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Fini : rispettare la Costituzione e l’assoluta indipendenza di tutti i magistrati
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 16:19 |
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Giustizia “Un conto è parlare di carriere separate – dice – un’altro è sottoporre i pm ada altri poteri che non siano quelli giudiziari”.
Le riforme della Costituzione sono possibili in questa legislatura sulla base di un’ampia maggioranza parlamentare in grado di superare i rischi di una mancata approvazione in sede referendaria, come è accaduto in un recente passato con la riforma varata dal centrodestra ma non confermata dagli elettori”. È in sintesi l’analisi del presidedente della Camera.
«Ci sono le condizioni per un’ampia convergenza per individuare un processo di raccordo tra governo e parlamento, che è uno dei nodi, ma anche sulla riduzione del numero troppo ampio di parlamentari e sulla fine del bicameralismo perfetto». Fini ha anche sottolineato, fra le questioni da affrontare quella di individuare «nuove forme di equilibrio tra il potere legislativo e quello esecutivo. Credo -ha concluso- che si possa dar vita ad una riforma costituzionale in questa legislatura sulla base di una larga maggioranza» sui punti citati.
Fini ha ricordato che la procedura dell’articolo 138 della Costituzione «non è stata prevista per caso dai padri costituenti» mentre l’esperienza recente ha dimostrato che «quando una maggiioranza dà corso ad una riforma solo sulla base dei voti di cui dispone in Parlamento compie un’operazone legittima costituzionalmente, ma che può presentare inconvenienti di tipo politico». Insomma, solo con una maggioranza qualificata è possibile sottrarre il testo di una riforma a un referendum popolare. «II mio auspicio – ha sottolineato Fini – è che in questa legislatura non si perda l’occasione per riformare le istituzioni, portando così a compimento un iter e un dibattito molto ricco» e sul
quale si sono registrate diverse convergenze.
Poi la stoccata a Berlusconi: «Tutti devono impegnarsi perchè il buon nome e l’immagine dell’Italia all’estero sia rispondente alla realtà: dalla cultura, all’imprenditoria, allo sport ed all’informazione». L’immagine del Paese all’estero – spiega Fini – “è data da tanti fattori, anche da quello che liberamente scrivono i quotidiani internazionali. Ma è sufficiente questa constatazione per dire che tutti devono impegnarsi perchè il buon nome e l’immagine dell’Italia all’estero siano rispondenti alla realtà. Il nostro Paese è stato apprezzato nel passato e lo è nel presente per tante sue eccellenze. I giudizi sulla vita politica, siano essi reali o meno, non possono determinare un arretramento del giudizio complessivo sull’Italia».
Attentato alla caserma di Milano, fermati due complici del kamikaze libico
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 11:31 |
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I due presunti complici sono stati fermati dagli uomini della Digos coordinati dal pm di Milano Maurizio Romanelli, titolare dell’inchiesta sull’attentato, che oggi dovrebbe inoltrare al Gip la richiesta di convalida dell’arresto di Game.
I fermi sono avvenuti dopo che la polizia ha ascoltato parenti ed amici del trentaquattrenne libico accusato di detenzione, porto abusivo e fabbricazione di esplosivi e che presto verrà indagato anche per strage. Durante le perquisizioni effettuate ieri dalla Digos di Milano è stata sequestrata un’ingente quantità di esplosivo: i due fermati sono stati trovati in possesso di nitrato d’ammonio, un composto chimico utilizzato come fertilizzante ma anche per produrre l’ammonal e l’anfo, due eplosivi. La sostanza era contenuta in diversi sacchi per un peso totale di circa 100 chilogrammi.
I due presunti complici di Mohammed Game avrebbero avuto ruoli distinti nella preparazione dell’attentato di ieri alla caserma Santa Barbara di Milano, secondo le prime indiscrezioni filtrate. Il libico avrebbe aiutato il connazionale Game a reperire il materiale esplosivo usato per confezionare l’ordigno; l’egiziano invece, che è un vicino di casa dell’attentatore, lo avrebbe accompagnato davanti alla caserma.
Attentato a Milano, la condanna dell’Istituto Islamico di Viale Jenner
Pubblicato da Redazione il 12 ottobre 2009 alle ore 12:09 |
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E’ “una condanna a priori”, quella di Abdel Hamid Shaari, il presidente dell’Istituto islamico milanese di viale Jenner, nell’apprendere dell’attentato che stamattina un cittadino di 35 anni, di origine libica, ha compiuto ai danni della caserma dell’esercito in via Perrucchetti. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe gridato “via dall’Afghanistan!” prima di provocare l’esplosione nella caserma.
“La violenza e’ sempre condannabile”, dice Shaari, in attesa di conoscere ulteriori dettagli dell’accaduto. Il presidente dell’Istituto di viale Jenner, in passato al centro di numerose indagini e polemiche, esclude che all’interno della comunita’ islamica milanese via sia un clima di ostilita’ per la presenza di truppe italiane in Afghanistan: “Per quello che so io -afferma Shaari- non c’e’ nessun clima di ostilita’”.
Shaari non esclude possa essersi quindi trattato del gesto di “un pazzo”. Quanto alla nazionalita’ dell’attentatore, Shaari, egli stesso di origini libiche, si dice “sorpreso”. “Siamo talmente pochi qui a Milano -spiega- un centinaio, al massimo duecento”.
Intervento di Sonia Alfano alla sessione plenaria sulla libertà di informazione in Italia
Pubblicato da Redazione il 08 ottobre 2009 alle ore 17:25 |
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Intervento di Sonia Alfano al Parlamento Europeo dell’ 8 Ottobre 2009 sul tema all’ordine del giorno: Libertà di informazione in Italia.
E’ una Sonia Alfano più che mai combattiva quella che si è presenta oggi all’Europarlamento con un breve intervento destinato a lasciare un segno (in Europa, ovviamente, non in Italia): “In Italia si sta cercando di far passare una legge che proibisce ai giornalisti di pubblicare anche cronache giudiziare. Questo perché probabilmente consentirebbe agli italiani di conoscere le responsabilità dello stesso Berlusconi rispetto alle stragi mafiose del ‘92 nelle quali morirono Falcone e Borsellino”.
Da sempre, la siciliana Sonia Alfano (figlia di un giornalista, Beppe Alfano), dimostra di sapere molte cose sulla mafia e sulle relazioni tra Cosa Nostra e la politica. Sfruttando la vernice europea che decine di migliaia di cittadini le hanno consentito di avere con la loro preferenza alle ultime elezioni europee, la rappresentante indipendente dell’Italia dei Valori cala un asso pesantissimo nel dibattito che in sede europea si sta svolgendo sulla libertà di informazione a partire dall’anomalia del caso italiano. Un J’accuse così esplicito da far tremare i palazzi.
Violente le proteste degli uomini del centro-destra presenti in aula, che le hanno urlato “Vergognati”. Il ogni caso, caduto il lodo che proteggeva il premier, sembra che anche su questo delicatissimo tema il cerchio si stia stringendo attorno l’entourage più stretto del Cavaliere. L’appello del processo Dell’Utri è agli sgoccioli e giorno dopo giorno escono sempre maggiori dettagli sui rapporti tra il fondatore di Forza Italia, Berlusconi e gli uomini di Cosa Nostra tra i quali Provenzano e Ciancimino.
Più ancora che il processo Mills, sarà forse questo il filone di inchiesta che spaventa tanto il premier?
È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Ue, procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 13:56 |
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Procedura per 9 Paesi. Un problema che riguarda ben nove Paesi dell’Unione Europea, e cioè, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. I paesi dell’Ue con i conti non in linea con i parametri di Maastricht, che prevedono che il rapporto deficit/Pil non superi il 3%, salgono così a 20 su 27. Era infatti già partita una raccomandazione per Grecia, Irlanda, Francia, Spagna, Romania, Lettonia, Malta, Lituania, Polonia, Regno Unito e Ungheria.
Il Tesoro: “Deficit as usual”. E quindi la situazione italiana, per quanto riguarda il deficit, “non è eccezionale”, afferma in una nota il ministero dell’Economia, che parla di “deficit as usual”, precisando che “oltre il 90% del Pil europeo è in deficit eccessivo. Rispetto a quello degli altri Paesi il livello del deficit dell’Italia non è certo – afferma il Tesoro – tra i più alti. Basti notare che, se diversi altri Paesi sono al di sopra del 10%, l’Italia è intorno al 5%, quindi meno della metà. In realtà non è eccezionale la situazione italiana, ma è eccezionale, per effetto della crisi, la situazione europea e mondiale. Questo non vuol dire che anche in Italia non ci si deve impegnare per riequilibrare quanto prima possibile i conti”.
Ma il problema non è il deficit. Tuttavia il vero problema dell’Italia non è il deficit, sottolinea l’Unione Europea, ma la “debolezza strutturale” dell’economia, che rallenterà la ripresa. Nel documento la Ue rileva, in sintesi, che questa situazione deriva in parte dagli effetti della crisi e in parte da altri fattori strutturali, tra cui una spesa pubblica che resta elevata.
Il deficit – si legge – programmato dal governo italiano al 5,3% “va oltre e non è prossimo al valore di riferimento del 3%” e “sebbene possa essere considerato come eccezionale, non può essere considerato temporaneo”. Il debito, poi, programmato al 115,1% del Pil nel 2009″, per la Commissione Ue “non diminuisce in maniera sufficiente, con un andamento verso il valore di riferimento non soddisfacente”.
Nel rapporto si ribadiscono le stime della Commissione, secondo cui il Pil si riprenderà “in modo molto moderato nella seconda metà del 2009, in linea con un moderato miglioramento del contesto economico globale e con alcuni recenti indicatori che suggeriscono un lento miglioramento nei prossimi mesi”. Per il 2010 Buxelles punta su un -5% per l’Ialia.
Modesta ripresa nel 2010. “Nel 2010 – si legge nel rapporto – l’attività economica dovrebbe stabilizzarsi ad un livello basso, grazie al rimbalzo atteso nella domanda esterna e ad una ripresa dei consumi privati. Il divario produttivo dovrebbe diventare nettamente negativo nel 2009 e ad accrescersi nel 2010, mentre la crescita potenziale dovrebbe indebolirsi”.
I dati sul Pil. Il Pil dell’Eurozona nel secondo trimestre 2009 è calato dello 0,2% rispetto al precedente, secondo la stima diffusa da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, rivista leggermente al ribasso alla precedente per lo stesso periodo (-0,1%). Per l’Italia invece nessun cambiamento, come nella prima stima è previsto nel secondo trimestre un calo dello 0,5% rispetto ai primi tre mesi del 2009. Per l’Ue a 27 stati membri il calo previsto è dello 0,3%, rivisto al ribasso rispetto al -0,2% della prima stima.
Su base annua, dunque rispetto allo stesso trimestre del 2008, il calo è stato del 4,8% nell’Eurozona, anche questo in ribasso rispetto alla prima stima (-4,9%). Per l’Italia il calo annuo del Pil è pari al 6%, a conferma della prima stima. Per l’Ue-27 la contrazione stimata è del 4,9%.
Libertà di Stampa !
Pubblicato da Redazione il 03 ottobre 2009 alle ore 02:58 |
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“Libertà a rischio”, domani in piazza
ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30
Tutti in piazza per la libertà d’informazione
Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.
Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”
Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.
Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause
“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.
Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa
ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.
Buttato in acqua e cacciato dal porto
Pubblicato da Direttore il 25 agosto 2009 alle ore 00:41 |
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Disavventura di un medico italiano a Calvi, in Corsica: «Io e la mia famiglia trattati con violenza dagli ormeggiatori». Il consiglio della polizia: lasciate perdere!
Ecco la lettera del medico italiano assalito dagli ormeggiatori del porto turistico di Calvi (Corsica) inviata al Corriere della Sera.
“Egr. Dott.re,
la disturbo per raccontarle quanto è accaduto, a me e alla mia famiglia, il 2 agosto u.s. mentre mi trovavo in crociera in Corsica con la mia barca.
Le preciso la composizione della mia famiglia solo per fugare qualsiasi dubbio sulla mia attendibilità. Io e mia moglie (rispettivamente di anni 59 e 51) siamo medici, mia figlia E. di aa. 26 è laureanda (ottobre p.v) in Scienze Politiche a Roma, mia figlia M. di aa. 24 è laureanda (ottobre p.v.) in Medicina a Roma, mio figlio V. di aa. 21 è laureando in Ingegneria Meccanica (luglio 2010) al Politecnico di Milano.
Arrivati a San Florent, dopo aver fatto tappa a Bastia e Macinaggio, mi arrivano le previsioni meteo che davano forte maestrale per il giorno 3/8. Dovendo proseguire sulla costa occidentale, decido di raggiungere Calvi prima dell’arrivo del maltempo che ci avrebbe bloccati per due o tre giorni.
Rispettoso del mare e prudente avendo tutta la famiglia a bordo, prima di partire alla volta di Calvi mi assicuro con numerose telefonate direttamente al comandante del porto di Calvi sulla disponibilità e certezza di trovare ormeggio in porto.
Lo stesso mi rassicura e mi da indicazioni di ormeggiare, una volta arrivato, al molo d’onore (riservato ai mega-Yacht) in attesa che si liberasse il posto assegnatomi per la mia barca di 12mt.
Preciso che sono arrivato in porto alle 13 dopo circa 5h di navigazione. Alle 17 si presenta un ormeggiatore, in gommone dicendoci che dovevamo andarcene perché era arrivata la barca proprietaria del posto in banchina dov’ero ormeggiata, provvisoriamente, la mia barca. Rispondo che mi sarei spostato subito e che m’indicasse dove ormeggiare. Mi risponde che non c’è nessun posto e che me ne sarei dovuto andare proprio via. Ritenendo che il ragazzo non fosse al corrente della mia prenotazione fatta con il comandante lo prego di farmi parlare con lo stesso.
Dopo qualche minuto si presentano cinque tipi, tutti appartenenti alla società che gestisce il porto, con tanto di divisa (maglietta rossa e calzoncini) e nome della marina sulla maglietta stessa. Uno di questi mi dice di essere il comandante. Per educazione scendo dalla barca per salutarlo e chiedere spiegazioni sull’equivoco sicuro che tutto si sarebbe chiarito. All’improvviso, dopo che il tipo che si era qualificato comandante, ma non lo era, impartisce un ordine agli altri quattro, vengo di peso sospinto sulla passerella con estrema violenza tanto che perdendo l’equilibrio cado in acqua tra la poppa della barca e la banchina, riportando, per fortuna, “solo” una contusione toracica ed una ferita lacero-contusa a livello dell’addome. Mio figlio, incredulo, vedendomi buttato in acqua e ferito, cerca di venire in mio soccorso ma è afferrato per il collo da un’altro dei cinque ed a sua volta buttato in acqua. Nel frattempo, con azione coordinata, e quindi più volte provata e forse messa in atto, i cinque si dividono i compiti e precisamente: due da terra sciolgono le cime d’ormeggio, altri due si portano a prua della barca con un gommone per sciogliere il corpo morto mentre il quinto da terra coordina il raid.
Veniamo sospinti, dal loro gommone, fuori dal porto mentre mia moglie tra le lacrime, preoccupata per me che sanguinavo abbondantemente, ma soprattutto preoccupata perchè mia figlia E. era rimasta a terra, gli urlava di consentirci almeno di far risalire a bordo la figlia. Io che urlavo a mio figlio di chiamare la polizia venivo deriso e invitato a chiamare chi volessi ma fuori dal porto. Intanto mia figlia E., senza perdersi d’animo, benché braccata dai tipi che ci avevano buttati a mare, riesce a raggiungere il posto di polizia. Sbigottita, mi racconterà poi, che i gendarmi le consigliano di risalire in barca, accompagnata da loro, perché da quando c’è questo comandante era pericoloso fare denunce o altro. Così avviene e con il buon senso del padre di famiglia decido di lasciare anche il campo boe di Calvi dove nel frattempo mi ero ormeggiato e di fare ritorno a ST Florent che raggiungo alle tre del mattino.
Alla luce di quanto riportato dal suo articoloe con la pelle d’oca, pensando a quello che ci sarebbe potuto succedere, ringrazio Dio per come sono andate le cose e la invito, sommessamente, a tener conto di quanto le ho raccontato (se la sua indagine giornalistica avrà un seguito), ed io personalmente escluderei la ventilata ipotesi della polizia locale dell’autoaffondamento per fini assicurativi essendo per altro una barca a nolo (per quanto par di capire). Che cosa possa essere successo all’Elleduevidue, allo stato siamo in due a non poterlo sapere, però posso ipotizzare, che se ci fosse stata una lite, forse, come par di capire, per altri motivi ma di consistenza economica più rilevante, vista la violenza con cui hanno voluto risolvere il nostro piccolo caso, e una reazione meno mite di quanto è stata la mia, da parte dell’equipaggio dell’Elleduevidue, tutto può essere accaduto. Di sicuro forze di polizia, non possono scambiare il foro di un trapano con il foro di un proiettile, nè è pensabile un affondamento a fini assicurativi per conto terzi.
Un’ultima amara considerazione. Mentre avveniva tutto ciò, sul molo, praticamente al centro del paese, affollato di gente, ci trovavamo tra due barche d’italiani che non hanno proferito parola in nostra difesa, anzi si preoccupavano di aggiungere parabordi alle loro barche per evitare che la nostra, sospinta dal gommone, le potesse danneggiare. Può verificare anche questo se solo hanno registrato, come dovuto, le barche ormeggiate il 2 agosto 2009 alle ore 14 al molo d’onore.”
Dott. Domenico Scali
Incendio allo YC di Porto Rotondo
Pubblicato da Emanuela Puoti il 30 giugno 2009 alle ore 11:13 |
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Porto Rotondo – Un incendio divampato accidentalmente ha distrutto la sede dello Yacht Club di Porto Rotondo. È successo il 28 giugno scorso, probabilmente nel corso dei lavori di impermeabilizzazione di una terrazza, un scintilla ha raggiunto un archivio cartaceo provocando una forte fiammata che si è propagata per tutta la struttura. Ingenti i danni che dovrebbero ammontare ad almeno un milione di euro.
Sessa partner di Lamborghini
Pubblicato da Emanuela Puoti il 30 giugno 2009 alle ore 11:02 |
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Il Key Largo 36 di Sessa Marine
Milano – Lamborghini per presentare e far provare la sua nuova Gallardo Spyder ha scelto un partner d’eccezione: Sessa Marine. Una collaborazione unica tra due marchi storici del “Made in Italy”. La nuova Lamborghini Gallardo LP 560 – 4 Spyder è certamente da considerare tra le auto sportive per eccellenza, un bolide prorompente caratterizzato da una silhouette accattivante e da 560 cavalli, e che ritrova nella Key Largo 36 di Sessa il suo corrispettivo acquatico, in grado di esprimere potenza e performance, grazie ai tre motori, ognuno dei quali da 300 cavalli. Un’automobile in grado di proiettare chi la guida verso scenari estivi permettendo di godere della sensazione del vento tra i capelli, esattamente come accade a bordo del Key Largo 36. Accomunate dalla voglia di farsi notare sono indirizzate a un pubblico giovane che vuole vivere la velocità con divertimento e che non vuole passare inosservato.
Secondo trimestre, profitti in calo per il gruppo Carnival
Pubblicato da Redazione il 23 giugno 2009 alle ore 12:00 |
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Il presidente di Carnival plc Micky Arison, secondo Forbes fra i 70 uomini più ricchi del pianeta
Il colosso statunitense Carnival, leader mondiale nel settore crocieristico, ha chiuso il secondo trimestre 2009 con un calo del 32% dei profitti, che si sono attestati a 264 milioni di dollari contro i 360 dello stesso periodo dello scorso anno. I dati sono stati comunicati a Miami, nell’ultimo weekend. «L’utile netto – si legge nel comunicato del gruppo che comprende fra l’altro anche Costa crociere, Aida Cruises, Iberocruceros e Cunard – è diminuito per colpa del rallentamento dell’economia mondiale, della frenata nelle prenotazioni e per il focolaio dell’influenza suina in Messico (dove per tre settimane sono state sospese le crociere). I margini di profitto sono stati erosi ulteriormente dall’aumento del costo di carburante che ha influenzato al rialzo i costi operativi». Il fatturato complessivo del trimestre aprile – giugno è stato di 2,9 miliardi di dollari contro i 3,4 del 2008.
Il momento peggiore, sembra comunque essere passato. «I risultati operativi ha detto il presidente e amministratore delegato di Carnival Plc Micky Arison – sono stati migliori di quanto ci dicevano le nostre stime per marzo. Possiamo ritenerci soddisfatti del risultato operativo trimestrale alla luce del contesto economico che stiamo attraversando. In questi tre mesi, il nostro gruppo si è concentrato sulla riduzione dei costi, operazione che prevediamo di continuare con il resto dell’anno. Una serie di programmi di risparmio energetico hanno determinato un 6% di riduzione del consumo di carburante, contribuendo ad attenuare alcuni dei recenti aumenti del prezzo del combustibile».
Proprio in un periodo di crisi, il colosso americano ha compiuto una serie di passi per consolidare la posizione di leadership nel comparto croceristico, come quello di aumentare la propria presenza in Cina grazie al marchio Costa, o quello dell’entrata in servizio di 3 nuove navi, una da 2050 ospiti (Aida Luna) e 2 da 2260 3 2990 ospiti (rispettivamente Costa Luminosa e Pacifica, consegnate insieme il 5 giugno a Genova con una cerimonia straordinaria). Arison ha poi ricordato il finanziamento da 1,7 miliardi di dollari concesso dalla Banca europea degli investimenti per la costruzione di nuove navi che dimostra «l’apprezzamento e la serietà con cui il nostro Gruppo è conosciuto nel mondo».
Influenza A, 14 casi sulla nave spagnola. Quarantena al largo per 1.159 persone
Pubblicato da Redazione il 18 giugno 2009 alle ore 20:20 |
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Una nave di crociera spagnola impegnata in un giro dei Caraibi con a bordo 1.159 persone si è vista negare lo scalo nell’isola di Barbados e in quella di Grenada dopo che fra i 400 membri dell’equipaggio sono stati individuati 14 casi sospetti e tre confermati di nuova influenza. La società organizzatrice della crociera, la Pullmantour, ha informato degli ultimi sviluppi il ministero della Sanità di Madrid. Il dicastero ha indicato che nessun caso sospetto è stato registrato fra i passeggeri della nave «Ocean Dream» e che non vi sono spagnoli fra i membri dell’equipaggio.
I casi di nuova influenza sono stati confermati dopo alcuni test verificati in Olanda su campioni prelevati sulle persone ammalate durante una sosta a Curaçao. La crociera «Antille e Grenadine» dura solitamente sette giorni: era iniziata sabato scorso ad Aruba, dove doveva la nave tornare fra tre giorni dopo avere fatto scalo, in teoria, a Curacao, nell’isola Margarita, a Grenada, Santa Lucia e Barbados. Fonti della compagnia non hanno escluso un ritorno anticipato già domani ad Aruba.
La nave si trova ora bloccata nelle acque davanti all’isola venezuelana di Margarita, segnalano fonti da Caracas sostenendo che i casi sotto osservazione tra i componenti dell’equipaggio sono 11. La rete tv venezuelana Globovision ha confermato che le persone a bordo non possono scendere a terra, in attesa delle decisioni delle autorità sanitarie del Venezuela. In particolare dovrebbero restare in quarantena fino a mercoledì, 24 giugno. «La “Ocean Dream” dovrà rimanere in quarantena fino al 24 giugno», hanno sottolineato le autorità, rilevando che la decisione risponde alla normativa internazionale che punta a evitare la diffusione del virus.
Grimaldi group “Fornitore dell’anno” per GM
Pubblicato da Redazione il 16 giugno 2009 alle ore 13:30 |
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Da sinistra: William L. Hurles, direttore North America supply operations, General Motors Corporation, Francesco Olivieri, commercial manager, Grimaldi group, Susanna S. Webber, executive director, global logistics, General Motors Corporation
Per l’ottava volta negli ultimi nove anni il Grimaldi group si è aggiudicata il “Supplier of the Year Award ‘08” di General Motors. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato alla compagnia di navigazione partenopea a inizio giugno, nel corso di una cerimonia presso l’Heritage Center di GM, a Warren, nello stato di Michigan (Usa). Si tratta del più ambito premio che la casa automobilistica statunitense, recentemente acquisita da Fiat, attribuisce ai suoi fornitori.
«In questo periodo di difficoltà economiche – ha puntualizzato Bo Andersson, GM Group Vice President, Global Purchasing and Supply Chain - è più importante che mai riconoscere il lavoro svolto dai nostri supplier. Quelli selezionati quest’anno sono i “best of the best” ed intendiamo premiarli per le loro eccezionali performance».
Tanta soddisfazione anche nella parole di Manuel Grimaldi. «È un obiettivo raggiunto con un duro lavoro e piena dedizione per venire incontro alle richieste della General Motors. Questo è un incoraggiamento a continuare a offrire alla GM i migliori servizi logistici basati sul trasporto marittimo, contribuendo così al raggiungimento dei suoi obiettivi e aspettative future».
Il premio GM Supplier of the Year ha avuto inizio come programma globale nel 1992. I vincitori sono selezionati da un gruppo di manager del settore acquisti, progettazione, produzione e logistica che basano le loro decisioni sulle prestazioni del fornitore in termini di qualità, servizio, tecnologia e prezzo. Quest’anno, la General Motors ha premiato 99 fornitori per l’eccellente qualità dei servizi prestati nel 2008.
Inaugurata la federazione dell’industria nautica europea
Pubblicato da Emanuela Puoti il 15 giugno 2009 alle ore 12:57 |
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Lisbona – È nata nei giorni scorsi l’European leisure marine industries federation che, riunendo in un’unica organizzazione l’Eurmig (European union recreational marine industry group) e l’Ecni (European confederation of nautical industries), si attesta come principale organo della nautica da diporto a livello europeo. L’Italia partecipa con Ucina rappresentata da Lorenzo Selva, mentre le altre associazioni sono: Anen (Spagna), Apican(Portogallo), Apl (Cecoslovacchia), Bmf (Inghilterra), Bvww (Germania), DANBOAT (Denmark), Finnboat (Finlandia), Fin (Francia), Hiswa (Olanda), Nautibel (Belgio), Norboat (Norvegia), Polska Izba (Polonia), Sweboat (Svezia)
Aperte le iscrizioni al MYDA
Pubblicato da Emanuela Puoti il 29 maggio 2009 alle ore 13:05 |
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Marina di Carrara – È stato indetto il bando per la 7^ edizione del MYDA – Millenium yacht design award, promosso da CarraraFiere all’interno della rassegna del Seatec (10-12 febbraio). Il concorso è destinato ai progetti degli studi di architettura e design nelle due categorie di professionisti ed esordienti, capaci di apportare attraverso la propria creatività contributi sostanziali allo sviluppo e all’innovazione della concezione di imbarcazione da diporto. Le iscrizioni chiudono il 23 ottobre prossimo. Per informazioni: www.sea-tec.it
Anche i libri al premio Marincovich
Pubblicato da Emanuela Puoti il 27 maggio 2009 alle ore 16:00 |
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Il maxilibera Clan des team del Circolo vela Gargnano
Milano – Il premio intitolato al giornalista nautico Carlo Marincovich (scomparso di recente e uno dei fondatori di Aspronadi -associazione progettisti nautica da diporto ) oltre che a contributi giormalistici si apre anche ai libri. La giuria, con decisione presa all’unanimità, ha voluto così dare «giusto riconoscimento a quel settore dell’editoria che con tanta encomiabile determinazione persegue, stimola e diffonde la conoscenza, la storia, il fascino e la poesia di quella grande massa liquida che circonda e avvolge le terre emerse del nostro pianeta». Al concorso potranno quindi partecipare anche gli autori di romanzi, saggi, diari di bordo, raccolte di poesie e di tutto ciò che fa parte del mondo della letteratura.
Ai vincitori un ricco montepremi che va dai contributi di Mascalzone Latino all’elica dello scafo offshore “Cadillac- Achilli Motors” (record assoluto di velocità- oltre 91 nodi- nella Viareggio-Bastia-Viareggio, realizzato nel 1992), dai cimeli di Luna Rossa alla pinna del windsurf di Alessandra Sensini, da un segmento dell’albero di Clan des Team del Circolo Vela Gargnano, vittorioso in ben quattro edizioni della Centomiglia del Garda, alla prima elica (1973) di “Arcidiavolo”, il primo scafo da corsa offshore al mondo con carena a triciclo rovesciato e trasmissione con elica di superficie.
Segreteria Premio Marincovich- via Montenapoleone, 18- 20121 Milano (MI)
segreteriapremiomarincovich@gmail.com
A La Spezia si discute il futuro del mare
Pubblicato da Emanuela Puoti il 25 maggio 2009 alle ore 13:30 |
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La Spezia – La città spezzina ospita dall’11 al 14 giugno Seafuture, la prima fiera internazionale sulle innovazioni navali e marittime. Obiettivo di SeaFuture è avviare nuove collaborazioni tra i soggetti interessati al tema, come imprese, istituti di ricerca e università, enti che si occupano di innovazione e stampa specializzata, al fine di raggiungere traguardi d’eccellenza in ambito nazionale e internazionale. L’evento prevede la partecipazione di centri di ricerca italiani e stranieri e del Distretto Ligure delle Tecnologie marine, cha ha sede proprio a La Spezia. La fiera sarà anche occasione per attuali temi di dibattito come le prospettive di sviluppo tecnologico per il mare e riflessi sui mercati internazionali, i cavi navali nei settori diporto, cruise, mercantile e militare: norme e innovazione, strumenti e soluzioni per la progettazione e l’esercizio della nave e servizi per le imprese e i centri di ricerca a supporto dell’innovazione.
Il nuovo volto del waterfront di Pozzuoli
Pubblicato da Emanuela Puoti il 25 maggio 2009 alle ore 12:06 |
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La costa di Pozzuoli
Pozzuoli (NA) – Si chiama Waterfront Flegreo il progetto di riqualificazione della costa campana da Pozzuoli a Punta Epitaffio. Su iniziativa del gruppo privato costituito da PirelliRe, Finmeccanica, Copin e Milan Invest – supportato da ingenti finanziamenti europei, di Governo e della Regione – l’architetto di fama internazionale Peter Eisenman ha concepito una nuova funzionalità per le zone dismesse dei cantieri Sofer e Pirelli. Il disegno, tenuto conto della natura vulcanica dell’area, prevede tra l’altro l’ampliamento e la razionalizzazione del porto, la realizzazione di nuove strutture turistico-ricettive e di servizi nautici, tra cui anche la scuola vela del Circolo nautico Savoia. Dieci anni i tempi di ultimazione del progetto, presentato venerdì scorso in videoconferenza dallo stesso Eisenman alla presenza tra gli altri del ministro dei Trasporti e Infrastruttture Altero Matteoli e il presidente della Regione Antonio Bassolino.
Un libro per raccontare la storia dei cantieri Baia
Pubblicato da Emanuela Puoti il 20 maggio 2009 alle ore 12:18 |
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Il maxi open di Baia One Hundred
Napoli – Dal Pascià all’One Hundred, 36 anni di attività raccontati in un libro che sarà presentato il prossimo 26 maggio nel Museo di Villa Pignatelli. I cantieri di Baia di Napoli hanno racchiuso la loro storia tra queste pagine che narrano di un’azienda attualmente tra le eccellenze della nautica made in Italy. Dal 1972, anno in cui la famiglia Capasso acquistò il cantiere, a oggi il marchio Baia ha infatti solidificato la propria esperienza sugli scafi open fino alla costruzione lo scorso anno dell’ammiraglia One Hundred, maxi open elegante e veloce. Il libro, a cura di Decio G. R. Carugati, è edito da Electa.










