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Coccia: l’ecobonus è una best practice da adottare nell’Ue

Le richieste per l'ecobonus nel 2008 sono cresciute del 25% rispetto al 2007 (fonte Anita)

Le richieste per l'ecobonus nel 2008 sono cresciute del 25% rispetto al 2007 (fonte Anita)

L’ecobonus deve essere rifinanziato anche per il 2010. A chiedere il prolungamento a tutto il 2010 del provvedimento introdotto per incentivare gli autotrasportatori a imbarcare i loro camion sulle navi che viaggiano sulle Autostrade del mare, sono la Confederazione degli armatori e l’Anita, l’associazione nazionale imprese trasporti automobilistici. «Grazie all’ecobonus – ha detto Nicola Coccia, presidente di Confitarma – ci sono buoni risultati, con evidenti benefici per la collettività in termini di minori incidenti, minore inquinamento e minore congestione. Questo strumento rappresenta un caso di best practice riconosciuta anche dall’Unione europea ed è stata infatti annunciata una possibile adozione dell’ecobonus in tutti i Paesi membrie, sulla base del modello italiano».

Il Senato sta discutendo della manovra di bilancio per il prossimo anno. Anche gli autotrasportatori spingono perché la prossima Finanziaria contenga le misure relative all’ecobonus. «L’incentivo infatti – ha ricordato Eleuterio Arcese, presidente di Anita – ha trovato nel 2008 la sua piena attuazione facendo registrare un incremento delle domande del 25% sul 2007, un dato significativo che ne dimostra la validità». Lo stesso Luis Valente de Oliveira, coordinatore europeo delle Autostrade del mare, intervenendo il 22 e 23 ottobre scorsi alla conferenza a Napoli sulle Reti TEN-T, abbia sottolineato come l’ecobonus sia «una best practice italiana che va estesa a tutta l’Europa». «In questa direzione – ha rilevato – va l’estensione recente dell’incentivo a tre nuove rotte (Civitavecchia-Messina; Savona Vado-Termini Imerese; Marina di Carrara-Castellon de la Plana) e l’individuazione di una quarta rotta che collega Civitavecchia a Trapani».

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d'Amico: i dati dei noli restano in calo, bisogna essere prudenti

La High Harmony, una delle unità della flotta cargo della d'Amico International Shipping

La High Harmony, una delle unità della flotta cargo della d'Amico International Shipping

«Il difficile contesto di mercato si riflette in una perdita netta di esercizio di US$ 11,4 milioni nel terzo trimestre 2009 (US$ 7,8 milioni escludendo le componenti non monetarie legate all’effetto cambio), ma con flussi di cassa operativi a livello di pareggio e disponibilità liquide di rilievo». È questo il commento della d’Amico International Shipping, alla pubblicazione, nei giorni scorsi, dei dati relativi al terzo trimestre 2009, chiusosi con con un risultato operativo lordo (EBITDA) pari a 4,2 milioni di dollari, rispetto ai 29,7 milioni fatti registrare nel terzo trimestre del 2008. L’EBIT ammonta a US$ 5,3 milioni (contro i 19,2 milioni del dato dello stesso periodo dello scorso anno).
La perdita prima delle imposte è stata di 11,3 milioni contro l’utile di 16 milioni di dollari fra giugno e settembre del 2008). L’indebitamento finanziario netto ammonta a 150,5 milioni alla fine dell’ultimo trimestre.

«Le prospettive per la d’Amico International Shipping – si legge in un comunicato del gruppo – rimangono sostanzialmente in linea con quanto detto nel corso dell’anno, confermando inoltre quanto siano ancora fortemente condizionate dall’attuale debolezza del mercato e dall’incertezza a livello di economia mondiale. Il management della società mantiene pertanto un atteggiamento estremamente prudente al riguardo. I noli delle navi cisterna sono in calo da inizio anno e in maniera più decisa a partire dal secondo trimestre. Non si sono registrate ulteriori forti riduzioni sostanziali nel terzo trimestre e non si prevede nemmeno un’ulteriore contrazione nell’ultimo trimestre dell’anno. Le tariffe rimangono sotto pressione e, considerata anche la rilevante crescita nella flotta mondiale, il processo di stabilizzazione e di miglioramento significativo non è previsto fino a una ripresa economica capace di generare una domanda sostenuta».

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Confitarma: colmare il vuoto legislativo sul lavoro dei marittimi

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

La sicurezza dei lavoratori nel settore marittimo e portuale, di questo si è discusso ieri a Genova, a bordo della motonave Suprema, nel corso del convegno “Nuove rotte per la sicurezza – Shipping&Safety”, organizzato da Confitarma e GNV. Purtroppo in Italia bisogna fare ancora i conti con un vuoto legislativo che rischia di avere pesanti conseguenze per tutto il settore. I relatori hanno affrontato il problema, auspicando unanimemente che le disposizioni pensate per un lavoro “terrestre” devono essere adattate alla particolarità del lavoro in mare. Ma i tempi stringono: i decreti infatti vanno emanati entro il 15 maggio 2010, pena l’applicazione anche sulle navi della normativa generale.

L’evoluzione del lavoro marittimo in linea con lo sviluppo tecnologivo della flotta e quindi l’esigenza di formare personale qualificato di bordo e di terra è stato al centro dell’intervento di Nicola Coccia, numero uno della Confederazione degli armatori. Ciò è particolarmente importante per affrontare i nuovi problemi connessi alla safety e alla security: fattori fondamentali di competitività in vista della ripresa economica. Infatti, «nonostante la crisi attuale – ha detto – si prevede che nel 2020 i traffici di merci aumenteranno del 45% e quelli di passeggeri del 35%». E sulla necessità di spingere a fondo sugli investimenti in innovazione e sicurezza, anche in tempi difficili, ha parlato l’ad e presidente di Grandi Navi Veloci Silvano Cassano che vede nelle risorse umane un fattore centrale nello sviluppo dello shipping italiano verso i nuovi mercati. «Stiamo aprendoci sempre più ai paesi che si affacciano, anche economicamente, sul Mediterraneo, con nuove rotte e nuove destinazioni verso Marocco, Libia, Algeria intercettando e anticipando una nuova domanda di movimento che viene non più solo dai turisti, ma da passeggeri e operatori commerciali».

Dedicato alla spinosa e delicata questione della pirateria la relazione di Cesare d’Amico, presidente del gruppo CSO (Company Security Officer) di Confitarma. L’armatore ha sottolineato l’importanza dello stretto rapporto tra armamento, Marina militare e comando generale del corpo delle Capitanerie di porto, evidenziando l’esigenza di rafforzare le misure già poste in essere con la missione Atalanta, prevedendo un maggior numero di navi e un miglior coordinamento nell’area del Corno d’Africa e soprattutto nel cosiddetto quadrante sud (area tra la Somalia e le Seichelles). Peraltro, d’Amico ha sottolineato che «anche da parte degli armatori deve esserci un maggior coordinamento con le forze militari così come devono essere adottate tutte le misure preventive consigliate in ambito internazionale».

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Il testo di riforma dei porti piace ad Assologistica

Assologistica rappresenta fra gli altri terminalisti portuali e aeroportuali, centri intermodali, interporti, autoporti, silos portuali e interni, centri logistici e di distribuzione per conto terzi e imprese di logistica integrata

Assologistica rappresenta fra gli altri terminalisti portuali e aeroportuali, centri intermodali, interporti, autoporti, silos portuali e interni, centri logistici e di distribuzione per conto terzi e imprese di logistica integrata

Assologistica condivide le integrazioni e i correttivi apportati al testo unificato di riforma della legge 84/94 del sistema portuale italiano che nei prossimi giorni sarà reso pubblico. L’assemblea ordinaria dell’associazione che raggruppa la gran parte degli operatori logistici del nostro paese, si è riunita ieri a Milano per rinnovare il comitato direttivo che a dicembre eleggerà il nuovo presidente. più in generale, Assologistica ha apprezzato «la capacità di ascolto della commissione Lavori pubblici del Senato presieduta da Luigi Grillo e la conseguente cancellazione di alcune previsioni normative in forte contrasto con le aspettative dell’industria portuale, il modello di governance e di autonomia finanziaria riconosciuto alle Autorità portuali».

Allo stesso tempo, però, si auspica che l’autonomia finanziaria non divenga – in assenza di un Piano generale della Logistica e della mobilità - una babele di iniziative localistiche che, accompagnate da interventi impropri sull’organizzazione del lavoro radicherebbero ancora di più la polverizzazione della domanda, il nanismo dimensionale delle imprese e il dumping sociale. L’Assemblea ha infine espresso un profondo disagio per la mancata traduzione in norme delle previsioni di sostegno al settore marittimo-portuale che il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha inserito nell’allegato infrastrutture al DPEF 2009-2011.

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AdM, il botta e risposta Merlo T-Link

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Passeggeri e traffico merci circolano senza alcuna separazione al terminal Stazioni Marittime

Non si è fatta attendere la replica da parte di Luigi Merlo a T-Link, la compagnia di navigazione che ha denunciato di essere sta cacciata dal terminal Stazioni Marittime a Genova. Il presidente dell’Ap in una nota rimarca che l’ammissibilità di altre compagnie che operano sulle Autostrade del mare, sancita dalla decisione del Comitato portuale del giugno scorso, viene subordinata alle esigenze di safety e security. Il decreto in questione fissava a 120 il numero massimo di passeggeri ammesso a bordo per la tipologia di traffico cui fa riferimento la compagnia che fa capo a Luigi G.Romeo.
«Queste considerazioni sono state tutte omesse da T-Link, che si è ben guardata dal ricordarle nel suo comunicato, ma sono come ovvio decisive, anche alla luce di quanto approvato dalla Commissione di Sicurezza Portuale che ha esaminato i vari piani di sicurezza dei terminal ospitanti tale traffico. La dichiarazione di T-Link secondo la quale i provvedimenti a tutela della sicurezza assunti dal Comitato portuale d’intesa con tutti gli enti competenti sarebbero limitazioni imposte e immotivate si commenta da sé». L’inquilino di palazzo San Giorgio ha confermato l’assoluta disponibilità per tutte le compagnie che vogliono «contribuire alla crescita del traffico portuale, purché si pongano nel corretto rispetto delle regole».

Risposte incomprensibili e insoddisfacenti quelle di Merlo secondo T-Link. «Anzitutto, nel decreto non viene fatta alcuna menzione di come l’Autorità portuale sia arrivata a determinare il limite di 120 passeggeri e quale siano le ragioni che giustificano una tale scelta. Non solo, davvero ci sfugge come la determinazione di un numero massimo di passeggeri in imbarco e sbarco identico  per tutti i terminal di Autostrade del mare possa essere realmente giustificato da ragioni di sicurezza, visto che, com’è noto, la situazione dei diversi terminal ro-ro del porto di Genova è molto diversa». La compagnia che opera fra Genova e Palermo torna sulle questioni di safety e security sollevate dall’Autorità portuale. «Ci sia consentito rilevare che, da una semplice osservazione di quanto avviene durante una normale operazione di imbarco e sbarco, sembra emergere come i requisiti di safety e security imposti a Stazioni Marittime, parrebbero molto meno stringenti di quelli imposti a VTE. Infatti, a Stazioni Marittime non sembra esservi alcuna separazione tra traffico merci e traffico passeggeri: così gli autoarticolati fanno manovra e si imbarcano in prossimità dei passeggeri che salgono a piedi sulla nave, le auto imbarcano in contemporanea coi mezzi pesanti, le ralle si muovono tra pedoni ed auto; i semirimorchi sono parcheggiati in luoghi ove sostano i passeggeri e senza essere protetti da alcuna recinzione».

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L’ira di T-Link, sfrattata dal porto di Genova

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

«Il presidente dell’Autorità portuale ci ha cacciati perché portiamo traffico e occupazione a Genova. Non vorremmo essere costretti a trovare un porto alternativo a Genova». Il decreto emesso recentemente, in contraddizione e contrasto rispetto a quanto deliberato il 18 giugno scorso dal Comitato portuale, impedisce a T-Link di continuare a gestire il proprio traffico di Autostrade del mare. Non ha peli sulla lingua Luca G.Romeo, amministratore delegato della neonata compagnia di navigazione impegnata sulla rotta Geova – Palermo, e attacca senza mezzi termini Luigi Merlo. «Imponendo limitazioni del tutto ingiustificate, irrazionali e immotivate, – fa sapere – il decreto impedisce in sostanza a chi opera al di fuori di Stazioni Marittime, di gestire alcun tipo di traffico passeggeri anche non prevalente rispetto alle merci. Così facendo, si impedisce a T-Link e a qualsiasi nuovo operatore che intendesse aprire una nuova linea, di svolgere un servizio di Autostrade del mare nel porto di Genova».

La situazione è ancor più grave se si considera che Stazioni Marittime è di fatto controllata da GNV e cioè il concorrente diretto di T-Link  sulla linea Genova – Palermo che evidentemente si avvantaggia enormemente dalle restrizioni imposte col decreto dell’Autorità portuale. In questo modo, Grandi Navi Veloci ritorna a essere il monopolista del trasporto passeggeri da e per la Sicilia. Ciò determina gravissime distorsioni della concorrenza, tanto più in una situazione in cui all’inizio di agosto l’Antitrust ha avviato l’istruttoria nei confronti di GNV, su segnalazione di T-LINK di Navigazione S.p.A. per presunto abuso di posizione dominante ipotizzando comportamenti predatori di vario genere, tra cui l’applicazione di prezzi tali da far uscire T-Link dal mercato. Secondo Romeo, quindi «pare ragionevole ipotizzare che, a valle del decreto del presidente dell’Ap, non avendo più concorrenti sul mercato del trasporto dei passeggeri, GNV cercherà di recuperare sui passeggeri le perdite che ha registrato in questi mesi applicando al trasporto merci prezzi non remunerativi».

Secondo quanto previsto dalle decisioni del Comitato portuale del 18 luglio (nel rispetto di quanto sancito in sede Ue) circa la possibilità di operare traffico passeggeri (a patto che fossero rispettate condizioni di safety e security) anche in aree portuali diverse da Stazioni Marittime, T- Link si è creata in questi mesi un’organizzazione ad hoc. Immediatamente dopo ha chiuso un’intesa con il concessionario del porto di Voltri, Vte, per l’utilizzo di un accosto e di un Terminal dedicato di oltre 20mila m, ha rinnovato per 12 mesi il noleggio di una nave, T-Rex Uno (per oltre 8 milioni), procedendo quindi al noleggio di una seconda, la Maria Grazia Onorato.  Impiega circa 40 marittimi per nave, 14 addetti ai terminal e circa  20 amministrativi con uffici in Piazza della Vittoria. La stessa area di Voltri è stata indicata dall’Ap come  terminal di sviluppo per le Autostrade del mare, nella programmazione dei prossimi anni, con il vantaggio di essere collegata direttamente con l’autostrada, evitando che il traffico merci e auto in transito appesantisca la viabilità cittadina.

Per restare a Genova, T-Link deve essere posta in condizioni di poter gestire il proprio traffico e quindi di poter gestire anche un traffico passeggeri, seppure non prevalente, rispetto alle merci.

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L'ira di T-Link, sfrattata dal porto di Genova

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

«Il presidente dell’Autorità portuale ci ha cacciati perché portiamo traffico e occupazione a Genova. Non vorremmo essere costretti a trovare un porto alternativo a Genova». Il decreto emesso recentemente, in contraddizione e contrasto rispetto a quanto deliberato il 18 giugno scorso dal Comitato portuale, impedisce a T-Link di continuare a gestire il proprio traffico di Autostrade del mare. Non ha peli sulla lingua Luca G.Romeo, amministratore delegato della neonata compagnia di navigazione impegnata sulla rotta Geova – Palermo, e attacca senza mezzi termini Luigi Merlo. «Imponendo limitazioni del tutto ingiustificate, irrazionali e immotivate, – fa sapere – il decreto impedisce in sostanza a chi opera al di fuori di Stazioni Marittime, di gestire alcun tipo di traffico passeggeri anche non prevalente rispetto alle merci. Così facendo, si impedisce a T-Link e a qualsiasi nuovo operatore che intendesse aprire una nuova linea, di svolgere un servizio di Autostrade del mare nel porto di Genova».

La situazione è ancor più grave se si considera che Stazioni Marittime è di fatto controllata da GNV e cioè il concorrente diretto di T-Link  sulla linea Genova – Palermo che evidentemente si avvantaggia enormemente dalle restrizioni imposte col decreto dell’Autorità portuale. In questo modo, Grandi Navi Veloci ritorna a essere il monopolista del trasporto passeggeri da e per la Sicilia. Ciò determina gravissime distorsioni della concorrenza, tanto più in una situazione in cui all’inizio di agosto l’Antitrust ha avviato l’istruttoria nei confronti di GNV, su segnalazione di T-LINK di Navigazione S.p.A. per presunto abuso di posizione dominante ipotizzando comportamenti predatori di vario genere, tra cui l’applicazione di prezzi tali da far uscire T-Link dal mercato. Secondo Romeo, quindi «pare ragionevole ipotizzare che, a valle del decreto del presidente dell’Ap, non avendo più concorrenti sul mercato del trasporto dei passeggeri, GNV cercherà di recuperare sui passeggeri le perdite che ha registrato in questi mesi applicando al trasporto merci prezzi non remunerativi».

Secondo quanto previsto dalle decisioni del Comitato portuale del 18 luglio (nel rispetto di quanto sancito in sede Ue) circa la possibilità di operare traffico passeggeri (a patto che fossero rispettate condizioni di safety e security) anche in aree portuali diverse da Stazioni Marittime, T- Link si è creata in questi mesi un’organizzazione ad hoc. Immediatamente dopo ha chiuso un’intesa con il concessionario del porto di Voltri, Vte, per l’utilizzo di un accosto e di un Terminal dedicato di oltre 20mila m, ha rinnovato per 12 mesi il noleggio di una nave, T-Rex Uno (per oltre 8 milioni), procedendo quindi al noleggio di una seconda, la Maria Grazia Onorato.  Impiega circa 40 marittimi per nave, 14 addetti ai terminal e circa  20 amministrativi con uffici in Piazza della Vittoria. La stessa area di Voltri è stata indicata dall’Ap come  terminal di sviluppo per le Autostrade del mare, nella programmazione dei prossimi anni, con il vantaggio di essere collegata direttamente con l’autostrada, evitando che il traffico merci e auto in transito appesantisca la viabilità cittadina.

Per restare a Genova, T-Link deve essere posta in condizioni di poter gestire il proprio traffico e quindi di poter gestire anche un traffico passeggeri, seppure non prevalente, rispetto alle merci.

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Le ambizioni di Bottiglieri varate in Cina

Un momento del varo della Bottiglieri Ambition, nel cantiere cinese di

Un momento del varo della Bottiglieri Ambition, nel cantiere cinese di New Jiangsu Yangzijiang

Procede spedito il piano di rinnovamento della flotta Bottiglieri. Lo scorso 16 ottobre presso il cantiere cinese New Jiangsu Yangzijiang è stata varata la “Ambition”, la nuova portarinfuse post Panamax da 93.500 tonnellate di portata, commissionata due anni fa dall’armatore campano. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, Ren Yuanlin, presidente del cantiere, sua moglie Li Jun Chen in veste di madrina, Liu Pin, segretario del partito comunista cinese della provincia di Jiangsu, e il comandante Emmanuele Marrone, fleet manager della società committente. Entro la fine del 2011 alla flotta dry cargo si aggiungeranno altre otto unità gemelle, tra le quali una Capesize da 176mila tonnellate di stazza lorda, per un valore totale dell’investimento pari a circa 600 milioni di dollari.

La Bottiglieri Ambition è destinata, come la “Peppino Bottiglieri” e la “Giovanni Bottiglieri” già varate, alle grandi rotte internazionali per movimentare carichi di minerali, carbone e grano e a dicembre entrerà al servizio di un primario noleggiatore europeo. Classificata dal Registro Italiano Navale, la bulkcarriers gode dei più alti standard tecnici per la sicurezza e la salvaguardia ambientale. Il nome scelto per la nave appena varata è emblematico, a conferma della fiducia dell’armatore nella ripresa economica e nelle strategie aziendali per diventare sempre più presenti nel mercato globale.
«Come avevo infatti già dichiarato in occasione dei precedenti vari – ha fatto sapere il presidente Giuseppe Bottiglieri – la nostra compagnia guarda al futuro dello shipping con grande ambizione, costituendo in largo anticipo una moderna flotta dry cargo per quando, entro il 2014, saranno terminati i lavori di allargamento del canale di Panama. Offrire sul mercato navi più convenienti – che a parità di lunghezza e velocità sono in grado di stivare ben 19.000 tonnellate in più rispetto alle tradizionali Panamax da 74.500 dwt – ci rende senza alcun dubbio più competitivi, ne sono fermamente convinto fin dal giorno in cui firmai il primo ordine al cantiere. Oggi, due anni dopo, il mercato mi dà ragione, avendo accolto con entusiasmo l’ingresso di questo tipo di navi.
Tant’è che i più importanti noleggiatori internazionali, ma anche altri rappresentanti del cluster marittimo, si sono detti notevolmente soddisfatti dei risultati e delle performance tecniche realizzate dalle nostre prime due Post Panamax già entrate in esercizio».

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Cozzolino (Pd): rottamazione Ue per salvare il settore cantieristico

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Attività produttive della CAmpania

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Attività produttive della CAmpania

Più passano i giorni e più appare evidente che l’unica soluzione, alla luce della crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria cantieristica, per lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia sia legata a un piano comunitario per la rottamazione delle navi inquinanti, siano esse militari, mercantili o da crociera. La scorsa settimana, dopo aver manifestato la propria vicinanza ai 700 lavoratori del sito stabiese, la regione Campania si è poi impegnata a sostenere, in sede europea, l’attuazione di un grande piano di rottamazione del naviglio obsoleto per tutta l’area mediterranea, proposta a Strasburgo dall’europarlamentare Andrea Cozzolino (Pd). Obiettivo del progetto è il lancio di un programma europeo per incentivare il rinnovo delle flotte commerciali, allo scopo di rilanciare in maniera sostenibile il settore marittimo e cantieristico.

Secondo l’ex assessore regionale alle Attività produttive, «il trasporto marittimo è un settore chiave per la crescita del Mezzogiorno. Supportare nuovi investimenti per sostituire le navi inquinanti con nuove navi a basso impatto ambientale ci consentirà di limitare le emissioni nocive nei nostri mari e di rilanciare il comparto della cantieristica salvando migliaia di posti di lavoro. Penso ad esempio ai cantieri di Castellammare di Stabia e a tante imprese che lavorano su forniture e subforniture navali e che ogni giorno fanno i conti con gli effetti della recessione».

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Domani a Mantova l’Assemblea generale dell’Efip

Particolare del porto fluviale di Mantova

Particolare del porto fluviale di Mantova

Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.

Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.

Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.

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Domani a Mantova l'Assemblea generale dell'Efip

Particolare del porto fluviale di Mantova

Particolare del porto fluviale di Mantova

Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.

Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.

Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.

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PSA Europe – Sinport Gip, l’Antitrust deciderà entro novembre

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

È stato prorogato al 13 novembre il termine per il pronunciamento da parte dell’Agcm sul procedimento aperto nei confronti di Psa Europe – Sinport e Gruppo investimenti portuali per una presunta violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva. La decisione risale al 23 settembre scorso, ma è stata resa nota oggi dal Garante, sul Bollettino Antitrust n° 38. La contestazione riguarda l’operazione di concentrazione «consistente nell’acquisto, da parte di PSA Europe, del 40% del capitale sociale di Seber), ceduto da Gip – che mantiene il restante 60% del capitale sociale – e nel contestuale acquisto, da parte di GIP, del 40% del capitale sociale di Sinport, ceduto da PSA Europe, che mantiene il restante 60% del capitale sociale».

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso, quindi, di procrastinare la decisione dopo aver ricevuto il 14 settembre una richiesta di rinvio da parte di Gip che si è detta disposta «a valutare la modificabilità delle clausole dei patti parasociali riguardanti l’operazione, con particolare riferimento a quei poteri di veto del socio di minoranza in Sinport e in Seber che, nel citato provvedimento, sono stati considerati tali da consentire al socio stesso l’esercizio del controllo congiuntamente al socio di maggioranza». Questa modifica, fa sapere l’Antitrust, potrebbe assumere «rilevanza ai fini delle valutazioni da svolgere, a conclusione del procedimento, in relazione alla violazione contestata» e perciò si rende necessaria lo slittamento della pronuncia per consentire che possa «essere realizzata la prospettata modifica dei patti parasociali».

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PSA Europe – Sinport Gip, l'Antitrust deciderà entro novembre

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

È stato prorogato al 13 novembre il termine per il pronunciamento da parte dell’Agcm sul procedimento aperto nei confronti di Psa Europe – Sinport e Gruppo investimenti portuali per una presunta violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva. La decisione risale al 23 settembre scorso, ma è stata resa nota oggi dal Garante, sul Bollettino Antitrust n° 38. La contestazione riguarda l’operazione di concentrazione «consistente nell’acquisto, da parte di PSA Europe, del 40% del capitale sociale di Seber), ceduto da Gip – che mantiene il restante 60% del capitale sociale – e nel contestuale acquisto, da parte di GIP, del 40% del capitale sociale di Sinport, ceduto da PSA Europe, che mantiene il restante 60% del capitale sociale».

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso, quindi, di procrastinare la decisione dopo aver ricevuto il 14 settembre una richiesta di rinvio da parte di Gip che si è detta disposta «a valutare la modificabilità delle clausole dei patti parasociali riguardanti l’operazione, con particolare riferimento a quei poteri di veto del socio di minoranza in Sinport e in Seber che, nel citato provvedimento, sono stati considerati tali da consentire al socio stesso l’esercizio del controllo congiuntamente al socio di maggioranza». Questa modifica, fa sapere l’Antitrust, potrebbe assumere «rilevanza ai fini delle valutazioni da svolgere, a conclusione del procedimento, in relazione alla violazione contestata» e perciò si rende necessaria lo slittamento della pronuncia per consentire che possa «essere realizzata la prospettata modifica dei patti parasociali».

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AdM, Valente de Oliveira in audizione a Strasburgo

Luis Valente de Oliveira, riconfermato a luglio nel ruolo di coordinatore Ue per le Autostrade del mare

Luis Valente de Oliveira, riconfermato a luglio nel ruolo di coordinatore Ue per le Autostrade del mare

Un miglioramento dell’efficienza delle operazioni portuali, infrastrutturazione del cosiddetto ultimo miglio per migliorare il sistema di connettività. Questi gli obiettivi fissati a breve termine dal coordinatore europeo per le Autostrade del mare Luis Valente de Oliveira, nel corso della sua audizione annuale, pochi giorni fa a Strasburgo davanti alla commissione Trasporti dell’Europarlamento. Nella sua relazione sul sistema continentale dei porti, l’eurocoordinatore ha suggerito un maggiore coinvolgimento dei porti di seconda fascia, per decongestionare il traffico di volume dei grandi scali europei.

Valente de Oliveira ha chiesto, inoltre, che in futuro ci siano più “gateway” nei porti di transhipment e maggiore articolazioni fra queste piattaforme e le località di destinazione finale. La grazione di questi multi gateway, unita a una maggiore cooperazione fra le realtà portuali vicine consentirebbe di concentrare gli sforzi per la creazione di nuove infrastrutture e ridurrebbe l’incidenza economica determinata dalla molteplicità di tanti piccoli porti fra loro concorrenti. Fra le raccomandazioni sottoposte al Parlamento di Strasburgo anche quella di sburocratizzare, per quanto possibile, la gestione delle pratiche doganali e un’aggiornamento delle linee guida sul trasporto marittimo, tenendo presente le mutate esigenze del mercato.

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È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. Ancora incerti gli scenari politici. L’avvocato dello Stato, Glauco Nori nella sua memoria difensiva ventilava il rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del Lodo.

La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

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È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. Ancora incerti gli scenari politici. L’avvocato dello Stato, Glauco Nori nella sua memoria difensiva ventilava il rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del Lodo.

La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

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STX Europe: chiuso contratto con Deep Sea per una PSV

Il rendering della nuova PSV commissionata a STX Europe da Deep Sea

Il rendering della nuova PSV 09 CD commissionata a STX Europe da Deep Sea

STX Europe costruirà una nuova “Platform supply vessel” per la Deep Sea. L’annuncio è stato dato oggi, con un comunicato, in cui si precisa che l’unità sarà consegnata all’armatore norvegese nel primo trimestre del 2012. Il progetto della PSV 09 CD è stato realizzato ad Alesund, mentre verrà realizzata negli stabilimenti brasiliani del colosso cantieristico coreano. La nave, pensata e destinata a operazioni offshore, riuscirà a garantire le sue prestazioni anche in condizioni meteo critiche, garantendo bassi consumi e con un occhio all’aspetto ambientale.

«La nostra divisione – ha precisato Roy Reite, presidente di STX Europe Offshore – ha lavorato moltissimo negli ultimi due anni nei settori della ricerca e sviluppo. Questo nuovo tipo di PSV è stato presentato in privamera, riscontrando fin da subito l’apprezzamento dei nostri clienti. Ci rende molto orgogliosi l’opportunità di progettare e costruire questa nuova piattaforma per un armatore prestigioso come Deep Sea». La nave, che potrà ospitare comodamente a bordo fino a 26 membri d’equipaggio, è stata pensata per unire velocità nelle prestazioni a capacità e duttilità, tutti requisiti necessari nell’esplorazione e nelle altre operazioni relative alla scoperta di giacimenti petroliferi in fondo al mare.

Con questa commessa salgono a 43 gli ordini della divisione Offshore di STX Europe, di cui il 79% chiusi dalla filiale norvegese del gruppo.

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Grimaldi, 80 milioni dalla Bei per la Cruise Europa

Varata nello stabilimento di Castellammare di Stabia a marzo, la Cruise Europa verrà presentata ad Ancona il 16 ottobre

Varata nello stabilimento di Castellammare di Stabia a marzo, la Cruise Europa verrà presentata ad Ancona il 16 ottobre

Firmato a Napoli, pochi giorni fa, il la seconda tranche di finanziamenti che la Banca europea degli investimenti ha concesso al gruppo armatoriale Grimaldi di Napoli. Si tratta di 80 milioni di euro di un mutuo complessivo che ammonta a 250 milioni. I fondi saranno usati dalla compagnia di navigazione, leader in Europa nel settore cruise ferry, per l’ampliamento della flotta, in particolare per pagare la Cruise Europa, costruita da Fincantieri, che verrà presentata ad Ancona il prossimo 16 ottobre, per essere poi destinata a Minoan Lines. Quello al gruppo armatoriale partenopeo, si legge in una nota, è il primo finanziamento erogato dalla Bei nel settore dello shipping. L’operazione è stata accordata dall’istituto in considerazione della solidità e della compagnia guidata da Manuel Grimaldi. «Il finanziamento – fa sapere la Banca – soddisfa i requisiti delle politiche di investimento nelle cosiddette Autostrade del Mare, le linee marittime per il trasporto merci e passeggeri alternative alle tradizionali vie stradali e aeree».

In totale, l’investimento da 250 milioni di euro è utilizzato per co-finanziare quattro cruise ferry del valore complessivo di circa 580 milioni di euro. La prima tranche di 81 milioni, erogata un anno fa tramite il gruppo Unicredit, è stata utilizzata per finanziare l’acquisto della nave Cruise Barcelona operativa da metà settembre 2008 tra Civitavecchia e Barcellona.
I cruise ferry costruiti per Grimaldi sono i più grandi traghetti per merci e passeggeri utilizzati nel Mediterraneo: la loro capacità di trasporto è pari a 2.140 passeggeri e 3.600 metri lineari di carico. Da un punto di vista ambientale sono navi considerate all’avanguardia: permettono un abbattimento del 40 per cento delle emissioni di anidride carbonica rispetto all’utilizzo delle modalità stradale e aerea.

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Libertà di Stampa !

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La Repubblica

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“Libertà a rischio”, domani in piazza

ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30


L'Unità

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Tutti in piazza per la libertà d’informazione

Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.



il Giornale

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Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”

Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.


Libero News

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Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause

“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.


il Messaggero

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Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa

ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.

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Parisi nominato senior vice president di FIATA

Il neo senior vice president di FIATA Francesco Parisi

Il neo senior vice president di FIATA Francesco Parisi

Un italiano nel board della FIATA, la federazione che a livello mondiale raggruppa le associazioni di spedizionieri. si tratta di Francesco Parisi, nominato senior vice president nel corso del congresso mondiale che si è tenuto recentemente a Ginevra. Nuovo anche il presidente della federazione che riunisce oltre 40mila aziende del trasporto e della logistica, il belga Jean Claude Delen, amministratore delegato di DHL Benelux e Francia, eletto all’unanimità.

Titolare dell’omonima casa di spedizioni fondata a Trieste nel 1807, Parisi già presidente della Commissione dedicata al trasporto marittimo dell’Istituto per il trasporto multimodale della FIATA  e attualmente responsabile dell’organismo che sovraintende la macro area Europa, entra così a far parte della “Presidency “della FIATA, l’organo decisionale massimo della federazione cui spetta la gestione esecutiva della federazione, di cui fanno parte, oltre al presidente in carica, il past president William M. Gottlieb, il segretario generale Heiner Rogge, il tesoriere Stanley Lim Hwee Hong e gli altri senior vice president Sarosh J. Nagarvala e Suwit Ratanachinda.

«Questa nomina – ha commentato Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi – è per noi motivo di grande soddisfazione in quanto testimonia lo stretto legame esistente tra Fedespedi e un organismo così importante e prestigioso nel settore dei trasporti come la FIATA ed il ruolo che la nostra Federazione riveste a livello internazionale. Inoltre la nomina di Francesco Parisi rafforza ulteriormente la rete associativa di Fedespedi a livello confederale internazionale, e si inserisce nella nuova politica della nostra Federazione volta a consolidare le relazioni esistenti per la crescita generale del sistema».

Ovviamente soddisfatto anche il neo senior vice president. Sono particolarmente felice di questo riconoscimento – ha ammesso Parisi – in quanto ritengo che la nostra attività sia per propria natura globale e credo sia molto importante per la nostra associazione nazionale lavorare a stretto contatto con il resto del mondo».

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