Archivio della categoria Porti & Marinas

L'ira di T-Link, sfrattata dal porto di Genova

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

Luca G. Romeo, vice presidente e amministratore delegato di T-Link

«Il presidente dell’Autorità portuale ci ha cacciati perché portiamo traffico e occupazione a Genova. Non vorremmo essere costretti a trovare un porto alternativo a Genova». Il decreto emesso recentemente, in contraddizione e contrasto rispetto a quanto deliberato il 18 giugno scorso dal Comitato portuale, impedisce a T-Link di continuare a gestire il proprio traffico di Autostrade del mare. Non ha peli sulla lingua Luca G.Romeo, amministratore delegato della neonata compagnia di navigazione impegnata sulla rotta Geova – Palermo, e attacca senza mezzi termini Luigi Merlo. «Imponendo limitazioni del tutto ingiustificate, irrazionali e immotivate, – fa sapere – il decreto impedisce in sostanza a chi opera al di fuori di Stazioni Marittime, di gestire alcun tipo di traffico passeggeri anche non prevalente rispetto alle merci. Così facendo, si impedisce a T-Link e a qualsiasi nuovo operatore che intendesse aprire una nuova linea, di svolgere un servizio di Autostrade del mare nel porto di Genova».

La situazione è ancor più grave se si considera che Stazioni Marittime è di fatto controllata da GNV e cioè il concorrente diretto di T-Link  sulla linea Genova – Palermo che evidentemente si avvantaggia enormemente dalle restrizioni imposte col decreto dell’Autorità portuale. In questo modo, Grandi Navi Veloci ritorna a essere il monopolista del trasporto passeggeri da e per la Sicilia. Ciò determina gravissime distorsioni della concorrenza, tanto più in una situazione in cui all’inizio di agosto l’Antitrust ha avviato l’istruttoria nei confronti di GNV, su segnalazione di T-LINK di Navigazione S.p.A. per presunto abuso di posizione dominante ipotizzando comportamenti predatori di vario genere, tra cui l’applicazione di prezzi tali da far uscire T-Link dal mercato. Secondo Romeo, quindi «pare ragionevole ipotizzare che, a valle del decreto del presidente dell’Ap, non avendo più concorrenti sul mercato del trasporto dei passeggeri, GNV cercherà di recuperare sui passeggeri le perdite che ha registrato in questi mesi applicando al trasporto merci prezzi non remunerativi».

Secondo quanto previsto dalle decisioni del Comitato portuale del 18 luglio (nel rispetto di quanto sancito in sede Ue) circa la possibilità di operare traffico passeggeri (a patto che fossero rispettate condizioni di safety e security) anche in aree portuali diverse da Stazioni Marittime, T- Link si è creata in questi mesi un’organizzazione ad hoc. Immediatamente dopo ha chiuso un’intesa con il concessionario del porto di Voltri, Vte, per l’utilizzo di un accosto e di un Terminal dedicato di oltre 20mila m, ha rinnovato per 12 mesi il noleggio di una nave, T-Rex Uno (per oltre 8 milioni), procedendo quindi al noleggio di una seconda, la Maria Grazia Onorato.  Impiega circa 40 marittimi per nave, 14 addetti ai terminal e circa  20 amministrativi con uffici in Piazza della Vittoria. La stessa area di Voltri è stata indicata dall’Ap come  terminal di sviluppo per le Autostrade del mare, nella programmazione dei prossimi anni, con il vantaggio di essere collegata direttamente con l’autostrada, evitando che il traffico merci e auto in transito appesantisca la viabilità cittadina.

Per restare a Genova, T-Link deve essere posta in condizioni di poter gestire il proprio traffico e quindi di poter gestire anche un traffico passeggeri, seppure non prevalente, rispetto alle merci.

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Domani a Mantova l'Assemblea generale dell'Efip

Particolare del porto fluviale di Mantova

Particolare del porto fluviale di Mantova

Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.

Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.

Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.

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È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. Ancora incerti gli scenari politici. L’avvocato dello Stato, Glauco Nori nella sua memoria difensiva ventilava il rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del Lodo.

La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

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L'Ue finanzierà il progetto Portplus a Genova

Su proposta di Francesca Balzani (Pd), la commissione Bilancio dell'Europarlamento ha dato via libera al progetto Portplus

Su proposta di Francesca Balzani (Pd), la commissione Bilancio dell'Europarlamento ha dato via libera al progetto Portplus

A marzo del 2010 l’Unione europea bandirà la gara per finanziare il Piano energetico ambientale del porto di Genova, il cosiddetto progetto pilota Portplus. Su proposta dell’europarlamentare Francesca Balzani (Pd) la scorsa settimana è arrivato l’ok della commissione Bilancio di Strasburgo. Avviato su iniziativa dell’Ap di Genova e della Provincia, Portplus è il primo progetto energetico ambientale in Europa nel suo genere e propone una buona pratica da esportare anche in altri porti europei. Prevede che i porti analizzino il proprio impatto ambientale al fine di mettere in campo progetti specifici per favorire il risparmio e l’efficienza energetica all’interno delle aree portuali e introdurre impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha espresso la propria soddisfazione per l’ammissione del progetto. «Ci onora e incoraggia – ha dichiarato – l’apprezzamento dell’Unione europea per il progetto sul piano energetico ambientale del porto che la Provincia, insieme all’Ap, ha avviato. Questo riconoscimento è la dimostrazione del ruolo sempre più importante che l’amministrazione provinciale sta assumendo sul territorio relativamente alle tematiche energetiche e ambientali. Non solo: l’iniziativa sul Green Port si aggiunge, confermando e rafforzando la grande attenzione che abbiamo sempre posto sui temi relativi all’economia marittima della nostra città, ad altri importanti progetti come l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, già realizzata, la sede dell’IMSSEA di prossima apertura al porto antico e il Genoa Port Center che presto verrà presentato alla cittadinanza».

Apprezzamento per l’approvazione di Portplus anche da parte di Luigi Merlo, numero uno di palazzo San Giorgio. «Grazie a questo il piano che stiamo avviando a Genova, come primo caso italiano, grazie alla collaborazione tra Autorità portuale e amministrazione provinciale e all’incarico affidato alla fondazione Muvita, assume il rango di best practice europea aprendo anche l’opportunità di finanziamenti comunitari. Ringrazio l’onorevole Balzani per l’impegno e l’entusiasmo con il quale si è impegnata per raggiungere questo importante obbiettivo. Grazie a questo passaggio – ha detto – è inoltre auspicabile che a partire dal bilancio 2011, sulla base dei progetti redatti dai porti, l’Ue possa finanziare i singoli progetti attuativi che vanno dal fotovoltaico, all’eolico sino allo sfruttamento del moto ondoso»

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Porti, Matteoli conferma l'autonomia finanziaria

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

Sì a una reale autonomia finanziaria delle Autorità portuali, parola di ministro. A garantirlo il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenuto oggi a Roma ai lavori dell’Assemblea generale di Assoporti. La scelta di procrastinare la presentazione del progetto di legge di riforma portuale, ha spiegato, è dovuta all’esigenza di varare un disegno davvero completo che non può prescindere dall’autonomia finanziaria. «Autonomia  – ha precisato – che avrà un riferimento certo e fisso nell’Iva maturata nell’ambito delle operazioni portuali». Il ministro ha individuato  in una nuova e più estesa identificazione del ruolo delle Autorità portuali (nonché della loro governance), in un nuovo rapporto fra porto e territorio, nonché in una stabilizzazione del lavoro portuale i pilastri del nuovo assetto normativo e operativo del settore.

Matteoli ha poi annunciato l’istituzione di una “cabina di regia” presieduta in prima persona, grazie alla quale ciascuna realtà portuale potrà verificare in tempo reale le sue priorità nel rapporto con Ferrovie, Anas, Enti locali per quanto riguarda l’ultimo miglio, vale a dire la serie di collegamenti fra il porto e il territorio retrostante. Così si arriverà a un’interazione fra impianti portuali, territorio e i cosiddetti porti corridoio (rispetto ai quali si esclude decisamente qualsiasi ipotesi di super-commissari). Il ministro ha chiuso il suo intervento riconoscendo ad Assoporti un ruolo prioritario nel “fare sistema” non in modo teorico e programmatico, ma pragmatico e immediatamente operativo, incassando l’immediata disponibilità da parte dell’Associazione, che questa cabina di regia aveva suggerito. Matteoli, infine, ha assicurato che nel primo decreto disponibile verranno inserite norme ad hoc per un possibile utilizzo, a copertura triennale, di una quota del fondo infrastrutture. Ciò per assicurare copertura anche alla fiscalizzazione di 5 punti degli oneri sociali per le imprese che si impegnano a non licenziare, per stabilizzare gli sgravi contributivi sul cabotaggio e riordinare tasse e diritti marittimi.

in apertura di giornata il presidente Francesco Nerli aveva analizzato a fondo le prospettive e i profondi cambiamenti in atto nella struttura dei traffici, ribadendo la necessità di intervenire in questo settore con reali politiche di sistema che consentano di agganciare il paese alle grandi direttrici europee. Il numero uno di Assoporti ha richiesto da subito «non meno di 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti e adeguamenti strutturali». Ciò per poi «puntare con decisione su un’autonomia finanziaria che faccia delle Autorità portuali il fulcro anche per la nascita di piattaforme multi portuali e logistiche». Nella tavola rotonda, moderata da Oscar Giannino, che si è aperta subito dopo la relazione di Nerli, Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ha aggiornato gli addetti ai lavori sulle novità della bozza di riforma della legge 84/94 in discussione a Palazzo Madama. Il nuovo testo dovrebbe prevedere «un rafforzamento nei poteri del presidente (manager), un conseguente ridimensionamento nei poteri del Comitato portuale, l’approdo della legge obiettivo in porto anche con la norma che bypassa le sospensive del Tar,  una norma specifica sui dragaggi e l’accelerazione dei piani regolatori portuali che dovranno essere approvati entro un anno».
Per quanto riguarda l’autonomia finanziaria Grillo ha ipotizzato l’attivazione di un Fondo alimentato dal gettito Iva e di un secondo Fondo, costituito con una quota parte degli investimenti in ferrovie e strade.

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Dodici milioni dall'Europa per il Distretto nautico Alto Tirreno

Una volta completati i lavori di ristrutturazione, il porto turistico di Loano potrà ospitare fino a 1500 posti barca

Una volta completati i lavori di ristrutturazione, il porto turistico di Loano potrà ospitare fino a 1500 posti barca

Pieno appoggio alla creazione di un Distretto nautico Alto Tirrenico  formato dalle Regioni Liguria, Sardegna, Corsica, Toscana e Costa Azzurra. È quanto è emerso dal convegno organizzato ieri al Loano 2 Village, promosso dalla regione Liguria e da altri partner, nell’ambito dei programmi  europei di cooperazione transfrontaliera. A pochi giorni dall’apertura della 49^ edizione del Salone internazionale di Genova, istituzioni, docenti universitari dell’ Università di Pisa e della Bocconi, esperti e istituzioni della Corsica e della Costa Azzurra hanno presentato le potenzialità del sistema nautico dell’Alto Tirreno. Per il progetto saranno accantonati 12 milioni di euro, tutti provenienti da fondi europei per la cooperazione transfrontaliera.

«Consideriamo questo progetto strategico e di grande importanza – ha spiegato Carlo Ruggeri, assessore regionale alla Pianificazione urbanistica – in quanto declina turismo, servizi logistici, innovazione e ricerca applicata e viene incontro all’utilizzo di molti posti barca  lasciati liberi  per i transiti da chi è in navigazione e alla cantieristica». Nel corso della giornata sono intervenuti, fra gli altri, il sindaco di Loano e presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza,  il presidente del Distretto Nautica Tigullio Cesare Sangermani, quello del Distretto delle Tecnologie del Mare e dell’Ap di La Spezia Lorenzo Forcieri, l’advisor dei progetti istituzionali di Ucina Roberto Neglia, il direttore dell’agenzia di Promozione Turistica “In Liguria “Angelo Berlangieri.

«Il porto turistico di Loano, in fase avanzata dei lavori,  - ha puntualizzato Vaccarezza – con i suoi 1.500 posti-barca potrà dare un grosso contributo alla nautica, specie da diporto, ed ai servizi per i diportisti. Inoltre il ‘Loano 2 village’, che ha ospitato  questo convegno è la dimostrazione che la capacità di risposte degli enti pubblici quando si unisce all’imprenditoria privata è in grado di ottenere soluzioni di ottima qualità».

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Piano di monitoraggio dell'aria per il porto di Salerno

Panoramica del porto di Salerno

Panoramica del porto di Salerno

Monitoraggio dell’aria nel porto di Salerno. L’Autorità portuale del capoluogo campano e il dipartimento provinciale dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) hanno siglato un accordo di programma che prevede l’attuazione di un piano di monitoraggio della qualità dell’aria nel porto di Salerno con particolare riferimento alle polveri che possano essere prodotte durante le operazioni portuali, anche attraverso il posizionamento di due postazioni di prelievo nelle aree particolarmente sensibili.

I controlli dovrebbero durare sei mesi. Il presidente dell’Ap di Salerno Andrea Annunziata ha sottolineato come il progetto venga incontro alle sollecitazioni pervenute all’ente dalla comunità cittadina che vive a ridosso della cinta portuale e quindi alla tutela della salute dei lavoratori del porto e della città.

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L'Ap di Napoli resta azionista di maggioranza di Nausicaa

L'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Ap di Napoli

L'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Ap di Napoli

L’Autorità portuale di Napoli manterrà le sue quote in Nausicaa spa, la holding pubblica partenopea di cui detiene il 68% del capitale, insieme al Comune (16%) e alla Regione Campania (16%). Lo ha deciso il comitato portuale nella sua ultima riunione, il 31 luglio. L’obiettivo della sociètà è quello di riqualificare urbanisticamente  e architettonicamente l’area monumentale del porto di Napoli.
Nel corso della discussione tenutasi prima della votazione, il Capo Gabinetto del presidente della Provincia Carmine Esposito ha espresso l’intenzione dell’Ente provinciale di mantenere la partecipazione nella società. Anche la Camera di Commercio, nella persona del suo Commissario Gaetano Cola, ha manifestato l’interesse a far parte di Nausicaa.

Fra le altre delibere del comitato anche la ratifica della ricapitalizzazione di Nausicaa, così come fissato poche settimane fa da Palazzo Santa Lucia e la partecipazione dell’Ap nelle partecipate Idra porto, Sepn, Ferport, Terminal Napoli, Logica. «La scelta di approvare la nostra presenza nella holding pubblica Nausicaa – ha commentato il presidente dell’Autorità portuale, Luciano Dassatti – è un atto di grande attenzione. Il progetto di qualificazione del waterfront portuale è importante per lo sviluppo della città e c’è l’impegno delle istituzioni per portarlo a compimento».

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Prestigiacomo: c'è l'ok per i dragaggi a Taranto

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

L’esecutivo è pronto ad accelerare  l’iter per i dragaggi al molo polisettoriale di Taranto con l’aiuto della regione Puglia. Lo ha annunciato ieri a Taranto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «Un grosso operatore terminalistico come Evergreen – ha precisato – ha minacciato di lasciare lo scalo jonico se i dragaggi, necessari per avere fondali più profondi, non dovessero essere realizzati.

«C’è anche il problema storico della bonifica del porto, ma questo – ha aggiunto la Prestigiacomo, nel corso della sua visita per l’inaugurazione dell’impianto di depurazione dei fumi della diossina dell’Ilva – anche per i costi finanziari che comporta, deve viaggiare separatamente».

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Di Luise nuovo segretario generale dell'Ap di Salerno

Veduta del terminal merci del porto di Salerno

Veduta del terminal merci del porto di Salerno

L’Autorità portuale di Salerno ha un nuovo segretario generale. Nella riunione di ieri il Comitato portuale del capoluogo campano ha nominato Luigi Di Luise come successore di Francesco Messineo che il prossimo 13 agosto lascerà il suo incarico dopo due mandati quadriennali.

Per Di Luise si tratta di una promozione sul campo, dopo aver lavorato per diversi anni presso la Capitaneria di porto di Salerno e, successivamente, essere stato il responsabile dell’area Demanio – Lavoro proprio dell’Autorità portuale. Durante la seduta di ieri, il Parlamentino dell’ente ha ringraziato pubblicamente Messineo per il lavoro profuso, definendolo come «uno dei protagonisti in questi anni dello sviluppo e del successo» dello scalo salernitano.
Dalla metà di agosto, dunque, il nuovo segretario generale affiancherà il presidente Andrea Annunziata alla guida dell’Ap di Salerno.

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A Genova si va "Verso il porto veloce"

L'ingresso principale di Palazzo San Giorgio, sede dell'Ap di Genova

L'ingresso principale di Palazzo San Giorgio, sede dell'Ap di Genova

È in programma oggi nella Sala del capitano a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità portuale di Genova, un incontro coi media per presentare “Verso il porto veloce”, il programma sottoscritto recentemente dall’Ap con Uirnet e l’Agenzia delle Dogane. Il progetto pilota renderà molto più snelle le operazioni relative al controllo e allo sdoganamento delle merci in transito nello scalo ligure.

C’è molta attesa per l’intervento di Rodolfo De Dominicis, presidente di Uirnet spa, la società emanazione del ministero delle Infrastrutture nata per gestire la piattaforma logistica nazionale, che annuncerà importanti novità. In programma, fra l’altro, le relazioni di Luigi Merlo, presidente dell’Autorità portuale di Genova e di Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia delle Dogane.

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Di Cagno Abbrescia: il commissariamento dell'Ap di Bari era inevitabile

Simeone Di Cagno Abbrescia è in corsa per essere eletto nuovamente sindaco di Bari

Simeone Di Cagno Abbrescia è in corsa per essere eletto nuovamente sindaco di Bari

Dopo aver esaminato l’ampio dossier della commissione ministeriale, Matteoli non poteva non commissariare l’Autorità portuale di Bari. La relazione degli ispettori denuncia «una situazione molto difficile, destinata a peggiorare ulteriormente per le improvvide iniziative dell’attuale Ap destinate a compromettere irreversibilmente lo sviluppo futuro». Pieno sostegno, dunque, al provvedimento del ministro delle Infrastrutture da parte di Simeone Di Cagno Abbrescia, membro della commissione Ambiente della Camera, già sindaco per 9 anni di Bari e attualmente in corsa riconquistare la poltrona di primo cittadino del capoluogo pugliese. «Pochi giorni fa – ha detto a Nautica e TrasPorti – Mariani ha ammesso pubblicamente in tv che a Bari non possono attraccare più di nove traghetti. Siamo di fronte a una realtà quasi al collasso. Il settore merci fa registrare dati in preoccupante discesa, anche se bisogna dare atto al presidente appena rimosso di aver regolarizzato la posizione di diversi lavoratori precari».

Di Cagno Abbrescia e gli altri parlamentari pugliesi respingono al mittente le accuse formulate in giornata da diversi esponenti del centrosinistra come il senatore Nicola Latorre e il capogruppo del Pd in commissione Trasporti di Montecitorio Michele Meta. «Piuttosto che parlare di metodi fascisti e mafiosi, gridare allo scandalo e chiamare a raccolta le truppe cammellate della sinistra, sindacati compresi, per organizzare cortei di protesta, la sinistra che governa alla Regione e ancora per poco al comune di Bari, dovrebbe rendere conto del disastro combinato dall’attuale e decaduto presidente Mariani. Impossibile – si legge in una nota congiunta – poi non notare che mentre Mariani è noto a tutti per essere stato organico componente dei Ds e rientra quindi nel classico metodo della sinistra che occupa militarmente posti di potere con propri uomini, il commissario nominato dal ministro Matteoli, è un ammiraglio (Felicio Angrisano, ndr)non certo organico appartenente al centrodestra. Come dimenticare poi tutti i commissariamenti operati in Puglia dal governo Prodi per sostituire professionisti nominati dal centrodestra con personaggi organici al centrosinistra? Se sono a caccia di metodi mafiosi e fascisti, quindi, Emiliano e Vendola guardino al loro interno».

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Matteoli, commissariata l'Ap di Bari

Il contrammiraglio Felicio Angrisano è Capo del 2° reparto del Comando generale del corpo delle Capitanerie (foto N&T)

Il contrammiraglio Felicio Angrisano è Capo del 2° reparto del Comando generale del corpo delle Capitanerie (foto N&T)

Con un decreto d’urgenza nella serata di ieri il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha disposto il commissariamento dell’Autorità portuale di Bari e nominato il contrammiraglio Felicio Angrisano (attualmente Capo del 2° reparto del Comando generale del corpo delle Capitanerie) del commissario straordinario. Decisione necessaria, a quanto si apprende da un comunicato, «alla luce dell’accertamento svolto sulla gestione dell’Autorità portuale dalla Commissione ministeriale, nominata il 19 dicembre 2008, che ha concluso la sua attività ispettiva il 4 giugno scorso». Nella relazione prodotta si legge, fra l’altro, che «vi è ragione di ritenere che la situazione del porto di Bari, già molto grave, sia destinata a peggiorare ulteriormente, proprio per le improvvide iniziative dell’attuale Autorità portuale destinate a compromettere irreversibilmente lo sviluppo futuro dello scalo barese».

Sembra così chiudersi una vicenda che va avanti da diversi mesi sul conflitto di attribuzioni fra l’Ap e la BPM, questione che è stata portata anche davanti al Consiglio di Stato. Solo pochi giorni fa si era assistito all’ennesimo duello fra l’ormai ex presidente dello scalo pugliese Francesco Mariani e la Bari Porto Mediterraneo (la società che gestisce il terminal crociere e la stazione marittima per il rinnovo del consiglio di amministrazione della BPM.
Per il momento Mariani annuncia ricorso, trincerandosi dietro un diplomatico no comment, non avendo ancora ricevuto la notifica del provvedimento. A parlare invece ci pensa il deputato del Pd Nicola Latorre. «Questa è un’operazione – ha detto – che testimonia la disperazione con la quale il centrodestra sta affrontando le ultime battute di una campagna elettorale che non riesce a vincere nonostante cerchi altrettanto disperatamente di truccare le carte». E a rincarare la dose ci pensa il suo collega di partito Mario Loizzo, assessore regionale ai Trasporti della Puglia, che non ha esitato a interpretare l’atto «di una gravità inaudita che è difficile non definire di stampo fascista e mafioso».

Contrari al commissariamento anche i sindacati dei portuali che in un comunicato congiunto hanno definito immotivata la scelta di Matteoli di destituire Mariani. ««Sotto la sua presidenza – si legge – il porto ha conosciuto anni di straordinario sviluppo: l’occupazione è cresciuta e le regole a tutela dei lavoratori sono state finalmente rispettate. Mariani ha difeso la legalità e ha indicato al porto nuove strade per lo sviluppo. Con questo procedimento il governo ha deciso di cedere alle pressioni di gruppi di potere che, incautamente sostenuti da un’iniziativa parlamentare dell’onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia, hanno osteggiato e perseguitato Mariani, temendo di veder messa in discussione la loro pretesa di spadroneggiare nel porto di Bari. I lavoratori sono stati, sono e saranno al fianco di Mariani, avendone pienamente condiviso le scelte».

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L'Espo incalza l'Europa sulla politica comune dei trasporti

Victor Schoenmakers, dallo scorso anno presidente dell'Espo

Victor Schoenmakers, dallo scorso anno segretario generale dell'Espo

«L’Europa non deve cedere a riflessi protezionistici un momento di recessione economica. Al contrario, i decisori politici europei devono rafforzare l’open economy con il completamento del mercato interno e realizzare una politica comune dei trasporti che favorisca l’efficienza, la competitività e la sostenibilità». È di questo avviso l’Espo, associazione dei porti del Vecchio Continente, che si è data appuntamento a Roma per celebrare fino a stasera la seconda edizione dell’European maritime day. L’invito dell’associazione giunge alla vigilia della tornata elettorale che nel primo weekend di giugno porterà gli elettori a scegliere i nuovi rappresentanti all’Europarlamento di Strasburgo.

Secondo l’Espo bisognerà «concentrarsi sulle cinque seguenti priorità: promuovere lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture di trasporto attraverso un’adeguata rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) che rafforza il ruolo dei porti marittimi e migliora e sviluppa ulteriormente i collegamenti terrestri tra i porti e le reti di trasporto terrestre; riconoscere l’interesse pubblico dei progetti di infrastrutture di trasporto vitali e realizzare procedure al fine di consentire la loro rapida esecuzione in osservanza delle valutazioni di carattere ambientale; favorire la “co-modalità”, principio secondo il quale il vantaggio competitivo di ogni modalità di trasporto è pienamente sfruttato in modo sostenibile; garantire la piena liberalizzazione del trasporto ferroviario delle merci e la rimozione di tutte le strozzature e gli ostacoli transfrontalieri; creare un mercato interno per lo short-sea shipping attraverso una rapida attuazione del pacchetto per lo “spazio comune per il trasporto marittimo senza barriere».

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Nerli lancia l'allarme dragaggi, in Italia non si scava

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Francesco Nerli, presidente di Assoporti

Varare immediatamente un piano strategico dei dragaggi che doti i porti delle risorse necessarie e di un quadro definitivo di norme chiare circa la catalogazione e le forme di smistamento dei materiali di risulta. «Allo stato attuale nessun porto italiano sta muovendo un grammo di fango, sabbia o quant’altro dai suoi fondali. Qualsiasi possibilità della portualità nazionale di giocare un ruolo crescente sulle rotte dei traffici internazionali è quindi a tutti gli effetti congelata». La denuncia di Francesco Nerli, presidente di Assoporti, è emersa durante i lavori del seminario organizzato dall’associazione a Roma, nell’ambito dei Maritime Days dell’Unione europea (in programma a Palazzo Colonna fino al 20 maggio). 

In Italia, nonostante il cosiddetto decreto Prestigiacomo (in attuazione della Finanziaria 2006) abbia impresso una svolta alla normativa in materia, dragare i porti rappresenta ancora un rischio, con pesanti riflessi giudiziari, per qualsiasi Autorità portuale che se ne voglia fare carico. Secondo un calcolo di Assoporti allo stato attuale per garantire funzionalità ai porti, sarebbero da muovere dai fondali dei principali porti circa 50 milioni di metri cubi. Ma, mentre in un porto come Amburgo viene autorizzata ogni anno la rimozione di oltre 8 milioni di fanghi e sabbie dai fondali portuali, in Italia l’equiparazione automatica del materiale di dragaggio al rifiuto, continua a generare ostacoli insormontabili.

Alcuni esempi: a La Spezia ci sono voluti dieci anni e il blocco dei progetti di ampliamento del porto per sperare, proprio in questi giorni, nello spostamento dei fanghi dal Golfo spezzino a Piombino. E in questi anni l’Autorità portuale di La Spezia è arrivata a pagare alla Germania più di 120 euro per metro cubo di materiale rimosso dai fondali, quando il costo medio di un dragaggio nel Nord Europa è pari a 4 euro a metro cubo.

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Finnlines moltiplica l'offerta nei mari del Nord

  

Emanuel Grimaldi, presidente e amministratore delegato di Finnlines (foto N&T)

 

Emanuel Grimaldi, presidente e amministratore delegato di Finnlines (foto N&T)

Nuovi servizi di linea per Finnlines, la compagnia di navigazione del gruppo armatoriale Grimaldi Napoli, leader in Scandinavia. Ieri ad Helsinki nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata, il presidente e ceo Emanuel Grimaldi ha annunciato importanti novità che coinvolgeranno le rotte nel Mar del Nord e nel Baltico. Dal 1° giugno partirà una nuova autostrada del mare ro/pax fra la capitale finlandese e il porto polacco di Gdynia (in meno di 19 ore di navigazione) e, contemporaneamente fra Gdynia e Travemünde in Germania (in 15 ore). Per entrambe le linee è prevista, almeno per una prima fase, una cadenza trisettimanale da ciascun porto. 

Inoltre, dall’inizio di maggio Finnlines ha iniziato un collegamento diretto merci – passeggeri fra Helsinki e San Pietroburgo. La nuova linea rientra nella strategia del gruppo che mira a fare della città russa sul Baltico la porta per i collegamenti con l’Europa fra la compagnia finlandese e gli altri brand Grimaldi. Potenziato fino a 10 corse settimanali poi la tratta Helsinki - Travemünde, che permetterà di unire in 27 ore di navigazione la Germania alla Finlandia. In aggiunta da domani, facendo leva sul proprio network, la compagnia scandinava offrirà alla propria clientela l’opportunità di raggiungere 13 destinazioni mediterranee (Spagna, Francia, Italia, Malta, Tunisia, Libia, Grecia, Turchia, Cipro, Libano, Siria, Egitto e Israele) con cadenza settimanale. Il servizio BalticEuromed avrà un punto di raccordo comune nello scalo svedese di Wallhamm partecipato al 50% da Grimaldi e consentirà, a chi sceglierà un marchio del gruppo di avere tempi certi e sicuri per quasiati tipo di spedizione fra il Mediterraneo e il Baltico e viceversa.

Sulle nuove linee baltiche e nel Mar del Nord saranno utilizzati traghetti ro-pax della serie Star Class da 25 nodi di velocità con capacità di trasporto media di 4.200 metri lineari e 500 passeggeri.

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Inquinamento portuale, ultimo avviso per l'Italia da Bruxelles

Palazzo Berlaymont, quartier generale della Commissione Ue a Bruxelles 

 

Palazzo Berlaymont, quartier generale della Commissione Ue a Bruxelles

Il nostro Paese è a un passo dal ricevere un rinvio alla Corte di giustizia europea per la mancata ottemperanza di una sentenza dell’organismo di Lussemburgo sull’approvazione e attuazione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico. L’ultimatum della Commissione Ue è arrivato ieri, in un “parere motivato ” all’Italia sugli impianti portuali di raccolta per la prevenzione dell’inquinamento del mare. 

Nella sentenza del 25 settembre dello scorso anno, l’Alta corte che a sede in Lussemburgo, ha statuito che l’Italia ha omesso di attuare adeguatamente una direttiva (si tratta di quella 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico (GU L 332 del 28.12.2000, pag. 81). Lo scopo è quello è ridurre gli scarichi in mare di rifiuti prodotti dalle navi e di residui del carico da parte delle navi che usano i porti comunitari.
A tal fine la direttiva prevede il miglioramento della disponibilità e dell’uso di impianti portuali destinati alla raccolta e alla gestione di questo tipo di rifiuti e residui, rafforzando in questo modo la protezione dell’ambiente marittimo. Una delle disposizioni principali della direttiva riguarda l’elaborazione, l’approvazione e l’applicazione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi per ciascun porto.

Mentre la direttiva doveva essere attuata entro il 27 dicembre 2002, nel 2008, quando è stata resa la sentenza della Corte, moltissimi porti italiani non avevano ancora un piano di raccolta e gestione dei rifiuti delle navi. Nonostante le recenti iniziative delle autorità italiane, la situazione rimane a oggi sostanzialmente invariata. Ragion per cui Bruxelles ha dato all’Italia un’ultima possibilità di porre rimedio alla situazione prima di ricorrere nuovamente dinanzi alla Corte di giustizia perché infligga al nostro Paese una penalità finanziaria per mancata ottemperanza della sentenza succitata.

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Bari, l'Ap presenta il progetto del nuovo porto turistico

L'area del Miolo San Cataldo dove sorgerà il nuovo porto turistico di Bari

L'area del Molo San Cataldo dove sorgerà il nuovo porto turistico di Bari

Domani, nella sede del Cus Bari, l’Autorità portuale del Levante presenterà lo studio di fattibilità per l’individuazione di una nuova destinazione d’uso del Molo di San Cataldo finalizzata alla realizzazione di un nuovo approdo turistico. Alla conferenza stampa sono stati invitati i vari operatori economici del settore nautico, i circoli nautici di Bari e provincia, cantieri navali e Assonautica.
Saranno presenti oltre al presidente dell’Ap Francesco Mariani anche il  il sindaco di Bari Michele Emiliano, l’assessore al Turismo della regione Puglia Massimo Ostillio, l’assessore alle Attività produttive della Provincia Gianna Mastrini, il presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola e l’assessore alla Pianificazione strategica del Comune di Bari Elio Sannicandro.

L’Autorità portuale ha spiegato che la propria idea progettuale prende spunto dalla programmazione strategica regionale in materia di approdi turistici: realizzare dei porti-pivot, scali dotati di servizi rispetto ai tanti approdi e ai ricoveri situati lungo gli 800 chilometri di costa. «Servizi di manutenzione e rifornimento idrico ed elettrico, alaggi e una serie di servizi aggiunti di primo livello, valore aggiunto alla sicurezza della navigazione ed offerta di qualità – si legge nel comunicato dell’ente – che possono essere sviluppati dai porti-pivot in maniera tale da intercettare anche quel turismo di lusso dei mega yacht e delle navi da crociera di piccola e media stazza». Nel corso dell’incontro sarà sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune di Bari, l’Autorità portuale e la Fiera del Levante per la realizzazione e gestione della darsena turistica presso il Molo di San Cataldo.

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Negativo il primo trimestre a Olbia – Golfo Aranci, ma c'è fiducia per il futuro

 

Paolo Piro, presidente dell'Autorità portuale di Olbia - Golfo Aranci (foto N&T)

Paolo Piro, presidente dell'Autorità portuale di Olbia - Golfo Aranci (foto N&T)

C’è il segno meno accanto ai dati relativi al traffico merci-passeggeri del primo trimestre 2009 per l’Autorità portuale di Olbia – Golfo Aranci. Sull’andamento negativo del periodo gennaio – marzo si ripercuote la crisi annunciata dalle compagnie di navigazione all’inizio dell’anno, sulle stime che denunciavano un netto calo delle prenotazioni. I dati sono stati resi noti ieri da Paolo Piro, presidente dell’Ap del Nord Sardegna, nel corso dell’approvazione da parte del Comitato portuale del bilancio consuntivo 2008. Alla riunione del “parlamentino portuale” ha partecipato per la prima volta Liliana Lorettu, l’assessore ai Trasporti della giunta Cappellacci.

Entrando nel dettaglio dei numeri, a Olbia si registra un – 16,47% sui passeggeri, con un calo del 31% a marzo, legato al confronto con la Pasqua bassa del 2008. Meno 11,24% sul movimento delle navi, meno 11,54% sul numero delle auto e dei camper. Mentre, per il settore delle merci, si riscontra una riduzione del 13,72% delle tonnellate trasportate (principalmente sull’export, che si riduce ancora rispetto agli anni precedenti) e del 10,62% su rimorchi e semirimorchi.
Non va meglio a Golfo Aranci dove il primo trimestre 2009 conferma il trend negativo del 2008 con un meno  42,42% sulle navi, -14,45% per i passeggeri, – 13,20% su auto e camper. Critica la situazione delle merci che segnano – 99,42 %, a fronte di un ulteriore – 99,33% sul numero dei carri ferroviari.

In controtendenza, invece, i numeri del terzo scalo sotto la giurisdizione dell’Autorità portuale della Sardegna settentrionale. Porto Torres ha fatto registrare un + 3,85% sui collegamenti delle navi passeggeri (grazie alla nuova linea Grimaldi Lines con Barcellona). Crescita che si riscontra anche sul numero delle persone trasportate, un + 50,82%. Per le merci, l’inizio dell’anno, invece, sembra riconfermare la caduta libera del settore con – 41,99% sulle rinfuse secche e – 36,83% su quelle liquide. 

«I primi tre mesi – ha spiegato il presidente Piro – confermano quelle che erano purtroppo le previsioni. La crisi economica si è fatta sentire, le prenotazioni hanno subito un forte calo. Ma aprile ha segnato una ripresa con i ponti di Pasqua, del 25 e del primo maggio. Segnali positivi che ci fanno ben sperare per un recupero e un riallineamento al trend di crescita degli scorsi anni». Particolare apprezzamento è stato espresso, comunque, per l’attività svolta da parte della Lorettu, soprattutto per i dati che hanno confermato i porti del Nord Sardegna come «accosti preferenziali per traffico Ro – Ro, con un incremento in positivo del 3%, e crocieristico, con il raddoppio da 54 a 107 navi. E il completamento e perfezionamento del sistema di security, con l’aggiudicazione della gara relativa alla videosorveglianza nei porti dell’Isola Bianca, Cocciani e Golfo Aranci da parte della Electron Italia del gruppo Finmeccanica».

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Crisi? L'interporto di Bologna regge bene

Alessandro Ricci, presidente dell'Interporto Bologna e dell'Unione degli interporti riuniti (foto N&T)

Alessandro Ricci, presidente dell'Interporto Bologna e dell'Unione degli interporti riuniti (foto N&T)

Positivi i dati resi notti oggi dall’Interporto di Bologna, per quanto riguarda il bilancio consolidato del 2008. Il saldo al 31 dicembre scorso ha fatto registrare 304.867 euro di utile netto e 38.771.296 euro di fatturato, che ha consentito di chiudere con un “+” l’ultimo esercizio. «Risultati più che apprezzabili che confermano la solidità dei conti economici di Interporto Bologna Spa – si apprende da una nota – nonostante la crisi che negli ultimi mesi ha duramente colpito il settore dei servizi e dei trasporti in particolare». 

Unanime soddisfazione è stata espressa dai soci del gruppo,  che ha dimostrato di essere in grado di raccogliere e rispondere alla sfida di un mercato adesso più che mai così selettivo. «Una leggera flessione registra, invece, il trasporto merci, che con 4.575.000 di tonnellate, si attesta a un -5% rispetto all’anno precedente. Complice in tal senso non solo il forte rallentamento dell’economia internazionale, ma anche gli aumenti tariffari di Trenitalia Cargo». Nel corso del 2008 l’interporto felsineo ha siglato accordi di collaborazione con «Alpe Adria SpA per lo sviluppo di relazioni intermodali sulla tratta Bologna-Trieste e con l’Autorità portuale di Livorno mentre è stato ufficialmente inaugurato il collegamento Bologna-Cervignano».

«L’Interporto di Bologna – ha precisato il presidente Alessandro Ricci (numero uno anche degli Interporti riuniti, ndr) ha cercato di trasformare la crisi in opportunità attraverso l’ottimizzazione delle performance operative e un’intensificazione delle attività commerciali». Nel corso del 2009 ha confermato «l’avvio di una serie di nuove attività quali lo sviluppo di nuove relazioni di traffico, la creazione di un network fra piattaforme logistiche regionali, nuove realizzazioni immobiliari».

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