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Matteoli: tutte le Regioni firmeranno l’accordo per le controllate Tirrenia

Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli

Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli

«Tutte le regioni, anche la Sicilia, hanno scritto che aderiranno all’accordo: manca solo la firma». Lo ha annunciato ieri a Napoli il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, a margine della conferenza internazionale dei ministri dei Trasporti sulle reti Ten-T, riferendosi al passaggio alle Regioni delle controllate Toremar, Caremar, Saremar e Siremar del gruppo Tirrenia. «Dobbiamo andare avanti a tambur battente e spero partirà tutto a fine ottobre o nella prima decade di novembre». Lo stesso ministro ha poi ricordato che entro il 31 dicembre, come previsto dall’Unione europea, devono partire le gare. «Non abbiamo – ha precisato – un giorno di più». Nei giorni scorsi, pur con i dovuti distinguo, Toscana e Campania avevano confermato l’intenzione di rilevare le società regionali della compagnia pubblica di navigazione.

Immediata la soddisfazione di Confitarma dopo l’annuncio di Matteoli, per un provvedimento fortemente voluto dall’armamento privato italiano. «L’abbiamo detto più volte – fa sapere il presidente Nicola Coccia – era l’unica soluzione possibile e propedeutica alla completa privatizzazione della Tirrenia. Inoltre la realizzazione del bando per la privatizzazione di Tirrenia annunciata dal ministro Matteoli per la fine di ottobre o al massimo entro la prima decade di novembre, consentirà di far partire le gare entro la fine di quest’anno in linea con quanto disposto dall’Unione europea. La soluzione del problema Tirrenia –conclude il numero uno di Confitarma – ripristinerà una situazione di reale concorrenza nel mercato marittimo con evidenti benefici per tutta la collettività».

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Matteoli: tutte le Regioni firmeranno l'accordo per le controllate Tirrenia

Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli

Matteoli con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani alla Conferenza internazionale di Napoli

«Tutte le regioni, anche la Sicilia, hanno scritto che aderiranno all’accordo: manca solo la firma». Lo ha annunciato ieri a Napoli il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, a margine della conferenza internazionale dei ministri dei Trasporti sulle reti Ten-T, riferendosi al passaggio alle Regioni delle controllate Toremar, Caremar, Saremar e Siremar del gruppo Tirrenia. «Dobbiamo andare avanti a tambur battente e spero partirà tutto a fine ottobre o nella prima decade di novembre». Lo stesso ministro ha poi ricordato che entro il 31 dicembre, come previsto dall’Unione europea, devono partire le gare. «Non abbiamo – ha precisato – un giorno di più». Nei giorni scorsi, pur con i dovuti distinguo, Toscana e Campania avevano confermato l’intenzione di rilevare le società regionali della compagnia pubblica di navigazione.

Immediata la soddisfazione di Confitarma dopo l’annuncio di Matteoli, per un provvedimento fortemente voluto dall’armamento privato italiano. «L’abbiamo detto più volte – fa sapere il presidente Nicola Coccia – era l’unica soluzione possibile e propedeutica alla completa privatizzazione della Tirrenia. Inoltre la realizzazione del bando per la privatizzazione di Tirrenia annunciata dal ministro Matteoli per la fine di ottobre o al massimo entro la prima decade di novembre, consentirà di far partire le gare entro la fine di quest’anno in linea con quanto disposto dall’Unione europea. La soluzione del problema Tirrenia –conclude il numero uno di Confitarma – ripristinerà una situazione di reale concorrenza nel mercato marittimo con evidenti benefici per tutta la collettività».

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Confitarma: su Tirrenia allo stato c’è solo tanta confusione

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Questa settimana riprenderà il Tavolo ministero – Regioni sulla privatizzazione di Tirrenia. L’ha assicurato il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenendo nel weekend alle celebrazioni per i 170 anni della Napoli – Portici, la prima ferrovia italiana. «Stiamo lavorando – ha spiegato – con gli enti locali e con Fintecna per trovare le soluzioni». Le sue parole non bastano, comunque, a sbloccare quella che Confitarma ha definito come una situazione di stallo. «Non mi sembra questo il modo di affrontare la questione – ha detto il presidente Nicola Coccia – i tempi ormai sono veramente stretti» per la privatizzazione del gruppo di navigazione, termini in scadenza per la fine dell’ anno dopo la proroga di 12 mesi della convenzione concessa da Bruxelles.

«I ritardi se ci sono, si spiegano e si chiariscono; invece mi sembra ci sia molta confusione e basta – ha denunciato il numero uno degli armatori privati italiani -. Un silenzio che potrebbe farci recedere dalla disponibilità manifestata. Tutto è nebuloso, non se ne sa più nulla. Una privatizzazione sbandierata da tempo, rispetto alla quale si è stabilito un percorso per poi fare invece passi indietro. Ora è calato il silenzio. A noi interessa il rispetto delle regole e della concorrenza. Chiederemo alla Ue di non concedere slittamenti ulteriori di tempi» – ha annunciato Coccia, convinto che gli ostacoli sull’iter possano essere rappresentati «dal rifiuto di alcune Regioni a farsi carico dei passivi delle controllate regionali di Tirrenia, ma anche la mancanza di chiarezza sull’entità reale dei passivi».

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Confitarma: su Tirrenia allo stato c'è solo tanta confusione

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Questa settimana riprenderà il Tavolo ministero – Regioni sulla privatizzazione di Tirrenia. L’ha assicurato il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenendo nel weekend alle celebrazioni per i 170 anni della Napoli – Portici, la prima ferrovia italiana. «Stiamo lavorando – ha spiegato – con gli enti locali e con Fintecna per trovare le soluzioni». Le sue parole non bastano, comunque, a sbloccare quella che Confitarma ha definito come una situazione di stallo. «Non mi sembra questo il modo di affrontare la questione – ha detto il presidente Nicola Coccia – i tempi ormai sono veramente stretti» per la privatizzazione del gruppo di navigazione, termini in scadenza per la fine dell’ anno dopo la proroga di 12 mesi della convenzione concessa da Bruxelles.

«I ritardi se ci sono, si spiegano e si chiariscono; invece mi sembra ci sia molta confusione e basta – ha denunciato il numero uno degli armatori privati italiani -. Un silenzio che potrebbe farci recedere dalla disponibilità manifestata. Tutto è nebuloso, non se ne sa più nulla. Una privatizzazione sbandierata da tempo, rispetto alla quale si è stabilito un percorso per poi fare invece passi indietro. Ora è calato il silenzio. A noi interessa il rispetto delle regole e della concorrenza. Chiederemo alla Ue di non concedere slittamenti ulteriori di tempi» – ha annunciato Coccia, convinto che gli ostacoli sull’iter possano essere rappresentati «dal rifiuto di alcune Regioni a farsi carico dei passivi delle controllate regionali di Tirrenia, ma anche la mancanza di chiarezza sull’entità reale dei passivi».

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Tirrenia non farà la fine di Alitalia, parola di Confitarma

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia (foto N&T)

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia (foto N&T)

Non ci sarà confusione, i diversi armatori che hanno dichiarato la loro disponibilità a rilevare Tirrenia hanno le idee chiare, forti della lunga esperienza nel settore del cabotaggio. Così come certamente i circa 800 milioni di euro di indebitamento graveranno sui conti di chi comprerà la compagnia pubblica di navigazione. Parola di Nicola Coccia, presidente di Confitarma. Nel futuro di Tirrenia nessun marittimo sarà licenziato, mentre sarà sfoltito il personale amministrativo.

Secondo il numero uno degli armamento privato italiano la proposta di GNV di rilevare Tirrenia potrebbe incontrare qualche ostacolo in sede comunitaria. A metà del mese Palazzo Chigi dovrebbe pubblicare il bando per la privatizzazione, nel frattempo Confitarma ha «aperto un tavolo di discussione interno all’associazione per arrivare a una proposta unitaria, gli operatori di cabotaggio che aderiscono a Confitarma sono 7-8 compagnie, praticamente tutte quelle principali. Aspettiamo l’uscita del bando, che è atteso per la metà di settembre, e parteciperemo sicuramente a questa gara. La certezza è che il governo ha deciso di privatizzare Tirrenia e andrà avanti su questa decisione».

«Il nostro compito – spiega Coccia – è di evitare che ci sia un’altra Alitalia, evitare confusione e di complicarsi la vita in questa privatizzazione. In quel caso c’era una unica compagnia di bandiera, non c’erano altri vettori, anche Air One aveva delle difficoltà». Secondo Confitarma, non c’è il rischio che il peso del debito della compagnia ricada sui contribuenti, come è successo per Alitalia. «Per Tirrenia c’è una situazione opposta. Oggi – precisa il presidente – abbiamo 10 armatori di cabotaggio effettivi che operano sulle stesse linee di Tirrenia, l’armamento del privato è nettamente superiore al pubblico. Si tratta di operatori noti a livello internazionale che in una privatizzazione hanno la forza finanziaria di intervenire e si possono integrare dal punto di vista industriale. Per Alitalia si è dovuti ricorrere a una cordata ad hoc, anche con imprese che non avevano sinergie industriali».

E sul silenzio del Mef lamentato dai sindacati in merito alla procedura per la privatizzazione di Tirrenia Coccia non si espone. «Fintecna è formalmente il socio, ma la scelta è di ordine politico».

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Una sede dell’Accademia della Marina mercantile a Torre del Greco

Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova

Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova

Ora è ufficiale, Torre del Greco ospiterà a partire dal prossimo anno accademico una seconda sede dell’Accademia della Marina mercantile. Il protocollo d’intesa per la sua istituzione è stato siglato a Roma nei giorni scorso, nel corso della 48 Ore del mare di Confitarma. Il documento è stato firmato da Nicola Coccia, presidente della confederazione degli armatori e di ForMARE, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti della Campania, Ciro Falanga, direttore generale del Comune di Torre del Greco ed Eugenio Massolo, presidente Accademia italiana della Marina mercantile.

In Campania, e in particolar modo nella zona di Torre del Greco, è concentrato il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione italiane, i cui armatori da anni lamentano la carenza di giovani diplomati adeguatamente formati da avviare alle carriere del mare.  Per rispondere in maniera efficace e in tempi brevi al fabbisogno emerso, si è manifestata l’intenzione e la disponibilità di tutti i soggetti a istituire in quel territorio una ulteriore sede dell’Accademia genovese per la formazione e l’inserimento lavorativo degli allievi ufficiali, sulla base del modello didattico e organizzativo consolidato dal 2005, presso la sede di Genova, con l’intento di perseguire il costante perfezionamento dei livelli formativi e addestrativi in rapporto alle evoluzioni normative e tecnologiche del settore e dei bisogni dell’Armamento nazionale.

La regione Campania, partendo da questa esperienza, intende attivare, in collaborazione con ForMARE, un Polo Formativo Regionale per l’Economia del Mare, con il coinvolgimento delle parti sociali (imprese e sindacati di settore) interessate allo sviluppo occupazionale qualificato e specializzato, nell’ambito del cluster marittimo campano.
L’Accademia Italiana della Marina mercantile, nata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Genova e di Confitarma con il concorso attivo della regione Liguria e del MIUR e con la collaborazione attiva di circa 30 primarie compagnie d’Armamento, ha, nel corso degli anni, risposto alla grande carenza di ufficiali formando ogni anno più di 100 ufficiali nei settori di macchina e coperta, rappresentando in Italia un’esperienza unica nel suo genere.

La creazione di un rapporto di interscambio continuo tra la formazione e il mercato del lavoro marittimo, ha dato come risultato un tasso del 100% di occupazione tra i diplomati dell’Accademia.

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Una sede dell'Accademia della Marina mercantile a Torre del Greco

Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova

Eugenio Massolo, presidente dell'Accademia della Marina mercantile di Genova

Ora è ufficiale, Torre del Greco ospiterà a partire dal prossimo anno accademico una seconda sede dell’Accademia della Marina mercantile. Il protocollo d’intesa per la sua istituzione è stato siglato a Roma nei giorni scorso, nel corso della 48 Ore del mare di Confitarma. Il documento è stato firmato da Nicola Coccia, presidente della confederazione degli armatori e di ForMARE, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti della Campania, Ciro Falanga, direttore generale del Comune di Torre del Greco ed Eugenio Massolo, presidente Accademia italiana della Marina mercantile.

In Campania, e in particolar modo nella zona di Torre del Greco, è concentrato il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione italiane, i cui armatori da anni lamentano la carenza di giovani diplomati adeguatamente formati da avviare alle carriere del mare.  Per rispondere in maniera efficace e in tempi brevi al fabbisogno emerso, si è manifestata l’intenzione e la disponibilità di tutti i soggetti a istituire in quel territorio una ulteriore sede dell’Accademia genovese per la formazione e l’inserimento lavorativo degli allievi ufficiali, sulla base del modello didattico e organizzativo consolidato dal 2005, presso la sede di Genova, con l’intento di perseguire il costante perfezionamento dei livelli formativi e addestrativi in rapporto alle evoluzioni normative e tecnologiche del settore e dei bisogni dell’Armamento nazionale.

La regione Campania, partendo da questa esperienza, intende attivare, in collaborazione con ForMARE, un Polo Formativo Regionale per l’Economia del Mare, con il coinvolgimento delle parti sociali (imprese e sindacati di settore) interessate allo sviluppo occupazionale qualificato e specializzato, nell’ambito del cluster marittimo campano.
L’Accademia Italiana della Marina mercantile, nata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Genova e di Confitarma con il concorso attivo della regione Liguria e del MIUR e con la collaborazione attiva di circa 30 primarie compagnie d’Armamento, ha, nel corso degli anni, risposto alla grande carenza di ufficiali formando ogni anno più di 100 ufficiali nei settori di macchina e coperta, rappresentando in Italia un’esperienza unica nel suo genere.

La creazione di un rapporto di interscambio continuo tra la formazione e il mercato del lavoro marittimo, ha dato come risultato un tasso del 100% di occupazione tra i diplomati dell’Accademia.

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Coccia: usiamo l’armamento per uscire dalla crisi

Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

L’armamento italiano «è sano, con prospettive positive e sempre più strategico per la ripresa», insomma potrebbe fare da traino per uscire dalla crisi. Così Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nella sua relazione finale all’Assemblea generale degli armatori, nell’incantevole cornice della Sala degli specchi di Palazzo Colonna a Roma. «La nostra flotta è cresciuta (+4%) e siamo tredicesimi al mondo – tra i leader per tipi specializzati di unità, come quelle ro-ro (i traghetti), le chimichiere e quelle da crociera – con un conseguente aumento del 3% nel numero degli occupati. Le nostre navi – ha detto – impiegano oltre 50mila addetti diretti e trainano un comparto che dà lavoro a più di 400mila persone. Inoltre, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni».

Nel condividere con Coccia il ruolo trainante per l’economia nazionale dell’industria armatoriale, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha accolto favorevolmente la richiesta di riforme a costo zero ( come quella per rimuovere le lentezze burocratiche che ancora oggi “costano” qualcosa come 100mila euro a un armatore che deve prendere in consegna una nave costruita in un cantiere estero) annunciando in tal senso di aver dato incarico all’Ufficio legislativo del suo dicastero di aprire «un tavolo di confronto per adeguare le norme esistenti alle esigenze degli operatori».

Il 30 giugno il ministro ha illustrato in Senato il suo disegno di legge sulla riforma portuale, riscontrando un’ampia disponibilità dell’opposizione a fare presto e a trovare soluzioni condivise. «C’è lo spazio – ha anticipato Matteoli – per approvare in via legislativa il testo», magari prima dell’estate, come si era augurato l’altro giorno, in apertura della 48 Ore del mare Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Il ministro si è soffermato anche sulla vicenda Tirrenia, di cui ieri si è registrato la concreta disponibilità di armamento e Regioni a un patto per acquisire le controllate regionali della compagnia di navigazione pubblica.
«È  un’emergenza – ha puntualizzato – che si sta avviando verso una possibile soluzione e che entro il 31 dicembre 2009 sarà indetta una gara così come prescritto dall’Unione europea che a fine 2008 aveva concesso un anno di proroga per consentire una base accettabile e la giusta attenzione del mercato».

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Coccia: usiamo l'armamento per uscire dalla crisi

Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

L’armamento italiano «è sano, con prospettive positive e sempre più strategico per la ripresa», insomma potrebbe fare da traino per uscire dalla crisi. Così Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nella sua relazione finale all’Assemblea generale degli armatori, nell’incantevole cornice della Sala degli specchi di Palazzo Colonna a Roma. «La nostra flotta è cresciuta (+4%) e siamo tredicesimi al mondo – tra i leader per tipi specializzati di unità, come quelle ro-ro (i traghetti), le chimichiere e quelle da crociera – con un conseguente aumento del 3% nel numero degli occupati. Le nostre navi – ha detto – impiegano oltre 50mila addetti diretti e trainano un comparto che dà lavoro a più di 400mila persone. Inoltre, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni».

Nel condividere con Coccia il ruolo trainante per l’economia nazionale dell’industria armatoriale, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha accolto favorevolmente la richiesta di riforme a costo zero ( come quella per rimuovere le lentezze burocratiche che ancora oggi “costano” qualcosa come 100mila euro a un armatore che deve prendere in consegna una nave costruita in un cantiere estero) annunciando in tal senso di aver dato incarico all’Ufficio legislativo del suo dicastero di aprire «un tavolo di confronto per adeguare le norme esistenti alle esigenze degli operatori».

Il 30 giugno il ministro ha illustrato in Senato il suo disegno di legge sulla riforma portuale, riscontrando un’ampia disponibilità dell’opposizione a fare presto e a trovare soluzioni condivise. «C’è lo spazio – ha anticipato Matteoli – per approvare in via legislativa il testo», magari prima dell’estate, come si era augurato l’altro giorno, in apertura della 48 Ore del mare Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Il ministro si è soffermato anche sulla vicenda Tirrenia, di cui ieri si è registrato la concreta disponibilità di armamento e Regioni a un patto per acquisire le controllate regionali della compagnia di navigazione pubblica.
«È  un’emergenza – ha puntualizzato – che si sta avviando verso una possibile soluzione e che entro il 31 dicembre 2009 sarà indetta una gara così come prescritto dall’Unione europea che a fine 2008 aveva concesso un anno di proroga per consentire una base accettabile e la giusta attenzione del mercato».

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Confitarma, un nuovo modo di comunicare il mare

"Shipping in onda" sarà trasmesso prossimamente da Class Cnbc. In programma altri talk show dedicati allo shipping

"Shipping in onda" sarà trasmesso prossimamente da Class Cnbc. In programma altri talk show dedicati allo shipping

Nessuna sorpresa al termine dell’Assemblea generale di Confitarma. Così come anticipato all’inizio di giugno il consesso che riunisce gli armatori privati ha deciso, all’unanimità, di prorogare di un anno il mandato in scadenza del presidente Nicola Coccia e tutte le altre cariche confederali. È una decisione figlia della scelta di Paolo d’Amico, candidato designato alla successione al vertice di Confitarma, di rinviare al 2010 l’inizio della sua presidenza.

Sempre ieri è iniziata a Palazzo Colonna, a Roma, con la sessione ““Shipping in onda un’industria che cambia in un mondo che si trasforma”, dedicata a un nuovo modo di comunicare il mare, è iniziata l’edizione 2009 della 48 Ore del mare. Condotto da Stefania Peveraro di Class Cnbc, insieme al presidente Coccia, è stato dato il là a un vero e proprio talk show cui sono intervenuti: Giuseppe Castagna, responsabile Corporate relationship management Intesa San Paolo, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Gabriele Gori, vice direttore generale MPS Capital Services banca per le imprese Spa e Vincenzo Onorato, presidente di Moby lines.

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda sul futuro di Tirrenia e delle sue controllate con Coccia a moderare gli interventi di rappresentanti del ministero delle Infrastrutture, delle regioni coinvolte e dei lavoratori della compagnia di navigazione pubblica.

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Il programma della 48 Ore del mare di Confitarma

Dopo le esperienze a Napoli e a Genova, quest'anno la 48 Ore del mare approda a Roma

Dopo le esperienze a Napoli e a Genova, quest'anno la 48 Ore del mare approda a Roma

Ricco e interessante il programma dell’edizione 2009 della 48 Ore del mare, organizzata a Palazzo Colonna a Roma dalla Confederazione degli armatori. Sotto l’egida della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio di Camera e Senato, della presidenza del Consiglio, dei ministeri degli Esteri, dell’economia, delle Infrastrutture, Difesa, Sviluppo economico e della Pubblica amministrazione, la sede di Confitarma per due giorni il 1° e il 2 luglio sarà la capitale italiana dello shipping.

Nella prima giornata il calendario degli appuntamenti prevede una tavola rotonda dal titolo “Shipping e Mercati”, poi la 48 Ore del Mare Giovani e nel pomeriggio l’Assemblea generale della confederazione. A seguire il dibattito sul futuro delle controllate regionali di Tirrenia, in vista dell’imminente privatizzazione della compagnia pubblica di navigazione. In serata, alle 18.30 è prevista la firma del protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Accademia della Marina mercantile di Torre del Greco e, a seguire, il concerto dei musicisti del Conservatorio dell’Aquila.

Il 2 luglio, in mattinata, ci sarà la sessione plenaria dell’Assemblea annuale degli armatori, al termine della quale il presidente Nicola Coccia incontrerà i media. Fra gli interventi previsti anche quello di Gian Maria Gros Pietro, presidente di Federtrasporto, e del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Ai lavori dell’Assemblea ha assicurato la presenza anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nel pomeriggio, alle 16, l’Ipsema illustrerà nel dettaglio il “Quaderno di formazione per la sicurezza sul lavoro nei locali macchina a bordo delle navi”.

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Confitarma, Coccia resta al timone fino al 2010

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

L’assemblea generale di Confitarma, in programma per l’1-2 luglio a Roma non eleggerà Paolo d’Amico alla presidenza dell’associazione degli armatori privati italiani. «Il Consiglio confederale – come si apprende da un comunicato – ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea di Confitarma la proroga al 2010 del mandato dell’attuale presidente, Nicola Coccia, e di tutte le altre cariche confederali. La decisione scaturisce dalla momentanea indisponibilità del candidato alla presidenza Paolo d’Amico».

Fin quando Coccia resterà alla guida degli armatori italiani? Almeno fino ai primi mesi del prossimo anno quando, secondo quanto si vocifera fra gli addetti ai lavori, si riunirà nuovamente l’assemblea cui spetta l’elezione. Il presidente della d’Amico società di navigazione ha voluto spiegare, in una nota ufficiale, che la momentanea indisponibilità è legata al fatto che si trova all’estero «per un ciclo di cure e rientrerà in Italia alla fine di luglio per riprendere a pieno tempo le sue attività sia aziendali, sia associative» confermando, comunque, «la sua disponibilità all’invito rivoltogli di ricoprire il ruolo di futuro presidente di Confitarma ed esprime il suo apprezzamento per la decisione assunta dal Consiglio confederale dell’associazione».

Resta confermato l’appuntamento della 3^ edizione della 48 Ore del Mare che Confitarma organizzerà nella Capitale.

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Frattini: il 10 giugno un vertice antipirateria a Roma

Il ministro degli Esteri Franco Frattini

Il ministro degli Esteri Franco Frattini

Per aiutare la Somalia a consolidare il suo governo «che è ancora fragile» e sconfiggere un fenomeno diventato una vera e propria piaga, il 10 giugno l’Italia ospiterà a Roma un vertice internazionale contro la pirateria. Lo ha annunciato stamattina il ministro degli Esteri Franco Frattini, precisando che verranno coinvolti insieme ai rappresentanti del governo di Mogadiscio anche quelli di tutte le fazioni coinvolte. «Il problema (della pirateria, ndr) può essere completamente risolto – ha detto il rappresentante della Farnesina intervenendo ai lavori dell’European maritime day –  solo affrontando la questione della fragilità disperata di questo paese».  

All’emergenza pirateria è stato dedicato ieri un convegno promosso da Confitarma, nell’ambito dei lavori della Giornata europea del mare, in svolgimento a Palazzo Colonna. Il presidente degli armatori privati italiani Nicola Coccia ha fatto notare l’escalation dei costi per il riscatto delle unità sequestrate dai pirati. «Dal 2005 l’incidenza del fenomeno è vertiginosamente aumentata: si è passati da cifre che si aggiravano intorno alle migliaia di dollari ai 3,5 milioni di dollari richiesti  per la nave giapponese Stella Maris nel luglio del 2008. Si stima che la cifra pagata per i riscatti solo nel 2008 si aggiri tra i 18 e i 30 milioni di dollari». Bisogna evitare, secondo ilnumero uno di Confitarma che gli episodi di pirateria, ormai quasi di routine, possano essere percepiti «come semplici casi di cronaca nera, comunque lontani dalla nostra condizione di cittadini».

Fondamentale, per combattere questo fenomeno, il ruolo giocato dale Marine militari. «La pirateria marittima – ha ricordato Paolo La Rosa, capo di stato maggiore della Marina -  è un problema storico e complesso le cui cause sono radicate a terra, mentre gli effetti si avvertono principalmente in mare. È  quindi necessario un approccio globale e coordinato di tutte le forze che fornisca efficaci risposte a questa minaccia per la sicurezza e la stabilità globale. In tale contesto, le marine svolgono un ruolo centrale poiché hanno i mezzi, le capacità e lo status giuridico per intervenire».

Giuseppe Bottiglieri, responsabile della commissione navigazione oceanica di Confitarma, ha portato esempi concreti delle difficoltà che si pongono agli armatori e ai marittimi imbarcati su navi che operano nell’area del Corno d’Africa e ha sollecitato «un concreto intervento delle Nazioni Unite per trovare una soluzione a questo fenomeno». La forza navale dell’Ue, quella della Nato e delle singole Marine coinvolte non possono rappresentare di per sè la soluzione al problema. «Serve una decisione politica internazionale, nonostante l’azione delle marine militari sia di grande aiuto alla sicurezza dei traffici». Secondo Giuseppe Mauro Rizzo, presidente dei Giovani armatori sarebbe opportuno lanciare un appello al G8 che si terrà in Italia chiedendo di inserire nell’agenda dei lavori una sessione dedicata alla pirateria. «Il problema – ha detto – va risolto a livello politico perché non basta più la buona volontà e la professionalità degli operatori».

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Bottiglieri: la crisi si combatte con meno navi nel dry cargo

Giuseppe Bottiglieri con Nicola Coccia e l'ammiraglio Picone al Mare Forum di Sorrento

Giuseppe Bottiglieri con Nicola Coccia e l'ammiraglio Picone al Mare Forum di Sorrento

Com’è ormai tradizione, anche quest’anno il gotha dell’armamento nazionale si è dato appuntamento a Sorrento, dove lunedì scorso si è celebrata la V edizione di “Mare Forum – Maritime Italy”, per fare il punto sullo stato dell’industria marittima del Belpaese. Con l’armatore Giuseppe Bottiglieri a far gli onori di casa, il dibattito ha affrontato subito la questione crisi, interrogandosi su quando e come l’economia internazionale riuscirà a uscirne. Presenti fra gli altri il presidente di Confitarma Nicola Coccia, l’amministratore delegato di Rina spa Ugo Salerno, il comandante della Capitaneria di porto di Napoli Domenico Picone, e gli armatori Giuseppe D’Amato e Maurizio d’Amico.

«Mentre nel maggio 2008, in pieno boom dei noli, ci si chiedeva come prepararsi alla minaccia del “credit crunch”, dodici mesi più tardi l’interesse dei relatori e del pubblico in sala converge sull’analisi delle turbolenze in corso e sulle ricette per la ripresa che necessariamente, come sostengo con decisione da mesi, dovranno comprendere la riduzione del numero delle navi in circolazione nel dry cargo. Questa – ha chiarito nel suo intervento il presidente della Giuseppe Bottiglieri Shipping company – è la prima misura da prendere per ristabilire un giusto equilibrio nella determinazione del valore dei noleggi. Noi armatori napoletani, ma anche tutti gli altri in Italia, abbiamo tenuto fede agli impegni presi, confermando gli ordini delle nuove navi. Quindi oggi ci aspettiamo nuove regole e nuove procedure per lo smantellamento del naviglio obsoleto anche con l’introduzione di un premio sulla demolizione navale».

Della stessa opinione è il presidente degli armatori Coccia. «Gli ultimi cinque anni sono stati straordinari per lo shipping, fuori dalla normalità. Un periodo florido che nell’ultimo trimestre del 2008 si è però drasticamente interrotto, come dimostra la diminuzione delle esportazioni e delle importazioni fino a quasi il 20%. Eppure, nonostante questo black out, tutti i nostri ordini ai cantieri sono stati rispettati. Gli armatori italiani – ha confermato  fiducioso il numero uno di Confitarma – sono solidi, maturi e già proiettati oltre la crisi. Le previsioni dicono che ne usciremo a metà del 2010 e io sono fortemente convinto che saremo proprio noi a guidare la ripresa anche grazie a nuove regolamentazioni e alla demolizione del naviglio substandard, come propone con grande entusiasmo e convinzione Giuseppe Bottiglieri».

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Coccia, la normativa internazionale non aiuta contro la pirateria

Nicola Coccia, da quattro anni al timone di Confitarma 

 

Nicola Coccia, da quattro anni al timone di Confitarma

I crocieristi non hanno paura dei pirati che sono giorno dopo giorno sempre più presenti nel Golfo di Aden. Ciò nonostante, il problema è diventato una priorità da risolvere in tempi rapidi, sia per le compagnia turistiche che per le società di shipping, anche in deroga alla normativa internazionale. A sostenerlo è Nicola Coccia, il presidente degli armatori privati italiani. 

«Il 26 aprile scorso – ha detto ieri il numero uno di Confitarma – è stata una nave da crociera, la Melody di MSC, a subire un tentativo, fallito, di arrembaggio. Ma non per questo pensiamo che ora siano a rischio anche le navi passeggeri. Gli attacchi ai crocieristi restano improbabili non solo per un dato statistico (nel Golfo di Aden transitano 30mila mercantili l’anno e qualche decina di navi passeggeri), ma per il fatto che le navi da crociera rappresentano bersagli poco appetibili, con fiancate altissime, difficili da scalare in movimento. E sono enormi, vere e proprie città. Come potrebbe l’equipaggio di un barchino tenere sotto controllo migliaia di ostaggi? No, non si può dire che i pirati stiano mettendo in difficoltà anche il settore crocieristico o che lo minaccino. Anche se qualche problema lo creano».

Coccia ha sottolineato poi che bisogna stare attenti a non diffondere la sensazione che andare per mare non sia sicuro. «Temo l’effetto psicologico che potrebbe provocare un altro episodio come quello della Melody, anche marginale. Purtroppo, il problema è,  invece, indubbiamente attuale per il naviglio mercantile. I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda la flotta italiana, il 29 e 30 aprile scorso la Jolly Smeraldo della Ignazio Messina & C. ha subito due attacchi, sventati grazie alle manovre evasive messe in atto dal comandante, il 5 maggio la nostra Marina militare ha impedito un arrembaggio dei pirati somali alla Neverland, una nave gasiera della Finaval».

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A luglio la terza edizione della 48 ore del mare di Confitarma

L'edizione 2009 della 48 Ore del mare si terrà a Roma

L'edizione 2009 della 48 Ore del mare si terrà a Roma

Dopo Napoli e Genova, quest’anno sarà Roma a ospitare a luglio la terza edizione della 48 Ore del mare. La decisione è stata assunta ufficialmente ieri dal Consiglio di Confitarma, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Coccia. Nel corso dell’evento annuale più significativo per l’armamento privato italiano, il 2 luglio si terrà l’Assemblea annuale di Confederazione degli armatori, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e trasporti Altero Matteoli.
L’Assemblea di quest’anno vedrà il passaggio di consegne al nuovo presidente, dopo il rinnovo degli organi direttivi che avverrà il giorno prima. Dalle votazioni dell’Assemblea del 1° luglio scaturirà il nuovo Consiglio che indicherà al plenum degli armatoriil candidato prescelto, sulla base della relazione del Comitato di designazione che, a seguito delle consultazioni per la futura presidenza, ha raccolto le candidature di Paolo d’Amico e Mario Mattioli.

Sempre ieri, nel corso della riunione il presidente del gruppo Giovani, Giuseppe Mauro Rizzo, ha dato notizia dell’iniziativa, promossa dai baby armatori, per una raccolta volontaria di fondi in  favore delle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto. Il Consiglio confederale ha successivamente deliberato di sostenere un’azione parallela con ulteriori aiuti stanziati da Confitarma.

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L’Accademia della Marina Mercantile sbarca a Torre del Greco

Il presidente di Confitarma Coccia e quello dell'Accademia della Marina Mercantile Massolo

Il presidente di Confitarma Coccia e quello dell'Accademia della Marina Mercantile di Genova Massolo

Anche Torre del Greco avrà una sede dell’Accademia della Marina mercantile. In realtà sarà una succursale di quella di Genova, come quella che da settembre dovrebbe partire a Pozzallo in provincia di Ragusa. L’annuncio è stato dato ieri a Napoli dal presidente dell’Accademia genovese Eugenio Massolo e dal presidente di Confitarma Nicola Coccia, in occasione di una giornata di studi organizzata dalla Confederazione degli armatori sulla fattibilità di un polo formativo nel settore marittimo in Campania. Il protocollo d’intesa fra Confitarma e Comune sarà firmato fra poche settimane, mentre i Molini Meridionali Marzoli saranno la sede della nascente struttura. La richiesta di personale e manager qualificati nel cluster marittimo si fa sempre più pressante e quello di “una università del mare” appare come il naturale sbocco per chi ha frequentato alle superiori gli Istituti nautici italiani.

In Campania si concentra il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione della penisola, soprattutto nella zona di Torre del Greco. Per affrontare le attuali sfide poste dall’economia del mare su scala globale, gli armatori hanno manifestato la necessità di avere un centro di formazione per i diplomati nautici, mettendo a disposizione le proprie navi e la loro esperienza per consentire l’addestramento degli allievi ufficiali, in un modo pratico e consono ai tempi. Da parte sua, il Comune di Torre del Greco ha reso disponibili locali idonei per questo centro di formazione altamente specializzato.

«Al fine di ottenere uno standard formativo omogeneo su tutto il territorio nazionale, data l’esperienza positiva e ormai consolidata dell’Accademia Italiana della Marina mercantile – si legge in una nota di Confitarma –  si ritiene opportuno che, pur garantendo ampia autonomia, l’Accademia di Torre del Greco venga aperta come succursale di quella di Genova in modo da seguire per la didattica le sue le linee guida».

Gli effetti positivi di una formazione al passo con le esigenze dello shipping mondiale, nonché un programmato addestramento a bordo, oltre che a migliorare la formazione e la motivazione degli allievi, avvicinerebbe l’Italia agli standard internazionali.

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L'Accademia della Marina Mercantile sbarca a Torre del Greco

Il presidente di Confitarma Coccia e quello dell'Accademia della Marina Mercantile Massolo

Il presidente di Confitarma Coccia e quello dell'Accademia della Marina Mercantile di Genova Massolo

Anche Torre del Greco avrà una sede dell’Accademia della Marina mercantile. In realtà sarà una succursale di quella di Genova, come quella che da settembre dovrebbe partire a Pozzallo in provincia di Ragusa. L’annuncio è stato dato ieri a Napoli dal presidente dell’Accademia genovese Eugenio Massolo e dal presidente di Confitarma Nicola Coccia, in occasione di una giornata di studi organizzata dalla Confederazione degli armatori sulla fattibilità di un polo formativo nel settore marittimo in Campania. Il protocollo d’intesa fra Confitarma e Comune sarà firmato fra poche settimane, mentre i Molini Meridionali Marzoli saranno la sede della nascente struttura. La richiesta di personale e manager qualificati nel cluster marittimo si fa sempre più pressante e quello di “una università del mare” appare come il naturale sbocco per chi ha frequentato alle superiori gli Istituti nautici italiani.

In Campania si concentra il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione della penisola, soprattutto nella zona di Torre del Greco. Per affrontare le attuali sfide poste dall’economia del mare su scala globale, gli armatori hanno manifestato la necessità di avere un centro di formazione per i diplomati nautici, mettendo a disposizione le proprie navi e la loro esperienza per consentire l’addestramento degli allievi ufficiali, in un modo pratico e consono ai tempi. Da parte sua, il Comune di Torre del Greco ha reso disponibili locali idonei per questo centro di formazione altamente specializzato.

«Al fine di ottenere uno standard formativo omogeneo su tutto il territorio nazionale, data l’esperienza positiva e ormai consolidata dell’Accademia Italiana della Marina mercantile – si legge in una nota di Confitarma –  si ritiene opportuno che, pur garantendo ampia autonomia, l’Accademia di Torre del Greco venga aperta come succursale di quella di Genova in modo da seguire per la didattica le sue le linee guida».

Gli effetti positivi di una formazione al passo con le esigenze dello shipping mondiale, nonché un programmato addestramento a bordo, oltre che a migliorare la formazione e la motivazione degli allievi, avvicinerebbe l’Italia agli standard internazionali.

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Confitarma, sembra fatta per d’Amico presidente

Paolo d'Amico con il presidente uscente Nicola Coccia

Paolo d'Amico con il presidente uscente Nicola Coccia

A meno di clamorosi colpi di scena dell’ultimo momento, Paolo d’Amico sarà il successore di Nicola Coccia al vertice della Confederazione italiana degli armatori. La scelta appare ormai scontata dopo che l’altro candidato forte, Manuel Grimaldi, numero uno della holding che porta il suo nome, ha fatto sapere che il troppo lavoro (gestisce una flotta di 120 unità, la più numerosa del Vecchio Continente) non potrebbe consentirgli di dedicarsi “full time” a Confitarma.
Una commissione di saggi della stessa Confederazione, composta da Giuseppe D’Amato, Alfonso Scannapieco e Giovanni Delle Piane sta sondando il terreno nelle roccheforti dello shipping tricolore. La preferenza verso il presidente e co-amministratore delegato della d’Amico società di Navigazione spa sembra essere praticamente plebiscitaria. L’armatore partenopeo Mario Mattioli, proposto come alternativa da D’Amato, avrebbe raccolto intorno al 10% dei consensi.

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Confitarma, sembra fatta per d'Amico presidente

Paolo d'Amico con il presidente uscente Nicola Coccia

Paolo d'Amico con il presidente uscente Nicola Coccia

A meno di clamorosi colpi di scena dell’ultimo momento, Paolo d’Amico sarà il successore di Nicola Coccia al vertice della Confederazione italiana degli armatori. La scelta appare ormai scontata dopo che l’altro candidato forte, Manuel Grimaldi, numero uno della holding che porta il suo nome, ha fatto sapere che il troppo lavoro (gestisce una flotta di 120 unità, la più numerosa del Vecchio Continente) non potrebbe consentirgli di dedicarsi “full time” a Confitarma.
Una commissione di saggi della stessa Confederazione, composta da Giuseppe D’Amato, Alfonso Scannapieco e Giovanni Delle Piane sta sondando il terreno nelle roccheforti dello shipping tricolore. La preferenza verso il presidente e co-amministratore delegato della d’Amico società di Navigazione spa sembra essere praticamente plebiscitaria. L’armatore partenopeo Mario Mattioli, proposto come alternativa da D’Amato, avrebbe raccolto intorno al 10% dei consensi.

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