Archivio della categoria Industria & Cantieri
Fincantieri consegna il pattugliatore Nasir all'Iraq
Pubblicato da Redazione il 08 ottobre 2009 alle ore 16:30 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Militare & Difesa

Il pattugliatore Nasir può raggiungere una velocità di 23 nodi e trasportare fino a 38 persone di equipaggio
Fincantieri ha consegnato oggi nello stabilimento di Muggiano (La Spezia) Nasir, il secondo dei 4 pattugliatori ordinati dalla Marina militare irachena. La commessa, per un valore complessivo di 80 milioni di euro, prevede anche la fornitura del relativo supporto logistico e dell’addestramento dell’equipaggio di ciascuna unità. Sono intervenuti alla cerimonia, per l’Iraq il generale Saleh Sarhan, segretario generale del ministero della Difesa, per l’Italia, in rappresentanza del capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Dino Nascetti, direttore generale per le costruzioni e gli armamenti navali. A fare gli onori di casa il responsabile Fincantieri della Direzione navi militari, Alberto Maestrini.
“Nasir”, che significa “Vittoria” – questo il nome dell’unità gemella di “Fateh”, consegnata lo scorso mese di maggio – sarà scortata fino al Canale di Suez dalle unità della nostra Marina militare, quindi fino a Umm Qasr dalle unità della US Navy, per un viaggio verso il Golfo Persico che durerà circa un mese. Una volta giunta in territorio iracheno, “Nasir” inizierà subito a svolgere missioni di sorveglianza della Zona Economica Esclusiva (58 km di costa ricchi di giacimenti petroliferi, prima risorsa dell’economia del paese), operazioni di ricerca e salvataggio, controllo del traffico marittimo e operazioni antincendio.
Il prossimo pattugliatore sarà consegnata entro la fine dell’anno. Le navi, classe “Saettia MK4”, derivano per evoluzione da quelle che Fincantieri ha sviluppato per la Guardia costiera italiana (cinque unità della classe “Diciotti”) e per le Forze Armate di Malta (una unità) e costituiranno il nucleo centrale della flotta di pattugliamento della Marina irachena, con compiti assimilabili a quelli della nostra Guardia costiera. Lunghe 53,40 metri, larghe 8, possono raggiungere una velocità di 23 nodi e ospitare un equipaggio di 38 persone. Le unità sono costruite sotto la sorveglianza del Registro Italiano Navale (Rina) secondo stringenti standard internazionali in tema di sicurezza e di rispetto dell’ambiente.
Fincantieri cura anche direttamente la fornitura di sistemi e componenti navali realizzati nelle proprie strutture di Bari e Riva Trigoso, quali: apparati di propulsione (motori Isotta Fraschini V1716T2MSD da 2360 kW, linee d’asse ed eliche a passo variabile), di generazione (generatori Isotta Fraschini L1306T3ME da 220 kW) e sistema di stabilizzazione.
È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Ambiente, Armatori, Associazioni, Brevi, Capitanerie di Porto, Crociere & Turismo, Dal Mondo, Dogane, Economia & Finanza, Editoriale, Industria & Cantieri, Istituzioni, Militare & Difesa, Pirateria, Politica, Porti & Marinas, Shipping, Training & Schools, Yachts & Diporto
La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Fincantieri, su Castellammare i lavoratori incassano l'appoggio di Bassolino
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 10:30 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni, Politica

Il presidente della regione Campania Antonio Bassolino
Il tavolo istituito per affrontare la crisi dello stabilimento Fincantieri di Catellammare di Stabia tornerà a riunirsi il 13 ottobre al ministero dello Sviluppo economico. In quell’occasione i rappresentanti sindacali dei circa 700 dipendenti in cassa integrazione e con un futuro poco chiaro visto che lo stabilimento non ha commesse, si confronteranno con l’amministratore delegato Giuseppe Bono, gli enti locali e, verosimilmente anche con ministro Claudio Scajola.
Intanto ieri le delegazioni di Fiom, Film e Uilm hanno incontrato a Palazzo Santa Lucia il governatore della Campania Antonio Bassolino, che si è impegnato a sostenere in sede europea l’attuazione di un grande piano di rottamazione delle vecchie navi nell’area mediterranea. L’ex sindaco di Napoli ha poi espresso ai sindacati la disponibilità a concordare con il governo procedure per un contratto di programma per il nuovo bacino di carenaggio a Castellammare di Stabia. La Giunta regionale, al riguardo, ha già deliberato il via libera allo studio di fattibilità.
Al Salone di Genova l'Assemblea generale di Ucina
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 15:30 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Armatori, Associazioni, Crociere & Turismo, Industria & Cantieri

Da domani per 10 giorni Genova sarà la capitale mondiale del turismo nautico
L’industria nautica motore della ripresa. Questo il tema dell’Assemblea generale di Ucina, prevista domani presso il Fiera Congressi del Salone nautico internazionale. Con il presidente della Confindustria nautica Anton Francesco Albertoni a far gli onori di casa, hanno confermato la loro presenza i ministri delle infrastrutture Altero Matteoli e del Turismo Vittoria Brambilla, insieme al sottosegretario del Mef Giuseppe Vegas e una nutrita rappresentanza di parlamentari di Camera e Senato. «È per rispondere al coraggio dei miei soci che ho voluto anticipare in questa occasione l’Assemblea tradizionalmente convocata a dicembre a Roma – chiarisce il presidente di Ucina -per coinvolgere la politica direttamente nell’evento più importante per la nautica, non solo italiana, ma mondiale, l’evento più nautico dell’anno». Ma soprattutto aprire le porte e farsi conoscere meglio da una classe politica alla quale Ucina Confindustria nautica chiede, con trasparenza e convinzione, una politica nazionale per il comparto.
Alle 11.30 presso la Sala Liguria del Fiera Congressi di Genova (situato all’interno del quartiere Fieristico), politica e industria si incontreranno, dunque, per confrontarsi su temi centrali per il settore nautico, come, per esempio, la creazione di una rete di porti turistici, l’inserimento del turismo nautico fra le politiche turistiche, una politica fiscale capace di azzerare il gap competitivo con i concorrenti francesi ed inglesi. Questa occasione di confronto avrà la funzione di analizzare la carenza italiana di strutture legate alla portualità per la nautica. Tale deficit si evidenzia attraverso il dato che indica il rapporto tra le imbarcazioni e i posti barca che, in Italia, raggiunge il valore di 3,8, contro il 2,1 registrato da altri paesi mediterranei come la Turchia, la Spagna e la Francia. (Fonte: Rapporto sul turismo nautico 2009 edito dall’Osservatorio Nautico Nazionale).
L’idea di avvicinare il neonato ministero del Turismo agli aspetti legati al diporto, nasce dalla volontà di individuare obiettivi condivisi volti a potenziare il turismo nautico, che seppur estraneo alla dimensione industriale, ne rappresenta lo sbocco vitale. Poi ci sono la riforma del Codice e del Registro Internazionali per i grandi yacht come l’equiparazione della locazione di piccole barche al noleggio degli scafi maggiori con equipaggio. La 49^ edizione del Salone nautico internazionale di Genova confermerà da domani la percezione di estrema dinamicità e agilità del settore nautico che proprio in forza di queste intrinseche qualità sta reagendo con determinazione per rispondere in maniera fattiva alle sollecitazioni di un mercato nuovo e tutto da conquistare.
Vesco, c'è l'impegno delle istituzioni per salvare i cantieri navali di Lavagna
Pubblicato da Redazione il 24 settembre 2009 alle ore 10:20 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni

Enrico Vesco, assessore alle Attività produttive della regione Liguria
Incontro interlocutorio ieri a Genova fra la la proprietà dei cantieri navali Lavagna, l’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, l’assessore alle attività produttive della Provincia di Genova, Paolo Perfigli, il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza e i rappresentanti di Ligurcapital per fare il punto sulla situazione di crisi in cui versa l’azienda. Il vertice è stato organizzato negli uffici della Regione.
Le parti hanno concordato sulla volontà di salvare il polo produttivo e la sua localizzazione, individuando uno o più partner che entrino nel capitale aziendale e consentano così il mantenimento del marchio sul territorio, dall’altro di accelerare il più possibile l’erogazione degli ammortizzatori sociali.
Nel corso dell’incontro l’azienda ha ricordato la sua produzione di eccellenza riconosciuta a livello non solo italiano, ma mondiale e la crisi in cui versa dovuta alla perdita delle commesse e ai forti investimenti degli anni passati. Le istituzioni presenti si sono impegnate ad affiancare i lavoratori sia diretti che dell’indotto, mettendo a disposizione tutti gli strumenti finanziari possibili da utilizzare per far fronte al momento di crisi.
La situazione dell’azienda sarà verificata in un ulteriore prossimo appuntamento. Le istituzioni si sono inoltre impegnate a confrontarsi nei prossimi giorni con i rappresentanti dei lavoratori.
Fincantieri, due commesse per rilanciare l'export nel militare
Pubblicato da Redazione il 04 agosto 2009 alle ore 13:04 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Militare & Difesa

L'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono
Fincantieri costruirà due nuove unità per conto di marine militari straniere. Il gruppo cantieristico che ha sede a Trieste si è aggiudicato la commessa per una corvetta destinata alla Marina degli Emirati arabi e una fleet tanker (per il rifornimento e il supporto logistico) da consegnare alla Marina indiana. Il valore complessivo delle 2 operazioni, che saranno completate entro la fine del 2011,è di 250 milioni di euro.
Il contratto con gli arabi prevede, inoltre, un’opzione per un’unità gemella e la fornitura di logistica e training addestrativo per l’equipaggio. Selex Sistemi Integrati del gruppo Finmeccanica si occuperà della realizzazione del sistema di fuoco della corvetta. Per quanto riguarda la fleet tanker alla Marina indiana, si tratta di una gemella di quella che Fincantieri consegnerà alla fine del prossimo anno.
L’unità sarà lunga 175 metri, avrà un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate, e potrà ospitare circa 250 persone.
«Fincantieri guarda con particolare attenzione al mercato indiano. – si legge in una nota del gruppo – Dopo la consegna nel 2007 al National Institute of Ocean Technology di Madras della nave oceanografica “Sagar Nidhi”, continua la collaborazione dell’azienda, sulla scorta dell’esperienza maturata nella realizzazione del “Cavour”, ammiraglia della MMI, con il cantiere di Cochin per la progettazione dell’apparato motore, il trasferimento di tecnologia e la fornitura di servizi complementari per la portaerei “Indigenous Aircraft Carrier” (IAC), in corso di costruzione».
Fincantieri ha concluso la progettazione funzionale e di dettaglio del sistema propulsivo e a breve inizierà la fase di assistenza presso lo stabilimento indiano.
«Stiamo iniziando a raccogliere i frutti di quello che abbiamo seminato. Queste importanti commesse – ha fatto sapere a margine dell’annuncio l’ad Giuseppe Bono - rappresentano per il gruppo un significativo segnale di ripresa dell’export militare, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Esse seguono la recente acquisizione dei primi ordini per il programma Littoral Combat Ship che ci vede impegnati nei nostri cantieri statunitensi, e confermano la scelta strategica di presidiare tutti i segmenti, dal civile al militare».
Ristrutturazione dei cantieri di Danzica, c'è l'ok di Bruxelles
Pubblicato da Redazione il 23 luglio 2009 alle ore 10:00 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni

Neelie Kroes, commissario Ue alla Concorrenza e mercato
«È stato uno dei più lunghi e difficili casi che ho dovuto affrontare, ma sono lieta per la soluzione costruttiva che abbiamo trovato, in modo da salvare questo eccezionale cantiere e tutte le persone che ci lavorano». Con queste parole il commissario Ue alla Concorrenza, l’olandese Neelie Kroes, ha comunicato ieri il via libera di Bruxelles al piano d’aiuti per per ristrutturare i cantieri navali di Danzica, in Polonia. L’importo approvato dalla Commissione ammonta a 251 milioni di euro, di cui una parte sono ancora da erogare.
Finisce così nel migliore dei modi una questione molto delicata, iniziata con un’indagine dell’Ue quattro anni fa. «Abbiamo compiuto un notevole sforzo – ha precisato – per assicurare che il cantiere sia autosufficiente per molti anni a venire. Una vera ristrutturazione è l’unico modo per assicurare posti di lavoro stabili per i dipendenti dello stabilimento». Il valore complessivo del piano d’aiuti di Varsavia è di 251 milioni. Di questi, 94 sono già stati stanziati 94 nel 2004, quando la Polonia fece il suo ingresso nell’Europa a 25 (ora sono 27 gli stati membri), mentre altri 35 sono di prossima erogazione. Al totale mancano 112 milioni, sotto forma di aiuti all’export, di cui 80 già incassati dal cantiere e altri 42 da ottenee nel quadriennio 2009 – 2012.
La Commissione ha voluto ricordare, comunque, che gli aiuti concessi dal 2002 «hanno determinato una sostanziale distorsione della concorrenza nel mercato della costruzione navale e che il piano di ristrutturazione approvato include pertanto una diminuzione della capacità produttiva dello stabilimento con la chiusura di due dei tre bacini del cantiere». Per questo i cantieri di Danzica si sono impegnati a produrre un massimo di 100mila tonnellate di stazza lorda all’anno.
Anche la Fiom firma l'integrativo Fincantieri
Pubblicato da Redazione il 17 luglio 2009 alle ore 10:30 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni

Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi
E pace fu. Ieri, alla fine di un braccio di ferro durato diversi mesi, durante i quali non sono mancate vibranti proteste e manifestazioni da parte dei suoi associati, anche la Fiom ha firmato il contratto integrativo di Fincantieri. Tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici hanno accolto positivamente il raggiungimento dell’intesa.
«Sulle garanzie occupazionali – fa sapere Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil – è obiettivo formalizzato che non ci saranno né chiusura di siti, né esuberi di personale. Per quanto riguarda appalti, sicurezza sul lavoro, formazione professionale e apprendistato, si raggiungono risultati importanti che garantiscono nuovi poteri di intervento e nuovi diritti alle organizzazioni sindacali, alle Rsu e ai lavoratori. L’intesa, – ha aggiunto – interpreta, chiarisce, modifica e integra l’accordo separato dell 1° aprile scorso».
Secondo Alessandro Zupin dell’Ugl, ieri si è trovato «uno spirito di fattiva e concreta collaborazione fra tutte le organizzazioni sindacali presenti e l’azienda». Per il sindacalista «Fincantieri si è dimostrata disponibile a suddividere il raggiungimento dei venti punti per il premio di produttività a metà tra azienda e dipendenti. Ciò dimostra la disponibilità da parte dell’azienda nel futuro operato dei lavoratori, i quali, così, saranno maggiormente incentivati a fare la propria parte per uscire dalla crisi».
Apprezzamento per la scelta della Fiom di partecipare al tavolo è arrivata anche dalla Fim. «È un passo – ha confermato il segretario generale Bruno Vitali – che contribuisce a rafforzare ulteriormente l’azione sindacale in Fincantieri che ha come obiettivo di consolidare l’attività produttiva di tutti i siti del gruppo e sviluppare l’occupazione». Ulteriore novità emersa nella riunione, spiega la Fim, è la disponibilità dell’azienda a valutare per il futuro l’assunzione di apprendisti (una pratica finora osteggiata dalla Fiom) che consentirà la collocazione al lavoro di giovani nel gruppo.
Fiom, ora anche gli altri sindacati riconoscono il voto delle RSU per l'integrativo Fincantieri
Pubblicato da Redazione il 07 luglio 2009 alle ore 10:30 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni

Una manifestazione dei metalmeccanici Fiom degli stabilimenti Fincantieri
La Fiom scende in campo per replicare a Fim e Uilm che nei giorni scorsi avevano annunciato l’approvazione, da parte della maggioranza delle reppresentanze sindacali di Fincantieri, dell’accordo sul contratto integrativo. «In realta – si legge in una nota dei metalmeccanici della Cgil - nessuna Rsu del Gruppo è stata convocata né si è riunita per discutere dell’accordo. Osserviamo inoltre che il numero complessivo delle rappresentanze indicato da Fim e Uilm (129) non corrisponde al vero: sono infatti 125. È comunque significativo che Fim e Uilm – a tempo scaduto e a tre mesi dall’accordo – riconoscano che il pronunciamento delle Rsu era necessario».
Resta il fatto, sostiene la Fiom, che al momento della firma dell’accordo separato del 1° aprile la grande maggioranza dei lavoratori non l’ha sottoscritto e che, una settimana dopo, la maggioranza assoluta delle stesse Rsu ha firmato un documento che lo respingeva e chiedeva la riapertura delle trattative. Così come rimane il fatto che Fim e Uilm hanno poi impedito che l’accordo separato fosse sottoposto a referendum, mentre solo il voto di tutti i lavoratori avrebbe potuto eventualmente modificare il giudizio negativo delle rappresentanze sindacali unite. Infatti, dal 1996 tutti i precedenti accordi aziendali sono stati approvati prima con il voto delle Rsu, poi con il referendum. «Questa procedura è stata praticata anche nel 2004, nonostante che all’inizio ci fossero piattaforme separate. Soltanto in questa occasione questa procedura democratica è stata resa impraticabile da Fim e Uilm».
Secondo la Fiom Essendo l’accordo separato non è legale perchè privo di questi requisiti di legittimità e di validazione democratica. «Ciò nonostante, l’azienda ne ha imposto l’applicazione». Per questa ragione i metalmeccanici della Cgil hanno chiesto al Giudice del lavoro di Venezia di condannare Fincantieri per comportamento antisindacale.
Nerozzi (Pd): congelare l'integrativo Fincantieri
Pubblicato da Redazione il 18 maggio 2009 alle ore 13:31 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Brevi, Industria & Cantieri, Istituzioni, Politica

Paolo Nerozzi è stato fino allo scorso anno segretario confederale della Cgil
È attesa per giovedì mattina, in commissione Lavoro al Senato, la risposta del ministro Sacconi all’interrogazione di Paolo Nerozzi del Pd, che recentemente aveva chiesto di congelare il contratto integrativo di Fincantieri registrato il 1° aprile scorso, sottoscritto dai metalmeccanici di Fim e Uilm, ma non da quelli della Fiom che è il sindacato più rappresentativo del settore.
«Data la particolare situazione economica e finanziaria che investe il sistema produttivo delle imprese italiane e che potrebbe coinvolgere anche lo stesso gruppo Fincantieri – si legge nel documento presentato dall’ex componente del direttivo della segreteria generale della Cgil – sarebbe auspicabile convocare le parti sociali» per preparare un terreno di confronto «utile al superamento di tale vicenda, quale condizione necessaria per un sereno sviluppo delle relazioni sindacali e industriali in azienda».
Nerozzi invita il ministro del Lavoro a «coinvolgere le organizzazioni sindacali nella stesura di un atto normativo utile alla definizione di regole condivise sull’esercizio della consultazione dei lavoratori in sede di accordi aziendali e di categoria, nonché di rappresentanza sindacale, anche a partire dal testo sindacale unitario di accordo di riforma del sistema della contrattazione».
L'Hellenic Register of Shipping rischia grosso
Pubblicato da Redazione il 08 maggio 2009 alle ore 17:28 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Ambiente, Armatori, Associazioni, Industria & Cantieri, Istituzioni, Shipping
L'HRS è un ente di certificazione fondato 90 anni fa, nel 1919
L’Hellenic Register of Shipping non potrà classificare nuove navi per i prossimi 17 mesi. Il provvedimento di sospensione della licenza è stato adottato dall’Unione europea il 30 marzo scorso e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue L 109/44 del 30 aprile, in virtù di una serie di insufficienze manifestate dal registro sul controllo della qualità del naviglio classificato. In questo lasso di tempo l’HRS dovrà rimediare alle deficienze riscontrate nell’addestramento e nella sorveglianza dei surveyors, rispettare le normative internazionali, controllare l’utilizzo di surveyors non esclusivi e verificare l’accuratezza dei certificati da loro rilasciati, altrimenti l’Unione potrà cancellarlo definitivamente dalla lista degli enti classificatori.
Il documento, firmato in calce dal vice presidente della Commissione con delega ai Trasporti Antonio Tajani, chiarisce che la radiazione dall’albo per l’Hellenic Register of Shipping non è gia stata comminata solo perché avrebbe danneggiato il mercato dei traghetti fra le isole greche. Ora, si legge sulla Gazzetta ufficiale europea, la questione dovrà necessariamente essere ulteriormente approfondita nel corso del prossimo anno e mezzo, senza interruzione dei servizi da parte delle navi coinvolte. Ma il ritorno al pieno riconoscimento del registro greco dovrà essere accompagnato dal ripristino di normali condizioni di operatività, ad iniziare da ispezioni trimestrali senza preavviso su tutte le navi battenti bandiera greca e dalla realizzazione di corsi di addestramento sia per i funzionari del registro che per i surveyors.
L’HRS dovrà inoltre condurre un’indagine interna sulla gestione degli ultimi cinque anni, volta alla individuazione delle deficienze, ai rischi connessi e alla misura in cui la sicurezza della navigazione delle navi in classe può essere stata compromessa. Nei prossimi 17 mesi di “purgatorio” (iniziati 30 marzo), il Registro Ellenico non potrà comunque classificare nuove navi.
LD Lines, da Dover a Boulogne in un'ora
Pubblicato da Redazione il 06 maggio 2009 alle ore 17:21 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Armatori, Crociere & Turismo, Industria & Cantieri, Shipping

Il nuovo catamarano di LD Lines entrerà in servizio nello Stretto di Dover il prossimo 29 maggio
Dal 29 maggio nel Canale della Manica entrerà in servizio il ferry cruise più veloce del mondo. Si tratta del catamarano da 112 metri Wave-Piercin, che la Incat ha costruito per la LD Lines, e collegherà Boulogne a Dover. La compagnia di navigazione che fa capo a Louis Dreyfus (già presidente degli armatori del Vecchio Continente), sarà la prima società francese a viaggiare su linee fast ro-pax verso l’Inghilterra. Con il nuovo catamarano (che sarà il primo 112 metri con un motore diesel ad operare in Europa) i tempi di percorrenza dello Stretto di Dover si ridurrà a soli 60 minuti.
Grazie al nuovo servizio LD Lines migliora anche l’offerta giornaliera che passerà dagli attuali 2 a 6. Wave Piercin ha una stazza lorda vicina alle 11mila tonnellate e potrà comodamente ospitare fino a 800 passeggeri, autovetture, moto, caravan e mezzi adibiti al trasporto delle merci. A pieno regime il catamarano farà quattro viaggi di andata e ritorno quotidianamente. In una prima fase le partenze in terra francese saranno gestite dalle banchine esistenti del porto di Boulogne, mentre successivamente avverranno dal nuovo Hub Port Terminal Ro Ro, struttura che dovrebbe essere inaugurata il 1° luglio.
«L’introduzione di un collegamento veloce per LD Lines è una novità importante per l’azienda – ha spiegato l’ad Christophe Santoni – che rivoluzionerà il sistema di trasporto nel Canale, con un sistema mai sperimentato prima. Garantiremo un’offerta unica: superveloce o convenzionale, per soddisfare le esigenze di tutta la nostra clientela e aprire nel trasporto merci una nuova frontiera».
Fincantieri, l'atteggiamento della Fiom mette a rischio le commesse di Costa Crociere
Pubblicato da Redazione il 05 maggio 2009 alle ore 17:40 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Armatori, Crociere & Turismo, Industria & Cantieri, Politica

Pierluigi Foschi, amministratore delegato di Costa Crociere
Il perdurare della conflittualità sindacale e dell’atteggiamento della Fiom sul rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori della cantieristica navale rischia di mettere in crisi il rapporto fiduciario fra il colosso crocieristico americano Carnival e Fincantieri. Un vero e proprio pericolo, in realtà, non è dietro l’angolo, nel senso che le commesse fra il gruppo cantieristico triestino e Costa Crociere (brand di punta in Europa della multinazionale a stelle e strisce) fino al 2012 sono in cassaforte.
Ma sul futuro meno immediato, nei giorni scorsi, Pierluigi Foschi, amministratore delegato della compagnia di navigazione genovese, è stato chiaro. «Se si pongono incertezze nell’affidamento dei cantieri è chiaro che pensare a nuovi ordinativi può sollevare dubbi. È per questo che sono molto preoccupato – ha detto – se tale affidamento non verrà garantito e la sollevazione continuerà. Qualche conseguenza, tutto ciò, di certo l’avrà. Non stiamo parlando di biciclette, ma di grandi navi e frustrare l’entusiasmo è la cosa peggiore che possa succedere in questo momento».
Parole queste che fanno il paio con quelle di una settimana fa, quando lo stesso Foschi aveva raccontato dell’incredulità di Mickey Arison, presidente di Carnival plc, basito di fronte alla manifestazione sindacale a Marghera, in concomitanza della consegna della Luminosa. «Ma che razza di Paese è questo? – aveva chiesto il manager statunitense, che già un mese fa fu costretto in albergo a Venezia alcune ore, sempre a causa di un’assemblea sindacale davanti a Fincantieri. «È incomprensibile assistere a ciò in un momento come questo di crisi mondiale in cui molti cantieri navali sono vuoti».
Ma la Fiom non ci sta a recitare la parte di «quelli che vogliono mettere a rischio il futuro dell’impresa». La sigla che rappresenta i metalmeccanici della Cgil, che non ha firmato l’accordo, chiede che, così come avvenuto in altre aziende in casi analoghi, anche in Fincantieri venga indetto un referendum tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, con l’impegno delle organizzazioni sindacali a considerarne l’esito vincolante per i loro comportamenti. In questo caso ci si è assunti «la responsabilità di firmare e legittimare un accordo separato al di fuori di tutte le regole esistenti sulla validazione della contrattazione aziendale».
COSTA LUMINOSA, la nave della luce è stata consegnata oggi all'armatore
Pubblicato da Direttore il 30 aprile 2009 alle ore 10:39 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Armatori, Crociere & Turismo, Industria & Cantieri
Costa Luminosa è la “punta di diamante” della compagnia, la nave più esclusiva e innovativa della flotta, dedicata alla “fascia alta” della clientela. Con una stazza di 92.600 tonnellate, può accogliere un massimo di 2.826 ospiti totali in 1.130 cabine di cui 772 dotate di balcone privato. Emblema del “made in Italy”, la sua costruzione ha impiegato complessivamente 3.000 addetti tra dipendenti Fincantieri e quelli di circa 500 imprese dell’indotto, la maggior parte delle quali italiane, per un investimento complessivo di 450 milioni di euro.
Costa Luminosa è la prima di 3 nuove navi che saranno consegnate da Fincantieri alla compagnia italiana in meno di un anno. Il 29 maggio arriverà Costa Pacifica (114.500 tonnellate di stazza e 3.780 Ospiti totali), costruita a Genova Sestri Ponente; a fine gennaio 2010 arriverà Costa Deliziosa, gemella di Costa Luminosa, in costruzione sempre a Marghera. Il piano di espansione della flotta Costa, il più grande al mondo, prevede altre due unità entro il 2012.
Le 5 nuove navi porteranno ad un incremento del 50% della capacità della flotta Costa, la più grande in Europa, che nel 2012 potrà contare su 17 navi per una capacità di 46.400 Ospiti totali.
Costa Luminosa rappresenta una tipologia di nave nuova per la flotta Costa, dedicata a tutti i clienti alla ricerca del “meglio”. A cominciare dal rispetto per l’ambiente. Costa Luminosa è la prima nave in Italia e una delle prime al mondo a essere predisposta per il “cold ironing”, ovvero il sistema che permette alle navi ferme in banchina di ricevere la corrente da terra, senza dover tenere accesi i motori per alimentare i generatori di bordo.
Il concetto che ha ispirato gli interni, disegnati dal geniale architetto e interior designer Joseph Farcus, è quello della luce in tutte le sue forme. Costa Luminosa anticipa le tendenze del design contemporaneo grazie ad uno stile inconfondibile e all’avanguardia, e agli interni rifiniti con materiali pregiati (20 tipi diversi di marmo, legni, madreperla, granito, 120 lampadari in vetro di Murano La Murrina) e caratterizzati dall’utilizzo di luci LED. Oltre ad opere d’arte di grande pregio – 288 opere originali e più di 4.700 multipli – commissionate appositamente per la nave, a cominciare dalla scultura di Fernando Botero “Donna Sdraiata 2004” che domina l’atrio principale.
Le opportunità di divertimento e intrattenimento presenti a bordo sono eccezionali. In particolare con i “magnifici 5” della nave, ovvero 5 innovazioni tutte all’avanguardia dal punto di vista tecnologico: Cinema in 4D, per immergersi completamente nell’avventura con immagini in 3D ed effetti speciali; simulatore di Golf di ultima generazione, con 37 campi da 18 buche e area esterna di 100 mq con “putting green”; simulatore di auto Gran Premio; “Playstation World”, un’area attrezzata esclusivamente con Playstation 3; pista da rollerskate.Non manca l’esclusivo centro benessere “Samsara Spa” da 3.500 m² con circuito Kinesis di Technogym, un’anteprima mondiale nel settore, e il Ristorante Club con menù a cura di Ettore Bocchia, Executive Chef del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio e stella Michelin.
Costa Luminosa sarà battezzata insieme a Costa Pacifica il 5 giugno nel Porto di Genova. Sarà la prima volta al mondo che due navi da crociera vengono battezzate nello stesso luogo, in contemporanea: un evento eccezionale che Costa Crociere ha sottoposto al Guinness World Records affinché sia certificato e che avrà un eccezionale prologo con l’esibizione delle Frecce Tricolori. Lo spettacolo che accompagnerà questo evento unico si intitola “Ritratto Italiano in musica e luce” e celebrerà la capacità, tutta italiana, di trasformare i sogni in una solida realtà. Partendo dal tema ispiratrice delle navi – la musica di Costa Pacifica e la luce per Costa Luminosa – la regia riproporrà un viaggio attraverso i migliori talenti e artisti italiani conosciuti in tutto il mondo. Tra questi l’esibizione musicale e artistica di personaggi tra i più rappresentativi del panorama italiano e internazionale, fra i quali il Maestro Mauro Pagani, musicista di riconosciuta fama con esperienza trentennale, che ha firmato la colonna sonora di Costa Pacifica, la prima “nave della musica”. Chiuderà la serata uno spettacolo che coinvolgerà tutta la città con luci, musica e fuochi d’artificio.
La prima crociera di vernissage di Costa Luminosa partirà da Venezia il 5 maggio 2009. Sarà un itinerario inedito di 10 giorni nel Mediterraneo orientale, che prevede due giorni di sosta a Istanbul e scali giornalieri a Bari, Olimpia (Grecia), Rodi (Grecia), Smirne (Turchia), Mykonos (Grecia) e Atene (Grecia). Seguiranno una mini crociera nel Mediterraneo orientale, in partenza da Venezia il 15 maggio, e una seconda crociera di vernissage, il 19 maggio. Costa Luminosa si posizionerà quindi nel Nord Europa con una spettacolare crociera inaugurale, da Civitavecchia ad Amsterdam, che comprende anche la cerimonia di battesimo. Nel corso dell’estate 2009 la nave offrirà splendide crociere dagli 11 ai 14 giorni nelle capitali del Baltico e nei fiordi norvegesi e capo Nord. Nel corso dell’inverno 2009/2010 sarà invece impegnata a Dubai per crociere di 7 giorni nel Golfo Arabico (Dubai, Muscat, Fujairah, Abu Dhabi, Bahrain, Dubai).
Chrysler , fra poche ore l'apertura della procedura fallimentare
Pubblicato da Direttore il 30 aprile 2009 alle ore 09:44 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Dal Mondo, Economia & Finanza, Industria & Cantieri
I dipendenti della Chrysler hanno votato nella notte a larga maggioranza a favore di un accordo di alleanza con la Fiat. Lo ha annunciato il sindacato dei lavoratori dell’auto Uaw (United Auto Workers). Ma l’accordo che la casa torinese firmerà oggi con Chrysler dovrebbe prevedere il fallimento della terza casa automobilistica degli Stati Uniti.
Per il New Yotrk Times, che cita fonti vicine alla trattativa, gli sforzi del Dipartimento del Tesoro per convincere i creditori non sono stati coronati da successo: ecco perché Chrysler chiederà nelle prossime ore l’apertura delle procedure fallimentari previste dal Capitolo 11. Di conseguenza, l’alleanza con Fiat verrà sottoposta al vaglio delle autorità giudiziarie chiamate ad aprire al nuova fase di amministrazione controllata di Chrysler. Un antipasto di quello che potrebbe accadere entro il 1 giugno a General Motors. Anche per il Wall Street Journal ormai non ci sono dubbi: tempo scaduto, Chrysler va verso il fallimento. Il Washington Post scrive che il numero uno di Chysler Bob Nardelli, l’uomo che ha condotto la trattativa con Marchionne, sarà rimpiazzato da manager indicati dal Lingotto. Arriveranno da Torino, insomma, il managment, le tecnologie e i modelli per rilanciare Chrysler.
A spingere Chrysler verso la bancarotta, rivela Automotive News, il ‘no’ di Oppenheimer Funds, Perella Weinberg Partners e Stairway Capital alla ristrutturazione del credito vantato verso la casa automobilistica.
L'Antitrust proroga a fine luglio il procedimento sui Cantieri del Mediterraneo
Pubblicato da Redazione il 21 aprile 2009 alle ore 18:00 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni
L'Antitrust prenderà una decisione sui Cantieri del Mediterraneo entro il 31 luglio
L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso di prendersi più tempo per concludere l’indagine sulla Cantieri del Mediterraneo, società che opera nel porto di Napoli. Il termine del procedimento è stato prorogato al 31 luglio prossimo, così come si legge sul bollettino Antitrust n°13, pubblicato il 20 aprile.
Il rinvio precisa l’Agcm è dovuto «all’ampiezza della documentazione acquisita nello svolgimento dell’attività istruttoria e la correlata necessità di assicurare alle parti un congruo termine per l’esercizio della difesa, dando quindi piena applicazione al principio del contraddittorio».
L’istruttoria dell’ufficio diretto da Antonio Catricalà era partita a giugno dello scorso anno «per accertare l’eventuale sussistenza di abusi di posizione dominante da parte delle imprese di riparazione navale operanti nel porto di Napoli». L’Antitrust vuole appurare se sussista «una caranza di informazioni sulla disponibilità dei bacini per periodi superiori ai trenta giorni e sul rifiuto di concedere in uso ai riparatori le banchine e le aree limitrofe ai bacini, adducendo l’esistenza di un diritto di esclusiva sulle stesse».
Cremaschi: l'accordo su Fincantieri non ha il consenso dei lavoratori
Pubblicato da Redazione il 17 aprile 2009 alle ore 16:20 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Economia & Finanza, Industria & Cantieri, Politica

Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom
«L’accordo separato sul contratto integrativo di Fincantieri è, in sostanza, privo di qualsiasi legittimazione e consenso». Ad esprimersi in questi termini è Giorgio Cremaschi, segretario generale della Fiom Cgil, dopo la bocciatura del testo nelle assemblee di Fim e Uilm. Le riunioni indette insieme dalla Fim e dalla Uilm per illustrare i contenuti dell’accordo separato del 1° aprile che si sono svolte in diversi cantieri del gruppo, a Riva Trigoso, a Sestri Ponente, al Muggiano, a Monfalcone, riferisce la Fiom, «hanno registrato una sonora bocciatura dell’intesa che veniva presentata».
«Alle assemblee retribuite c’è stata un’altissima partecipazione. Invece, nelle quelle convocate da Fim e Uilm con sciopero, come a Sestri Ponente, la presenza è stata scarsissima, a differenza di quelle svolte pochi giorni prima dalla Fiom. In tutti i cantieri dove si sono presentate – fa sapere il sindacato della Cgil – la Fim e la Uilm hanno subito dure critiche e contestazioni da parte dei lavoratori sia sul merito dell’accordo, sia sul fatto che queste organizzazioni hanno impedito il referendum e finora non hanno neanche riconosciuto il pronunciamento della maggioranza assoluta delle Rsu del gruppo. Il punto più contestato dell’accordo separato – ricorda la Fiom – è quello del salario. I lavoratori chiedono che venga spiegato che cosa debbono fare per poter raggiungere i 1.500 euro del premio di efficienza. Ma a questa domanda per Fim e Uilm è impossibile rispondere dato che neanche la Fincantieri al tavolo della trattativa ha saputo dare una risposta».
Molto contestato anche il tentativo di Fim e Uilm di far passare il pagamento degli arretrati della vecchia produttività come se fosse una “una tantum” di cui per la prima volta nella storia del gruppo non c’è alcuna traccia. «A questo punto – ha ribadito Cremaschi – sarebbe necessario che Fim e Uilm prendessero atto della realtà. Il loro accordo non passa nemmeno nelle loro assemblee. Il dissenso dei lavoratori è totale. Chiediamo a Fim e Uilm una scelta di consapevole coraggio: ritirate la firma e tornate con noi a chiedere la riapertura del tavolo».
L'Accademia della Marina Mercantile sbarca a Torre del Greco
Pubblicato da Redazione il 09 aprile 2009 alle ore 15:32 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Armatori, Industria & Cantieri, Istituzioni, Shipping, Training & Schools
Il presidente di Confitarma Coccia e quello dell'Accademia della Marina Mercantile di Genova Massolo
Anche Torre del Greco avrà una sede dell’Accademia della Marina mercantile. In realtà sarà una succursale di quella di Genova, come quella che da settembre dovrebbe partire a Pozzallo in provincia di Ragusa. L’annuncio è stato dato ieri a Napoli dal presidente dell’Accademia genovese Eugenio Massolo e dal presidente di Confitarma Nicola Coccia, in occasione di una giornata di studi organizzata dalla Confederazione degli armatori sulla fattibilità di un polo formativo nel settore marittimo in Campania. Il protocollo d’intesa fra Confitarma e Comune sarà firmato fra poche settimane, mentre i Molini Meridionali Marzoli saranno la sede della nascente struttura. La richiesta di personale e manager qualificati nel cluster marittimo si fa sempre più pressante e quello di “una università del mare” appare come il naturale sbocco per chi ha frequentato alle superiori gli Istituti nautici italiani.
In Campania si concentra il 40% della flotta mercantile delle compagnie di navigazione della penisola, soprattutto nella zona di Torre del Greco. Per affrontare le attuali sfide poste dall’economia del mare su scala globale, gli armatori hanno manifestato la necessità di avere un centro di formazione per i diplomati nautici, mettendo a disposizione le proprie navi e la loro esperienza per consentire l’addestramento degli allievi ufficiali, in un modo pratico e consono ai tempi. Da parte sua, il Comune di Torre del Greco ha reso disponibili locali idonei per questo centro di formazione altamente specializzato.
«Al fine di ottenere uno standard formativo omogeneo su tutto il territorio nazionale, data l’esperienza positiva e ormai consolidata dell’Accademia Italiana della Marina mercantile – si legge in una nota di Confitarma – si ritiene opportuno che, pur garantendo ampia autonomia, l’Accademia di Torre del Greco venga aperta come succursale di quella di Genova in modo da seguire per la didattica le sue le linee guida».
Gli effetti positivi di una formazione al passo con le esigenze dello shipping mondiale, nonché un programmato addestramento a bordo, oltre che a migliorare la formazione e la motivazione degli allievi, avvicinerebbe l’Italia agli standard internazionali.
Contratto integrativo Fincantieri, c'è l'ok di Fim e Uilm, no della Fiom
Pubblicato da Redazione il 01 aprile 2009 alle ore 17:28 |
Stampa questo Articolo
Archiviato in Industria & Cantieri, Istituzioni, Politica
È stato siglato da Fim e Uilm l’accordo per il rinnovo del contratto integrativo alla Fincantieri. Ne dà notizia un comunicato della Uilm, in cui si precisa che l’intesa prevede un nuovo premio di risultato di 1.500 euro «che si aggiunge al pregresso». L’intesa prevede inoltre che «nel caso di ricorso a strumenti congiunturali», come la cassa integrazione ordinaria, l’azienda garantisca la maturazione delle ferie, i par e i ratei di 13 mensilità e il premio di produzione e riconosca per il personale in cig i ticket restaurant e un rimborso giornaliero di 5 euro per le spese di viaggio a fronte dell’avvio d percorsi formativi.
Si tratta, commenta il segretario della Uilm Mario Ghini, di «un accordo importante in un momento molto delicato. Era necessario dare una risposta ai lavoratori che aspettavano ormai da 14 mesi un ritorno economico nelle buste paga. Non comprendendo le posizioni assunte da altre organizzazioni sindacali che riteniamo ideologiche e fuori dal tempo – prosegue – abbiamo chiesto a Fincantieri di non applicare i benefici economici a quei lavoratori che facciano espressa richiesta di rinuncia all’azienda».
Di parere opposto i commenti da parte dei vertici della Cgil. Secondo il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini «quanto accaduto nella vertenza per l’integrativo alla Fincantieri è particolarmente grave per l’insieme delle relazioni sindacali. Nel giro di pochi giorni, – sottolinea in una nota – ci troviamo di fronte a un altro accordo separato in un grande gruppo industriale. All’intesa separata alla Piaggio, si aggiunge adesso quella alla Fincantieri. In secondo luogo, mentre Fincantieri ha scelto di puntare sulla divisione sindacale, Fim e Uilm si assumono la responsabilità di calpestare i diritti dei lavoratori firmando un’intesa separata e negando ai dipendenti di Fincantieri, a differenza di quanto avvenuto alla Piaggio, il diritto di votare su un accordo che determina le loro condizioni di lavoro». Infine, prosegue Rinaldini, «ciò che è avvenuto alla Fincantieri mostra lo stato di marasma in cui l’accordo separato del 22 gennaio, per esplicita volontà del governo, ha portato le relazioni sindacali. Cisl e Uil si arrogano il diritto di decidere se e quando i lavoratori possono esprimersi col voto sulle intese che li riguardano».


