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Intervento di Sonia Alfano alla sessione plenaria sulla libertà di informazione in Italia

Intervento di Sonia Alfano al Parlamento Europeo dell’ 8 Ottobre 2009 sul tema all’ordine del giorno: Libertà di informazione in Italia.

E’ una Sonia Alfano più che mai combattiva quella che si è presenta oggi all’Europarlamento con un breve intervento destinato a lasciare un segno (in Europa, ovviamente, non in Italia): “In Italia si sta cercando di far passare una legge che proibisce ai giornalisti di pubblicare anche cronache giudiziare. Questo perché probabilmente consentirebbe agli italiani di conoscere le responsabilità dello stesso Berlusconi rispetto alle stragi mafiose del ‘92 nelle quali morirono Falcone e Borsellino”.
Da sempre, la siciliana Sonia Alfano (figlia di un giornalista, Beppe Alfano), dimostra di sapere molte cose sulla mafia e sulle relazioni tra Cosa Nostra e la politica. Sfruttando la vernice europea che decine di migliaia di cittadini le hanno consentito di avere con la loro preferenza alle ultime elezioni europee, la rappresentante indipendente dell’Italia dei Valori cala un asso pesantissimo nel dibattito che in sede europea si sta svolgendo sulla libertà di informazione a partire dall’anomalia del caso italiano. Un J’accuse così esplicito da far tremare i palazzi.

Violente le proteste degli uomini del centro-destra presenti in aula, che le hanno urlato “Vergognati”. Il ogni caso, caduto il lodo che proteggeva il premier, sembra che anche su questo delicatissimo tema il cerchio si stia stringendo attorno l’entourage più stretto del Cavaliere. L’appello del processo Dell’Utri è agli sgoccioli e giorno dopo giorno escono sempre maggiori dettagli sui rapporti tra il fondatore di Forza Italia, Berlusconi e gli uomini di Cosa Nostra tra i quali Provenzano e Ciancimino.

Più ancora che il processo Mills, sarà forse questo il filone di inchiesta che spaventa tanto il premier?

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L’anomalia di quel lodo

Giovanni Sartori

Giovanni Sartori

Poco più di sette anni fa — era il 2002 — scrivevo dell’immunità parlamentare e avanzavo una proposta: «consentire al parlamentare di scegliere tra sottomettersi al giudizio della magistratura o invocare l’immunità. Però nel secondo caso non si potrà ripresentare alle elezioni e dovrà affrontare, a mandato scaduto, il corso della giustizia. Questa proposta protegge il rappresentante nell’esercizio delle sue funzioni ma non consente a nessuno di sfuggire alla giustizia per tutta la vita. Immunità sì; ma non un’immunità che trasformi le Camere in un santuario di indiziati in altissimo odore di colpevolezza».

Va da sé che questa pro posta non fu accolta. Venne invece approvata una legge che fu poi bocciata, nel 2004, dalla Corte Costituzionale. Così ora ci risiamo con il cosiddetto Lodo Alfano. Le novità sono due. Intanto scompare la parola immunità sostituita dalla melliflua dizione «sospensione del processo penale». In secondo luogo questa immunità (perché tale è) si applica soltanto alle più alte cari che dello Stato, e così diventa, in apparenza, «immunità salva-quattro».

In apparenza, perché anche questo è un camuffa mento. I presidenti delle due Camere non hanno mai chiesto un’immunità privilegiata, speciale, né si capisce perché ne abbiano bisogno, e cioè perché debbano essere insostituibili. Quanto al capo dello Stato, l’inquilino del Quirinale è già tutelato dall’arti colo 90 della Costituzione, che lo rende indiziabile soltanto per «alto tradimento e per attentato alla Costituzione»; e in tal caso «è messo in stato d’accusa dal Parlamento» (non dalla magistratura). Ne consegue che la «salva- quattro» è in realtà una cortina fumogena per una leggina ad personam (davvero con fotografia) che è soltanto «salva-uno» che è soltanto salva-Cavaliere.

Il fatto è che in tutte le democrazie un capo del governo viene sostituito senza drammi e senza che questo evento «possa osta colare seriamente l’esercizio delle funzioni politica mente più elevate» (come sostiene melodrammatica mente l’Avvocatura dello Stato). Melodrammatico o no, l’argomento (discutibilissimo) non è un argo mento giuridico. La Corte, che udirà il caso domani, dovrà soltanto valutare se il privilegio di intoccabilità a vita appetito da Berlusconi sia costituzionalmente accettabile.

Già, a vita. Il Lodo parla di sospensione temporanea; ma sembra che lasci aperto, senza dare nell’occhio, un varco fatto su misura per Berlusconi. Nel te sto Alfano, articolo 5, la «sospensione non è reiterabile » se applicata a successive investiture in altre cariche; ma tace su successive investiture nella stessa carica. Pertanto basta che Berlusconi si faccia sempre rieleggere presi dente del Consiglio per essere salvaguardato sine die , senza termine. Intravedo già che l’onorevole avvocato Ghedini dirà proprio così. Mi chiedo se la mia pro posta del 5 agosto 2002 non fosse meglio dei mostriciattoli escogitati da allora.

Giovanni Sartori

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L'anomalia di quel lodo

Giovanni Sartori

Giovanni Sartori

Poco più di sette anni fa — era il 2002 — scrivevo dell’immunità parlamentare e avanzavo una proposta: «consentire al parlamentare di scegliere tra sottomettersi al giudizio della magistratura o invocare l’immunità. Però nel secondo caso non si potrà ripresentare alle elezioni e dovrà affrontare, a mandato scaduto, il corso della giustizia. Questa proposta protegge il rappresentante nell’esercizio delle sue funzioni ma non consente a nessuno di sfuggire alla giustizia per tutta la vita. Immunità sì; ma non un’immunità che trasformi le Camere in un santuario di indiziati in altissimo odore di colpevolezza».

Va da sé che questa pro posta non fu accolta. Venne invece approvata una legge che fu poi bocciata, nel 2004, dalla Corte Costituzionale. Così ora ci risiamo con il cosiddetto Lodo Alfano. Le novità sono due. Intanto scompare la parola immunità sostituita dalla melliflua dizione «sospensione del processo penale». In secondo luogo questa immunità (perché tale è) si applica soltanto alle più alte cari che dello Stato, e così diventa, in apparenza, «immunità salva-quattro».

In apparenza, perché anche questo è un camuffa mento. I presidenti delle due Camere non hanno mai chiesto un’immunità privilegiata, speciale, né si capisce perché ne abbiano bisogno, e cioè perché debbano essere insostituibili. Quanto al capo dello Stato, l’inquilino del Quirinale è già tutelato dall’arti colo 90 della Costituzione, che lo rende indiziabile soltanto per «alto tradimento e per attentato alla Costituzione»; e in tal caso «è messo in stato d’accusa dal Parlamento» (non dalla magistratura). Ne consegue che la «salva- quattro» è in realtà una cortina fumogena per una leggina ad personam (davvero con fotografia) che è soltanto «salva-uno» che è soltanto salva-Cavaliere.

Il fatto è che in tutte le democrazie un capo del governo viene sostituito senza drammi e senza che questo evento «possa osta colare seriamente l’esercizio delle funzioni politica mente più elevate» (come sostiene melodrammatica mente l’Avvocatura dello Stato). Melodrammatico o no, l’argomento (discutibilissimo) non è un argo mento giuridico. La Corte, che udirà il caso domani, dovrà soltanto valutare se il privilegio di intoccabilità a vita appetito da Berlusconi sia costituzionalmente accettabile.

Già, a vita. Il Lodo parla di sospensione temporanea; ma sembra che lasci aperto, senza dare nell’occhio, un varco fatto su misura per Berlusconi. Nel te sto Alfano, articolo 5, la «sospensione non è reiterabile » se applicata a successive investiture in altre cariche; ma tace su successive investiture nella stessa carica. Pertanto basta che Berlusconi si faccia sempre rieleggere presi dente del Consiglio per essere salvaguardato sine die , senza termine. Intravedo già che l’onorevole avvocato Ghedini dirà proprio così. Mi chiedo se la mia pro posta del 5 agosto 2002 non fosse meglio dei mostriciattoli escogitati da allora.

Giovanni Sartori

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La guerra lercia

di Concita de Gregorio

Concita De Gregorio

Concita De Gregorio

Un assaggio della guerra che ci aspetta in autunno. Non sporca, lercia. La battaglia finale di un uomo malato, barricato nel delirio senile di onnipotenza che sta trascinando al collasso della democrazia un paese incapace di reagire: un uomo che ha comprato col denaro, nei decenni, cose e persone, magistrati, politici e giornalisti, che ha visto fiorire la sua impunità e i suoi affari dispensando come oppio l’illusione di un benessere collettivo mai realizzato. Dall’estero guardano all’Italia come un esempio di declino della democrazia, una dittatura plutocratica costruita a colpi di leggi su misura e di cavalli eletti senatori. Vent’anni di incultura televisiva – l’unico pane per milioni – hanno preparato il terreno. Demolita la scuola, la ricerca, il sapere. Distrutte l’etica e le regole. Alimentata la paura. Aggrediti i deboli.
È una povera Italia, un piccolo paese quello che assiste impotente all’assalto finale alle voci del dissenso condotto da un manipolo di body guard del premier armate di ministeri, di aziende e di giornali. L’ultimo assunto ha avuto il mandato di distruggere la reputazione del “nemico”. Scovare tra le carte gentilmente messe a disposizione dei servizi segreti, controllati dal premier medesimo, dossier personali che raccontino di figli illegittimi e di amanti, di relazioni omosessuali, come se fosse interessante per qualcuno sapere cosa accade nella vita di un imprenditore, di un direttore di giornale, di un libero cittadino. Come se non ci fosse differenza tra il ruolo di un uomo pubblico, presidente del Consiglio, un uomo che del suo “romanzo popolare” di buon padre di famiglia ha fatto bandiera elettorale gabbando milioni di italiani e chi, finito di svolgere il suo lavoro, va a letto con chi vuole – maggiorenne, sì – in vacanza con chi crede. La battaglia d’autunno sarà questa: indurre gli italiani a pensare che non c’è differenza tra il sultano e i suoi sudditi, tra il caudillo e i suoi oppositori. Non è così: la parte sana di questo paese lo sa benissimo.
Un anno fa arrivavo in questo giornale scrivendo che avrei voluto diventasse “il nostro posto”. Non immaginavo sarebbe stata una trincea di montagna. Mentre cresceva, l’Unità è stata oggetto di una campagna denigratoria portata avanti dal presidente del Consiglio e dai suoi alleati, da giornali compiacenti non solo – purtroppo – nel centrodestra. Anziché difendersi e reagire compatto il fronte dell’opposizione si è diviso in guerre fratricide. Mentre si alimentano i veleni e le calunnie su di noi i nostri lettori sono cresciuti, negli ultimi mesi, del 25 per cento, caso unico nel panorama editoriale. I cittadini ci sono: leggono, capiscono. Mentre l’aggressione diventava personale (scritte intimidatorie sotto casa, telefonate notturne, le nostre vite sotto scorta) ci venivano offerte da emissari dei poteri opachi videocassette e carte contenenti “le prove” di gesta erotiche dei nostri aggressori. Materiale schifoso, alcove filmate all’insaputa dei protagonisti. Naturalmente le abbiamo respinte. Il sesso tra adulti, di chi non lo baratti con seggi e presidenze, non ci interessa. Questo è quello che ci aspetta, però. Sappiatelo. Una guerra lercia.

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BOFFO: MARONI MI HA CHIAMATO, ESCLUSA SCHEDATURA DI POLIZIA

“In questi giorni non ho m ai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de ‘Il Giornale’, né con altri suoi collaboratori”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi smentendo alcune ricostruzioni giornalistiche che definisce, nel caso specifico, “falsità”. “Di fronte alla marea di voci, insinuazioni e presunte rivelazioni apparse stamane sui giornali é impossibile smentirle tutte – afferma il premier – ma su una falsità non posso tacere: in questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de ‘Il Giornale’ né con altri suoi collaboratori”.

Non una “informativa” proveniente da un fascicolo giudiziario ma “una emerita patacca”. Così Dino Boffo, direttore di Avvenire, definisce il ‘documento’ che ha portato il Giornale di Vittorio Feltri ad attaccarlo per un presunto “incidente sessuale”, e racconta di avere ricevuto “una inattesa telefonata da Roberto Maroni”.

Boffo, in una lunga risposta alle lettere dei lettori dell’Avvenire, si riferisce alle affermazioni del Giornale, (secondo il quale sarebbe stato da tempo “già attenzionato dalla Polizia di Stato per le sue frequentazioni”) e spiega che Maroni “ha voluto manifestarmi la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette” ma “teneva anche ad assicurarmi di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso”.
Quello citato dal Giornale, insomma, non era, afferma Boffo, un “fantomatico atto giudiziario ma “una vera sola”, che si potrebbe “spulciare riga per riga” per controbattere “e far emergere di quel testo anzitutto l’implausibilità tecnica, poi magari sostanziale. Lo faremo, se necessario”.

Come avrà fatto, si chiede Boffo, “il Mourinho dei direttori”, il “primo degli astuti” a “non porsi una domandina elementare prima di dare il via libera alla danza (infernale): questo testo che ho in mano è realmente un”informativà che proviene da un fascicolo giudiziario oppure é una patacca che, con un minimo appiglio, monta una situazione fantasiosa, fantastica, criminale? Perché, collega Feltri, questa domandina facile facile non te la sei posta? Ma se te la fossi fatta, sei proprio sicuro di aver vicino a te le persone e le competenze giuste per compiere i passi a seconda della gamba? Non sei corso troppo precipitosamente a inaugurare la tua nuova stagione al timone di quello che non è più un foglio corsaro ma il quotidiano della famiglia del presidente del Consiglio?”.

Comunque, conclude il direttore di Avvenire, “quanto di fondamentale non farà spontaneamente capolino davanti all’opinione pubblica,
emergerà civilmente e pacatamente in un tribunale della Repubblica, cui i miei avvocati già lunedì si presenteranno per la querela”.

Fonte : Ansa.it

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10 domande a Berlusconi

Ecco le 10 domande pubblicate dal quotidiano La Repubblica e dirette al presidente Berlusconi in merito alle vicende emerse in questo ultimo periodo .

Signor Presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?

Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?

Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto “Elio” Letizia?

Perchè ha discusso della candidature con Letizia che non è neanche iscritto al Pdl?

Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?

Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?

E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?

Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva” ?

Sua Moglie dice che non sta bene e che andrebbe aiutato.
Quali sono le sue condizione di salute?

Fonte : La Repubblica

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Anche Berlusconi alla 2^ Giornata europea del mare

Il presidente della Commissione europea Barroso con il premier Berlusconi

Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso con il premier Silvio Berlusconi

Per 3 giorni, dal 18 al 20 maggio Palazzo Colonna a Roma sarà al centro dell’attenzione internazionale di tutto il comparto marittimo. Proprio in questa sede, che ospita anche la sede di Confitarma, sarà celebrata la seconda edizione della Giornata europea del mare, che la Commissione europea ha deciso di festeggiare annualmente il 20 maggio. Alle tre giorni di lavori parteciperanno i ministri di Trasporti e delle Infrastrutture di 15 paesi (Algeria, Repubblica Ceca, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Tunisia).

Oggi è arrivata la conferma che al convegno in programma il 19 maggio saranno presenti anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il vice Primo ministro della Repubblica Ceca, Alexander Vondra (presidente di turno del semestre europeo), il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il suo vice Gunther Verheugen, il vice presidente del Parlamento di Strasburgo Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, e il commissario Ue agli Affari marittimi e alla pesca Joe Borg. Tanti i temi trattati nella tre giorni: la tutela del mare, la politica marittima integrata dell’Ue, gli ecosistemi, la gestione integrata della portualità e la sicurezza delle infrastrutture portuali.

Il clou di questa seconda edizione della Giornata europea del mare è atteso per il 20 maggio, con una sessione plenaria che inizierà alle 9 cui parteciperanno anche i ministri della “troika” di presidenze, Francia, Repubblica Ceca, Svezia e la futura presidenza, Spagna. Previsto anche l’intervento del vice presidente della Commissione con delega ai Trasporti, Antonio Tajani, e del sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi.

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G8 : occasione persa per Claudia Lombardo

Claudia Lombardo

Claudia Lombardo

«Siamo solidali con il popolo abruzzese ma il possibile spostamento del G8 dalla Sardegna è un’occasione persa per la nostra Isola». Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, in seguito alla decisione del Premier Silvio Berlusconi di spostare il prossimo G8 da La Maddalena.
«Lo spirito di solidarietà che ci ha sempre contraddistinto non ci esime da una riflessione sulle mancate possibilità economiche e occupazionali che si sarebbero create con il summit che avrebbe proiettato la Sardegna in una dimensione mondiale»

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Berlusconi : dietro-front ! Il G8 si terrà all’Aquila e non alla Maddalena

Silvio Berlusconi insieme al sottosegretario Bertolaso

Silvio Berlusconi insieme al sottosegretario Bertolaso

Durante il Consiglio dei Ministri tenutosi oggi all’Aquila, Silvio Berlusconi annuncia che il summit del G8 che si sarebbe dovuto svolgere alla Maddalena e a bordo di una nave della MSC Crociere , sarà spostato all’Aquila.
Così Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del Cdm:
“Abbiamo visto che per la gestione, per l’impegno delle forze dell’ordine e per una serie di altre opere ci sarebbe stata una spesa superiore ai 220 milioni di euro e poiché in Italia si è data vita a una polemica sul costo del referendum e si è fatto tanto scandalo anche se il suo costo è di 50 milioni, ci siamo detti perché non darli per la ricostruzione dell’Abruzzo?”.
Poi Il premier, con riferimento alla caserma della Guardia di Finanza che ha ospitato il Cdm, ha aggiunto che fra le ragioni c’è anche “la fortuna” di avere questa struttura “che ha tutti gli ambiti possibili per accogliere qui tutti i capi di stato, delegazioni e giornalisti”.

Consensi arrivano seppur cauti anche dai sindacati e dall’opposizione.

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Berlusconi : dietro-front ! Il G8 si terrà all'Aquila e non alla Maddalena

Silvio Berlusconi insieme al sottosegretario Bertolaso

Silvio Berlusconi insieme al sottosegretario Bertolaso

Durante il Consiglio dei Ministri tenutosi oggi all’Aquila, Silvio Berlusconi annuncia che il summit del G8 che si sarebbe dovuto svolgere alla Maddalena e a bordo di una nave della MSC Crociere , sarà spostato all’Aquila.
Così Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del Cdm:
“Abbiamo visto che per la gestione, per l’impegno delle forze dell’ordine e per una serie di altre opere ci sarebbe stata una spesa superiore ai 220 milioni di euro e poiché in Italia si è data vita a una polemica sul costo del referendum e si è fatto tanto scandalo anche se il suo costo è di 50 milioni, ci siamo detti perché non darli per la ricostruzione dell’Abruzzo?”.
Poi Il premier, con riferimento alla caserma della Guardia di Finanza che ha ospitato il Cdm, ha aggiunto che fra le ragioni c’è anche “la fortuna” di avere questa struttura “che ha tutti gli ambiti possibili per accogliere qui tutti i capi di stato, delegazioni e giornalisti”.

Consensi arrivano seppur cauti anche dai sindacati e dall’opposizione.

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