Posts Tagged Antitrust

PSA Europe – Sinport Gip, l’Antitrust deciderà entro novembre

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

È stato prorogato al 13 novembre il termine per il pronunciamento da parte dell’Agcm sul procedimento aperto nei confronti di Psa Europe – Sinport e Gruppo investimenti portuali per una presunta violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva. La decisione risale al 23 settembre scorso, ma è stata resa nota oggi dal Garante, sul Bollettino Antitrust n° 38. La contestazione riguarda l’operazione di concentrazione «consistente nell’acquisto, da parte di PSA Europe, del 40% del capitale sociale di Seber), ceduto da Gip – che mantiene il restante 60% del capitale sociale – e nel contestuale acquisto, da parte di GIP, del 40% del capitale sociale di Sinport, ceduto da PSA Europe, che mantiene il restante 60% del capitale sociale».

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso, quindi, di procrastinare la decisione dopo aver ricevuto il 14 settembre una richiesta di rinvio da parte di Gip che si è detta disposta «a valutare la modificabilità delle clausole dei patti parasociali riguardanti l’operazione, con particolare riferimento a quei poteri di veto del socio di minoranza in Sinport e in Seber che, nel citato provvedimento, sono stati considerati tali da consentire al socio stesso l’esercizio del controllo congiuntamente al socio di maggioranza». Questa modifica, fa sapere l’Antitrust, potrebbe assumere «rilevanza ai fini delle valutazioni da svolgere, a conclusione del procedimento, in relazione alla violazione contestata» e perciò si rende necessaria lo slittamento della pronuncia per consentire che possa «essere realizzata la prospettata modifica dei patti parasociali».

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PSA Europe – Sinport Gip, l'Antitrust deciderà entro novembre

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

È stato prorogato al 13 novembre il termine per il pronunciamento da parte dell’Agcm sul procedimento aperto nei confronti di Psa Europe – Sinport e Gruppo investimenti portuali per una presunta violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva. La decisione risale al 23 settembre scorso, ma è stata resa nota oggi dal Garante, sul Bollettino Antitrust n° 38. La contestazione riguarda l’operazione di concentrazione «consistente nell’acquisto, da parte di PSA Europe, del 40% del capitale sociale di Seber), ceduto da Gip – che mantiene il restante 60% del capitale sociale – e nel contestuale acquisto, da parte di GIP, del 40% del capitale sociale di Sinport, ceduto da PSA Europe, che mantiene il restante 60% del capitale sociale».

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso, quindi, di procrastinare la decisione dopo aver ricevuto il 14 settembre una richiesta di rinvio da parte di Gip che si è detta disposta «a valutare la modificabilità delle clausole dei patti parasociali riguardanti l’operazione, con particolare riferimento a quei poteri di veto del socio di minoranza in Sinport e in Seber che, nel citato provvedimento, sono stati considerati tali da consentire al socio stesso l’esercizio del controllo congiuntamente al socio di maggioranza». Questa modifica, fa sapere l’Antitrust, potrebbe assumere «rilevanza ai fini delle valutazioni da svolgere, a conclusione del procedimento, in relazione alla violazione contestata» e perciò si rende necessaria lo slittamento della pronuncia per consentire che possa «essere realizzata la prospettata modifica dei patti parasociali».

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Agcm, prorogata l’istruttoria sui Cantieri del Mediterraneo

Antonio Catricalà, presidente dell'Agenzia garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e il mercato

Slitta la decisione dell’Antitrust sull’indagine avviata nei confronti dei Cantieri del Mediterraneo di Napoli. Sul bollettino Agcm n° 27 pubblicato ieri, infatti, il Garante ha deciso di prorogare al 29 ottobre prossimo il termine dell’istruttoria «per accertare l’eventuale esistenza di abusi di posizione dominante volti ad ostacolare l’accesso ai bacini di carenaggio da parte delle imprese di riparazione navale operanti nel porto di Napoli».

La decisione dell’ufficio presieduto da Antonio Catricalà è necessaria «in virtù l’ampiezza della documentazione acquisita nello svolgimento dell’attività istruttoria, e la correlata necessità di assicurare alle parti un congruo termine per l’esercizio dei diritti di difesa». Il Garante si era mosso contro le aziende che operano nei Cantieri del Mediterraneo dopo aver riscontrato una carenza di informazioni «sulla disponibilità dei bacini relativamente a periodi superiori ai trenta giorni, sia perché tali informazioni non risultano dall’elenco delle iscrizioni sia perché è inaccessibile il registro delle prenotazioni».
E ancora ci sarebbe la consuetudine di non «concedere in uso le banchine e le aree limitrofe ai bacini ai riparatori, motivati dall’esistenza di un diritto di esclusiva sulle stesse».

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Agcm, prorogata l'istruttoria sui Cantieri del Mediterraneo

Antonio Catricalà, presidente dell'Agenzia garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e il mercato

Slitta la decisione dell’Antitrust sull’indagine avviata nei confronti dei Cantieri del Mediterraneo di Napoli. Sul bollettino Agcm n° 27 pubblicato ieri, infatti, il Garante ha deciso di prorogare al 29 ottobre prossimo il termine dell’istruttoria «per accertare l’eventuale esistenza di abusi di posizione dominante volti ad ostacolare l’accesso ai bacini di carenaggio da parte delle imprese di riparazione navale operanti nel porto di Napoli».

La decisione dell’ufficio presieduto da Antonio Catricalà è necessaria «in virtù l’ampiezza della documentazione acquisita nello svolgimento dell’attività istruttoria, e la correlata necessità di assicurare alle parti un congruo termine per l’esercizio dei diritti di difesa». Il Garante si era mosso contro le aziende che operano nei Cantieri del Mediterraneo dopo aver riscontrato una carenza di informazioni «sulla disponibilità dei bacini relativamente a periodi superiori ai trenta giorni, sia perché tali informazioni non risultano dall’elenco delle iscrizioni sia perché è inaccessibile il registro delle prenotazioni».
E ancora ci sarebbe la consuetudine di non «concedere in uso le banchine e le aree limitrofe ai bacini ai riparatori, motivati dall’esistenza di un diritto di esclusiva sulle stesse».

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Antitrust, rivedere le norme di trasporto nei golfi di Napoli e Salerno

L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato è presieduta da Antonio Catricalà (foto N&T)

L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato è presieduta da Antonio Catricalà (foto N&T)

Continua a tener banco la regolamentazione del traffico passeggeri nei golfi di Napoli e Salerno. Dopo aver dato notizia la scorsa settimana di aver ricevuto una serie di impegni dagli armatori che operano sulle linee in questione, l’Antitrust ieri ha inviato alla regione Campania, al governo e al Parlamento una segnalazione secondo cui la regolamentazione del trasporto passeggeri nei Golfi di Napoli e Salerno «riduce ingiustificatamente gli spazi per la concorrenza».

Secondo l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato occorre «una profonda revisione della regolazione per coniugare al meglio obblighi di servizio pubblico e concorrenza». Per l’Agcm «è innanzitutto necessario definire con chiarezza e trasparenza gli obblighi di servizio pubblico, a partire da quello di tutela della continuità territoriale, oggi soddisfatti sia dall’offerta degli operatori privati (non sussidiata) che da quella di Caremar (sussidiata a livello nazionale). L’intervento regolatorio, in particolare in materia di prezzi, andrebbe inoltre circoscritto solo alla parte non profittevole dei servizi».

Per minimizzare «l’entità dei finanziamenti a carico del pubblico e, al tempo stesso, massimizzare gli spazi per la concorrenza – spiega il Garante – l’alternativa principale è rappresentata dal ricorso a procedure ad evidenza pubblica. Il servizio dovrebbe essere aggiudicato all’operatore/agli operatori in grado di praticare il prezzo più basso e la differenza tra tale prezzo e quello scelto dal regolatore per garantire il diritto alla mobilità potrebbe essere colmata finanziando direttamente i beneficiari (pendolari e residenti) con voucher o sgravi fiscali».
In questo modo, «i prezzi rifletterebbero i costi delle imprese, permettendo loro di farsi concorrenza su tutte le tipologie di utenti, compresi residenti e pendolari. Verrebbe inoltre così eliminata – continua l’Antitrust – la possibilità che i sussidi vengano utilizzati per finanziare altri servizi di trasporto forniti in concorrenza o, viceversa, che siano gli utenti dei servizi di mercato a pagare oltre il necessario per finanziare la parte non profittevole del servizio universale».

Nel corso del processo di privatizzazione del gruppo Tirrenia, «sarebbe in ogni caso necessario – rileva l’Agcm – che le compensazioni forfetarie legate agli oneri di servizio pubblico riconosciute a Caremar, società che opera sulle rotte dei due Golfi, siano ancorate a parametri obiettivi e prestabiliti, predisposti in modo da orientare le compensazioni ai costi effettivi».

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Servizi marittimi nel Golfo di Napoli, gli armatori presentano gli impegni all’Agcm


L'Antitrust tornerà a pronunciarsi alla scadenza del termine per le osservazioni sugli impegni presi dalle compagnie di navigazione che operano nel Golfo di Napoli

L'Antitrust tornerà a pronunciarsi alla scadenza del termine per le osservazioni sugli impegni presi dalle compagnie di navigazione che operano nel Golfo di Napoli

C’è tempo fino al 18 luglio per presentare osservazioni a tutta una serie di azioni che gli armatori impegnati nei collegamenti da e per il Golfo di Napoli hanno stilato dopo l’apertura da parte dell’Antitrust di un procedimento per la costituzione di un cartello che altererebbe la concorrenza nel settore. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato si era pronunciata nei mesi scorsi nei confronti di Alilauro, Alicost, Servizi marittimi liberi Giuffrè & Lauro, Procidamar, Alilauro Gruson, Medmar navi, Medmar international, Linee Lauro, Navigazione libera del Golfo, Alimar, Snav, Consorzio linee marittime Neapolis, Metrò del mare e consorzio linee marittime partenopee che recentemente hanno inviato a Piazza Verdi un documento in cui si impegnano a limitare al solo collegamento da e verso Capri l’esistenza del consorzio LMP.

Entro il 31 luglio i suddetti armatori adotterano un regolamento del “Biglietto unico”, in cui «verranno disciplinate le condizioni di utilizzo del titolo di trasporto, quali ad esempio l’impiego su un mezzo diverso rispetto a quello della corsa per la quale è stato emesso il biglietto, o le modalità di rimborso o recupero dello stesso mediante il riutilizzo su una corsa in data successiva, per le ipotesi di mancata prestazione del servizio per cause imputabili alle compagnie». Nel documento inviato all’Antitrust è prevista, inoltre l’adozione di una “Carta dei servizi” e di una serie di misure a favore dei consumatori.

Secondo le compagnie di navigazione oggetto del provvedimento del Garante con questa serie di impegni verrà meno il presunto atteggiamento anti concorrenziale e consentiranno all’utenza di poter beneficiare di un alto livello dello standard qualitativo del servizio sulla parte del mercato caratterizzata dagli obblighi di servizio pubblico e sui servizi residuali. Nel documento gli armatori partenopei sottolineano all’Agcm la tempestività degli impegni presi «per produrre da subito effetti sull’imminente stagione estiva».

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Servizi marittimi nel Golfo di Napoli, gli armatori presentano gli impegni all'Agcm


L'Antitrust tornerà a pronunciarsi alla scadenza del termine per le osservazioni sugli impegni presi dalle compagnie di navigazione che operano nel Golfo di Napoli

L'Antitrust tornerà a pronunciarsi alla scadenza del termine per le osservazioni sugli impegni presi dalle compagnie di navigazione che operano nel Golfo di Napoli

C’è tempo fino al 18 luglio per presentare osservazioni a tutta una serie di azioni che gli armatori impegnati nei collegamenti da e per il Golfo di Napoli hanno stilato dopo l’apertura da parte dell’Antitrust di un procedimento per la costituzione di un cartello che altererebbe la concorrenza nel settore. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato si era pronunciata nei mesi scorsi nei confronti di Alilauro, Alicost, Servizi marittimi liberi Giuffrè & Lauro, Procidamar, Alilauro Gruson, Medmar navi, Medmar international, Linee Lauro, Navigazione libera del Golfo, Alimar, Snav, Consorzio linee marittime Neapolis, Metrò del mare e consorzio linee marittime partenopee che recentemente hanno inviato a Piazza Verdi un documento in cui si impegnano a limitare al solo collegamento da e verso Capri l’esistenza del consorzio LMP.

Entro il 31 luglio i suddetti armatori adotterano un regolamento del “Biglietto unico”, in cui «verranno disciplinate le condizioni di utilizzo del titolo di trasporto, quali ad esempio l’impiego su un mezzo diverso rispetto a quello della corsa per la quale è stato emesso il biglietto, o le modalità di rimborso o recupero dello stesso mediante il riutilizzo su una corsa in data successiva, per le ipotesi di mancata prestazione del servizio per cause imputabili alle compagnie». Nel documento inviato all’Antitrust è prevista, inoltre l’adozione di una “Carta dei servizi” e di una serie di misure a favore dei consumatori.

Secondo le compagnie di navigazione oggetto del provvedimento del Garante con questa serie di impegni verrà meno il presunto atteggiamento anti concorrenziale e consentiranno all’utenza di poter beneficiare di un alto livello dello standard qualitativo del servizio sulla parte del mercato caratterizzata dagli obblighi di servizio pubblico e sui servizi residuali. Nel documento gli armatori partenopei sottolineano all’Agcm la tempestività degli impegni presi «per produrre da subito effetti sull’imminente stagione estiva».

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Indagine dell’Antitrust su scambi di azioni fra PSA e GIP

La sede dell'Antitrust, in Piazza Verdi a Roma (foto N&T)

La sede dell'Antitrust, in Piazza Verdi a Roma (foto N&T)

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di PSA Europe e GIP (Gruppo Investimenti Portuali) per una presunta mancata comunicazione in occasione di uno scambio di quote azionarie  di due società controllate. La decisione del Garante è del 28 maggio scorso ed è stata pubblicata sul Bollettino Agcm n° 21 del 15 giugno. PSA è una holding a livello continentale, proprietaria fra l’altro del VTE (il Voltri Terminal Europa a Genova) e del VECON (il terminal container di Venezia), che fino allo scorso luglio deteneva il 100% di Sinport, azienda con un fatturato consolidato di circa 110 milioni. Il Gruppo Investimenti Portuali dal canto suo, fino a tale data controllava la totalità delle quote di Seber (società che gestisce il Terminal contenitori Sech, il secondo per volume nel porto della Lanterna.

Ebbene, si legge nel provvedimento del Garante, proprio a luglio del 2008, la partecipazione di PSA in Sinport si è ridotta al 60% contemporaneamente all’ingresso nel capitale di Seber con una quota del 40%. Lo stesso tipo di operazione, a parti inverse, è stata compiuta da GIP. Secondo l’Antitrust, contrariamente a quanto sostenuto dalle parti, secondo cui «l’operazione di cui sopra ha un carattere puramente finanziari e non determina mutamenti nel controllo», lo scambio di azioni genererebbe «un controllo congiunto in Sinport e Seber» con evidenti poteri di veto.  In sostanza, fra i poter attribuiti negli organi sociali delle due controllate ai soci di minoranza, il veto relativo alle decisioni in materia di concessioni portuali «appare tale da determinare un controllo congiunto di diritto». Il Garante fa notare che questo potere del socio di minoranza riguarda anche le nuove concessioni, consentendo perciò di influenzare la capacità di espansione delle due imprese in altri porti. «In altre parole, il veto condiziona la possibilità di crescita all’interno del mercato rilevante e/o di mercati contigui».

Per queste ragioni la concentrazione avrebbe dovuto essere comunicata all’Authority secondo quanto prevede la normativa. Ora, entro quattro mesi si concluderà l’indagine dell’Agcm che potrebbe decidere di multare pesantemente PSA e GIP.

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Indagine dell'Antitrust su scambi di azioni fra PSA e GIP

La sede dell'Antitrust, in Piazza Verdi a Roma (foto N&T)

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L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di PSA Europe e GIP (Gruppo Investimenti Portuali) per una presunta mancata comunicazione in occasione di uno scambio di quote azionarie  di due società controllate. La decisione del Garante è del 28 maggio scorso ed è stata pubblicata sul Bollettino Agcm n° 21 del 15 giugno. PSA è una holding a livello continentale, proprietaria fra l’altro del VTE (il Voltri Terminal Europa a Genova) e del VECON (il terminal container di Venezia), che fino allo scorso luglio deteneva il 100% di Sinport, azienda con un fatturato consolidato di circa 110 milioni. Il Gruppo Investimenti Portuali dal canto suo, fino a tale data controllava la totalità delle quote di Seber (società che gestisce il Terminal contenitori Sech, il secondo per volume nel porto della Lanterna.

Ebbene, si legge nel provvedimento del Garante, proprio a luglio del 2008, la partecipazione di PSA in Sinport si è ridotta al 60% contemporaneamente all’ingresso nel capitale di Seber con una quota del 40%. Lo stesso tipo di operazione, a parti inverse, è stata compiuta da GIP. Secondo l’Antitrust, contrariamente a quanto sostenuto dalle parti, secondo cui «l’operazione di cui sopra ha un carattere puramente finanziari e non determina mutamenti nel controllo», lo scambio di azioni genererebbe «un controllo congiunto in Sinport e Seber» con evidenti poteri di veto.  In sostanza, fra i poter attribuiti negli organi sociali delle due controllate ai soci di minoranza, il veto relativo alle decisioni in materia di concessioni portuali «appare tale da determinare un controllo congiunto di diritto». Il Garante fa notare che questo potere del socio di minoranza riguarda anche le nuove concessioni, consentendo perciò di influenzare la capacità di espansione delle due imprese in altri porti. «In altre parole, il veto condiziona la possibilità di crescita all’interno del mercato rilevante e/o di mercati contigui».

Per queste ragioni la concentrazione avrebbe dovuto essere comunicata all’Authority secondo quanto prevede la normativa. Ora, entro quattro mesi si concluderà l’indagine dell’Agcm che potrebbe decidere di multare pesantemente PSA e GIP.

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L’Antitrust proroga a fine luglio il procedimento sui Cantieri del Mediterraneo

L'Antitrust prenderà una decisione sui Cantieri del Mediterraneo entro il 31 luglio

L'Antitrust prenderà una decisione sui Cantieri del Mediterraneo entro il 31 luglio

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso di prendersi più tempo per concludere l’indagine sulla Cantieri del Mediterraneo, società che opera nel porto di Napoli. Il termine del procedimento è stato prorogato al 31 luglio prossimo, così come si legge sul bollettino Antitrust n°13, pubblicato il 20 aprile.

Il rinvio precisa l’Agcm è dovuto «all’ampiezza della documentazione acquisita nello svolgimento dell’attività istruttoria e la correlata necessità di assicurare alle parti un congruo termine per l’esercizio della difesa, dando quindi piena applicazione al principio del contraddittorio». 

L’istruttoria dell’ufficio diretto da Antonio Catricalà era partita a giugno dello scorso anno «per accertare l’eventuale sussistenza di abusi di posizione dominante da parte delle imprese di riparazione navale operanti nel porto di Napoli». L’Antitrust vuole appurare se sussista «una caranza di informazioni sulla disponibilità dei bacini per periodi superiori ai trenta giorni e sul rifiuto di concedere in uso ai riparatori le banchine e le aree limitrofe ai bacini, adducendo l’esistenza di un diritto di esclusiva sulle stesse».

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L'Antitrust proroga a fine luglio il procedimento sui Cantieri del Mediterraneo

L'Antitrust prenderà una decisione sui Cantieri del Mediterraneo entro il 31 luglio

L'Antitrust prenderà una decisione sui Cantieri del Mediterraneo entro il 31 luglio

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso di prendersi più tempo per concludere l’indagine sulla Cantieri del Mediterraneo, società che opera nel porto di Napoli. Il termine del procedimento è stato prorogato al 31 luglio prossimo, così come si legge sul bollettino Antitrust n°13, pubblicato il 20 aprile.

Il rinvio precisa l’Agcm è dovuto «all’ampiezza della documentazione acquisita nello svolgimento dell’attività istruttoria e la correlata necessità di assicurare alle parti un congruo termine per l’esercizio della difesa, dando quindi piena applicazione al principio del contraddittorio». 

L’istruttoria dell’ufficio diretto da Antonio Catricalà era partita a giugno dello scorso anno «per accertare l’eventuale sussistenza di abusi di posizione dominante da parte delle imprese di riparazione navale operanti nel porto di Napoli». L’Antitrust vuole appurare se sussista «una caranza di informazioni sulla disponibilità dei bacini per periodi superiori ai trenta giorni e sul rifiuto di concedere in uso ai riparatori le banchine e le aree limitrofe ai bacini, adducendo l’esistenza di un diritto di esclusiva sulle stesse».

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