggeri. Gli attacchi ai crocieristi restano improbabili non solo per un dato statistico (nel Golfo di Aden transitano 30mila mercantili l’anno e qualche decina di navi passeggeri), ma per il fatto che le navi da crociera rappresentano bersagli poco appetibili, con fiancate altissime, difficili da scalare in movimento. E sono enormi, vere e proprie città. Come potrebbe l’equipaggio di un barchino tenere sotto controllo migliaia di ostaggi? No, non si può dire che i pirati stiano mettendo in difficoltà anche il settore crocieristico o che lo minaccino. Anche se qualche problema lo creano».
Coccia ha sottolineato poi che bisogna stare attenti a non diffondere la sensazione che andare per mare non sia sicuro. «Temo l’effetto psicologico che potrebbe provocare un altro episodio come quello della Melody, anche marginale. Purtroppo, il problema è, invece, indubbiamente attuale per il naviglio mercantile. I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda la flotta italiana, il 29 e 30 aprile scorso la Jolly Smeraldo della Ignazio Messina & C. ha subito due attacchi, sventati grazie alle manovre evasive messe in atto dal comandante, il 5 maggio la nostra Marina militare ha impedito un arrembaggio dei pirati somali alla Neverland, una nave gasiera della Finaval».