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Libertà di Stampa !

Libertà di Stampa

La Repubblica

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“Libertà a rischio”, domani in piazza

ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30


L'Unità

L'Unità

Tutti in piazza per la libertà d’informazione

Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.



il Giornale

il Giornale

Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”

Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.


Libero News

Libero News

Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause

“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.


il Messaggero

il Messaggero

Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa

ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.

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Calvi , il marina gestito dai Pirati !

Veduta del porto turistico di Calvi

Veduta del porto turistico di Calvi

Estate di schiaffi e atti di pirateria nel marina di Calvi in Corsica. Il tutto contro diportisti italiani. Calci, botte, schiaffi, cime tagliate, e barche assaltate dai gommoni degli ormeggiatori e portate via a forza.
I responsabili di questi atti di pirateria non si nascondono, attaccano in gruppo con le loro divise : sono gli ormeggiatori del marina di Calvì.
A comandarli pare sia il vice comandante “George Hevy“, che sembra più essere un Pirata piuttosto che un dirigente del marina gestito dal COMUNE DI CALVI e quindi da un ENTE PUBBLICO. Violenza e intimidazioni placabili solo previo pagamento di tangenti in nero (in euro e non in dobloni d’oro!) .

Nautica e Trasporti, alla luce di quanto sta emergendo in queste ore, grazie anche alle segnalazioni pervenute al Corriere della Sera, avvierà un’inchiesta giornalistica per verificare se i fatti accaduti a Calvì siano effettivamente attribuibili ad atti di pirateria, violenza privata, abuso di potere , estorsione ed evasione fiscale. La cosa più grave è comunque che la proprietà e la gestione del porto sono del Comune di Calvi.

Per il momento ci sentiamo di sconsigliare la sosta presso il Marina di Calvi onde evitare spiacevoli attacchi del bucaniere Hevy e dei suoi scagnozzi.

Riportiamo di seguito le segnalazioni pubblicate in questi giorni dal Corriere della Sera.

L’episodio del medico cacciato in malo modo dal porto di Calvi (cfr. Nautica e Trasporti del 25.08.09) dopo essere anche stato gettato in mare da addetti della società che gestisce le banchine non sembra essere isolato. Altri lettori hanno scritto a Corriere.it raccontando esperienze analoghe. E che in quell’approdo la gestione dei posti barca sia amministrata spesso con metodi sbrigativi da parte del personale addetto lo conferma in un’intervista all’agenzia Rcd un’impiegata della Capitaneria – che vuole restare anonima – mentre il comandante del porto, Bertrand Mariani, rifiuta di parlare con la stampa italiana. «Ancora il 21 agosto – ha detto l’impiegata – si è verificato un episodio simile a quello denunciato dal medico italiano. Una barca con regolare prenotazione è stata cacciata dal posto assegnato. Solo dopo lunghe trattative e polemiche è stato trovato in porto un nuovo posto e si è così evitato che l’imbarcazione dovesse riprendere il mare» (ascolta l’audio). Nessuna responsabilità, sostiene l’intervistata, è da attribuire al Comandante Mariani, la gestione degli addetti agli ormeggi sarebbe in mano al vice comandante George Hevy.

«SCHIAFFI E CIME TAGLIATE» – Ci sono poi le nuove testimonianze pervenute al Corriere. Carlo Guerrieri, ad esempio, segnala come l’11 luglio scorso lui e un amico, entrambi settantenni, abbiano subito un analogo trattamento: «intimazione a lasciare il porto nonostante il vento a 35/40 nodi e il mare a forza 6/7 con la nostra barca di soli 7 metri e 50 e la disponibilità di almeno altri tre posti sulla stessa banchina». Al tentativo di avere spiegazioni, spiega il lettore, «viene replicato con il taglio delle cime di ormeggio, lo strappo del cavo di alimentazione elettrica, un calcio dall’alto della banchina fortunatamente non andato a segno, schiaffo in pieno volto al mio amico, abbordaggio da un gommone a prua per liberare la barca dal corpo morto e traino fuori dal porto». Secondo il signor Guerreri, a coordinare il tutto ci sarebbe stato l’«adjoint» ovvero «il vice comandante della Capitaneria con tanto di divisa». Il settantenne italiano ha contattato la gendarmerie che lo ha invitato a sporgere denuncia. Cosa che il lettore ha fatto, segnalando il caso a tutte le autorità competente e anche alla stampa locale. «La sola risposta finora pervenuta – fa ora notare – è stata quella del ministero dell’Ecologia competente per gli affari marittimi, che ha qualificato il fatto come atto grave ed incivile, invitandomi ad inoltrare denuncia al procuratore della Repubblica di Bastia, ciò che ho fatto». Non trattandosi di episodi isolati, Guerreri invita a «una presa di posizione da parte delle autorità consolari italiane».

«PAGANDO IL POSTO C’E’» – Episodio che fa riflettere è anche quello capitato a Massimiliano Spina, che con il personale del porto di Calvi ha avuto a che fare il 6 luglio e nei giorni seguenti. Lui a piazzare la barca c’è riuscito. Ma a caro prezzo. «Con il Mistral in arrivo mi sono affrettato a cercare un rifugio sicuro. Al telefono mi dicono: “non accettiamo prenotazioni telefoniche, monsieur, venga qui e le cerchiamo un posto”». Così fa. Ma nonostante l’attesa che si protrae di due ore in due ore, il posto non si materializza. «Ascolto decine di chiamate radio come la mia – racconta ancora il signor Spina -, tutte barche fuori dal porto che vorrebbero entrare e a tutti viene detto per ora niente posto, i posti sono prenotati dall?inverno scorso: bisogna aspettare!». Tuttavia il vento è già teso e non ci sono più possibilità di rimettersi in mare. «Un amico su un’altra barca – racconta il lettore -, stremato anche lui dalle continue chiamate e rinvii via radio, decide di chiamare per telefono, offrendo alla sconosciuta signora della reception un regalino se le avesse trovato un posto. Il posto miracolosamente salta fuori all’istante. La signora si raccomanda di non chiamare via radio per non farsi sentire e il mio amico ormeggia alla banchina d’onore». «Tengo famiglia – aggiunge – e non potevo passare 5 giorni alla fonda fuori dal porto (il Mistral in genere tanto dura), quindi chiedo al mio amico di vedere cosa poteva fare anche per me una volta dentro. Così ha individuato uno dei “capetti” e gli ha chiesto se avesse potuto trovare un posto anche per me. Risposta testuale del capetto: “Sì, ma il suo amico me la dà una mancia sostanziosa o no? Perché altrimenti il posto non c’è”. Il lettore accetta suo malgrado e il posto, dopo versamento di 100 euro, salta fuori. «Ma i posti non erano prenotati dall’inverno? Volevamo restare 5/6 giorni, ma la tangente valeva 3 giorni, poi la signora della reception pretendeva che tornassimo a “versare” altri 50 euro a barca. Cosa che puntualmente siamo stati costretti a fare al terzo giorno, per assicurarci altri 3 giorni. Al 6° giorno però la signora non era in turno e non poteva più “proteggerci”, così si è materializzato il capo del porto in persona chiedendo al mio amico di lasciare l’ormeggio. Altra mancia pure a lui e, guarda caso, non c’era più bisogno di liberare il posto».

Pubblichiamo il link con le informazione del marina di Calvi : http://www.corsica.net/corsica/it/regcalv/calvi/calvport.htm
e l’Ufficio del Turismo : http://www.corsica.net/corsica/it/venir/otsi/otsicalv.htm#SICalv

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PORTI E ICI – L’ULTIMA PAROLA ALL’AGENZIA DEL TERRITORIO

di Giuseppe Caruso
Responsabile Fiscalità di Confindustria Genova

Marina di Scarlino

Marina di Scarlino

Un’“area demaniale” è esente da ICI – ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera b), del D.Lgs n. 504 del 1992 – qualora faccia parte di un compendio destinato al traffico marittimo e/o ad operazioni strettamente necessarie alle attività portuali e, come tale, vada incorporata in un’unità immobiliare censita al Catasto Edilizio Urbano nella categoria E/1, specificamente individuata nella circolare n.4/T del 13 aprile 2007 dell’Agenzia del territorio. E’ quanto ha precisato dal DIPARTIMENTO DELLE FINANZE – DIREZIONE FEDERALISMO FISCALE, con risoluzione n.3 del 10 agosto 2009, in risposta ad un quesito circa la corretta applicazione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) sulle aree portuali oggetto di concessioni demaniali. La nota merita un’attenta riflessione in quanto è proprio rifacendosi a tali istruzioni che gli uffici periferici dell’Agenzia del Territorio hanno attribuito la categoria catastale gruppo D a concessioni di aree demaniali marittime – piazzali, uffici, officine e magazzini – rilasciate ad imprenditori privati per l’espletamento di un’attività commerciale di movimentazione e stoccaggio di merci e contenitori o per le riparazioni navali. Pertanto non sarà facile chiedere ed ottenere un censimento al Catasto Edilizio Urbano nella categoria E/1 per tali beni. Il Dipartimento peraltro nel corpo della nota ha più volte richiamato la debenza del tributo per le unità immobiliari delle aree portuali nell’eventualità in cui venissero accertate in una categoria diversa da quelle richiamate nel gruppo “E” del quadro di qualificazione catastale. Questa presa di posizione del Dipartimento delle Finanze – Direzione Federalismo Fisco Ministero dell’Economia e delle Finanze, rischia inoltre di avvallare le tesi sostenute dalle Amministrazioni comunali chiamate a far fronte ai ricorsi presentati, dai titolari di concessioni demaniali marittime, sulla debenza dell’imposta Comunale sugli immobili accolti dalle Commissioni tributarie provinciali (cfr. ICI e concessioni demaniali, una partita aperta – Nautica e Trasporti 6 agosto 2009). Non solo il Ministero ricorda, nella nota in commento, ai concessionari di unità immobiliari censite in categoria “E”, che qualora ricorrano i presupposti ex DL n.262 del 2006, dovranno procedere alla presentazione di una dichiarazione in catasto. Infatti la richiamata normativa prevede che nelle unità immobiliari censite nelle suddette categorie catastali non possono essere più compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale. Dette unità immobiliari richiedono una revisione della loro qualificazione e, quindi, della rendita e devono essere dichiarate in catasto da parte dei soggetti obbligati, seguendo la procedura delineata dalle disposizioni in parola. La risoluzione di fatto non aggiunge molto alla complessa situazione in essere se non una sottolineatura su situazioni complesse da valutare con dovuta cautela. Il Dipartimento nel rispetto delle competenze istituzionali non entra nel merito di definizioni, ma richiama le istruzioni a Suo tempo diramate dai Competenti Uffici dell’Amministrazione. Sarà l’Agenzia del Territorio che, alla luce del richiamo del Dipartimento delle Entrate ai “compendi destinati al traffico marittimo e/o ad operazioni strettamente necessarie alle attività portuali”, dovrà verificare il corretto adempimento delle istruzioni diramate con Circolare 4/T del 2007 da parte dei propri Uffici periferici. Operazione, peraltro, già in essere da tempo e che ad oggi non ha portato a particolari osservazioni sull’operato degli uffici in merito all’attribuzione della classifica nel Gruppo D degli immobili in parola. Non sarà semplice far si che la draconiana risposta Ministeriale possa muovere, in tempi brevi, a ripensamenti degli attori sul tema. Tuttavia risulta evidente che la questione, allo stato attuale, necessita di specifiche quanto circostanziate istruzioni da parte della direzione Centrale dell’Agenzia del Territorio. D’altro canto la dispari situazione in cui vertono i diversi porti nazionali, in merito alle modalità di applicazione dell’Imposta Comunale sugli Immobili , è tema meritevole di una riflessione anche da parte del legislatore in occasione della riforma della legislazione in materia portuale – legge n.84 /1994. Infatti, tenendo conto delle necessità di rilancio del comparto, risulta imprescindibile rendere chiari e univoci tutti gli elementi che incidono o possono incidere sullo scenario competitivo in cui sono chiamati ad interagire gli operatori portuali.

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Buttato in acqua e cacciato dal porto

Disavventura di un medico italiano a Calvi, in Corsica: «Io e la mia famiglia trattati con violenza dagli ormeggiatori». Il consiglio della polizia: lasciate perdere!

Ecco la lettera del medico italiano assalito dagli ormeggiatori del porto turistico di Calvi (Corsica) inviata al Corriere della Sera.

“Egr. Dott.re,
la disturbo per raccontarle quanto è accaduto, a me e alla mia famiglia, il 2 agosto u.s. mentre mi trovavo in crociera in Corsica con la mia barca.

Le preciso la composizione della mia famiglia solo per fugare qualsiasi dubbio sulla mia attendibilità. Io e mia moglie (rispettivamente di anni 59 e 51) siamo medici, mia figlia E. di aa. 26 è laureanda (ottobre p.v) in Scienze Politiche a Roma, mia figlia M. di aa. 24 è laureanda (ottobre p.v.) in Medicina a Roma, mio figlio V. di aa. 21 è laureando in Ingegneria Meccanica (luglio 2010) al Politecnico di Milano.

Arrivati a San Florent, dopo aver fatto tappa a Bastia e Macinaggio, mi arrivano le previsioni meteo che davano forte maestrale per il giorno 3/8. Dovendo proseguire sulla costa occidentale, decido di raggiungere Calvi prima dell’arrivo del maltempo che ci avrebbe bloccati per due o tre giorni.
Rispettoso del mare e prudente avendo tutta la famiglia a bordo, prima di partire alla volta di Calvi mi assicuro con numerose telefonate direttamente al comandante del porto di Calvi sulla disponibilità e certezza di trovare ormeggio in porto.

Lo stesso mi rassicura e mi da indicazioni di ormeggiare, una volta arrivato, al molo d’onore (riservato ai mega-Yacht) in attesa che si liberasse il posto assegnatomi per la mia barca di 12mt.
Preciso che sono arrivato in porto alle 13 dopo circa 5h di navigazione. Alle 17 si presenta un ormeggiatore, in gommone dicendoci che dovevamo andarcene perché era arrivata la barca proprietaria del posto in banchina dov’ero ormeggiata, provvisoriamente, la mia barca. Rispondo che mi sarei spostato subito e che m’indicasse dove ormeggiare. Mi risponde che non c’è nessun posto e che me ne sarei dovuto andare proprio via. Ritenendo che il ragazzo non fosse al corrente della mia prenotazione fatta con il comandante lo prego di farmi parlare con lo stesso.

Dopo qualche minuto si presentano cinque tipi, tutti appartenenti alla società che gestisce il porto, con tanto di divisa (maglietta rossa e calzoncini) e nome della marina sulla maglietta stessa. Uno di questi mi dice di essere il comandante. Per educazione scendo dalla barca per salutarlo e chiedere spiegazioni sull’equivoco sicuro che tutto si sarebbe chiarito. All’improvviso, dopo che il tipo che si era qualificato comandante, ma non lo era, impartisce un ordine agli altri quattro, vengo di peso sospinto sulla passerella con estrema violenza tanto che perdendo l’equilibrio cado in acqua tra la poppa della barca e la banchina, riportando, per fortuna, “solo” una contusione toracica ed una ferita lacero-contusa a livello dell’addome. Mio figlio, incredulo, vedendomi buttato in acqua e ferito, cerca di venire in mio soccorso ma è afferrato per il collo da un’altro dei cinque ed a sua volta buttato in acqua. Nel frattempo, con azione coordinata, e quindi più volte provata e forse messa in atto, i cinque si dividono i compiti e precisamente: due da terra sciolgono le cime d’ormeggio, altri due si portano a prua della barca con un gommone per sciogliere il corpo morto mentre il quinto da terra coordina il raid.

Veniamo sospinti, dal loro gommone, fuori dal porto mentre mia moglie tra le lacrime, preoccupata per me che sanguinavo abbondantemente, ma soprattutto preoccupata perchè mia figlia E. era rimasta a terra, gli urlava di consentirci almeno di far risalire a bordo la figlia. Io che urlavo a mio figlio di chiamare la polizia venivo deriso e invitato a chiamare chi volessi ma fuori dal porto. Intanto mia figlia E., senza perdersi d’animo, benché braccata dai tipi che ci avevano buttati a mare, riesce a raggiungere il posto di polizia. Sbigottita, mi racconterà poi, che i gendarmi le consigliano di risalire in barca, accompagnata da loro, perché da quando c’è questo comandante era pericoloso fare denunce o altro. Così avviene e con il buon senso del padre di famiglia decido di lasciare anche il campo boe di Calvi dove nel frattempo mi ero ormeggiato e di fare ritorno a ST Florent che raggiungo alle tre del mattino.

Alla luce di quanto riportato dal suo articoloe con la pelle d’oca, pensando a quello che ci sarebbe potuto succedere, ringrazio Dio per come sono andate le cose e la invito, sommessamente, a tener conto di quanto le ho raccontato (se la sua indagine giornalistica avrà un seguito), ed io personalmente escluderei la ventilata ipotesi della polizia locale dell’autoaffondamento per fini assicurativi essendo per altro una barca a nolo (per quanto par di capire). Che cosa possa essere successo all’Elleduevidue, allo stato siamo in due a non poterlo sapere, però posso ipotizzare, che se ci fosse stata una lite, forse, come par di capire, per altri motivi ma di consistenza economica più rilevante, vista la violenza con cui hanno voluto risolvere il nostro piccolo caso, e una reazione meno mite di quanto è stata la mia, da parte dell’equipaggio dell’Elleduevidue, tutto può essere accaduto. Di sicuro forze di polizia, non possono scambiare il foro di un trapano con il foro di un proiettile, nè è pensabile un affondamento a fini assicurativi per conto terzi.

Un’ultima amara considerazione. Mentre avveniva tutto ciò, sul molo, praticamente al centro del paese, affollato di gente, ci trovavamo tra due barche d’italiani che non hanno proferito parola in nostra difesa, anzi si preoccupavano di aggiungere parabordi alle loro barche per evitare che la nostra, sospinta dal gommone, le potesse danneggiare. Può verificare anche questo se solo hanno registrato, come dovuto, le barche ormeggiate il 2 agosto 2009 alle ore 14 al molo d’onore.”

Dott. Domenico Scali

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ICI e concessioni demaniali, una partita aperta

di Giuseppe Caruso
Responsabile Fiscalità di Confindustria Genova

Particolare del porto Mediceo di Livorno

Particolare del porto Mediceo di Livorno

L’assoggettabilità all’ICI delle concessioni demaniali sta suscitando reazioni diverse e contrastanti soprattutto in tre realtà portuali importanti come Napoli, Genova e Livorno. Di seguito la riflessione di Giuseppe Caruso, responsabile Fiscalità di Confindustria Genova.

L’ICI ha ragione di applicarsi solo nell’ambito del territorio comunale, comprensivo anche del demanio comunale, per beni iscritti in apposito elenco, ma non per quelli del demanio marittimo che non costituisce parte integrante dell’Assetto del Territorio. Questa la conclusione a cui è giunta la Commissione Tributaria provinciale di Napoli con sentenza del marzo 2009 n.159/30/09. A originare la pronuncia il ricorso di un concessionario, avverso il silenzio rifiuto del competente ufficio comunale a fronte di un’istanza di rimborso ICI , annualità 2002 -2007, afferente la concessione di un’area del demanio,ubicata nel porto di Napoli, e destinata alla costruzione di un silos per l’immagazzinamento di granaglie.

Il ricorrente chiedeva il rimborso del tributo sostenendo la non debenza in qualità di società concessionaria all’interno della sede dell’Autorità Portuale non assoggettabile a ICI e in virtù del fatto che al canone è agganciata una maggior somma di natura accessoria per la fornitura di servizi di interesse generale di cui al DM 14 novembre 1994 che per loro natura, funzione e tipologia impongono la marginalizzazione di ogni intervento/servizio analogamente erogato dal Comune. Da parte sua il Comune convenuto, preliminarmente,  eccepisce la prescrizione e sostiene  nel merito, richiamando l’art.3 del Dlgs 104/92, così come integrato dalla legge n.388/2000, prive di fondatezza le ragioni addotte dal ricorrente, anche, con riferimento alla fornitura di servizi di carattere generare di cui al richiamato DM. La Commissione con una pronuncia che fa da propellente per le diverse “querelles” fra Autorità portuali e Comuni (Trieste, Livorno, Napoli,ecc.) sul controverso tema della debenza dell’Imposta comunale sugli Immobili da parte dei concessionari demaniali marittimi, accogli il ricorso. Ma non solo richiamando gli articoli 28 e 29 del Codice della Navigazione sottolinea che i Porti appartengono al demanio marittimo e costituiscono in aree e pertinenze demaniali estranee all’assetto del Territorio sul quale istituzionalmente esplicano la loro competenza le Regioni.

Il funzionamento amministrativo delle autorità portuali, stabilito dall’art.13 della Legge n.84/94, prevede che le entrate delle stesse siano costituite, tra l’altro, dai canoni di concessione delle aree demaniali comprese nell’ambito portuale e nella circoscrizione territoriale. Pertanto la Commissione, sottolineando anche la differenziazione fra “demanio accidentale” e “demanio necessario” – come quello marittimo – per il quale non può esservi soggezione e pretese di natura tributaria in ambito locale,  ritiene che non vi sia traccia testuale normativa che legittimi la pretesa dell’ICI, non applicabile alle infrastrutture insistenti sulle aree dei beni demaniali. L’ICI infatti ha ragione di applicarsi solo nell’ambito del territorio comunale, comprensivo anche del demanio comunale, per beni iscritti in apposito elenco, ma non per quelli del demanio marittimo che non costituisce parte integrante dell’Assetto del Territorio.

L’organo giudicante valuta perfettamente integrate le proprie conclusioni anche con le ulteriori considerazioni addotte dal concessionario ricorrente ed in particolare con il richiamo al DM 14 novembre 1994 che individua i servizi di interesse generale posti a fondamento del canone corrisposto all’Autorità portuale che, per loro natura, forza e tipologia “esentarono ogni altro intervento e/o servizio analogamente erogato dal Comune”. In considerazione del clima che si è creato fra Autorità portuali, Comuni e concessionari, anche a seguito delle diverse pronunce delle Commissione tributarie provinciali, a oggi, tutte favorevoli ai concessionari l’attenzione è rivolta  in sede centrale. Risulta imprescindibile un intervento governativo, chiamato a dirimere il contendere sulla corretta interpretazione della normativa in vigore. Sulla questione è intervenuta anche l’Assoporti, che nelle scorse settimane ha accolto positivamente la commentata decisione della commissione tributaria di Napoli.

La sentenza in questione, da quanto è apparso sulla stampa, è stata inviata ad Assoporti dal presidente dell’Authority di Livorno, Roberto Piccini, per sottolineare come la richiesta di applicare l’Ici ai piazzali portuali sia quindi infondata. Peraltro la decisione va ben oltre in quanto la sentenza metterebbe in dubbio anche il diritto dei Comuni di riscuotere l’Ici per i fabbricati in terreni di competenza portuale.

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Nuova divisione Ucina per formare i giovani del diporto

Grazie a una partnership con l'Accademia della Marina mercantile presto sarà istituita la figura di ufficiale diportista

Grazie a una partnership con l'Accademia della Marina mercantile presto sarà istituita la figura di ufficiale diportista

Continua l’evoluzione all’interno di Ucina, la Confindustria nautica. È di questi giorni infatti la notizia della nascita di “Formazione fucina”, una divisione dell’Unione dei cantieri nautici per  promuove corsi di istruzione per le risorse del diporto.
Tra i primi progetti all’attivo c’è una partnership con l’Accademia della Marina mercantile per l’avvio di un corso di preparazione per “Tecnico Superiore per la Programmazione della Produzione e la Logistica” e per “Tecnico per la conduzione di imbarcazioni da diporto, sezione coperta” che avrà lo scopo di preparare i corsisti all’esame per il rilascio del titolo di Ufficiale di navigazione del diporto.

Sempre nell’ottica di favorire la formazione delle risorse, Ucina ha inoltre sottoscritto con Sda Bocconi un accordo di partnership per la realizzazione di un’edizione speciale, riservata al settore della nautica, del Corso di Sviluppo Imprenditoriale (Co.Sv.Im.), che si terrà nel prossimo autunno presso la sede della Sda Bocconi. 

Con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone al mondo della nautica e del mare, obiettivo che è alla base della campagna Navigar m’è dolce promossa da oltre cinque anni l’Unione, presieduta da Anton Francesco Albertoni, ha dato corso nell’ultimo mese all’iniziativa “Scuola del Mare” presso la Fondazione Mediterraneo che, dalla Liguria, promuove un programma di corsi didattici e attività formative, attraverso moduli pratici di formazione nautica.

Attualmente è in fase di studio la presentazione di un piano formativo settoriale del “Progetto Nautica” che, pensato in accordo con Sistemi Formativi di Confindustria, avrà carattere nazionale e sarà finalizzato a rafforzare il comparto della nautica. Tale progetto, che si avvarrà del sostegno di Fondimpresa, sarà destinato alla formazione professionale specifica per le aziende del settore e potrà essere utilizzato dai lavoratori in cassa integrazione guadagni.

Nel 2005, UCINA insieme al Comune di Viareggio, la Camera di Commercio di Lucca, l’Associazione Industriali di Lucca e la Viareggio Porto aveva contribuito alla creazione di un progetto di condivisione delle linee di formazione comuni. Nel tempo, però, tali linee condivise si sono rivelate sempre più specifiche, in un contesto di congiuntura internazionale quale quella attuale e contestualmente la ricerca di spazi comuni agli Enti per operare nel mondo della formazione è risultata sempre più difficoltosa.

E’ così che l’iniziativa originaria, che si era concretizzata nella costituzione di una vera e propria struttura di formazione, ViareggioFucina, sta lasciando spazio alla facoltà dei singoli enti di agire secondo le proprie specificità e finalità istituzionali, continuando tuttavia a collaborare alla creazione di progetti che sono già in fase di studio.

Fedele alla sua mission, la Confindustria nautica continuerà anche nei prossimi mesi a farsi promotrice di attività formative presso i propri Associati, ritenendo la formazione componente fondamentale della strategia di crescita e di specializzazione delle aziende del comparto.

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Maggiori certezze per gli operatori con la nuova Direttiva

La nuova direttiva sulla nautica da Diporto, emanata recentemente dall'Agenzia delle Entrate, è stata  apprezzata da diverse associazioni di settore

La nuova direttiva sulla nautica da Diporto, emanata recentemente dall'Agenzia delle Entrate, è stata apprezzata da diverse associazioni di settore

Di seguito il commento di Giuseppe Caruso, responsabile Fiscalità di Confindustria Genova, sulla nuova direttiva ministeriale per la nautica da diporto emanata dall’Agenzia delle Entrate.

Ove non sia possibile avere un riscontro dell’effettivo utilizzo delle imbarcazioni in acque territoriali comunitarie si può far ricorso, ai fini dell’applicazione dell’IVA alla prestazione di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di mezzi di trasporto,  a percentuali forfettarie di utilizzo dell’imbarcazione nel territorio comunitario, basate sulle caratteristiche tecniche dell’imbarcazione medesima e, in particolare sull’attitudine di quest’ultima a uscire dalle acque territoriali comunitarie – dodici miglia marine dalla costa. Queste le istruzioni diramate dall’Agenzia delle entrate con Circolare n.38 del 27 luglio 2009 per risolvere le problematiche relative alla mancanza di prove concrete da parte della Amministrazione e del contribuente per dare una dimostrazione concreta delle rotte effettivamente seguite e quindi del luogo di effettivo utilizzo dell’imbarcazione.

A tal riguardo vengono richiamate, anche,  le istruzioni diramate con la risoluzione dell’11 ottobre 2007 n.284 in merito alla dichiarazione, rilasciata alla società di leasing dall’utilizzatore dell’imbarcazione, atta a consentire alle società di leasing la corretta determinazione della base imponibile IVA dell’operazione.  L’Agenzia delle Entrate ha, altresì, sottolineato come le percentuali forfettarie tengono già conto delle normali soste dell’imbarcazione stessa (es. rimessaggio a secco per l’inverno , interventi di manutenzione ordinaria in cantiere,ecc.) in quanto le stesse rientrano nell’ordinario uso dell’imbarcazione e non costituiscono, isolatamente, considerate, elemento idoneo a mettere in discussione l’applicazione delle percentuali stabilite dalla Circolare n. 49  del 2002, sempre che non sussistano ulteriori elementi atti a comprovare la permanenza in acque territoriali comunitarie in misura superiore alle citate percentuali.

Peraltro qualora le caratteristiche tecniche rendano l’imbarcazione idonea a solcare acque internazionale   la mera constatazione che la navigazione, partenza e approdo, sia avvenuta tra porti comunitari no è elemento sufficiente a pregiudicare il regime di forfetizzazione  percentuale. La circolare fornisce importanti chiarimenti anche per le società di leasing e per i cantieri in merito ai cosiddetti canoni di “prelocazione”. Al riguardo infatti prevede che anche i canoni ai corrisposti nella fase antecedente alla materiale consegna ed utilizzo dell’imbarcazione, in quanto questa non sia ancora in grado di navigare o perché in fase di costruzione e/o assemblaggio o perché non abbia ancora ottenuto la licenza di navigazione, si applicano i parametri forfettari indicati nella circolare n.49 del 2002, secondo quanto indicato nella risoluzione n.284 del 2007.

In tal modo l’Amministrazione finanziaria si dimostra estremamente pragmatica cogliendo gli aspetti dello specifico settore ove  è prassi la stipula anticipata del contratto per  garantire la disponibilità del bene al cliente per il suo uso e godimento per garantire a quest’ultimo che l’imbarcazione sia realizzata secondo le sue specifiche esigenze. Peraltro è non trascurabile la circostanza che  nell’ipotesi in cui un’imbarcazione, costruita secondo le esigenze e istruzioni di un cliente, risultasse invenduta per mancata conclusione del contratto risulta di non facile commercializzazione nei confronti di altri clienti. A tal fine non si potrà prescindere dalle caratteristiche tecniche dell’imbarcazione, risultanti dal contratto, nonché da altre indicazioni quali  quelle contenute nella richiesta di autorizzazione alla navigazione e dalla successiva verifica della corrispondenza degli stessi con quelli attribuibili al bene finito.

L’Agenzia delle entrate in chiusura del documento ritiene doveroso richiamare l’attenzione  dei propri  uffici sul fatto che in sede di controllo venga adeguatamente ponderata la ragionevolezza del periodo di corresponsione dei canoni di “prelocazione” rispetto alla durata del contratto di leasing al fine di assicurare la corretta applicazione del tributo ed evitare possibili forme di abuso.

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