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Espo Awards, Genova arriva seconda

La consegna del riconoscimento al porto di Gijon da parte di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Ue, con delega ai Trasporti

La consegna del riconoscimento al porto di Gijon da parte di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Ue, con delega ai Trasporti

Lo scalo iberico di Gijon si è aggiudicato la prima edizione degli Espo Awards, per quanto riguarda la migliore integrazione fra il porto e il suo tessuto urbano. Genova e Gand in Belgio devono accontentarsi della piazza d’onore. La cerimonia di consegna si è svolta il 5 dicembre a Bruxelles, sede dell’associazione che raggruppa le autorità portuali dei 27 Paesi membri dell’Unione, con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani che ha consegnato il riconoscimento a Fernando Menendez Rexach, presidente dell’Ap di Gijon. «Il premio – si legge nella motivazione ufficiale – è stato assegnato alla località spagnola sull’Atlantico perché è riuscita a integrare le sue attività con il resto della città, grazie a iniziative e strategie di lungo periodo, tali da renderla una realtà pilota e d’ispirazione per gli altri porti del Vecchio continente».

In nomination per ricevere il prestigioso riconoscimento c’erano pure gli scali come Algeciras, Rotterdam, Stoccolma e Turku. Genova ha ottenuto una menzione particolare per le sue attività innovative e l’opportunità offerta ai cittadini di visitare il porto per una settimana, best practice questa da allargare in futuro ad altre realtà portuali. Dal 4 gennaio, fanno sapere dall’Espo, sarà possibile proporre i nomi che concorreranno all’edizione 2010 degli Award. Le proposte dovranno pervenire entro il 4 giugno. Da quel momento sarà individuata una short list da cui verrà fuori il porto che succederà a Gijon per il prossimo anno.

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Logistica, trasporti e ICT, se ne discute a Venezia

A venezia la 2^ edizione

A San Servolo (Venezia) la 2^ edizione della Conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti

Si concluderà oggi a Venezia presso la Venice International University di San Servolo (Venezia) la seconda conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti, evento internazionale organizzato dalla direzione generale dei Trasporti dell’Unione europea in collaborazione con la VIU. La conferenza, inaugurata ieri, è dedicata al tema delle tecnologie della comunicazione applicate per servizi ad alto valore aggiunto. I lavori sono stati aperti da Jens Schumacher della Vorarlberg University of Applied Sciences (Austria) che ha ringraziato tutti i sostenitori dell’iniziativa. Poi è toccato al Dean della VIU, Stefano Micelli, che ha illustrato sinteticamente le iniziative formative e di ricerca della Venice International University, focalizzate sui temi della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.

Oggi, intanto, stakeholders, operatori del settore della logistica e del trasporto e rappresentanti di amministrazioni pubbliche si confronteranno su: Intelligent Cargo, l’Impatto dell’ICT sulla Logistica, la Sicurezza, Tecnologie Software e Hardware per l’implementazione di sistemi informativi. «Siamo lieti di ospitare un’iniziativa di così alto livello – ha sottolineato Marco Mazzarino, referente scientifico del Transport Logistic Supply Chain Management Unit – . Da tempo siamo attivi nel campo della ricerca focalizzata sulle nuove tecnologie applicate alla logistica, partecipando ad importanti progetti europei quali il progetto Euridice. Occasioni come questa due giorni di lavori – continua Mazzarino – sono opportunità importanti di confronto tra il mondo della ricerca applicata e i settori industriali legati al mondo della logistica e dei trasporti».

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Trevisanato e Perocchio confermati presidente e ad della Venezia Terminal Passeggeri

Sandro Trevisanato

Sandro Trevisanato è stato sottosegretario alle Finanze nel primo governo Berlusconi e presidente della Sogei dal 2001 al 2006

Rinnovati gli incarichi a Sandro Trevisanato e Roberto Perocchio, rispettivamente come presidente e amministratore delegato della Venezia terminal passeggeri. Lo ha deciso recentemente l’assemblea degli azionisti che ha provveduto nella stessa occasione ad approvare il bilancio d’esercizio al 31 maggio scorso (pari a 24milioni di euro con un incremento del 13%) e a designare il nuovo consiglio d’amministrazione. Il nuovo board della VTP oltre a Trevisanato e Perocchio comprende Irene Gemmo, Camillo Bozzolo, Livio Chiarot, Raffaele Guidolin, Alessandro Olivetti, Filippo Olivetti, Nelson Persello, Alessandro Santi e Paolo Venuti. Riconfermati i componenti del collegio sindacale, Fabio Cadel, Roberto Salamon e Andrea Valmarana.

Nel prossimo triennio la Venezia Terminal Passeggeri investirà 17 milioni per la ristrutturazione del Fabbricato 109/110 a uso terminalistico, per una passerella mobile aggiuntiva a servizio del Terminal Isonzo, per la trasformazione sempre ad uso terminalistico anche della parte del primo piano del Fabbricato 117 con relative attrezzature e impianti ed installazione di passerella mobile per imbarco e sbarco di passeggeri in quota. «Nel 2008 secondo i dati di VTP nello scalo lagunare – si legge in un comunicato – si sono registrati 1.215.088 crocieristi, mentre per il 2009, secondo le stime, si dovrebbe raggiungere la ragguardevole cifra di 1.397.981, segnando un +15.05 % rispetto all’anno precedente. Un trend in crescita che riguarda anche il dato globale dei passeggeri: 1.885.208 previsti per fine 2009, +9.6% confrontato con il dato del 2008».

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AdM, il botta e risposta Merlo T-Link

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Passeggeri e traffico merci circolano senza alcuna separazione al terminal Stazioni Marittime

Non si è fatta attendere la replica da parte di Luigi Merlo a T-Link, la compagnia di navigazione che ha denunciato di essere sta cacciata dal terminal Stazioni Marittime a Genova. Il presidente dell’Ap in una nota rimarca che l’ammissibilità di altre compagnie che operano sulle Autostrade del mare, sancita dalla decisione del Comitato portuale del giugno scorso, viene subordinata alle esigenze di safety e security. Il decreto in questione fissava a 120 il numero massimo di passeggeri ammesso a bordo per la tipologia di traffico cui fa riferimento la compagnia che fa capo a Luigi G.Romeo.
«Queste considerazioni sono state tutte omesse da T-Link, che si è ben guardata dal ricordarle nel suo comunicato, ma sono come ovvio decisive, anche alla luce di quanto approvato dalla Commissione di Sicurezza Portuale che ha esaminato i vari piani di sicurezza dei terminal ospitanti tale traffico. La dichiarazione di T-Link secondo la quale i provvedimenti a tutela della sicurezza assunti dal Comitato portuale d’intesa con tutti gli enti competenti sarebbero limitazioni imposte e immotivate si commenta da sé». L’inquilino di palazzo San Giorgio ha confermato l’assoluta disponibilità per tutte le compagnie che vogliono «contribuire alla crescita del traffico portuale, purché si pongano nel corretto rispetto delle regole».

Risposte incomprensibili e insoddisfacenti quelle di Merlo secondo T-Link. «Anzitutto, nel decreto non viene fatta alcuna menzione di come l’Autorità portuale sia arrivata a determinare il limite di 120 passeggeri e quale siano le ragioni che giustificano una tale scelta. Non solo, davvero ci sfugge come la determinazione di un numero massimo di passeggeri in imbarco e sbarco identico  per tutti i terminal di Autostrade del mare possa essere realmente giustificato da ragioni di sicurezza, visto che, com’è noto, la situazione dei diversi terminal ro-ro del porto di Genova è molto diversa». La compagnia che opera fra Genova e Palermo torna sulle questioni di safety e security sollevate dall’Autorità portuale. «Ci sia consentito rilevare che, da una semplice osservazione di quanto avviene durante una normale operazione di imbarco e sbarco, sembra emergere come i requisiti di safety e security imposti a Stazioni Marittime, parrebbero molto meno stringenti di quelli imposti a VTE. Infatti, a Stazioni Marittime non sembra esservi alcuna separazione tra traffico merci e traffico passeggeri: così gli autoarticolati fanno manovra e si imbarcano in prossimità dei passeggeri che salgono a piedi sulla nave, le auto imbarcano in contemporanea coi mezzi pesanti, le ralle si muovono tra pedoni ed auto; i semirimorchi sono parcheggiati in luoghi ove sostano i passeggeri e senza essere protetti da alcuna recinzione».

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L’ira di T-Link, sfrattata dal porto di Genova

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

«Il presidente dell’Autorità portuale ci ha cacciati perché portiamo traffico e occupazione a Genova. Non vorremmo essere costretti a trovare un porto alternativo a Genova». Il decreto emesso recentemente, in contraddizione e contrasto rispetto a quanto deliberato il 18 giugno scorso dal Comitato portuale, impedisce a T-Link di continuare a gestire il proprio traffico di Autostrade del mare. Non ha peli sulla lingua Luca G.Romeo, amministratore delegato della neonata compagnia di navigazione impegnata sulla rotta Geova – Palermo, e attacca senza mezzi termini Luigi Merlo. «Imponendo limitazioni del tutto ingiustificate, irrazionali e immotivate, – fa sapere – il decreto impedisce in sostanza a chi opera al di fuori di Stazioni Marittime, di gestire alcun tipo di traffico passeggeri anche non prevalente rispetto alle merci. Così facendo, si impedisce a T-Link e a qualsiasi nuovo operatore che intendesse aprire una nuova linea, di svolgere un servizio di Autostrade del mare nel porto di Genova».

La situazione è ancor più grave se si considera che Stazioni Marittime è di fatto controllata da GNV e cioè il concorrente diretto di T-Link  sulla linea Genova – Palermo che evidentemente si avvantaggia enormemente dalle restrizioni imposte col decreto dell’Autorità portuale. In questo modo, Grandi Navi Veloci ritorna a essere il monopolista del trasporto passeggeri da e per la Sicilia. Ciò determina gravissime distorsioni della concorrenza, tanto più in una situazione in cui all’inizio di agosto l’Antitrust ha avviato l’istruttoria nei confronti di GNV, su segnalazione di T-LINK di Navigazione S.p.A. per presunto abuso di posizione dominante ipotizzando comportamenti predatori di vario genere, tra cui l’applicazione di prezzi tali da far uscire T-Link dal mercato. Secondo Romeo, quindi «pare ragionevole ipotizzare che, a valle del decreto del presidente dell’Ap, non avendo più concorrenti sul mercato del trasporto dei passeggeri, GNV cercherà di recuperare sui passeggeri le perdite che ha registrato in questi mesi applicando al trasporto merci prezzi non remunerativi».

Secondo quanto previsto dalle decisioni del Comitato portuale del 18 luglio (nel rispetto di quanto sancito in sede Ue) circa la possibilità di operare traffico passeggeri (a patto che fossero rispettate condizioni di safety e security) anche in aree portuali diverse da Stazioni Marittime, T- Link si è creata in questi mesi un’organizzazione ad hoc. Immediatamente dopo ha chiuso un’intesa con il concessionario del porto di Voltri, Vte, per l’utilizzo di un accosto e di un Terminal dedicato di oltre 20mila m, ha rinnovato per 12 mesi il noleggio di una nave, T-Rex Uno (per oltre 8 milioni), procedendo quindi al noleggio di una seconda, la Maria Grazia Onorato.  Impiega circa 40 marittimi per nave, 14 addetti ai terminal e circa  20 amministrativi con uffici in Piazza della Vittoria. La stessa area di Voltri è stata indicata dall’Ap come  terminal di sviluppo per le Autostrade del mare, nella programmazione dei prossimi anni, con il vantaggio di essere collegata direttamente con l’autostrada, evitando che il traffico merci e auto in transito appesantisca la viabilità cittadina.

Per restare a Genova, T-Link deve essere posta in condizioni di poter gestire il proprio traffico e quindi di poter gestire anche un traffico passeggeri, seppure non prevalente, rispetto alle merci.

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Costa: nel 2011 il nuovo terminal crociere di Savona

Un rendering del futuro terminal crociere del porto di Savona

Un rendering del futuro terminal crociere del porto di Savona

Il nuovo terminal crociere di Savona sarà pronto nel 2011. È stato, infatti, completato il progetto realizzato dagli architetti Luigi Vicini e Andrea Piazza dello “Studio Vicini” di Genova, che avevano già lavorato alla progettazione dell’attuale Palacrociere. L’ultima fase progettuale è stata piuttosto articolata, coinvolgendo vari interlocutori, per arrivare alla fine a una realizzazione che fosse condivisa da tutti. L’intero onere della struttura sarà a carico di Costa Crociere, con un investimento complessivo di 10 milioni di euro. Lo step successivo riguarderà l’Autorità portuale del capoluogo ligure, che dovrà sottoporre il progetto all’attenzione della Conferenza dei servizi. Una volta ottenuto il via libera  inizieranno i lavori di costruzione, che dureranno un anno e mezzo.

La realizzazione del nuovo terminal, già annunciato dal presidente di Costa Crociere Pier Luigi Foschi nel corso dell’inaugurazione del terzo accosto, rappresenterà una tappa importante per il settore crocieristico locale, rafforzando ancora di più la presenza della compagnia genovese nel porto di Savona. La compagnia, che rientra nella galassia del colosso statunitense Carnival plc,  gestisce già anche il Palacruceros di Barcellona, struttura progettata dagli stessi architetti coinvolti nel terminal di Savona.

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Domani a Mantova l’Assemblea generale dell’Efip

Particolare del porto fluviale di Mantova

Particolare del porto fluviale di Mantova

Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.

Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.

Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.

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Diporto, nasce in Basilicata il Porto degli Argonauti

Porto degli Argonauti potrà ospitare fino a 450 imbarcazioni

Porto degli Argonauti potrà ospitare fino a 450 imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio

Una nuova realtà portuale turistca sta per nascere nello Jonio. Il 24 ottobre, infatti, sarà inaugurato il Porto degli Argonauti, il primo porto turistico per la nautica da diporto della Basilicata, a Marina di Pisticci. La neonata struttura si inserisce in una struttura turistica e ricettiva esclusiva, l’Argonauti Resort, 150 ettari immersi nella natura, nelle tradizioni e nei sapori del territorio e affacciati su una costa dorata e un mare cristallino. Un complesso di qualità attrezzato e completo, per riscoprire lo spirito del mare nel rispetto di un ambiente ancora intatto, progettato dall’architetto Luigi Vietti e dall’ingegnere Antonio De Nicolò per quanto riguarda l’architettura generale e dai professori Alberto Noli e Alessandro Togna relativamente alle opere idrauliche e marittime.

Il Porto degli Argonauti è in grado di ospitare fino a 450 imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio, anche di lunghezza superiore ai 30 metri. I servizi offerti sono di eccellenza e impeccabile è l’assistenza tecnica. Attraverso un comodo canale d’accesso, protetto da un avamporto esterno a moli foranei convergenti e con un’imboccatura di ingresso larga 50 metri e profonda 4, il porto si sviluppa in due darsene interne, lunghe 220 metri, larghe 140 e profonde fino a 3,5 metri. Le darsene, attrezzate con pontili di ormeggio fissi, sono circondate dal verde di una fitta pineta da un lato e dal resort dall’altro. È fornita, inoltre, assistenza agli ormeggi oltre a un’attenta manutenzione dei natanti presso il cantiere nautico con annesso distributore di carburanti.
Un’offerta di servizi nautici e turistici completa e rispondente alle esigenze dei “marinai” d’oggi rende il Porto degli Argonauti una realtà turistica attrattiva, moderna e di pregio. I posti barca possono essere acquistati in proprietà o affittati per lunghi e brevi periodi, con un ampio ventaglio di formule.

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Medsea 09 a fine mese in Montenegro per rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo

Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente. Ache lei ha garantito la partecipazione a Medsea 2009

Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente. Anche lei ha garantito la partecipazione a Medsea 2009

Sarà un vero e proprio summit dei principali Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per discutere di pesca, tutela del mare e della collaborazione fra le realtà rivierasche. Con questi presupposti Budva, in Montenegro, ospiterà dal 25 al 30 ottobre Medsea 2009, l’evento organizzato dall’associazione ecologico-scentifica Mareamico, promossa dal ministero dell’Ambiente e da quello delle Politiche agricole,  in collaborazione con la Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo e col governo montenegrino.

Tante le autorità che hanno già assicurato la partecipazione: il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile del portafogli dei Trasporti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del Turismo Vittoria Brambilla. Saranno inoltre presenti i ministri della Pesca, del Turismo, dell’Ambiente e dei Trasporti dei Paesi dell’Adriatico e del Mediterraneo, in particolare del Montenegro, della Slovenia, della Croazia, dell’Albania, della Bosnia-Erzegovina, della Grecia, dell’Egitto, del Marocco, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia e Malta.

Medsea 09 affronterà il tema dei rapporti tra l’Italia ed i Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania. Grecia) anche alla luce delle recenti intese intergovernative, degli accordi sottoscritti o in fase di perfezionamento per la realizzazione di nuove infrastrutture e di nuovi collegamenti sottomarini (gasdotti, linee elettriche,ecc) e per il potenziamento delle strutture portuali. Si discuterà anche, ovviamente, di progetti di collaborazione tra Italia e Montenegro e si promuoveranno iniziative comuni tra i due governi. È inoltre previsto un programma di incontro e di gemellaggio tra scuole italiane e scuole del Montenegro.

Mareamico da sempre si occupa a livello scientifico dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e siglando numerose intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.

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AdM, Valente de Oliveira in audizione a Strasburgo

Luis Valente de Oliveira, riconfermato a luglio nel ruolo di coordinatore Ue per le Autostrade del mare

Luis Valente de Oliveira, riconfermato a luglio nel ruolo di coordinatore Ue per le Autostrade del mare

Un miglioramento dell’efficienza delle operazioni portuali, infrastrutturazione del cosiddetto ultimo miglio per migliorare il sistema di connettività. Questi gli obiettivi fissati a breve termine dal coordinatore europeo per le Autostrade del mare Luis Valente de Oliveira, nel corso della sua audizione annuale, pochi giorni fa a Strasburgo davanti alla commissione Trasporti dell’Europarlamento. Nella sua relazione sul sistema continentale dei porti, l’eurocoordinatore ha suggerito un maggiore coinvolgimento dei porti di seconda fascia, per decongestionare il traffico di volume dei grandi scali europei.

Valente de Oliveira ha chiesto, inoltre, che in futuro ci siano più “gateway” nei porti di transhipment e maggiore articolazioni fra queste piattaforme e le località di destinazione finale. La grazione di questi multi gateway, unita a una maggiore cooperazione fra le realtà portuali vicine consentirebbe di concentrare gli sforzi per la creazione di nuove infrastrutture e ridurrebbe l’incidenza economica determinata dalla molteplicità di tanti piccoli porti fra loro concorrenti. Fra le raccomandazioni sottoposte al Parlamento di Strasburgo anche quella di sburocratizzare, per quanto possibile, la gestione delle pratiche doganali e un’aggiornamento delle linee guida sul trasporto marittimo, tenendo presente le mutate esigenze del mercato.

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Ucina presenta la Consulta del Mediterraneo

Veduta aerea dell'area del porto di Genova che ospita il 49° Salone nautico internazionale

Veduta aerea dell'area del porto di Genova che ospita il 49° Salone nautico internazionale

Delineare una strategia di medio periodo mirata a favorire politiche comuni e collaborazione economica, culturale e sociale nell’area del Mediterraneo. Con questo obiettivo, in collaborazione col ministero delle Infrastrutture, l’Ucina ha presentato ieri al 49° Salone nautico internazionale di Genova la Consulta del Mediterraneo. Con lo sviluppo della sponda sud e il delinearsi di una nuova realtà geopolitica in continua trasformazione, cresce inoltre l’esigenza di definire un sistema nautico del sud Europa, che includa industria, portualità e turismo, che non può che vedere l’Italia nel ruolo di protagonista principale.

Dopo l’introduzione sull’elevato potenziale di sviluppo del settore, da parte di Germano Maione del ministero delle Infrastrutture, l’iniziativa della Consulta è stata presentata da Lorenzo Selva, nel duplice ruolo di vicepresidente Ucina e presidente di Elmif, la Federazione dell’industria marittima europea. La Consulta del Mediterraneo vedrà coinvolti tutti i paesi del bacino, con lo scopo di definire una politica comune per la nautica, mirata a promuovere e sviluppare il diporto anche attraverso regole di sicurezza condivise. Sul tema della sicurezza si è espresso Felicio Angrisano, capo del II reparto Affari giuridici delle Capitanerie di porto che, individuando nella nautica da diporto un’eccellenza da sostenere e agevolare, ha evidenziato come «la sicurezza rappresenti un elemento di sviluppo e non un freno».

A seguire la testimonianza di Khaled Ghommidh, direttore della Marina mercantile tunisina, che ha presentato lo stato dell’arte della nautica del suo paese, sottolineando come le potenzialità di crescita del settore siano strettamente connesse all’individuazione di regole comuni per tutto il bacino e quanto l’esperienza italiana venga considerata un riferimento imprescindibile per il migliore sviluppo del diporto. Successivamente, Anita Vella, della direzione generale Affari marittimi e pesca della Commissione europea, ha illustrato il lavoro svolto in questo ambito dalla Ue, sottolineando come il «compito più difficile sia quello di individuare regole compatibili con le esigenze di tutti i paesi del Mediterraneo seppure nel rispetto delle normative comunitarie».

I lavori si sono chiusi con la presentazione della Piattaforma Tecnologica Nazionale Marittima, da parte di Mario Dogliani del RINA. La PTNM mira allo sviluppo di un diportismo sostenibile, non solo in termini ambientali ma anche economici e cognitivi: anche in questo caso la conoscenza condivisa e la coesione sembrano essere la chiave di volta per il successo dell’iniziativa.

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È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. Ancora incerti gli scenari politici. L’avvocato dello Stato, Glauco Nori nella sua memoria difensiva ventilava il rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del Lodo.

La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

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Nautica in cifre di Ucina, fatturato in linea col 2007

La presentazione a Genova dell'edizione 2009 di Nautica in cifre

La presentazione a Genova dell'edizione 2009 di Nautica in cifre

Presentata ieri al 49^ Salone nautico internazionale “La Nautica in Cifre”, lo studio annuale di UCINA sui numeri del comparto diportistico, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di economia e metodi quantitativi dell’Università di Genova. Tra gli interventi, oltre al padrone di casa Anton Francesco Albertoni, il presidente di Federlegno Rosario Messina, il presidente dell’Industria biellese, Luciano Donatelli e il vice ministro dello Sviluppo economico con delega al commercio estero, Adolfo Urso. Il 2008 ha chiuso una lunga fase di crescita che ha visto l’imprenditoria nautica italiana principale motore dell’innovazione e della ricerca nei processi produttivi del comparto, portando il prodotto italiano a livelli di qualità assoluta nel panorama internazionale.

Considerando gli indicatori analizzati nei capitoli della pubblicazione “La Nautica in cifre – edizione 2009”, si può valutare che il 2008, per l’industria nautica, sia stato un anno la cui crescita è stata positiva per i primi otto mesi, crescita interamente riassorbita dalla brusca battuta d’arresto dell’ultimo quadrimestre. I dati complessivi del comparto si sono pertanto assestati sugli stessi valori del 2007, con un fatturato globale di circa 6,18 miliardi di euro e un contributo al PIL stabile, intorno ai 5,55 miliardi di euro.

Sempre ieri la Confindustria nautica ha organizzato il convegno “La filiera della nautica ridisegna le geografie del made in Italy”, dove è stato messo in luce come l’eccellenza che oggi caratterizza la nautica italiana nel mondo sia frutto della capacità innovativa, di una tradizione di successo e di un forte radicamento territoriale delle aziende italiane.  «Oggi più che mai – ha detto Urso – occorre pensare a semplificare la legislazione in maniera tale da permettere anche alle aziende di dimensioni minori, che contribuiscono a creare una filiera, di crescere tutelando i nostri prodotti all’insegna del made in Italy».

Oggi è attesa al Salone il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e un interessante tavola rotonda sulla “Nautica da diporto e dogane”. Dopo i saluti di Albertoni e Andrea Maria Zucchini, direttore dell’Agenzia delle Dogane di Genova, sono previste le relazioni di Francesco Cimmino – Studio legale tributario Cimmino-Zavatti-Angelillo, Matilde Misitano – Agenzia delle Dogane di Genova, Giuseppe Caruso – Responsabile Ufficio Fiscale Confindustria Genova. Il dibattito esaminerà alcuni degli argomenti di attualità sull’argomento, invitando i rappresentanti dell’amministrazione finanziaria, gli esperti e l’industria a confrontarsi in particolare su tematiche quali l’esonero da accise per carburanti su unità da diporto a fini commerciali, gli aspetti doganali delle dotazioni e delle provviste di bordo, l’ammissione temporanea e l’importazione definitiva di yacht con bandiera extra Ue.

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L’Ue finanzierà il progetto Portplus a Genova

Su proposta di Francesca Balzani (Pd), la commissione Bilancio dell'Europarlamento ha dato via libera al progetto Portplus

Su proposta di Francesca Balzani (Pd), la commissione Bilancio dell'Europarlamento ha dato via libera al progetto Portplus

A marzo del 2010 l’Unione europea bandirà la gara per finanziare il Piano energetico ambientale del porto di Genova, il cosiddetto progetto pilota Portplus. Su proposta dell’europarlamentare Francesca Balzani (Pd) la scorsa settimana è arrivato l’ok della commissione Bilancio di Strasburgo. Avviato su iniziativa dell’Ap di Genova e della Provincia, Portplus è il primo progetto energetico ambientale in Europa nel suo genere e propone una buona pratica da esportare anche in altri porti europei. Prevede che i porti analizzino il proprio impatto ambientale al fine di mettere in campo progetti specifici per favorire il risparmio e l’efficienza energetica all’interno delle aree portuali e introdurre impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha espresso la propria soddisfazione per l’ammissione del progetto. «Ci onora e incoraggia – ha dichiarato – l’apprezzamento dell’Unione europea per il progetto sul piano energetico ambientale del porto che la Provincia, insieme all’Ap, ha avviato. Questo riconoscimento è la dimostrazione del ruolo sempre più importante che l’amministrazione provinciale sta assumendo sul territorio relativamente alle tematiche energetiche e ambientali. Non solo: l’iniziativa sul Green Port si aggiunge, confermando e rafforzando la grande attenzione che abbiamo sempre posto sui temi relativi all’economia marittima della nostra città, ad altri importanti progetti come l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, già realizzata, la sede dell’IMSSEA di prossima apertura al porto antico e il Genoa Port Center che presto verrà presentato alla cittadinanza».

Apprezzamento per l’approvazione di Portplus anche da parte di Luigi Merlo, numero uno di palazzo San Giorgio. «Grazie a questo il piano che stiamo avviando a Genova, come primo caso italiano, grazie alla collaborazione tra Autorità portuale e amministrazione provinciale e all’incarico affidato alla fondazione Muvita, assume il rango di best practice europea aprendo anche l’opportunità di finanziamenti comunitari. Ringrazio l’onorevole Balzani per l’impegno e l’entusiasmo con il quale si è impegnata per raggiungere questo importante obbiettivo. Grazie a questo passaggio – ha detto – è inoltre auspicabile che a partire dal bilancio 2011, sulla base dei progetti redatti dai porti, l’Ue possa finanziare i singoli progetti attuativi che vanno dal fotovoltaico, all’eolico sino allo sfruttamento del moto ondoso»

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Tre miliardi grazie al Piano per la nautica di Ucina

La relazione di Mateoli all'Assemblea generale di Ucina al 49° Salone nautico internazionle di Genova

La relazione di Matteoli all'Assemblea generale di Ucina al 49° Salone nautico internazionle di Genova

Otto azioni per attrarre  tre miliardi di euro di investimenti, generare 15 mila nuovi posti di lavoro e recuperare 450 milioni di Euro di contributi per l’erario (IVA diretta). È questo il Piano della Nautica presentato sabato scorso a Genova l’UCINA - Confindustria Nautica, nel corso dell’Assemblea generale. Gli 8 provvedimenti produrranno effetti positivi sul comparto in molteplici ambiti che spaziano dal recupero di posti barca presso le strutture commerciali e portuali esistenti e nelle aree militari dismesse alla valorizzazione dei porti a secco, dal rientro delle navi da diporto sotto la bandiera italiana sino al rilancio del mercato grazie ai chiarimenti relativi al leasing nautico.
Non mancano riferimenti allo sviluppo della locazione per la piccola nautica.

Immediata risposta positiva del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che ha confermato l’impegno dell’esecutivo sui diversi punti del piano lanciato dalla Confindustria Nautica dichiarandosi disponibile a intervenire per risolvere il tema della semplificazione delle procedure per il rilascio delle concessioni a cominciare dall’inclusione delle sovraintendenze nelle Conferenze dei servizi. Anche per quanto riguarda l’anomalia dei canoni demaniali, Matteoli ha assicurato che nel nuovo testo di riforma del sistema portuale saranno compresi i suggerimenti di UCINA. Su questo tema è intervenuto anche Giuseppe Vegas, viceministro dell’Economia e delle finanze, che ha testimoniato la vicinanza del suo dicastero alle istanze della Confindustria Nautica, individuando nel “federalismo demaniale”, una possibile via di soluzione.

Michela Brambilla, ministro del Turismo, incontrerà presto il collega della Difesa, Ignazio La Russa, per valutare la possibilità di destinare alla nautica da diporto strutture portuali militari dismesse. Inoltre si è espressa in termini particolarmente lusinghieri a proposito del Rapporto sul turismo autico, promosso dall’Osservatorio sul Turismo Nautico di UCINA, definendolo il riferimento più attendibile e completo e impegnandosi affinché questo confluisca nell’Osservatorio Nazionale del Turismo. Visibilmente soddisfatto dai lavori dell’assemblea e dalle promesse dei ministri Anton Francesco Albertoni,numero uno della Confindustria Nautica. «Con il supporto del governo – ha detto – saremo ancora più motivati a raggiungere i nostri obiettivi di ripresa del comparto che, giovane e dinamico, può davvero essere il motore della ripresa».

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Libertà di Stampa !

Libertà di Stampa

La Repubblica

La Repubblica

“Libertà a rischio”, domani in piazza

ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30


L'Unità

L'Unità

Tutti in piazza per la libertà d’informazione

Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.



il Giornale

il Giornale

Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”

Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.


Libero News

Libero News

Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause

“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.


il Messaggero

il Messaggero

Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa

ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.

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Porti, Matteoli conferma l’autonomia finanziaria

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Sì a una reale autonomia finanziaria delle Autorità portuali, parola di ministro. A garantirlo il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenuto oggi a Roma ai lavori dell’Assemblea generale di Assoporti. La scelta di procrastinare la presentazione del progetto di legge di riforma portuale, ha spiegato, è dovuta all’esigenza di varare un disegno davvero completo che non può prescindere dall’autonomia finanziaria. «Autonomia  – ha precisato – che avrà un riferimento certo e fisso nell’Iva maturata nell’ambito delle operazioni portuali». Il ministro ha individuato  in una nuova e più estesa identificazione del ruolo delle Autorità portuali (nonché della loro governance), in un nuovo rapporto fra porto e territorio, nonché in una stabilizzazione del lavoro portuale i pilastri del nuovo assetto normativo e operativo del settore.

Matteoli ha poi annunciato l’istituzione di una “cabina di regia” presieduta in prima persona, grazie alla quale ciascuna realtà portuale potrà verificare in tempo reale le sue priorità nel rapporto con Ferrovie, Anas, Enti locali per quanto riguarda l’ultimo miglio, vale a dire la serie di collegamenti fra il porto e il territorio retrostante. Così si arriverà a un’interazione fra impianti portuali, territorio e i cosiddetti porti corridoio (rispetto ai quali si esclude decisamente qualsiasi ipotesi di super-commissari). Il ministro ha chiuso il suo intervento riconoscendo ad Assoporti un ruolo prioritario nel “fare sistema” non in modo teorico e programmatico, ma pragmatico e immediatamente operativo, incassando l’immediata disponibilità da parte dell’Associazione, che questa cabina di regia aveva suggerito. Matteoli, infine, ha assicurato che nel primo decreto disponibile verranno inserite norme ad hoc per un possibile utilizzo, a copertura triennale, di una quota del fondo infrastrutture. Ciò per assicurare copertura anche alla fiscalizzazione di 5 punti degli oneri sociali per le imprese che si impegnano a non licenziare, per stabilizzare gli sgravi contributivi sul cabotaggio e riordinare tasse e diritti marittimi.

in apertura di giornata il presidente Francesco Nerli aveva analizzato a fondo le prospettive e i profondi cambiamenti in atto nella struttura dei traffici, ribadendo la necessità di intervenire in questo settore con reali politiche di sistema che consentano di agganciare il paese alle grandi direttrici europee. Il numero uno di Assoporti ha richiesto da subito «non meno di 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti e adeguamenti strutturali». Ciò per poi «puntare con decisione su un’autonomia finanziaria che faccia delle Autorità portuali il fulcro anche per la nascita di piattaforme multi portuali e logistiche». Nella tavola rotonda, moderata da Oscar Giannino, che si è aperta subito dopo la relazione di Nerli, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ha aggiornato gli addetti ai lavori sulle novità della bozza di riforma della legge 84/94 in discussione a Palazzo Madama. Il nuovo testo dovrebbe prevedere «un rafforzamento nei poteri del presidente (manager), un conseguente ridimensionamento nei poteri del Comitato portuale, l’approdo della legge obiettivo in porto anche con la norma che bypassa le sospensive del Tar,  una norma specifica sui dragaggi e l’accelerazione dei piani regolatori portuali che dovranno essere approvati entro un anno».
Per quanto riguarda l’autonomia finanziaria Grillo ha ipotizzato l’attivazione di un Fondo alimentato dal gettito Iva e di un secondo Fondo, costituito con una quota parte degli investimenti in ferrovie e strade.

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Olbia – Golfo Aranci, completato il Comitato portuale

La prima riunione del nuovo Comitato portuale di Olbia - Golfo Aranci è fissata per la fine del mese di ottobre

La prima riunione del nuovo Comitato portuale di Olbia - Golfo Aranci è fissata per la fine del mese di ottobre

Fatta la squadra che completerà il nuovo Comitato portuale di Olbia – Golfo Aranci. Al presidente riconfermato dell’Ap Paolo Piro, siederanno nel Parlamentino anche i rappresentanti degli armatori, Giuseppe Sandigliano, degli industriali, Angelo Pileri, delle imprese portuali, Stefano Linaldeddu, degli spedizionieri e degli agenti e raccomandatari marittimi, Giancarlo Acciaro. Infine, completano l’organico Giovanni Antonio Mellino e Pasqualino Cabizza, per conto, rispettivamente, degli autotrasportatori e delle Ferrovie dello Stato e Antonello Langiu, Franco Monaco, Leonardo Cusseddu, Antonio Sanna e Cristiano Salvatore Saba, tutti eletti nell’agosto scorso come espressione dei lavoratori dei tre porti, mentre i dipendenti dell’Ente saranno rappresentanti dal dirigente amministrativo Francesco Palumbo.

L’elenco dei membri del Comitato, così come previsto dalla legge 84/94, comprende i rappresentanti dei tre Comuni (Gianni Giovannelli, Giuseppe Fasolino e Luciano Mura), delle due Province (Pietrina Murrighile e Alessandra Giudici), della Regione (il presidente Ugo Cappellacci o un assessore delegato – in questo caso quello ai Trasporti Liliana Lorettu), dal presidente della Camera di Commercio (Gavino Sini o un delegato). Inoltre, saranno membri di diritto, oltre al presidente dell’Autorità portuale, anche i tre Comandanti dei porti interessati, un dirigente dell’Agenzia delle Dogane e un rappresentante del Genio Civile Opere Marittime (S.I.I.T.).

Alla prima riunione del Parlamentino portuale, fissata per la fine di ottobre, oltre a vari punti del giorno di natura tecnica, verranno presentati per l’approvazione il Bilancio di previsione 2010 e il Piano Operativo Triennale 2010 – 2012.

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Genova, i camionisti non pagheranno più per le attese

L'accordo siglato a Genova dalle associazioni dell'autotrasporto costituisce un precedente che le altre realtà portuali nazionali non potranno trascurare

L'accordo siglato a Genova dalle associazioni dell'autotrasporto costituisce un precedente che le altre realtà portuali nazionali non potranno trascurare

Il problema dei disservizi e dei ritardi nei porti per il carico – scarico delle merci “pagato” dagli autostrasportatori potrebbe avere le ore contate. Grazie a un’intesa siglata dalle associazioni di categoria, a Genova viene sancito il diritto dell’autotrasportatore a essere risarcito dal committente in caso di ritardo nelle operazioni di carico o scarico al porto della merce. Quello del capoluogo ligure sarà un precedente che le altre realtà portuali italiane ora difficilmente potranno ignorare. L’accordo fissa in un’ora i normali tempi  ”per carico, scarico, operazioni documentali e dogana” in ambito portuale. «Qualora i tempi vengano superati, è dovuto al vettore, da parte del committente, per ogni frazione di ora eccedente i 15 minuti, il compenso di 70 euro. A tal fine il vettore – si legge in un comunicato congiunto – emetterà, nei confronti del committente, regolare fattura per il servizio di trasporto riportante specifica voce».

L’ intesa, già comunicata al presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, prevede che sia la committenza a pagare il costo di queste attese, per poi rifarsi sul responsabile, spedizioniere, agente marittimo, terminalista o armatore che sia. «L’Autotrasporto è certo che si innescherà un circolo virtuoso, nel quale tutti verranno coinvolti e che porterà a migliorare l’operatività in porto. Gli associati esigeranno 100 euro in caso di cambio terminal durante lo scarico di un container o il ritiro di un contenitore vuoto». 
ANITA – ANCST/LEGA COOPERATIVE – CONFARTIGIANATO TRASPORTI CNA/FITA – FAI/CONFTRASPORTO –  TRASPORTOUNITO/FIAP che hanno firmato il documento, oltre a invitare le aziende di autotrasporto «a fatturare immediatamente gli extra costi subiti in porto, si sono rese disponibili a supportarle;  laddove quanto scritto non fosse correttamente riconosciuto, la categoria non potrà che avviare nell’intero porto quelle forme di agitazione che da molti mesi, con fatica e senso di responsabilità, le Associazioni hanno contenuto».

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VTP allarga i suoi orizzonti a Ravenna

La Venezia TErminal Passeggeri ha quadruplicato l'affluenza di croceristi in Laguna nell'ultimo quinquemmio

La Venezia Terminal Passeggeri ha quadruplicato l'affluenza di croceristi in Laguna negli ultimi 10 anni

Forte degli oltre 1,7 milioni di turisti movimentati nel 2008 la VTP si espande e sbarca in Romagna. Grazie a un accordo siglato in laguna la Venezia Terminal Passeggeri si è assicurata la gestione del Terminal crociere di Ravenna, struttura in fase di costruzione nell’area di Porto Corsini, per i prossimi 10 anni. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dai vertici della VTP, alla presenza di Renato Chisso, assessore alla Mobilità del Veneto. La società lagunare sarà affiancata da una cordata costituita dall’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, dal tour operator Bassani spa e da Royal Caribbean Cruises Ltd, secondo gruppo crocieristico mondiale che serve attraverso 5 marchi e 38 navi 4 milioni di ospiti ogni anno.

«Trasferiremo – ha spiegato Sandro Trevisanato, presidente del Venezia Terminal Passeggeri – il nostro know-how e l’esperienza maturata in laguna, che ci ha portato aentrare nel novero dei leader mondiali del comparto, anche a Ravenna. VTP dopo aver vinto importanti sfide tra cui ricordo il quadruplicamento dei crocieristi a Venezia negli ultimi dieci anni e le previsioni di toccare nel 2009 quota 1.400mila, è ora pronta, al fianco di autorevoli player ad impegnarsi per il raggiungimento di un nuovo ambizioso obiettivo. Ravenna è uno scalo strategico per tutto il Sistema Adriatico, in grado di offrire in tempi brevi nuove opportunità  turistiche ed economich,e catalizzando investitori di calibro internazionale».

Per realizzare il nuovo terminal crociere di Ravenna, destinato prevalentemente a gestire traffico di passeggeri in transito, l’Autorità  portuale prevede un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro. Attualmente è in fase di costruzione, e la fine dei lavori del primo stralcio funzionale è prevista per la primavera 2010. Ubicato sul waterfront di Porto Corsini, sarà  in grado di ospitare le navi più grandi in circolazione. Due dei quattro accosti previsti negli sviluppi potenziali futuri potranno ormeggiare navi fino a 350  metri di lunghezza con un pescaggio di 10,50 metri. L’area adiacente al Terminal, di circa 14 ettari, verrà urbanizzata in tempi rapidi e ospiterà spazi riservati a uffici, parcheggi, un’area residenziale, aree verdi e hotel.

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