Archivio della categoria Industria & Cantieri

Assonave, un piano di commesse pubbliche per salvare la cantieristica

Corrado Antonini, presidente di Fincantieri e di Assonave, l'associazione che raggruppa

Corrado Antonini, presidente di Fincantieri e di Assonave, l'associazione che raggruppa costruttori e riparatori navali

Cantieri e aziende navalmeccaniche italiane stanno combattendo «una vera e propria partita per la sopravvivenza. Chi riuscirà ad emergere sarà più forte di prima». Questo il messaggio lanciato nei giorni scorsi da Corrado Antonini, presidente di Assonave, nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione nazionale dei costruttori, riparatori e fornitori navali. Ai lavori hanno partecipato anche Antonio Tajani, vice presidente della commissione Ue con delega ai Trasporti e Giuseppe Maria Reina, sottosegretario alle Infrastrutture .

«In un quadro mondiale caratterizzato da una drammatica caduta della domanda (meno 81% a settembre 2009 riferito allo stesso periodo dell’anno precedente) dopo tre anni di eccezionale sviluppo, e dall’annullamento di una quota consistente degli ordini in portafoglio, la cantieristica più avanzata – quella europea – rischia di vedere la sua massa critica scendere al disotto della soglia di sostenibilità. L’eccesso di stiva nei comparti mercantili d il conseguente crollo dei noli – ha detto Antonini nella sua relazione – concorrono a peggiorare una propensione all’investimento degli armatori già resa problematica dalla stretta creditizia. E il rinvio dei programmi non ha risparmiato neppure il mondo crocieristico, che pure ha salvaguardato il suo dinamismo, ancorché in misura meno accentuata che in passato».

La stessa Commissione Ue appare oggi consapevole della necessità di un intervento d’emergenza, e quindi temporaneo e circoscritto, a sostegno della nostra industria ma insieme a vantaggio della sicurezza del trasporto e del rispetto dell’ambiente. Un sostegno pertanto ben diverso dall’aiuto indiscriminato all’industria, già accordato ai competitor cinesi e coreani. «Il provvedimento – ha precisato il presidente di Assonave – dovrebbe concretizzarsi in stimoli alla domanda finalizzati all’eliminazione dalle acque europee del naviglio obsoleto (prevalentemente ferry e ro-ro) e alla sua sostituzione incentivata, con misure tipo eco-bonus. In Europa ben 140 di questi traghetti hanno superato i 30 anni, e gran parte di essi è concentrata nel Mediterraneo. Il rinnovo della flotta che, essendo di sostituzione, non andrebbe a creare surplus di capacità di trasporto, rientra nell’annunciata politica comunitaria in materia di trasporti e dovrebbe essere accompagnato da un programma di supporto finanziario agli investimenti gestito dalla BEI».

Con l’aggravarsi della crisi, la celere approvazione di questo schema è chiaramente di importanza decisiva. Ma ancora più urgente, qui in Italia, è l’avvio di un piano di commesse pubbliche per far fronte alle crescenti scoperture dei cantieri, sulla scorta di quanto si sta facendo in Francia e in Germania. Così come risulta indispensabile, e in via sistemica per accrescere la nostra competitività, l’allineamento degli strumenti finanziari e assicurativi a quelli vigenti nei paesi europei nostri maggiori concorrenti sui mercati all’esportazione.

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Fincantieri e ABB insieme per ridurre le emissioni di CO2 in porto

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, canadesi e del Noreuropa

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, canadesi e del Nordeuropa

Importante accordo siglato da ABB e Fincantieri per ridurre le emissioni di CO2. I due gruppi, operativi rispettivamente nel settore delle tecnologie per l’energia e l’automazione e in quello della costruzione di navi navi da crociera, mercantili e militari, realizzeranno e metteranno in commercio una serie di sistemi HVSC (High-Voltage Shore Connection) destinati all’alimentazione delle navi in porto. Si tratta di una soluzione guardata con favore dalle gestioni portuali di tutto il mondo, che consente di ridurre le emissioni inquinanti delle navi durante la permanenza in porto, migliorando la qualità dell’aria nelle zone portuali e in quelle circostanti.
La tecnologia HVSC permette la fornitura di energia elettrica direttamente dalla banchina alla nave per il funzionamento dei suoi macchinari e impianti – refrigeratori, illuminazione, riscaldamento e condizionamento – consentendo così l’arresto dei motori diesel finora usati per alimentare i generatori elettrici di bordo.

«Nel gennaio del 2000 ABB ha allestito il primo collegamento al mondo tra una nave e l’alimentazione di terra nel porto di Göteborg in Svezia – ha spiegato Veli-Matti Reinikkala, responsabile della divisione ABB Process automation -. Grazie al nostro know-how e alla nostra capacità di innovazione, al fianco di un leader in campo navale come Fincantieri, saremo in grado di sviluppare soluzioni affidabili per ridurre l’impatto ambientale del traffico navale». Per Fincantieri è intervenuto all’accordo siglato ieri a Zurigo Giorgio Rizzo, responsabile della business unit riparazioni e trasformazioni navali. «Siamo lieti di aver contribuito, insieme ad ABB, alla definizione di un intervento in linea con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente, fermamente perseguiti anche dalle società armatrici nostre clienti. Confidiamo – ha detto – che l’accordo siglato oggi possa costituire un punto di partenza importante per offrire soluzioni sempre più tecnicamente ed economicamente vantaggiose ai nostri clienti ed in generale al mercato».

Una grande nave da crociera ferma in porto per 10 ore, se alimentata da terra, evita di bruciare fino a 20 tonnellate metriche di carburante, equivalenti a 60 tonnellate metriche di anidride carbonica non emesse in atmosfera, ovvero le emissioni annue di 25 automobili europee. Secondo l’istituto svedese di ricerca ambientale IVL, in Svezia l’alimentazione delle navi da terra ha ridotto le emissioni di CO2 nei porti di Göteborg, Stoccolma, Helsingborg e Piteå di 6000 tonnellate metriche l’anno. I nuovi sistemi di collegamento a terra che verranno sviluppati da ABB e Fincantieri saranno conformi a tutte le normative internazionali vigenti, e potranno essere installati in fase di costruzione o manutenzione della nave, o persino in mare.

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, tra i quali quelli di Los Angeles, Long Beach, San Francisco, San Diego, Seattle e Juneau, in Canada a Vancouver e, in Europa, in varie città portuali in Germania, Svezia, Finlandia e Olanda. Fincantieri e ABB già collaborano insieme attraverso la società Seastema S.p.A, joint venture paritetica focalizzata alla progettazione e sviluppo di sistemi di automazione integrata destinati al settore navale.

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Carnival potrebbe tradire Fincantieri con Meyer Werft

Il presidente di Carnival plc Mikey Arison

Il presidente di Carnival plc Micky Arison

Se le indiscrezioni che girano da qualche giorno dovessero essere confermate, dopo 20 anni potrebbe interrompersi il matrimonio fra Fincantieri e il gruppo Carnival. Sembra infatti che il colosso statunitense del settore crocieristico sia in procinto di affidare una commessa al cantiere tedesco Meyer Werft. In realtà a oggi manca ancora l’ufficialità, nel senso che né da Miami, quartiere generale della Carnival plc, né da Princess Cruise, il brand che dovrebbe ordinare due nuove navi da crociera, è trapelato alcun comunicato in tal senso. Un secco no comment è arrivato nel fine settimana scorsa anche da Trieste, in casa Fincantieri.

La notizia, o meglio il rumor, ha iniziato a girare subito in azienda, fra i lavoratori, inducendo i sindacati a chiedere al più presto un incontro con i vertici del gruppo cantieristico, «per discutere e affrontare tutti i problemi relativi ai carichi di lavoro, all’occupazione e allo stato del gruppo». Restano da capire le ragioni del possibile divorzio di Carnival, se le voci sulla commessa Princess venissero realmente confermate. Alla vigilia di nuovi ordini, non è raro che circolino voci sulla scelta di questo o quel cantiere per costruire le navi: fa parte delle strategie commerciali dell’armatore, che in questo modo tende a spuntare qualche cosa sul prezzo finale che gli verrà presentato dal costruttore. Preoccupante potrebbe essere invece la scelta di Meyer Werft. I costruttori di navi da crociera sono in sostanza tre: Fincantieri, Stx Europe e appunto Meyer Werft. I tedeschi hanno dotato il loro cantiere di Papenburg di una struttura iper-moderna : un bacino coperto da oltre 500 metri, in grado di costruire tre navi in un anno. Il sorpasso tedesco potrebbe quindi rivelarsi un sorpasso essenzialmente tecnologico.

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NCL ha scelto i comandanti della Norwegian Epic. Viaggio inaugurale a luglio

La Norwegian Epic è attualmente in costruzione presso i cantieri francesi di Stx Europe

La Norwegian Epic è attualmente in costruzione presso i cantieri francesi di Stx Europe

Procedono spediti i lavori per consentire la consegna a NCL Freestyle Cruising la prossima estate della Norwegian Epic. L’unità è in fase di completamento nei cantieri francesi di STX Europe, a metà giugno del 2010 sarà varata, per poi essere presentata, pochi giorni dopo, a stampa e addetti ai lavori nel corso di ben 5 crociere inaugurali. Il 2 luglio la Epic sarà battezzata, con una cerimonia che si annuncia molto spettacolare, nel porto di New York, per spostarsi successivamente a Miami, da dove inizierà la sua attività regolare verso i Caraibi. Con una stazza lorda di 153mila tonnellate, l’unità è la più imponente della compagnia NCL Freestyle Cruising: 19 ponti, 325 metri di lunghezza e 40 metri di larghezza, un pescaggio di 8,5 metri, uno staff a bordo di oltre 1700 membri.

Intanto, nei giorni scorsi NorwegianCruise Line ha scelto i timonieri che governeranno “la stanza dei bottoni” di questo gioiello dei mari. Si tratta del capitano Trygve Vorren, un veterano che ha alle spalle 29 anni di mare, attualmente capitano della Norwegian Jade, e del capitano Hakan Svedung, sui mari da 35 anni e attuale capitano della Norwegian Dawn. Norvegese d’origine, Vorren ha raggiunto la compagnia NCL nel 1980 nel ruolo di primo ufficiale sulla SS Norway, la più grande nave della compagnia di quell’epoca. Ha poi preso servizio a bordo delle navi Skyward, Southward, Sunward II, Dreamward, Leeward, Starward, Royal Odyssey, Norwegian Sea, Norwegian Crown, Norwegian Sun, Norwegian Dawn and Norwegian Majesty. In un evento live interattivo, NCL ha inoltre presentato i due direttori che saranno responsabili di tutte le aree clienti, incluse le 20 possibilità di ristorazione, intrattenimento, ritrovi per la vita notturna e varie attività ricreative.

«Selezioniamo con cura capitani e direttori d’hotel di lunga esperienza per guidare i team di bordo che lanceranno il progetto più importante nella storia della compagnia – ha detto l’amministratore delegato di NCL Kevin Sheehan – siamo certi della loro esperienza, affidabilità e dedizione, qualità che faranno del lancio e della stagione inaugurale di Norwegian Epic un grandioso successo».

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Le ambizioni di Bottiglieri varate in Cina

Un momento del varo della Bottiglieri Ambition, nel cantiere cinese di

Un momento del varo della Bottiglieri Ambition, nel cantiere cinese di New Jiangsu Yangzijiang

Procede spedito il piano di rinnovamento della flotta Bottiglieri. Lo scorso 16 ottobre presso il cantiere cinese New Jiangsu Yangzijiang è stata varata la “Ambition”, la nuova portarinfuse post Panamax da 93.500 tonnellate di portata, commissionata due anni fa dall’armatore campano. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, Ren Yuanlin, presidente del cantiere, sua moglie Li Jun Chen in veste di madrina, Liu Pin, segretario del partito comunista cinese della provincia di Jiangsu, e il comandante Emmanuele Marrone, fleet manager della società committente. Entro la fine del 2011 alla flotta dry cargo si aggiungeranno altre otto unità gemelle, tra le quali una Capesize da 176mila tonnellate di stazza lorda, per un valore totale dell’investimento pari a circa 600 milioni di dollari.

La Bottiglieri Ambition è destinata, come la “Peppino Bottiglieri” e la “Giovanni Bottiglieri” già varate, alle grandi rotte internazionali per movimentare carichi di minerali, carbone e grano e a dicembre entrerà al servizio di un primario noleggiatore europeo. Classificata dal Registro Italiano Navale, la bulkcarriers gode dei più alti standard tecnici per la sicurezza e la salvaguardia ambientale. Il nome scelto per la nave appena varata è emblematico, a conferma della fiducia dell’armatore nella ripresa economica e nelle strategie aziendali per diventare sempre più presenti nel mercato globale.
«Come avevo infatti già dichiarato in occasione dei precedenti vari – ha fatto sapere il presidente Giuseppe Bottiglieri – la nostra compagnia guarda al futuro dello shipping con grande ambizione, costituendo in largo anticipo una moderna flotta dry cargo per quando, entro il 2014, saranno terminati i lavori di allargamento del canale di Panama. Offrire sul mercato navi più convenienti – che a parità di lunghezza e velocità sono in grado di stivare ben 19.000 tonnellate in più rispetto alle tradizionali Panamax da 74.500 dwt – ci rende senza alcun dubbio più competitivi, ne sono fermamente convinto fin dal giorno in cui firmai il primo ordine al cantiere. Oggi, due anni dopo, il mercato mi dà ragione, avendo accolto con entusiasmo l’ingresso di questo tipo di navi.
Tant’è che i più importanti noleggiatori internazionali, ma anche altri rappresentanti del cluster marittimo, si sono detti notevolmente soddisfatti dei risultati e delle performance tecniche realizzate dalle nostre prime due Post Panamax già entrate in esercizio».

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Investimenti, commesse e rottamazione per risollevare Fincantieri

L'assegnazione di nuove commesse nel settore militare

L'assegnazione di nuove commesse nel settore militare potrebbe garantire nuovo ossigeno a Fincantieri

Una settimana e conosceremo il destino dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. Dall’incontro dei giorni scorsi al ministero dello Sviluppo economico, infatti, è emerso un orizzonte nuovo rappresentato dalle cinque linee di intervento per affrontare la crisi che sta investendo il settore: sostegno agli investimenti, commesse pubbliche, nuove tecnologie, interventi da concordare a livello europeo (vedi norme sulla rottamazione del naviglio obsoleto), infrastrutture. Fra sette giorni quindi, il dicastero di Via Veneto riconvocherà i rappresentanti dei lavoratori, i vertici del gruppo cantieristico e gli enti locali coinvolti per presentare un documento in tre punti con le iniziative per affrontare l’emergenza.

Il primo punto, quello più importante per l’immediato futuro dei 700 dipendenti dello stabilimento stabiese riguarderà lo sblocco delle commesse pubbliche. Nel piano, infatti, il governo sottoporrà alle parti una lista di navi da militari da costruire negli stabilimenti Fincantieri nei prossimi mesi. Commesse che poi il gruppo, d’accordo con i sindacati, assegnerà ai vari cantieri per garantire a tutti i siti del gruppo un lavoro omogeneo. Un passo avanti notevole e chiesto a gran voce dai sindacati che vedevano nello sblocco delle commesse pubblico l’unica alternativa all’empasse attuale. Una boccata d’ossigeno per il gruppo e per gli operai che nei prossimi mesi potranno lavorare con maggiore tranquillità.

Il secondo punto riguarderà, invece, le manovre di sblocco del credito per gli armatori privati, impossibilitati a investire in nuove navi per la mancanza di finanziamenti da parte degli istituti di credito nazionali ed internazionali, che come sempre in periodi di crisi chiudono le cinghie della borsa. Il terzo e ultimo punto riguarderà la vicenda della rottamazione delle navi e quindi le iniziative che Palazzo Chigi preparerà per accelerare la decisione di Bruxelles. Gli incentivi per la rottamazione delle imbarcazioni vecchie rappresenta secondo molti l’unico modo per riattivare in maniera significativa il mercato delle navi.

Il tavolo non ha affrontato per il momento almeno la fase 2 dello stabilimento di Castellammare, quella relativa alla realizzazione del bacino di carenaggio. In realtà questa sarà un investimento infrastrutturale su cui sarà coinvolta anche la regione Campania.

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Cozzolino (Pd): rottamazione Ue per salvare il settore cantieristico

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Attività produttive della CAmpania

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Attività produttive della CAmpania

Più passano i giorni e più appare evidente che l’unica soluzione, alla luce della crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria cantieristica, per lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia sia legata a un piano comunitario per la rottamazione delle navi inquinanti, siano esse militari, mercantili o da crociera. La scorsa settimana, dopo aver manifestato la propria vicinanza ai 700 lavoratori del sito stabiese, la regione Campania si è poi impegnata a sostenere, in sede europea, l’attuazione di un grande piano di rottamazione del naviglio obsoleto per tutta l’area mediterranea, proposta a Strasburgo dall’europarlamentare Andrea Cozzolino (Pd). Obiettivo del progetto è il lancio di un programma europeo per incentivare il rinnovo delle flotte commerciali, allo scopo di rilanciare in maniera sostenibile il settore marittimo e cantieristico.

Secondo l’ex assessore regionale alle Attività produttive, «il trasporto marittimo è un settore chiave per la crescita del Mezzogiorno. Supportare nuovi investimenti per sostituire le navi inquinanti con nuove navi a basso impatto ambientale ci consentirà di limitare le emissioni nocive nei nostri mari e di rilanciare il comparto della cantieristica salvando migliaia di posti di lavoro. Penso ad esempio ai cantieri di Castellammare di Stabia e a tante imprese che lavorano su forniture e subforniture navali e che ogni giorno fanno i conti con gli effetti della recessione».

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Bono: contro la crisi creare sinergie con le Pmi

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri

Fincantieri è un’azienda leader mondiale nel comparto delle navi da crociera «e siamo convinti di poter reagire alla crisi e uscirne ancora più forti. Ma in questo momento siamo su un crinale, quindi dobbiamo fare tutto il possibile per non cadere. Non possiamo farcela da soli, tanto meno possono farcela da sole le Pmi. C’e’ bisogno di fare sistema, solo creando sinergie potremo farcela». Così Giuseppe Bono, amministratore delegato del gruppo cantieristico triestino, nel corso della sua relazione ieri a Milano al convegno “Finanza agevolata per le piccole e medie imprese”. Analizzando i vari aspetti della crisi, il manager calabrese ha ricordato il ruolo fondamentale delle Pmi all’interno del sistema Fincantieri, concorrendo quasi per l’80% alla realizzazione del prodotto finale, e la fortissima incidenza di questo sistema sull’indotto e sull’economia dei territori che ospitano i siti produttivi del gruppo.

«Il nostro è un Paese ricco di eccellenze – ha detto Bono, ma – deve saperle valorizzare, puntando soprattutto sul lavoro e sulla voglia di lavorare e rimboccarsi le maniche». Certo, «il lavoro andrebbe anche alleggerito dell’eccessiva pressione fiscale che riduce i salari». In ogni caso, ha quindi sottolineato l’ad di Fincantieri «il lavoro e la capacità di saper fare sistema ci permetteranno di uscire dalla crisi e guardare al futuro. All’interno del sistema, ognuno deve fare bene il proprio lavoro. Mi riferisco in particolar modo agli organismi preposti ad agevolare le imprese, soprattutto sul fronte delle esportazioni».
Al convegno di Milano era presente anche il ministro per le Riforme, Umberto Bossi che, dopo aver ringraziato Bono sostenendo che «le navi costruite dalla Fincantieri sono in assoluto le più belle del mondo» ha voluto precisare «amico mio, sei un’eccezione, un meridionale che rappresenta l’eccellenza del Paese».

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Fincantieri consegna il pattugliatore Nasir all’Iraq

Il pattugliatore Nasir può raggiungere una velocità di 23 nodi e trasportare fino a 38 persone di equipaggio

Il pattugliatore Nasir può raggiungere una velocità di 23 nodi e trasportare fino a 38 persone di equipaggio

Fincantieri ha consegnato oggi nello stabilimento di Muggiano (La Spezia) Nasir, il secondo dei 4 pattugliatori ordinati dalla Marina militare irachena. La commessa,  per un valore complessivo di 80 milioni di euro, prevede anche la fornitura del relativo supporto logistico e dell’addestramento dell’equipaggio di ciascuna unità. Sono intervenuti alla cerimonia, per l’Iraq il generale Saleh Sarhan, segretario generale del ministero della Difesa, per l’Italia, in rappresentanza del capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Dino Nascetti, direttore generale per le costruzioni e gli armamenti navali. A fare gli onori di casa il responsabile Fincantieri della Direzione navi militari, Alberto Maestrini.

“Nasir”, che significa “Vittoria” – questo il nome dell’unità gemella di “Fateh”, consegnata lo scorso mese di maggio – sarà scortata fino al Canale di Suez dalle unità della nostra Marina militare, quindi fino a Umm Qasr dalle unità della US Navy, per un viaggio verso il Golfo Persico che durerà circa un mese. Una volta giunta in territorio iracheno, “Nasir” inizierà subito a svolgere missioni di sorveglianza della Zona Economica Esclusiva (58 km di costa ricchi di giacimenti petroliferi, prima risorsa dell’economia del paese), operazioni di ricerca e salvataggio, controllo del traffico marittimo e operazioni antincendio.

Il prossimo pattugliatore sarà consegnata entro la fine dell’anno. Le navi, classe “Saettia MK4”, derivano per evoluzione da quelle che Fincantieri ha sviluppato per la Guardia costiera italiana (cinque unità della classe “Diciotti”) e per le Forze Armate di Malta (una unità) e costituiranno il nucleo centrale della flotta di pattugliamento della Marina irachena, con compiti assimilabili a quelli della nostra Guardia costiera. Lunghe 53,40 metri, larghe 8, possono raggiungere una velocità di 23 nodi e ospitare un equipaggio di 38 persone. Le unità sono costruite sotto la sorveglianza del Registro Italiano Navale (Rina) secondo stringenti standard internazionali in tema di sicurezza e di rispetto dell’ambiente.

Fincantieri cura anche direttamente la fornitura di sistemi e componenti navali realizzati nelle proprie strutture di Bari e Riva Trigoso, quali: apparati di propulsione (motori Isotta Fraschini V1716T2MSD da 2360 kW, linee d’asse ed eliche a passo variabile), di generazione (generatori Isotta Fraschini L1306T3ME da 220 kW) e sistema di stabilizzazione.

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È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. Ancora incerti gli scenari politici. L’avvocato dello Stato, Glauco Nori nella sua memoria difensiva ventilava il rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del Lodo.

La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

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STX Europe: chiuso contratto con Deep Sea per una PSV

Il rendering della nuova PSV commissionata a STX Europe da Deep Sea

Il rendering della nuova PSV 09 CD commissionata a STX Europe da Deep Sea

STX Europe costruirà una nuova “Platform supply vessel” per la Deep Sea. L’annuncio è stato dato oggi, con un comunicato, in cui si precisa che l’unità sarà consegnata all’armatore norvegese nel primo trimestre del 2012. Il progetto della PSV 09 CD è stato realizzato ad Alesund, mentre verrà realizzata negli stabilimenti brasiliani del colosso cantieristico coreano. La nave, pensata e destinata a operazioni offshore, riuscirà a garantire le sue prestazioni anche in condizioni meteo critiche, garantendo bassi consumi e con un occhio all’aspetto ambientale.

«La nostra divisione – ha precisato Roy Reite, presidente di STX Europe Offshore – ha lavorato moltissimo negli ultimi due anni nei settori della ricerca e sviluppo. Questo nuovo tipo di PSV è stato presentato in privamera, riscontrando fin da subito l’apprezzamento dei nostri clienti. Ci rende molto orgogliosi l’opportunità di progettare e costruire questa nuova piattaforma per un armatore prestigioso come Deep Sea». La nave, che potrà ospitare comodamente a bordo fino a 26 membri d’equipaggio, è stata pensata per unire velocità nelle prestazioni a capacità e duttilità, tutti requisiti necessari nell’esplorazione e nelle altre operazioni relative alla scoperta di giacimenti petroliferi in fondo al mare.

Con questa commessa salgono a 43 gli ordini della divisione Offshore di STX Europe, di cui il 79% chiusi dalla filiale norvegese del gruppo.

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Fincantieri, su Castellammare i lavoratori incassano l’appoggio di Bassolino


Il presidente della regione Campania Antonio Bassolino

Il presidente della regione Campania Antonio Bassolino

Il tavolo istituito per affrontare la crisi dello stabilimento Fincantieri di Catellammare di Stabia tornerà a riunirsi il 13 ottobre al ministero dello Sviluppo economico. In quell’occasione i rappresentanti sindacali dei circa 700 dipendenti in cassa integrazione e con un futuro poco chiaro visto che lo stabilimento non ha commesse, si confronteranno con l’amministratore delegato Giuseppe Bono, gli enti locali e, verosimilmente anche con ministro Claudio Scajola.

Intanto ieri le delegazioni di Fiom, Film e Uilm hanno incontrato a Palazzo Santa Lucia il governatore della Campania Antonio Bassolino, che si è impegnato a sostenere  in sede europea l’attuazione di un grande piano di rottamazione delle vecchie navi nell’area mediterranea. L’ex sindaco di Napoli ha poi espresso ai sindacati la disponibilità a concordare con il governo procedure per un contratto di programma per il nuovo bacino di carenaggio a Castellammare di Stabia. La Giunta regionale, al riguardo, ha già deliberato il via libera allo studio di fattibilità.

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Libertà di Stampa !

Libertà di Stampa

La Repubblica

La Repubblica

“Libertà a rischio”, domani in piazza

ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30


L'Unità

L'Unità

Tutti in piazza per la libertà d’informazione

Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.



il Giornale

il Giornale

Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”

Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.


Libero News

Libero News

Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause

“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.


il Messaggero

il Messaggero

Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa

ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.

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Al Salone di Genova l’Assemblea generale di Ucina

Da domani per 10 giorni Genova sarà la capitale mondiale del turismo nautico

Da domani per 10 giorni Genova sarà la capitale mondiale del turismo nautico

L’industria nautica motore della ripresa. Questo il tema dell’Assemblea generale di Ucina, prevista domani presso il Fiera Congressi del Salone nautico internazionale. Con il presidente della Confindustria nautica Anton Francesco Albertoni a far gli onori di casa, hanno confermato la loro presenza i ministri delle infrastrutture Altero Matteoli e del Turismo Vittoria Brambilla, insieme al sottosegretario del Mef Giuseppe Vegas e una nutrita rappresentanza di parlamentari di Camera e Senato. «È per rispondere al coraggio dei miei soci che ho voluto anticipare in questa occasione l’Assemblea tradizionalmente convocata a dicembre a Roma – chiarisce il presidente di Ucina -per coinvolgere la politica direttamente nell’evento più importante per la nautica, non solo italiana, ma mondiale, l’evento più nautico dell’anno». Ma soprattutto aprire le porte e farsi conoscere meglio da una classe politica alla quale Ucina Confindustria nautica chiede, con trasparenza e convinzione, una politica nazionale per il comparto.

Alle 11.30 presso la Sala Liguria del Fiera Congressi di Genova (situato all’interno del quartiere Fieristico), politica e industria si incontreranno, dunque, per confrontarsi su temi centrali per il settore nautico, come, per esempio, la creazione di una rete di porti turistici, l’inserimento del turismo nautico fra le politiche turistiche, una politica fiscale capace di azzerare il gap competitivo con i concorrenti francesi ed inglesi. Questa occasione di confronto avrà la funzione di analizzare la carenza italiana di strutture legate alla portualità per la nautica. Tale deficit si evidenzia attraverso il dato che indica il rapporto tra le imbarcazioni e i posti barca che, in Italia, raggiunge il valore di 3,8, contro il 2,1 registrato da altri paesi mediterranei come la Turchia, la Spagna e la Francia. (Fonte: Rapporto sul turismo nautico 2009 edito dall’Osservatorio Nautico Nazionale).

L’idea di avvicinare il neonato ministero del Turismo agli aspetti legati al diporto, nasce dalla volontà di individuare obiettivi condivisi volti a potenziare il turismo nautico, che seppur estraneo alla dimensione industriale, ne rappresenta lo sbocco vitale. Poi ci sono la riforma del Codice e del Registro Internazionali per i grandi yacht come l’equiparazione della locazione di piccole barche al noleggio degli scafi maggiori con equipaggio. La 49^ edizione del Salone nautico internazionale di Genova confermerà da domani la percezione di estrema dinamicità e agilità del settore nautico che proprio in forza di queste intrinseche qualità sta reagendo con determinazione per rispondere in maniera fattiva alle sollecitazioni di un mercato nuovo e tutto da conquistare.

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Fincantieri, varata ad Ancona Le Boreal per la Compagnie du Ponant

Su Le  ytroveranno posto fino a 260 ospiti in 132 cabine, tutte con vista esterna

Su Le Boreal troveranno posto fino a 260 ospiti in 132 fra cabine e suite, tutte con vista esterna

È stata varata ieri nello stabilimento di Ancona, “Le Boreal”, la prima di due navi da crociera extra lusso ordinate a Fincantieri dall’armatore francese Compagnie du Ponant. L’unità entrerà in servizio nella primavera del prossimo anno e per dimensioni ed estrema cura negli allestimenti potrà a tutti gli effetti essere paragonata a un mega yacht. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Jean-Emmanuel Sauvee, direttore generale di Compagnie du Ponant, Bertrand Leblond, direttore tecnico, Jean Philippe Lemaire, il futuro comandante di quella che sarà la nuova ammiraglia della flotta e, per Fincantieri, Antonio Quintano, direttore dello stabilimento dorico. Madrina del varo è stata Vèronique Saade.

La nuova unità, che batterà bandiera transalpina, ha circa 10.700 tonnellate di stazza lorda, è lunga quasi 142 metri e larga 20. Potrà ospitare a bordo oltre 260 passeggeri in 132 tra cabine e suite, tutte con vista esterna, il 94% delle quali dotate di balcone privato. “Le Boreal”, che sarà dotata delle più avanzate tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, grazie alle sue dimensioni ridotte potrà raggiungere porti e destinazioni inaccessibili a unità più grandi.
La Compagnie du Ponant, con sede a Marsiglia, ha attualmente una flotta composta da tre unità da crociera e si posiziona nel target extra-lusso. Fondata nel 1988, fa parte del Gruppo CMA-CGM, terzo gruppo armatoriale al mondo nel settore del trasporto container.

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Le novità di Rodriquez Marine System al Salone di Genova

Al Salone di Genova Rodriquez Marine System sarà presente allo stand C2 del padiglione C

Al Salone di Genova Rodriquez Marine System sarà presente allo stand C2 del padiglione C

Al Salone nautico internazionale di Genova che aprirà i battenti sabato prossimo sarà presente anche Rodriquez Marine System, società dell’omonimo gruppo con sede a Sarzana che opera nei sistemi di stabilizzazione. E proprio nel corso della 49^ edizione della rassegna saranno presentati al pubblico la “pinna elettrica” e il “Silent thruster” elettrico, due prodotti fortemente innovativi e tecnologicamente avanzati. Al contrario dei sistemi di stabilizzazione all’ancora tradizionali oleodinamici (certamente affidabili ed efficienti, ma con bassa capacità dinamica e perciò non in grado di soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di imbarcazioni presenti sul mercato), la pinna elettrica, che può essere equipaggiata su tutti i tipi di imbarcazione, dal diporto, al lavoro, al militare, garantisce migliori prestazioni e benefici dal punto di vista economico.

«In particolare, poiché non si riesce a soddisfare appieno le richieste durante la stabilizzazione all’ancora, le pinne con attuatori oleodinamici hanno bisogno di dimensioni notevoli e di potenze in gioco elevate. Con l’utilizzo della pinna elettrica sviluppata da Rodriquez Marine System - si legge in un camunicato – si riesce a risolvere il problema della bassa dinamicità del sistema tradizionale, con vantaggi quali: mggiore velocità di rotazione per soddisfare le richieste della stabilizzazione all’ancora; minori costi di installazione; rumorosità ridotta al minimo, e basso impatto ambientale in non vi è necessità di olio».

Analogamente, il silent thruster elettrico (impianto di eliche di manovra) «consente di manovrare più agevolmente l’imbarcazione, con rumorosità ridotta e miglior funzionamento. I Thruster tradizionali, sia con motore idraulico sia con motore elettrico standard, sono infatti costruiti con coppie coniche collegate meccanicamente
allo scafo e, durante la rotazione, entrano in risonanza provocando forti vibrazioni». L’utilizzo di questo dispositivo sviluppato da Rodriquez Marine System – con il nuovo motore a magneti permanenti inserito direttamente nel tunnel – minimizza tale problema, rendendo le vibrazioni praticamente nulle.
La concezione innovativa di questo thruster permette inoltre di eliminare l’impianto oleodinamico e ridurre al minimo quello elettrico, con l’effetto di presentare ingombri ridotti.

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Un mare di nomi per le ultime navi Costa Crociere

Fumaiolo Costa

Costa Crociere è il più grande gruppo turistico italiano e la compagnia di crociere numero uno in Europa

I clienti, gli agenti di viaggio e gli utenti del sito web potranno scegliere il nome delle future navi di Costa Crociere. Si tratta della sedicesima e diciassettesima unità della flotta, gemelle da quasi 115mila tonnellate di stazza che Fincantieri consegnerà rispettivamente nella primavera del 2011 e in quella del 2012. Le due navi, con capacità di 3780 ospiti totali, saranno realizzate nello stabilimento di Marghera. Fanno parte di un programma di espansione della prima compagnia crocieristica del Vecchio continente che prevede 5 nuove navi tra il 2009 e il 2012, per un investimento complessivo di 2,4 miliardi di euro: il più grande piano di crescita di una flotta passeggeri al mondo.

Fino al 20 ottobre, infatti, collegandosi online al sito mondocosta.it, sarà possibile dare una preferenza alla short list di 25 opzioni selezionate dalla compagnia di navigazione genovese da una base di oltre 16mila nomi proposti dagli agenti di viaggio Costa di tutto il mondo. L’iniziativa, unica nel suo genere su scala mondiale, si chiama “Mandaci un mare di nomi”e sta riscuotendo un successo che va oltre le previsioni.

A conferma dell’attenzione nell’utilizzo delle nuove tecnologie e della Rete, pochi giorni fa Costa Crociere si è aggiudicata la decima edizione degli “Internet key Awards”, il premio riconosciuto come uno degli appuntamenti più prestigiosi e qualificati del settore, coinvolge ogni anno utenti della comunicazione, web agencies, agenzie media, operatori e professionisti del Web e del Mobile Marketing. Il sito sonoappenatornato.it è stato scelto nella categoria “tempo libero” per la sua creatività e per lo spirito innovativo. Online dal 4 marzo di quest’anno, con design grafico accattivante, curato da Agency.com, estende il concept dell’ultima campagna televisiva della compagnia, di cui riprende il claim. Con i giocatori della Juventus Amauri, Camoranesi, Chiellini e De Ceglie come attori, il video documenta che una crociera Costa è un’esperienza così incredibile e appagante che quando si torna alla vita di tutti giorni si continua a vivere l’atmosfera da sogno della vacanza appena conclusa, ed è inevitabile combinare qualche “sbadataggine”. Ma non c’è problema: tutti sanno che per chi è appena tornato è normale continuare ad avere la testa tra le nuvole, avere un comportamento distaccato di beatitudine.

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Crisi Fincantieri, Vozza scrive a Letta

Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare di Stabia

Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare di Stabia

Un’iniziativa concreta da parte dell’esecutivo affinché nei primi giorni del prossimo mese il tavolo sulla crisi dello stabilimento Fincantieri  possa “partorire” decisioni concrete. Questo l’appello rivolto a Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, da parte di Salvatore Vozza, primo cittadino di Castellammare di Stabia. Le parti torneranno a incontrarsi entro la prima metà di ottobre, da qui la richiesta da parte del sindaco stabiese di dar seguito agli impegni presi da parte dei vertici aziendali, istituzioni e rappresentanti sindacali nel corso del tavolo istituito al ministero dello Sviluppo economico.

Cinque i punti su cui agire definiti nel corso dei diversi incontri s via Veneto: l’impegno del governo a monitorare il settore costruzioni navali e la Fincantieri, con azione di stimolo alla domanda pubblica e privata, ed esame della possibilità di integrare le commesse militari; il problema dell’allineamento degli strumenti finanziari a quelli degli altri competitor europei;
accelerazione  dell’iter con la Regione Siciliana e la Campania per la realizzazione dei bacini di carenaggio nei cantieri di Palermo e Castellammare di Stabia;
avvio immediato di un tavolo di trattativa con il ministero del Lavoro e le Regioni interessate per discutere il piano degli ammortizzatori sociali;
l’impegno da parte di Palazzo Chigi affinché si giunga in sede Ue a un’intesa sulla rottamazione delle navi.

Nella sua lettera a Letta, Vozza ricorda i momenti di difficoltà che tutta Castellammare di Stabia sta vivendo, con manifestazioni di protesta pressoché quotidiane e una tensione sociale alle stelle. «La nostra città  - scrive il sindaco – ha solo il cantiere navale, e la situazione del Mezzogiorno si fa di ora in ora più esplosiva. Salutiamo positivamente l’interlocuzione che si è aperta con il governo e siamo consapevoli della sua importanza, ma ora bisogna chiudere con decisioni concrete ed efficaci».

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Vesco, c’è l’impegno delle istituzioni per salvare i cantieri navali di Lavagna

Enrico Vesco, assessore alle Attività produttive della regione Liguria

Enrico Vesco, assessore alle Attività produttive della regione Liguria

Incontro interlocutorio ieri a Genova fra la la proprietà dei cantieri navali Lavagna, l’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, l’assessore alle attività produttive della Provincia di Genova, Paolo Perfigli, il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza e i rappresentanti di Ligurcapital per fare il punto sulla situazione di crisi in cui versa l’azienda. Il vertice è stato organizzato negli uffici della Regione.

Le parti hanno concordato sulla volontà di salvare il polo produttivo e la sua localizzazione, individuando uno o più partner che entrino nel capitale aziendale e consentano così il mantenimento del marchio sul territorio, dall’altro di accelerare il più possibile l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha ricordato la sua produzione di eccellenza riconosciuta a livello non solo italiano, ma mondiale e la crisi in cui versa dovuta alla perdita delle commesse e ai forti investimenti degli anni passati. Le istituzioni presenti si sono impegnate ad affiancare i lavoratori sia diretti che dell’indotto, mettendo a disposizione tutti gli strumenti finanziari possibili da utilizzare per far fronte al momento di crisi.
La situazione dell’azienda sarà verificata in un ulteriore prossimo appuntamento. Le istituzioni si sono inoltre impegnate a confrontarsi nei prossimi giorni con i rappresentanti dei lavoratori.

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Eroi senza Onori

La miniera di carbone a Marcinelle in Belgio. Il 17 agosto 1956 vi morirono 136 minatori italiani.

La miniera di carbone a Marcinelle in Belgio. Il 17 agosto 1956 vi morirono 136 minatori italiani.

Per chi muore nello svolgimento delle proprie funzioni ci sono delle differenze. C’è chi viene trattato con onore e chi dimenticato.
Qui di seguito riporto i morti di oggi, che non avranno mai riconoscimenti, che non avranno mai le prime pagine dei giornali, che non avranno mai i funerali di Stato. E che forse avranno, ribadisco forse, una misera pensione per i familiari. Per chi è morto oggi (ma anche ieri e ieri l’altro e giorni fa, mesi fa, anni fa) nessun ministro ha fatto alcuna dichiarazione, nessun ministero ha richiesto l’approfondimento delle cause per correggere gli errori commessi.
Eroi senza onori. Morti sul posto di lavoro. Non voglio paragonare i morti, non penso che sia stato sbagliato concedere onori a chi li ha ricevuti da poco, penso solo che forse le vittime di una guerra perenne siano sul suolo nazionale e urlo ogni volta che vengono ignorati! Urlo quando non ne leggo i nomi. Urlo quando nessuno interviene.

Ecco il comunicato ANSA :

Si continua a morire nei cantieri italiani. Una giornata che conta tre morti in Lombardia, Trentino e Sardegna e numerosi feriti.

A Brescia due operai cadono da 15 metri: uno è morto sul colpo e l’altro è in fin di vita. Ad Arco (Trento) un marocchino è stato decapitato dalla lama di un escavatore con cui stava lavorando. Ad Olbia altri due operai sono caduti mentre stavano costruendo un capannone industriale; uno è morto, l’altro è ricoverato in prognosi riservata. Grave anche un operaio edile precipitato durante i lavori di ristrutturazione di un edificio nel parmense. E a Genova ben 16 persone sono state ricoverate in via precauzionale dopo la fuoriuscita di una sostanza tossica da alcuni fusti in un container.

Il primo incidente è avvenuto nello stabilimento siderurgico della ‘Ori Martin’ di Brescia dove un operaio di 43 anni, Alberto Simoncelli, è deceduto dopo essere precipitato, da circa 15 metri di altezza, dal cestello di una piattaforma all’interno dello stabilimento. Ma con lui è caduto nel vuoto, anche il collega Gabriele M., 47 anni. L’uomo è ora ricoverato in gravissime condizioni presso gli Ospedali Civili della città. I medici stanno tentando un intervento d’urgenza per salvargli la vita. Appresa la notizia dell’ incidente, la Rsu e i sindacati metalmeccanici della storica acciaieria bresciana hanno indetto uno sciopero immediato fino alle 10 di giovedì mattina. Del caso si occupa la Polizia. Secondo le prime ricostruzioni, al momento dell’incidente i due operai, dipendenti della ‘Sm Lattoneria Brescia’, stavano eseguendo dei lavori di manutenzione al tetto di un capannone dello stabilimento. Intorno alle 9 il cestello sul quale si trovavano si sarebbe inclinato, facendo volare nel vuoto gli operai, per poi staccarsi definitivamente dalla piattaforma. I sanitari del 118 intervenuti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Simoncelli, morto sul colpo, mentre il suo collega è stato trasportato in codice rosso in ospedale. Il secondo incidente ad Arco, nel parco Braille, vicino all’ospedale. Secondo i primi accertamenti, Said Karroui, 37 anni, residente ad Albenga (Savona), al suo primo giorno di lavoro (sarà vero? o lavorava in nero?? n.d.r.) , alla guida di una piccola ruspa stava effettuando lavori di pulizia su una stradina in forte pendenza quando, all’improvviso, ha perso il controllo del mezzo che è rotolato in una scarpata per alcune decine di metri. Dopo essere stato sbalzato dal sellino, è stato decapitato dalle lame montate sull’escavatore. Pare che l’operaio non fosse assicurato al mezzo con le cinture. Ad Olbia due operai sono caduti da un’altezza di nove metri in un cantiere nella zona industriale dove erano impegnati nella costruzione di un capannone industriale: Mario Cuccu, di 50 anni, è morto poco dopo il ricovero nell’ospedale Giovanni Paolo II, mentre Luigi Desortes, di 48, sottoposto a un intervento chirurgico, è ora ricoverato in rianimazione con prognosi riservata. A Trecasali, piccolo centro in provincia di Parma, un operaio edile di 51 anni è caduto da un’impalcatura nel corso dei lavori di ristrutturazione di un edifici. Anche per lui la prognosi è riservata. A Genova, 16 persone sono state ricoverate in ospedale, in via precauzionale, dopo la fuoriuscita di una sostanza tossica (isocianato di tolmeneda) da alcuni fusti all’interno di un container nel porto di Genova.

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