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Fini : rispettare la Costituzione e l'assoluta indipendenza di tutti i magistrati
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 16:19 |
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Giustizia “Un conto è parlare di carriere separate – dice – un’altro è sottoporre i pm ada altri poteri che non siano quelli giudiziari”.
Le riforme della Costituzione sono possibili in questa legislatura sulla base di un’ampia maggioranza parlamentare in grado di superare i rischi di una mancata approvazione in sede referendaria, come è accaduto in un recente passato con la riforma varata dal centrodestra ma non confermata dagli elettori”. È in sintesi l’analisi del presidedente della Camera.
«Ci sono le condizioni per un’ampia convergenza per individuare un processo di raccordo tra governo e parlamento, che è uno dei nodi, ma anche sulla riduzione del numero troppo ampio di parlamentari e sulla fine del bicameralismo perfetto». Fini ha anche sottolineato, fra le questioni da affrontare quella di individuare «nuove forme di equilibrio tra il potere legislativo e quello esecutivo. Credo -ha concluso- che si possa dar vita ad una riforma costituzionale in questa legislatura sulla base di una larga maggioranza» sui punti citati.
Fini ha ricordato che la procedura dell’articolo 138 della Costituzione «non è stata prevista per caso dai padri costituenti» mentre l’esperienza recente ha dimostrato che «quando una maggiioranza dà corso ad una riforma solo sulla base dei voti di cui dispone in Parlamento compie un’operazone legittima costituzionalmente, ma che può presentare inconvenienti di tipo politico». Insomma, solo con una maggioranza qualificata è possibile sottrarre il testo di una riforma a un referendum popolare. «II mio auspicio – ha sottolineato Fini – è che in questa legislatura non si perda l’occasione per riformare le istituzioni, portando così a compimento un iter e un dibattito molto ricco» e sul
quale si sono registrate diverse convergenze.
Poi la stoccata a Berlusconi: «Tutti devono impegnarsi perchè il buon nome e l’immagine dell’Italia all’estero sia rispondente alla realtà: dalla cultura, all’imprenditoria, allo sport ed all’informazione». L’immagine del Paese all’estero – spiega Fini – “è data da tanti fattori, anche da quello che liberamente scrivono i quotidiani internazionali. Ma è sufficiente questa constatazione per dire che tutti devono impegnarsi perchè il buon nome e l’immagine dell’Italia all’estero siano rispondenti alla realtà. Il nostro Paese è stato apprezzato nel passato e lo è nel presente per tante sue eccellenze. I giudizi sulla vita politica, siano essi reali o meno, non possono determinare un arretramento del giudizio complessivo sull’Italia».
Attentato a Milano, la condanna dell'Istituto Islamico di Viale Jenner
Pubblicato da Redazione il 12 ottobre 2009 alle ore 12:09 |
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E’ “una condanna a priori”, quella di Abdel Hamid Shaari, il presidente dell’Istituto islamico milanese di viale Jenner, nell’apprendere dell’attentato che stamattina un cittadino di 35 anni, di origine libica, ha compiuto ai danni della caserma dell’esercito in via Perrucchetti. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe gridato “via dall’Afghanistan!” prima di provocare l’esplosione nella caserma.
“La violenza e’ sempre condannabile”, dice Shaari, in attesa di conoscere ulteriori dettagli dell’accaduto. Il presidente dell’Istituto di viale Jenner, in passato al centro di numerose indagini e polemiche, esclude che all’interno della comunita’ islamica milanese via sia un clima di ostilita’ per la presenza di truppe italiane in Afghanistan: “Per quello che so io -afferma Shaari- non c’e’ nessun clima di ostilita’”.
Shaari non esclude possa essersi quindi trattato del gesto di “un pazzo”. Quanto alla nazionalita’ dell’attentatore, Shaari, egli stesso di origini libiche, si dice “sorpreso”. “Siamo talmente pochi qui a Milano -spiega- un centinaio, al massimo duecento”.
È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Ue, procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 13:56 |
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Procedura per 9 Paesi. Un problema che riguarda ben nove Paesi dell’Unione Europea, e cioè, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. I paesi dell’Ue con i conti non in linea con i parametri di Maastricht, che prevedono che il rapporto deficit/Pil non superi il 3%, salgono così a 20 su 27. Era infatti già partita una raccomandazione per Grecia, Irlanda, Francia, Spagna, Romania, Lettonia, Malta, Lituania, Polonia, Regno Unito e Ungheria.
Il Tesoro: “Deficit as usual”. E quindi la situazione italiana, per quanto riguarda il deficit, “non è eccezionale”, afferma in una nota il ministero dell’Economia, che parla di “deficit as usual”, precisando che “oltre il 90% del Pil europeo è in deficit eccessivo. Rispetto a quello degli altri Paesi il livello del deficit dell’Italia non è certo – afferma il Tesoro – tra i più alti. Basti notare che, se diversi altri Paesi sono al di sopra del 10%, l’Italia è intorno al 5%, quindi meno della metà. In realtà non è eccezionale la situazione italiana, ma è eccezionale, per effetto della crisi, la situazione europea e mondiale. Questo non vuol dire che anche in Italia non ci si deve impegnare per riequilibrare quanto prima possibile i conti”.
Ma il problema non è il deficit. Tuttavia il vero problema dell’Italia non è il deficit, sottolinea l’Unione Europea, ma la “debolezza strutturale” dell’economia, che rallenterà la ripresa. Nel documento la Ue rileva, in sintesi, che questa situazione deriva in parte dagli effetti della crisi e in parte da altri fattori strutturali, tra cui una spesa pubblica che resta elevata.
Il deficit – si legge – programmato dal governo italiano al 5,3% “va oltre e non è prossimo al valore di riferimento del 3%” e “sebbene possa essere considerato come eccezionale, non può essere considerato temporaneo”. Il debito, poi, programmato al 115,1% del Pil nel 2009″, per la Commissione Ue “non diminuisce in maniera sufficiente, con un andamento verso il valore di riferimento non soddisfacente”.
Nel rapporto si ribadiscono le stime della Commissione, secondo cui il Pil si riprenderà “in modo molto moderato nella seconda metà del 2009, in linea con un moderato miglioramento del contesto economico globale e con alcuni recenti indicatori che suggeriscono un lento miglioramento nei prossimi mesi”. Per il 2010 Buxelles punta su un -5% per l’Ialia.
Modesta ripresa nel 2010. “Nel 2010 – si legge nel rapporto – l’attività economica dovrebbe stabilizzarsi ad un livello basso, grazie al rimbalzo atteso nella domanda esterna e ad una ripresa dei consumi privati. Il divario produttivo dovrebbe diventare nettamente negativo nel 2009 e ad accrescersi nel 2010, mentre la crescita potenziale dovrebbe indebolirsi”.
I dati sul Pil. Il Pil dell’Eurozona nel secondo trimestre 2009 è calato dello 0,2% rispetto al precedente, secondo la stima diffusa da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, rivista leggermente al ribasso alla precedente per lo stesso periodo (-0,1%). Per l’Italia invece nessun cambiamento, come nella prima stima è previsto nel secondo trimestre un calo dello 0,5% rispetto ai primi tre mesi del 2009. Per l’Ue a 27 stati membri il calo previsto è dello 0,3%, rivisto al ribasso rispetto al -0,2% della prima stima.
Su base annua, dunque rispetto allo stesso trimestre del 2008, il calo è stato del 4,8% nell’Eurozona, anche questo in ribasso rispetto alla prima stima (-4,9%). Per l’Italia il calo annuo del Pil è pari al 6%, a conferma della prima stima. Per l’Ue-27 la contrazione stimata è del 4,9%.
Grimaldi group "Fornitore dell'anno" per GM
Pubblicato da Redazione il 16 giugno 2009 alle ore 13:30 |
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Da sinistra: William L. Hurles, direttore North America supply operations, General Motors Corporation, Francesco Olivieri, commercial manager, Grimaldi group, Susanna S. Webber, executive director, global logistics, General Motors Corporation
Per l’ottava volta negli ultimi nove anni il Grimaldi group si è aggiudicata il “Supplier of the Year Award ‘08” di General Motors. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato alla compagnia di navigazione partenopea a inizio giugno, nel corso di una cerimonia presso l’Heritage Center di GM, a Warren, nello stato di Michigan (Usa). Si tratta del più ambito premio che la casa automobilistica statunitense, recentemente acquisita da Fiat, attribuisce ai suoi fornitori.
«In questo periodo di difficoltà economiche – ha puntualizzato Bo Andersson, GM Group Vice President, Global Purchasing and Supply Chain - è più importante che mai riconoscere il lavoro svolto dai nostri supplier. Quelli selezionati quest’anno sono i “best of the best” ed intendiamo premiarli per le loro eccezionali performance».
Tanta soddisfazione anche nella parole di Manuel Grimaldi. «È un obiettivo raggiunto con un duro lavoro e piena dedizione per venire incontro alle richieste della General Motors. Questo è un incoraggiamento a continuare a offrire alla GM i migliori servizi logistici basati sul trasporto marittimo, contribuendo così al raggiungimento dei suoi obiettivi e aspettative future».
Il premio GM Supplier of the Year ha avuto inizio come programma globale nel 1992. I vincitori sono selezionati da un gruppo di manager del settore acquisti, progettazione, produzione e logistica che basano le loro decisioni sulle prestazioni del fornitore in termini di qualità, servizio, tecnologia e prezzo. Quest’anno, la General Motors ha premiato 99 fornitori per l’eccellente qualità dei servizi prestati nel 2008.
Inaugurata la federazione dell'industria nautica europea
Pubblicato da Emanuela Puoti il 15 giugno 2009 alle ore 12:57 |
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Lisbona – È nata nei giorni scorsi l’European leisure marine industries federation che, riunendo in un’unica organizzazione l’Eurmig (European union recreational marine industry group) e l’Ecni (European confederation of nautical industries), si attesta come principale organo della nautica da diporto a livello europeo. L’Italia partecipa con Ucina rappresentata da Lorenzo Selva, mentre le altre associazioni sono: Anen (Spagna), Apican(Portogallo), Apl (Cecoslovacchia), Bmf (Inghilterra), Bvww (Germania), DANBOAT (Denmark), Finnboat (Finlandia), Fin (Francia), Hiswa (Olanda), Nautibel (Belgio), Norboat (Norvegia), Polska Izba (Polonia), Sweboat (Svezia)
Germania , 1° Maggio all'insegna degli scontri
Pubblicato da Redazione il 01 maggio 2009 alle ore 22:48 |
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Guerriglia urbana la scorsa notte a Berlino dove per oltre cinque ore si sono scontrati manifestanti di estrema sinistra e polizia. Secondo le autorita’ locali, e’ alto il numero dei feriti sia tra i dimostranti che tra gli agenti. Gli scontri scoppiati nella capitale tedesca, e in contemporanea anche ad Amburgo, si sono verificati dopo un primo maggio, concentrato sulle proteste in tutto il Paese contro la crisi finanziaria e per i diritti dei lavoratori. Dietro lo slogan “Capitalismo vuol dire guerra e crisi” hanno sfilato nella capitale tedesca migliaia di persone, mentre ad Amburgo i manifestanti hanno anche spaccato vetrate di banche. I primi attacchi contro la polizia sono partiti da parte uno sparuto gruppo di appena 500 militanti di estrema sinistra che ha iniziato a tirare pietre, bottiglie, mattoni e bombe molotov contro gli agenti (5 mila in tutta la capitale) in tenuta anti-sommossa. Gli scontri si sono concentrati soprattutto nel distretto di Kreuzberg, un tradizionale ritrovo il primo maggio per anarchici e giovani dei centri sociali. La polizia ha tentato per tutta la notte di respingere gli attacchi di alcuni gruppi di manifestanti con l’uso di gas lacrimogeni e cariche di alleggerimento.
Un totale di 57 persone sono state trattenute a Berlino per resistenza,48 i poliziotti feriti,cinque le auto alle fiamme. Si teme un’ escalation.
Chrysler , fra poche ore l'apertura della procedura fallimentare
Pubblicato da Direttore il 30 aprile 2009 alle ore 09:44 |
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I dipendenti della Chrysler hanno votato nella notte a larga maggioranza a favore di un accordo di alleanza con la Fiat. Lo ha annunciato il sindacato dei lavoratori dell’auto Uaw (United Auto Workers). Ma l’accordo che la casa torinese firmerà oggi con Chrysler dovrebbe prevedere il fallimento della terza casa automobilistica degli Stati Uniti.
Per il New Yotrk Times, che cita fonti vicine alla trattativa, gli sforzi del Dipartimento del Tesoro per convincere i creditori non sono stati coronati da successo: ecco perché Chrysler chiederà nelle prossime ore l’apertura delle procedure fallimentari previste dal Capitolo 11. Di conseguenza, l’alleanza con Fiat verrà sottoposta al vaglio delle autorità giudiziarie chiamate ad aprire al nuova fase di amministrazione controllata di Chrysler. Un antipasto di quello che potrebbe accadere entro il 1 giugno a General Motors. Anche per il Wall Street Journal ormai non ci sono dubbi: tempo scaduto, Chrysler va verso il fallimento. Il Washington Post scrive che il numero uno di Chysler Bob Nardelli, l’uomo che ha condotto la trattativa con Marchionne, sarà rimpiazzato da manager indicati dal Lingotto. Arriveranno da Torino, insomma, il managment, le tecnologie e i modelli per rilanciare Chrysler.
A spingere Chrysler verso la bancarotta, rivela Automotive News, il ‘no’ di Oppenheimer Funds, Perella Weinberg Partners e Stairway Capital alla ristrutturazione del credito vantato verso la casa automobilistica.
1° Forum delle guardie costiere del mediterraneo, dichiarazioni dell' Amm. Pollastrini e del ministro Matteoli
Pubblicato da Direttore il 29 aprile 2009 alle ore 16:58 |
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Sulla scia di analoghe iniziative tenute negli ultimi anni nell’Oceano Atlantico (North Atlantic Coast Guard Forum) e nel Pacifico settentrionale (North Pacific Coast Guard Forum), l’evento è stato pensato per facilitare la cooperazione bilaterale e multilaterale tra i paesi mediterranei nelle materie tradizionalmente di competenza dei servizi di Guardia Costiera e delle Amministrazioni Marittime, mettendo a disposizione una adeguata sede di discussione e scambio di informazioni al più alto livello in merito alle esperienze acquisite, con particolare riferimento agli sviluppi in campo giuridico, tecnico ed operativo.
Il Forum – fortemente voluto dal Comandante Generale, Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, a conferma del sempre e più forte impegno internazionale del Corpo – si caratterizza come una tappa fondamentale per il rafforzamento della cooperazione tra i paesi affacciati sul Mediterraneo. E’ lo stesso Ammiraglio Pollastrini a chiarirne l’importanza. “Per uno sviluppo sostenibile delle aree costiere del Mediterraneo e una migliore protezione delle popolazioni interessate, è necessario un’ elevazione degli standard operativi e tecnici dei servizi di Guardia Costiera e delle Amministrazioni Marittime dei paesi del Mediterraneo – obiettivo ultimo del Forum – in vista del perseguimento, in un’ottica condivisa, degli interessi marittimi nazionali e della sicurezza del mare nostrum..”
Un obiettivo ambizioso che spiega il favore con cui l’idea è stata accolta dalle principali istituzioni di riferimento, a partire dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (che ha inserito il Forum tra gli obiettivi strategici per il 2009) e dal Ministero degli Affari Esteri che ha negoziato con successo il lancio dell’iniziativa presso i paesi euro-mediterranei. Unanime l’apprezzamento manifestato per il Forum, anche in considerazione del ruolo di eccellenza rivestito dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera nel panorama internazionale dei servizi S.A.R., nell’attività ispettiva in tema di safety e security nonché nei settori del monitoraggio del traffico marittimo (VTS e AIS), nel controllo della pesca, nella prevenzione e tutela dall’inquinamento marino e nell’applicazione del diritto internazionale. “I temi oggetto di confronto nel corso del Forum” precisa l’Ammiraglio Pollastrini ” saranno gli stessi che vedono impegnati quotidianamente sia noi sia i nostri colleghi delle varie organizzazioni di Guardia Costiera. Una favorevole occasione per lo scambio di esperienze su argomenti di fondamentale rilevanza tra cui salvaguardia ambientale, sicurezza della navigazione (nella duplice accezione di safety e security), ricerca e soccorso marittimo, salvaguardia della vita umana in mare. Inoltre si discuterà sullo sviluppo di iniziative volte a creare i presupposti per una fattiva collaborazione tesa ad incrementare i sistemi di monitoraggio e controllo del traffico nelle aree marittime e portuali, per fini non militari, idonei a garantire i più elevati standard di controllo dei traffici. L’opportunità che ci viene offerta dal Forum è quella di un confronto a 360 gradi per una maggiore sinergia finalizzata ad ottimizzare le procedure a garanzia della sicurezza e della tutela dell’habitat marino, senza tralasciare le importanti ricadute economiche proprie del settore.” Un concetto ripreso dallo stesso Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Sen. Altero Matteoli che, plaudendo all’iniziativa ribadisce come “Il traffico marittimo rappresenta oggi una parte importante nell’economia dei Paesi dell’area Mediterranea. La maggior parte del commercio estero di questi Paesi avviene infatti per via marittima ed, in termini di volume,il trasporto marittimo è dominante nello scambio di merci tra l’area MEDA e l’Unione Europea. L’Unione Europea ritiene inoltre che lo “short sea shipping”, come trasporto marittimo intermodale alternativo al tutto strada, sia ormai un’esigenza. Certamente il futuro dei trasporti marittimi euro mediterranei sarà in forte espansione sia per la normale crescita sia per il recupero di questi traffici che nel passato si erano diretti verso i porti del Nord Europa. Il Forum delle Guardie costiere è un’occasione per parlare del ruolo centrale del mare Mediterraneo ponendo le basi per importanti sviluppi a medio e breve temine.”
Genova è stata scelta come sede del Forum per la sua elevata vocazione marittima e la valenza internazionale che la Città ha nel mondo dello shipping (il capoluogo ligure è sede tra l’altro della Scuola di formazione del Corpo in tema di sicurezza della navigazione, dell’Accademia della Marina Mercantile e della “International Marittime Safety, Security and Environment Academy”). L’Amministrazione Provinciale ha immediatamente fornito il massimo supporto all’iniziativa, proponendosi quale principale partner istituzionale tra le amministrazioni locali per il supporto economico e la necessaria predisposizione logistica dell’evento. Elevato interesse è stato espresso, nel contempo, dalle maggiori imprese industriali nazionali di settore, per le quali sono state riservate apposite aree espositive all’interno della Stazione Marittima di Ponte dei Mille.
Un’organizzazione complessa che garantirà l’accoglienza ai responsabili dei servizi di Guardia Costiera o delle Amministrazioni Marittime dei 23 paesi rivieraschi del Mediterraneo (compresi Portogallo e Giordania), nonché a 19 paesi osservatori (i restanti paesi membri dell’Unione Europea e dell’EFTA, più gli Stati costieri del Mar Nero) e ad 8 ulteriori paesi extramediterranei (tra cui USA, Argentina e Yemen) nonché le principali organizzazioni internazionali (IMO, COMMISSIONE EUROPEA,EMSA, CFCA,REMPEC, MED MOU , D.G.TREN ,D.G.MARE,ecc.) con i cui servizi di Guardia Costiera esistono consolidati legami di collaborazione, per un totale di 50 paesi.
Uno sforzo organizzativo sostenuto, oltre che dal Comando Generale del Corpo anche dalla rete diplomatica italiana che ha fornito ogni possibile supporto per favorire la presenza al Forum del più ampio numero di delegazioni, nonostante le persistenti tensioni internazionali a seguito dei recenti conflitti mediorientali. I numeri evidenziano la complessità della organizzazione dell’evento: a titolo di esempio, del North Atlantic Coast Guard Forum fanno parte appena 18 paesi (solo due dei quali, USA e Canada, esterni al continente europeo), appartenenti peraltro ad un contesto regionale più omogeneo.
“Il Forum del Mediterraneo” sottolinea a conclusione L’Ammiraglio Raimondo Pollastrini “intende mantenere la veste agile di una riunione periodica (possibilmente annuale) per i vertici dei servizi di Guardia Costiera, senza le rigide e schematiche divisioni tra gruppi di lavoro specialistici che caratterizzano analoghi meeting a livello internazionale. Sarà istituita una segreteria permanente, che mi auguro potrà essere affidata all’Italia, incaricata di mantenere una rete di relazioni tra le amministrazioni coinvolte e di rappresentare la continuità tra un meeting e l’altro, mentre la Presidenza sarà rivestita a turno dal paese ospitante (per la prossima edizione è attesa la candidatura di un paese extraeuropeo della sponda sud del Mediterraneo). I temi del dibattito in seno al Forum, infine, a causa della frammentazione di competenze tra organismi nazionali di varia natura, non riguarderanno argomenti – quali il crimine organizzato, la lotta al traffico di droga ed il contrasto all’immigrazione illegale – che nel Mediterraneo rientrano in larga parte nel novero delle funzioni delle forze di polizia e/o delle Forze Armate.”
La MSC Melody attaccata a colpi di kalashnikov dai pirati, l'equipaggio risponde al fuoco
Pubblicato da Redazione il 25 aprile 2009 alle ore 22:30 |
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Un tentato attacco dei pirati alla nave da crociera italiana “MSC Melody”, con 991 passeggeri a bordo (1.500 in tutto, compreso l’equipaggio), è avvenuto a circa 600 miglia marine dalla Somalia. Fonti della società armatrice Msc Crociere, hanno spiegato che si è trattato di un attacco in cui sono state utilizzate armi da fuoco automatiche da parte degli aggressori (kalashnikov), che si sono avvicinati su una lancia di 10 metri. Nonostante la sparatoria nessuno a bordo è rimasto ferito. A far fallire l’assalto, hanno fatto sapere dalla Msc Crociere, sono state le forze di sicurezza private israeliane che hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i banditi e li hanno indotti alla fuga. Immediatamente il comandante, Ciro Pinto, ha allertato il comando interforze presente nell’area e un’imbarcazione militare si è diretta verso la “Melody”, raggiunta in breve da elicotteri che svolgono attività di pattugliamento. La nave procede ora in acque relativamente sicure e i passeggeri sono tutti nelle loro cabine sani e salvi.
Il tenente Nathan Christensen, portavoce della Quinta flotta della Marina degli Stati Uniti, ha sottolineato che la distanza dalla costa somala è un segno dell’aumentata abilità dei pirati e un “netto cambiamento nelle loro capacità”. La sparatoria odierna tra la sicurezza della Melody e i pirati è la prima a coinvolgere i predoni del mare e una nave non militare. Le navi civili e adibite al trasporto passeggeri hanno generalmente evitato di dotare di armi l’equipaggio o assumere sicurezza armata: sicurezza a bordo, responsabilità e rispetto delle leggi dei Paesi in cui si attracca le ragioni di questa scelta. Non è comunque il primo attacco contro una nave da crociera. A dicembre, i pirati aprirono il fuoco contro una nave statunitense che aveva centinaia di turisti per una crociera di un mese da Roma a Singapore: anche in quell’occasione l’assalto fu sventato. A inizio aprile uno yacht turistico fu dirottato da pirati somali vicino alle Seychelles poco dopo aver “scaricato” i suoi passeggeri. La Melody sta effettuando una crociera di ventidue giorni da Durban, in Sudafrica, a Genova, in Italia. Ora è diretta come da tabella di marcia verso il porto di Aqaba, in Giordania. I pirati somali hanno dirottato una decina di navi dall’inizio di aprile, malgrado la presenza di venti navi internazionali nell’area.




