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La Guardia costiera premia gli scolari abruzzesi terremotati
Pubblicato da Redazione il 11 novembre 2009 alle ore 15:23 |
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L'ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante generale della Capitanerie di porto - Guardia costiera
La scuola elementare “Gianni Rodari” dell’Aquila è stato teatro oggi della consegna agli alunni da parte della Guardia costiera del diario scolastico “Cittadini del mare”, realizzato da Wista Italia, Federagenti e Capitanerie di porto. Alla cerimonia in onore dei ragazzi ancora scossi dalle conseguenze del sisma del 5 aprile scorso hanno partecipato fra gli altri l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandate generale del Corpo, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso e quello all’Ambiente Roberto Menia. Presenti anche l’editore Renzo Ambroselli e Maria Gloria Giani, presidente di Wista Italia, che ha rivolto un plauso ai numerosi bambini partecipanti, promettendo il loro coinvolgimento anche per la prossima edizione del diario scolastico.
«Il progetto – ha ricordato nel suo intervento Pollastrini - ha raggiunto l’importante obiettivo di far esprimere agli studenti coinvolti la passione per il mare e l’ambiente costiero. Il nostro impegno di solidarietà e di educazione civica è stato ampiamente ripagato dall’entusiasmo dei tanti bambini che abbiamo incontrato e dalle numerose istituzioni presenti». Soddisfazione per l’iniziativa anche da parte della Protezione civile, con Bertolaso che ha sottolineato il suo personale apprezzamento per il diario scolastico, che attraverso l’illustrazione delle aree marine protette consente anche ai più piccoli di conoscere la bellezza e la ricchezza del patrimonio ambientale italiano.
Nell’occasione è stato ufficializzato, poi, il gemellaggio tra gli studenti abruzzesi e le scuole di Livorno, accompagnate a L’Aquila dal provveditore agli studi del capoluogo mediceo.
Documento segreto del 2006 “A largo di Cetraro le navi sono tre”
Pubblicato da Redazione il 04 novembre 2009 alle ore 01:08 |
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Il documento inedito si riferisce ad una seduta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all’epoca aveva aperto l’inchiesta sulla nave di Cetraro, dice davanti alla commissione che i pescatori della zona hanno pescato dei bidoni: “Ho cercato in tutti i modi di capire quale fosse il luogo preciso. Mi sono state date delle coordinate, che ho riportato al consulente, per verificare il sito…. Ed è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri. I consulenti hanno escluso che si possa trattare di un oggetto naturale… non si spiegano cosa sia. Potrebbe essere una nave… si trova a 680 metri di profondità”.
Una nave, non l’unica nave. Infatti, si legge nel documento di un secondo ritrovamento: una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondità. Intorno alla pancia di questo relitto c’è un alone di 200 metri quadri, scuro, che – dice davanti alla commissione il Sostituto Procuratore Franco Greco – “non può essere liquido e deve per forza essere il carico della nave che appoggiandosi, si è aperto ed è fuoriuscito”
Greco racconta di aver chiesto alla Capitaneria di Porto se c’erano navi da guerra affondate in quell’area. Alla Capitaneria non risultavano unità da guerra. Risultava solo una nave affondata nel 1989, a 15 miglia, verso Scalea. Incrociando dati con l’ufficio maridrografico di Genova, Greco scoprì che esisteva un relitto della prima guerra mondiale ma scoprì anche due grandi punti interrogativi: la nave risulterebbe affondata nel 1920, cioè dopo la fine della guerra. Si chiamava “Federico II”, ma gli atti sono “classificati, ossia coperti da segreto militare“. Un segreto militare dopo ottanta anni dall’affondamento?
La nave di cui parla Fonti sarebbe affondata nel ‘92. Le mappe nautiche riportano la Federico II dal 1993, come relitto non pericoloso con battente d’acqua sconosciuto. “Il che vuol dire – dice il pm Greco – che non sanno cos’è; ma allora come fanno a dire che non è un relitto pericoloso? Ho chiesto il motivo per il quale questa nave non è stata mai riportata nelle mappe nautiche e non mi hanno saputo dare una risposta”. Di certo c’è che nella zona della nave Federico II la Capitaneria di Porto di Cetraro vietò la pesca per un anno e quattro mesi perché proprio lì le analisi hanno rilevato metalli pesanti, tra cui arsenico e mercurio, fuori dai livelli consentiti. Come mai proprio in quel punto la concentrazione dei metalli?
La seduta segreta tra Greco e la commissione viene sintetizzata in una domanda che lo stesso Presidente della Commissione rivolge al pm: “Dottore, mi faccia capire, mi sto perdendo. C’è quindi una nave certa, una che si vede e una che potrebbe esserci“. E il pm risponde: ” Sì, quello è il posto dove sono stati trovati i bidoni“.
Fonte : NetNews24
Missione in USA per il comandante delle Capitanerie di porto
Pubblicato da Redazione il 23 ottobre 2009 alle ore 16:15 |
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L'ammiraglio Raimondo pollastrini, comandante generale del corpo delle Capitanerie di porto
«La Guardia costiera italiana per organizzazione e compiti è tra le omologhe organizzazioni europee quella che più si avvicina a quella statunitense. E verso la nostra struttura e il suo ruolo all’interno del Mediterraneo cresce l’attenzione delle istituzioni anche negli Stati Uniti». Ad esprimersi in questi termini l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto, da poco rientrato da una visita ufficiale negli States. Primo appuntamento della missione in terra americana il “World Marittime Day Parallel Event in the United States”, a New York, evento mondiale incentrato quest’anno sul tema del cambiamento climatico, con particolare riferimento alle conseguenze su di esso provocate dalla navigazione commerciale marittima. Nell’occasione Pollastrini ha avuto colloqui con Efthimios Mitropulos, segretario generale dell’IMO, l’Agenzia delle Nazioni Unite con competenza mondiale sulla sicurezza della navigazione e con il collega Thad Allen, comandante generale della Guardia costiera statunitense.
La visita dell’ammiraglio Pollastrini è proseguita a Washington, dove è stata organizzata una serata in suo onore presso l’ambasciata d’Italia. Durante la cena sono stati illustrati ai numerosi ospiti presenti, tra cui vertici della US Guard Cost e numerosi rappresentanti di istituzioni e industria, le nuove linee strategiche della Guardia costiera italiana, con particolare riferimento al ruolo di leader assunto dal Corpo all’interno dello scenario marittimo europeo attraverso l’implementazione della politica marittima integrata dell’Unione europea. Particolare interesse hanno suscitato i sistemi tecnologici di controllo del traffico marittimo attraverso i quali il Corpo gestisce milioni di informazioni relative a migliaia di navi che ogni giorno solcano il mar Mediterraneo.
Fra questi il Vessel Traffic Service e Automatic Identification Sistem, sistemi di monitoraggio, gestiti dalla Guardia costiera, basati su radar e trasmissioni radio, che consentono di ricevere in tempo reale informazioni su posizione navi, destinazione e provenienza, carico oltre ad altri importanti dati. Tali informazioni, analizzate e trattate anche in favore di Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, si riferiscono a un milione e duecentomila dati relativi a piu’ di cinquemila navi che quotidianamente si trovano in navigazione nel “Mare Nostrum”.
Battesimo del mare per 35 disabili grazie alla Capitaneria di porto di Genova
Pubblicato da Redazione il 22 ottobre 2009 alle ore 15:50 |
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I marinai e gli organizzatori dell’evento a bordo del pattugliatore Peluso CP 905 della Guardia costiera prima della partenza
Quarto “Battesimo del mare” l’altro giorno a Genova per 35 disabili, grazie agli uomini della locale Capitaneria di porto. Accompagnati da familiari e operatori, seguiti dalle Anffas (Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli e Adulti Subnormali) dei comuni di Tortona e Casale e del Centro Paolo VI Onlus di Casalnoceto, la comitiva si è imbarcata a bordo del pattugliatore Peluso della Guardia Costiera CP 905, ormeggiato nella banchina dei Magazzini del cotone al Porto Antico. La manifestazione, giunta ormai alla quarta edizione, è stata organizzato dall’infaticabile past presidente del Lions Club Genova Host Giorgio Baracchini, in collaborazione con l’Associazione Onlus Fiaba e dall’ammiraglio Ferdinando Lolli, comandante della Capitaneria di porto del capoluogo ligure.
Gli “speciali ospiti” in navigazione, godendo dell’affascinante vista dal mare della città, in una atmosfera di festa allietata da focaccia genovese e pizza al pomodoro, si sono improvvisati radaristi, motoristi e ufficiali di rotta. È stata una giornata indimenticabile e ricca di emozione per tutti nel segno dell’amicizia e della solidarietà.
È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Libertà di Stampa !
Pubblicato da Redazione il 03 ottobre 2009 alle ore 02:58 |
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“Libertà a rischio”, domani in piazza
ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30
Tutti in piazza per la libertà d’informazione
Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.
Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”
Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.
Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause
“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.
Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa
ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.
Messina : arrivano via mare i feriti in ospedale
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 14:21 |
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Il traffico di Messina è completamente bloccato a causa del maltempo e i feriti devono arrivare in ospedale via mare. E’ la situazione incredibile che si sta verificando nella città dello Stretto. Il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha fatto “un quadro drammatico della situazione”. “Tutte le vie di collegamento sono bloccate – spiega – la città è isolata da Catania perché l’autostrada, la strada statale e la linea ferroviaria sono interrotte”.
“I malati e i feriti delle zone periferiche – rivela – li facciamo arrivare in un piccolo porticciolo e con mezzi navali sono trasportati nel porto di Messina e trasferiti negli ospedali”. Per questo il sindaco di Messina lancia “un appello a medici, infermieri e volontari”. “Se siete vicini alle zone del disastro – li invita Bazzanca – andate a soccorrere le persone che hanno bisogno che noi non possiamo ancora raggiungere”.
Difesa, partita l’esercitazione Squalo 2009
Pubblicato da Redazione il 29 settembre 2009 alle ore 10:00 |
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L'esercitazione Squalo 2009 vede coinvolte le forze armate di Italia, Spagna e Francia
Fino al prossimo 2 ottobre Italia, Francia e Spagna saranno impegnate nell’operazione Search & Rescue “Squalo 2009″, esercitazione internazionale di ricerca e soccorso aeroterrestre (SATER – Soccorso aereo-terrestre) ed aeromarittima (SAMAR – Soccorso aereo marittimo). Il tutto nel quadro dell’applicazione degli accordi internazionali sul soccorso aereo SARMEDOCC (S.A.R. Mediterraneo Occidentale) e dell’accordo bilaterale italo-maltese. In questi giorni saranno le capacità di pianificazione, coordinamento e conduzione di operazioni di S&R e l’attuazione delle relative procedure, entrambe in forma congiunta tra Aeronautica Militare e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
L’esercitazione è, tra l’altro, finalizzata ad incrementare la conoscenza delle procedure comuni anche nell’addestramento del personale, nonché verificare la validità delle vigenti normative nazionali ed internazionali. Lo scopo della Squalo è quello di far esercitare il personale coinvolto nella pianificazione, direzione, condotta, esecuzione e supporto di operazioni combinate di ricerca e salvataggio di sopravvissuti a sinistri aerei su terra e su mare (equipaggi di volo e delle unità navali, i componenti delle squadre terrestri, la componente della Protezione civile e delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana).
Particolare rilevanza è assunta dal contesto multinazionale che rende possibile il confronto e lo scambio di esperienze indispensabili al continuo processo di miglioramento e affinamento delle tecniche nel settore della ricerca e soccorso.
Importante e qualificata la presenza di aeromobili di Spagna, Grecia e Francia, nonché la partecipazione, in qualità di osservatori, di personale proveniente da Algeria, Austria, Egitto, Grecia, Libano, Tunisia. Lo scenario generale dell’esercitazione prevede la ricerca ed il salvataggio di equipaggi e passeggeri di aeromobili coinvolti in incidenti aeronautici in ambiente terrestre e marittimo. Durante la fase SATER il coordinamento e la condotta delle attività aeree saranno gestite direttamente presso il C.O.F.A. di Poggio Renatico.
Sul Lago Cecita (in provincia di Cosenza) verrà costituito un Campo Base per il supporto logistico delle unità di ricerca terrestre e un Posto Medico Avanzato (P.M.A.). Per la fase SAMAR, invece, verrà interessata un’area del basso Mar Tirreno e del Golfo di S. Eufemia; il coordinamento e la condotta delle attività avverrà per il tramite della Sala Operativa del 5° M.R.S.C. (Maritime Rescue Sub Center) di Reggio Calabria.
Difesa, partita l'esercitazione Squalo 2009
Pubblicato da Redazione il 29 settembre 2009 alle ore 10:00 |
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L'esercitazione Squalo 2009 vede coinvolte le forze armate di Italia, Spagna e Francia
Fino al prossimo 2 ottobre Italia, Francia e Spagna saranno impegnate nell’operazione Search & Rescue “Squalo 2009″, esercitazione internazionale di ricerca e soccorso aeroterrestre (SATER – Soccorso aereo-terrestre) ed aeromarittima (SAMAR – Soccorso aereo marittimo). Il tutto nel quadro dell’applicazione degli accordi internazionali sul soccorso aereo SARMEDOCC (S.A.R. Mediterraneo Occidentale) e dell’accordo bilaterale italo-maltese. In questi giorni saranno le capacità di pianificazione, coordinamento e conduzione di operazioni di S&R e l’attuazione delle relative procedure, entrambe in forma congiunta tra Aeronautica Militare e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
L’esercitazione è, tra l’altro, finalizzata ad incrementare la conoscenza delle procedure comuni anche nell’addestramento del personale, nonché verificare la validità delle vigenti normative nazionali ed internazionali. Lo scopo della Squalo è quello di far esercitare il personale coinvolto nella pianificazione, direzione, condotta, esecuzione e supporto di operazioni combinate di ricerca e salvataggio di sopravvissuti a sinistri aerei su terra e su mare (equipaggi di volo e delle unità navali, i componenti delle squadre terrestri, la componente della Protezione civile e delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana).
Particolare rilevanza è assunta dal contesto multinazionale che rende possibile il confronto e lo scambio di esperienze indispensabili al continuo processo di miglioramento e affinamento delle tecniche nel settore della ricerca e soccorso.
Importante e qualificata la presenza di aeromobili di Spagna, Grecia e Francia, nonché la partecipazione, in qualità di osservatori, di personale proveniente da Algeria, Austria, Egitto, Grecia, Libano, Tunisia. Lo scenario generale dell’esercitazione prevede la ricerca ed il salvataggio di equipaggi e passeggeri di aeromobili coinvolti in incidenti aeronautici in ambiente terrestre e marittimo. Durante la fase SATER il coordinamento e la condotta delle attività aeree saranno gestite direttamente presso il C.O.F.A. di Poggio Renatico.
Sul Lago Cecita (in provincia di Cosenza) verrà costituito un Campo Base per il supporto logistico delle unità di ricerca terrestre e un Posto Medico Avanzato (P.M.A.). Per la fase SAMAR, invece, verrà interessata un’area del basso Mar Tirreno e del Golfo di S. Eufemia; il coordinamento e la condotta delle attività avverrà per il tramite della Sala Operativa del 5° M.R.S.C. (Maritime Rescue Sub Center) di Reggio Calabria.
Esplode il caso della portacontainer sorpresa a scaricare davanti all’Elba
Pubblicato da Redazione il 28 settembre 2009 alle ore 16:39 |
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Archiviato in Ambiente, Capitanerie di Porto, Pirateria
“La cosa più strana erano i bracci delle gru che sporgevano dal pontile. Come se stessero lavorando in porto. Ma la nave galleggiava al largo, «circa dieci miglia a nord di Marciana Marina». Uno spettacolo inconsueto per una sera d´estate di fronte alle spiagge dell´Elba. Che cosa ci faceva in quel tratto di mare, alle 21 del 5 luglio scorso, la portacontainer maltese “Toscana”?”
E’ con queste parole che si apre la seconda, (ma non ultima) puntata dell’inchiesta pubblicata da Repubblica aperta dalla stessa foto della “Toscana” con la quale Greenreport ed Elbareport il 20 Luglio scorso aprivano i loro servizi, riportando le testuali dichiarazioni giurate presentate da equipaggio e passeggeri del battello ambientalista “Thales” relativo allo scarico in mare di non precisati oggetti apparsi simili a container ed al successivo gentile tentativo di speronamento dei curiosi da parte della portacontainer prima di allontanarsi.
Le stesse dichiarazioni che in pratica sostanziano il ben più autorevole intervento di Repubblica, che giunge però 66 giorni dopo la nostra dettagliata segnalazione. Non c’è per ora nulla di nuovo. Qualche elemento in più (secondario ma propedeutico per qualche domandina scomoda) sulla vicenda della Thales possiamo però aggiungerlo per tentare di capire il ritardo/sottovalutazione con cui ci si è mossi almeno da parte dell’informazione ma temiamo non solo.
Abbiamo appurato che immediatamente dopo l’evento da bordo alla “Thales” fu chiamato un collaboratore italiano al quale fu annunciato che il rapporto su quanto accaduto sarebbe presentato ufficialmente in lingua tedesca e inglese (giova ricordarte che nessuno a bordo parlava con sufficiente chiarezza l’italiano) alle competenti autorità appena raggiunto lo scalo di Marina di Pisa presso il quale la “Thales” faceva base.
Ma nelle stesse ore la barca ambientalista incappava in un forte fortunale che obbligava a far rotta per la Corsica dove restava a ridosso della costa per circa tre giorni prima di poter raggiungere la sua destinazione dove, a quanto ci risulta, il 9 Luglio fu presentato l’esposto-denuncia.
Atteso che almeno a noi sembrerebbe che sia la Capitaneria di Livorno che quella di Portoferraio avrebbero appreso dell’accaduto solo successivamente alla nostra segnalazione, sarebbe interessante sapere se si è realmente indagato (e chi eventualmente lo ha fatto) rispetto ad un evento (la denuncia) che resterebbe di una estrema gravità anche se per assurdo quelli della Thales avessero riferito una gigantesca panzana, o fossero stati colti dopo aver mangiato pane di segale cornuta (sono tedeschi) da allucinazioni collettive, perchè nei casi sarebbero stati a loro volta passibili di denuncia o di trasferimento in blocco al neurodeliri.
C’è di più, intorno ai denuncianti si è creato nel frattempo un clima assai pesante. Considerati i fior di giardino che gravitano intorno alla partita dello smaltimento dei rifiuti incoffessabili ed il potere che gestiscono non ci pare affatto il caso di restare molto tranquilli.
Sergio Rossi
Fonte: www.elbareport.it
Esplode il caso della portacontainer sorpresa a scaricare davanti all'Elba
Pubblicato da Redazione il 28 settembre 2009 alle ore 16:39 |
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“La cosa più strana erano i bracci delle gru che sporgevano dal pontile. Come se stessero lavorando in porto. Ma la nave galleggiava al largo, «circa dieci miglia a nord di Marciana Marina». Uno spettacolo inconsueto per una sera d´estate di fronte alle spiagge dell´Elba. Che cosa ci faceva in quel tratto di mare, alle 21 del 5 luglio scorso, la portacontainer maltese “Toscana”?”
E’ con queste parole che si apre la seconda, (ma non ultima) puntata dell’inchiesta pubblicata da Repubblica aperta dalla stessa foto della “Toscana” con la quale Greenreport ed Elbareport il 20 Luglio scorso aprivano i loro servizi, riportando le testuali dichiarazioni giurate presentate da equipaggio e passeggeri del battello ambientalista “Thales” relativo allo scarico in mare di non precisati oggetti apparsi simili a container ed al successivo gentile tentativo di speronamento dei curiosi da parte della portacontainer prima di allontanarsi.
Le stesse dichiarazioni che in pratica sostanziano il ben più autorevole intervento di Repubblica, che giunge però 66 giorni dopo la nostra dettagliata segnalazione. Non c’è per ora nulla di nuovo. Qualche elemento in più (secondario ma propedeutico per qualche domandina scomoda) sulla vicenda della Thales possiamo però aggiungerlo per tentare di capire il ritardo/sottovalutazione con cui ci si è mossi almeno da parte dell’informazione ma temiamo non solo.
Abbiamo appurato che immediatamente dopo l’evento da bordo alla “Thales” fu chiamato un collaboratore italiano al quale fu annunciato che il rapporto su quanto accaduto sarebbe presentato ufficialmente in lingua tedesca e inglese (giova ricordarte che nessuno a bordo parlava con sufficiente chiarezza l’italiano) alle competenti autorità appena raggiunto lo scalo di Marina di Pisa presso il quale la “Thales” faceva base.
Ma nelle stesse ore la barca ambientalista incappava in un forte fortunale che obbligava a far rotta per la Corsica dove restava a ridosso della costa per circa tre giorni prima di poter raggiungere la sua destinazione dove, a quanto ci risulta, il 9 Luglio fu presentato l’esposto-denuncia.
Atteso che almeno a noi sembrerebbe che sia la Capitaneria di Livorno che quella di Portoferraio avrebbero appreso dell’accaduto solo successivamente alla nostra segnalazione, sarebbe interessante sapere se si è realmente indagato (e chi eventualmente lo ha fatto) rispetto ad un evento (la denuncia) che resterebbe di una estrema gravità anche se per assurdo quelli della Thales avessero riferito una gigantesca panzana, o fossero stati colti dopo aver mangiato pane di segale cornuta (sono tedeschi) da allucinazioni collettive, perchè nei casi sarebbero stati a loro volta passibili di denuncia o di trasferimento in blocco al neurodeliri.
C’è di più, intorno ai denuncianti si è creato nel frattempo un clima assai pesante. Considerati i fior di giardino che gravitano intorno alla partita dello smaltimento dei rifiuti incoffessabili ed il potere che gestiscono non ci pare affatto il caso di restare molto tranquilli.
Sergio Rossi
Fonte: www.elbareport.it
Zumbo nuovo comandante della Capitaneria di porto di Taranto
Pubblicato da Redazione il 17 settembre 2009 alle ore 16:00 |
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Il 19 settembre il capitano di vascello Paolo Zumbo subentrerà a Leonardo Dibitonto al comando della Capitaneria di porto di Taranto
Avvicendamento al comando della Capitaneria di Porto di Taranto. Sabato mattina, nel piazzale antistante la caserma “Michelangelo D’Onofrio” del Porto mercantile, ci sarà il passaggio di consegne fra il capitano di vascello uscente Leonardo Dibitonto e il subentrante Paolo Zumbo. Il nuovo comandante del porto arriva a Taranto dalla capitaneria di Reggio Calabria, dopo aver svolto diversi incarichi di carattere tecnico – operativo a Mazara del Vallo, poi presso l’Ufficio circondariale marittimo di Lipari e, in tempi più recenti, nella Capitaneria di porto di Gallipoli. Si è formato all’Accademia navale di Livorno, da cui è uscito come ufficiale 23 anni fa.
Per Leonardo Dibintonto si tratta di un nuovo trasferimento da Taranto avendo già espletato servizio presso la stessa Capitaneria nel periodo ottobre ‘82 – ‘85, all’indomani del suo percorso di studi in Accademia. L’alto ufficiale, in passato, ha svolto attività nelle Capitanerie di porto di Molfetta, Civitavecchia e Bari, ricoprendo oltre che l’incarico di Comandante in II^, anche le funzioni di Capo sezione Demanio, nonché ha atteso alle funzioni di direzione dell’Ufficio circondariale marittimo di Barletta. Da Taranto si trasferirà presso la Direzione marittima di a Bari, dove andrà a ricoprire l’incarico di capo ufficio.
La Speranza per i più piccoli salpa da Genova
Pubblicato da Redazione il 09 settembre 2009 alle ore 11:00 |
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Il peschereccio Speranza dopo la ristrutturazione
Calata Ansaldo De Mari, di fronte al GALATA museo del mare, nel porto di Genova, domani pomeriggio farà da teatro all’inaugurazione del peschereccio “Speranza”, l’imbarcazione che fa parte di un ambizioso progetto dell’associazione di volontariato Crescere Con Noi. Insieme ad alcune autorità locali presenzierà alla cerimonia anche l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto.
“Crescere con noi” è una associazione di volontariato onlus che da molti anni si occupa di progetti per l’infanzia. Fra questi, il più entusiasmante è quello di Speranza, il peschereccio che viene messa a disposizione di tutti i bambini per riscoprire il territorio e le tradizioni attraverso un’educazione alimentare basata sui prodotti mediterranei costieri. Il progetto cerca di coniugare tradizione, qualità e informazione su una ”tavola insolita”, capace di catturare l’attenzione e l’interesse dei ragazzi delle scuole medie inferiori. L’Associazione, presieduta da Layla Cervi, si pone come scopo, attraverso questo progetto, un’altro nobile obiettivo che è quello di riservare particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi meno fortunati in salute e/o che vivono il triste momento dell’ospedalizzazione.
Il peschereccio Speranza, dopo un lungo viaggio da Chioggia a Genova, intrapreso via mare circa tre anni fa, è stato completamente ristrutturato grazie alla generosa partecipazione di una cordata di aziende del porto di Genova che, insieme all’associazione “Crescere Con Noi”, hanno voluto mantenere una promessa fatta ad un bambino che purtroppo non è più fra noi. Particolarmente importante è anche la partecipazione all’iniziativa da parte del Galata Museo del Mare che offrirà un sostegno di tipo didattico alle scolaresche integrando il peschereccio nel percorso dell’Open Air Museum.
Clicca qui per visitare il sito ufficiale dell’associazione “Crescere con noi”
Capitanerie, ecco le prime donne comandare un porto
Pubblicato da Redazione il 01 settembre 2009 alle ore 11:30 |
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Il porto di Maratea che da venerdì prossimo avrà come comandante della Capitaneria il tenente di vascello Tiziana Manca
Il 4 settembre sarà una data storica per le Capitanerie di Porto – Guardia costiera. Venerdì infatti per la prima volta nel corso della sua pluricentenaria storia, il Corpo vedrà ufficiali donne assumere il comando di un porto. Quattro i porti che avranno un nuovo comandante in gonnella: Golfo Aranci, assegnato al tenente di vascello (CP) Marilisa Lombardi, Maratea al tenente di vascello (CP) Tiziana Manca e Monopoli al tenente di vascello (CP) Carmen Giacoppo a cui si aggiungerà, verso la metà del mese, il tenente di vascello (CP) Barbara Magro, comandante del porto di Jesolo.
Secondo l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale delle capitanerie di porto si tratta di «un momento storico da sottolineare, che dimostra il reale raggiungimento nelle Capitanerie della parità lavorativa tra uomini e donne, con identici incarichi e identiche opportunità di carriera. I nuovi comandanti, tutte con alle spalle nove anni di Marina e simili esperienze lavorative presso le Capitanerie, sono particolarmente motivate e consce di rappresentare un punto di riferimento per tutte le donne che, amanti del mare, vorranno seguirne le orme».
Buttato in acqua e cacciato dal porto
Pubblicato da Direttore il 25 agosto 2009 alle ore 00:41 |
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Disavventura di un medico italiano a Calvi, in Corsica: «Io e la mia famiglia trattati con violenza dagli ormeggiatori». Il consiglio della polizia: lasciate perdere!
Ecco la lettera del medico italiano assalito dagli ormeggiatori del porto turistico di Calvi (Corsica) inviata al Corriere della Sera.
“Egr. Dott.re,
la disturbo per raccontarle quanto è accaduto, a me e alla mia famiglia, il 2 agosto u.s. mentre mi trovavo in crociera in Corsica con la mia barca.
Le preciso la composizione della mia famiglia solo per fugare qualsiasi dubbio sulla mia attendibilità. Io e mia moglie (rispettivamente di anni 59 e 51) siamo medici, mia figlia E. di aa. 26 è laureanda (ottobre p.v) in Scienze Politiche a Roma, mia figlia M. di aa. 24 è laureanda (ottobre p.v.) in Medicina a Roma, mio figlio V. di aa. 21 è laureando in Ingegneria Meccanica (luglio 2010) al Politecnico di Milano.
Arrivati a San Florent, dopo aver fatto tappa a Bastia e Macinaggio, mi arrivano le previsioni meteo che davano forte maestrale per il giorno 3/8. Dovendo proseguire sulla costa occidentale, decido di raggiungere Calvi prima dell’arrivo del maltempo che ci avrebbe bloccati per due o tre giorni.
Rispettoso del mare e prudente avendo tutta la famiglia a bordo, prima di partire alla volta di Calvi mi assicuro con numerose telefonate direttamente al comandante del porto di Calvi sulla disponibilità e certezza di trovare ormeggio in porto.
Lo stesso mi rassicura e mi da indicazioni di ormeggiare, una volta arrivato, al molo d’onore (riservato ai mega-Yacht) in attesa che si liberasse il posto assegnatomi per la mia barca di 12mt.
Preciso che sono arrivato in porto alle 13 dopo circa 5h di navigazione. Alle 17 si presenta un ormeggiatore, in gommone dicendoci che dovevamo andarcene perché era arrivata la barca proprietaria del posto in banchina dov’ero ormeggiata, provvisoriamente, la mia barca. Rispondo che mi sarei spostato subito e che m’indicasse dove ormeggiare. Mi risponde che non c’è nessun posto e che me ne sarei dovuto andare proprio via. Ritenendo che il ragazzo non fosse al corrente della mia prenotazione fatta con il comandante lo prego di farmi parlare con lo stesso.
Dopo qualche minuto si presentano cinque tipi, tutti appartenenti alla società che gestisce il porto, con tanto di divisa (maglietta rossa e calzoncini) e nome della marina sulla maglietta stessa. Uno di questi mi dice di essere il comandante. Per educazione scendo dalla barca per salutarlo e chiedere spiegazioni sull’equivoco sicuro che tutto si sarebbe chiarito. All’improvviso, dopo che il tipo che si era qualificato comandante, ma non lo era, impartisce un ordine agli altri quattro, vengo di peso sospinto sulla passerella con estrema violenza tanto che perdendo l’equilibrio cado in acqua tra la poppa della barca e la banchina, riportando, per fortuna, “solo” una contusione toracica ed una ferita lacero-contusa a livello dell’addome. Mio figlio, incredulo, vedendomi buttato in acqua e ferito, cerca di venire in mio soccorso ma è afferrato per il collo da un’altro dei cinque ed a sua volta buttato in acqua. Nel frattempo, con azione coordinata, e quindi più volte provata e forse messa in atto, i cinque si dividono i compiti e precisamente: due da terra sciolgono le cime d’ormeggio, altri due si portano a prua della barca con un gommone per sciogliere il corpo morto mentre il quinto da terra coordina il raid.
Veniamo sospinti, dal loro gommone, fuori dal porto mentre mia moglie tra le lacrime, preoccupata per me che sanguinavo abbondantemente, ma soprattutto preoccupata perchè mia figlia E. era rimasta a terra, gli urlava di consentirci almeno di far risalire a bordo la figlia. Io che urlavo a mio figlio di chiamare la polizia venivo deriso e invitato a chiamare chi volessi ma fuori dal porto. Intanto mia figlia E., senza perdersi d’animo, benché braccata dai tipi che ci avevano buttati a mare, riesce a raggiungere il posto di polizia. Sbigottita, mi racconterà poi, che i gendarmi le consigliano di risalire in barca, accompagnata da loro, perché da quando c’è questo comandante era pericoloso fare denunce o altro. Così avviene e con il buon senso del padre di famiglia decido di lasciare anche il campo boe di Calvi dove nel frattempo mi ero ormeggiato e di fare ritorno a ST Florent che raggiungo alle tre del mattino.
Alla luce di quanto riportato dal suo articoloe con la pelle d’oca, pensando a quello che ci sarebbe potuto succedere, ringrazio Dio per come sono andate le cose e la invito, sommessamente, a tener conto di quanto le ho raccontato (se la sua indagine giornalistica avrà un seguito), ed io personalmente escluderei la ventilata ipotesi della polizia locale dell’autoaffondamento per fini assicurativi essendo per altro una barca a nolo (per quanto par di capire). Che cosa possa essere successo all’Elleduevidue, allo stato siamo in due a non poterlo sapere, però posso ipotizzare, che se ci fosse stata una lite, forse, come par di capire, per altri motivi ma di consistenza economica più rilevante, vista la violenza con cui hanno voluto risolvere il nostro piccolo caso, e una reazione meno mite di quanto è stata la mia, da parte dell’equipaggio dell’Elleduevidue, tutto può essere accaduto. Di sicuro forze di polizia, non possono scambiare il foro di un trapano con il foro di un proiettile, nè è pensabile un affondamento a fini assicurativi per conto terzi.
Un’ultima amara considerazione. Mentre avveniva tutto ciò, sul molo, praticamente al centro del paese, affollato di gente, ci trovavamo tra due barche d’italiani che non hanno proferito parola in nostra difesa, anzi si preoccupavano di aggiungere parabordi alle loro barche per evitare che la nostra, sospinta dal gommone, le potesse danneggiare. Può verificare anche questo se solo hanno registrato, come dovuto, le barche ormeggiate il 2 agosto 2009 alle ore 14 al molo d’onore.”
Dott. Domenico Scali
Guardia costiera, la nuova unità di pattugliamento in viaggio verso Lampedusa
Pubblicato da Redazione il 07 agosto 2009 alle ore 14:30 |
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La nuova unità classe 300 a Fiumicino per una sosta tecnica, sarà destinata al pattugliamento delle coste in Sicilia
È arrivata da poche ore nel porto di Fiumicino la nuova motovedetta classe 300 della Guardia Costiera, varata lo scorso 31 luglio a Viareggio. La nuova unità navale – CP 301 – è la prima delle 4 motovedette d’altura, che verranno varate entro il corrente anno, destinate alla vigilanza dei flussi migratori nel canale di Sicilia e nel Tirreno centrale, realizzate grazie al finanziamento comunitario erogato dal FRONTEX (Agenzia Europea nata per il coordinamento e il pattugliamento delle frontiere marittime e terrestri), nell’ambito del Programma generale “solidarietà e gestione dei flussi migratori”. Per tale motivo la livrea dell’Unità è arricchita dalla bandiera dell’Unione Europea.
Questa mattina, in occasione della sosta tecnica nel porto di Fiumicino, il comandante generale del Corpo Raimondo Pollastrini, ha incontrato l’equipaggio diretto a Lampedusa dove inizierà l’attività operativa. All’avanguardia per le sue dotazioni tecnologiche, lunga 18 metri, auto raddrizzante e inaffondabile, con sistema di propulsione a idrogetto, con velocità massima di 30 nodi e 500 miglia di autonomia, rappresenta una vera e propria svolta operativa per la sicurezza marittima.
Ecco la classe 300, nuova motovedetta della Guardia costiera
Pubblicato da Redazione il 31 luglio 2009 alle ore 13:30 |
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La Classe 300 delle nuove motovedette della Guardia Costiera potranno sviluppare una velocità massima di 30 nodi
È stata presentata stamattina a Viareggio la nuova motovedetta classe 300 della Guardia Costiera. Si tratta della prima unità di 15 esemplari previsti – un mezzo che rappresenta una vera rivoluzione nell’ attività di ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare.
Lunga 18 mtetri e larga 6, costruita in alluminio ed equipaggiata con due motori Man accoppiati a due motori idrogetto, la nuova classe 300 è capace di sviluppare, a pieno carico, una velocità di oltre 30 nodi per un’ autonomia di quasi 100 miglia. È in grado di affrontare condizioni meteo marine molto avverse, la nuova motovedetta è auto raddrizzante e inaffondabile e può accogliere a bordo sino a 20 naufraghi.
La nuova motovedetta è «una unità ognitempo molto attuale, un vero salto nel futuro, che ci permetterà - ha detto nel corso della presentazione l’ammiraglio Francesco Lo Sardo, capo del Reparto mezzi del Comando Generale e promotore del progetto – di essere ancor più presenti nei mari italiani, a garanzia di quella sicurezza indispensabile per tutti coloro che, per lavoro o diporto, vi operano». Testimonial dell’evento Federica Francese, figlia dell’ammiraglio Giuseppe Francese, già capo di Corpo all’inizio degli anni Novanta a cui si deve l’importante svolta operativa che caratterizza oggi le Capitanerie di porto – Guardia costiera.
Operazioni Swordfish e Pesce Giallo della Guardia costiera
Pubblicato da Redazione il 30 luglio 2009 alle ore 13:23 |
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Una motovedetta della Guardia costiera impegnata nei controlli contro la pesca illegale
Doppia importante operazione della Guardia costiera per tutelare i consumatori contro la pesca illegale. la prima, “Swordfish” ha visto impegnati per tre giorni nel basso Tirreno e nel canale di Sicilia mezzi aeronavali del Corpo nell’attività di controllo della pesca. Nel corso del blitz sono stati sequestrati 57,5 chilometri di reti illegali particolarmente dannose per l’ecosistema marino (le c.d. “spadare” – vietate ormai da diversi anni- e le “ferrettare”- consentite ma utilizzate, nell’occasione, in maniera illegale), 3754 chili di pescato tra cui 121 pesci spada (per un totale di 2931 kg), 25 tonni rossi (504 kg.), 10 tonni ala lunga (109 kg.). Sanzionati per pesca illegale 8 pescherecci oltre ad un’unità da diporto intenta abusivamente in questa attività.
La seconda operazione “ Pesce Giallo “ ha riguardato controlli compiuti in tutt’Italia dal personale del Corpo principalmente nei ristoranti, con particolare riguardo a quelli di cucina etnica. Oltre 1300 i locali ispezionati e in circa 250 casi sono state riscontrate irregolarità nella conservazione del pescato – avvallate dal personale dei locali presidi sanitari – o nella vendita di prodotto non conforme alle specifiche dichiarate (ad esempio, in alcuni ristoranti, prodotto decongelato servito per fresco; pangasio servito per platessa e per filetto di gallinella; verdesca servita per filetto di platessa).
Nel corso dell’operazione sono state elevate sanzioni per circa 300mila euro e fatti chiudere due ristoranti e un esercizio commerciale cinesi nel barese per violazioni igienico-sanitarie, frode in commercio e truffa.








