Archivio della categoria Associazioni
Logistica, trasporti e ICT, se ne discute a Venezia
Pubblicato da Redazione il 30 ottobre 2009 alle ore 14:15 |
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A San Servolo (Venezia) la 2^ edizione della Conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti
Si concluderà oggi a Venezia presso la Venice International University di San Servolo (Venezia) la seconda conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti, evento internazionale organizzato dalla direzione generale dei Trasporti dell’Unione europea in collaborazione con la VIU. La conferenza, inaugurata ieri, è dedicata al tema delle tecnologie della comunicazione applicate per servizi ad alto valore aggiunto. I lavori sono stati aperti da Jens Schumacher della Vorarlberg University of Applied Sciences (Austria) che ha ringraziato tutti i sostenitori dell’iniziativa. Poi è toccato al Dean della VIU, Stefano Micelli, che ha illustrato sinteticamente le iniziative formative e di ricerca della Venice International University, focalizzate sui temi della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.
Oggi, intanto, stakeholders, operatori del settore della logistica e del trasporto e rappresentanti di amministrazioni pubbliche si confronteranno su: Intelligent Cargo, l’Impatto dell’ICT sulla Logistica, la Sicurezza, Tecnologie Software e Hardware per l’implementazione di sistemi informativi. «Siamo lieti di ospitare un’iniziativa di così alto livello – ha sottolineato Marco Mazzarino, referente scientifico del Transport Logistic Supply Chain Management Unit – . Da tempo siamo attivi nel campo della ricerca focalizzata sulle nuove tecnologie applicate alla logistica, partecipando ad importanti progetti europei quali il progetto Euridice. Occasioni come questa due giorni di lavori – continua Mazzarino – sono opportunità importanti di confronto tra il mondo della ricerca applicata e i settori industriali legati al mondo della logistica e dei trasporti».
Il testo di riforma dei porti piace ad Assologistica
Pubblicato da Redazione il 27 ottobre 2009 alle ore 11:10 |
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Assologistica rappresenta fra gli altri terminalisti portuali e aeroportuali, centri intermodali, interporti, autoporti, silos portuali e interni, centri logistici e di distribuzione per conto terzi e imprese di logistica integrata
Assologistica condivide le integrazioni e i correttivi apportati al testo unificato di riforma della legge 84/94 del sistema portuale italiano che nei prossimi giorni sarà reso pubblico. L’assemblea ordinaria dell’associazione che raggruppa la gran parte degli operatori logistici del nostro paese, si è riunita ieri a Milano per rinnovare il comitato direttivo che a dicembre eleggerà il nuovo presidente. più in generale, Assologistica ha apprezzato «la capacità di ascolto della commissione Lavori pubblici del Senato presieduta da Luigi Grillo e la conseguente cancellazione di alcune previsioni normative in forte contrasto con le aspettative dell’industria portuale, il modello di governance e di autonomia finanziaria riconosciuto alle Autorità portuali».
Allo stesso tempo, però, si auspica che l’autonomia finanziaria non divenga – in assenza di un Piano generale della Logistica e della mobilità - una babele di iniziative localistiche che, accompagnate da interventi impropri sull’organizzazione del lavoro radicherebbero ancora di più la polverizzazione della domanda, il nanismo dimensionale delle imprese e il dumping sociale. L’Assemblea ha infine espresso un profondo disagio per la mancata traduzione in norme delle previsioni di sostegno al settore marittimo-portuale che il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha inserito nell’allegato infrastrutture al DPEF 2009-2011.
Coccia: armatori e banche devono comunicare di più e meglio
Pubblicato da Redazione il 16 ottobre 2009 alle ore 17:30 |
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Nicola Coccia, presidente della Confederazione italiana degli armatori
Gli armatori e il sistema bancario devono accrescere il reciproco scambio di informazioni e conoscenze. In particolare, da parte armatoriale è necessario comunicare meglio come il settore, strutturalmente ciclico e volatile nei valori degli asset, sia ben radicato su consistenti basi industriali proiettate verso il futuro, a differenza di altre realtà imprenditoriali. È quanto è venuto fuori ieri a Roma dalla riunione organizzata in Confitarma con i rappresentanti delle principali realtà creditizie che operano in Italia. Già alla fine del 2007, quando ancora la crisi economico-finanziaria non si era ancora manifestata, la confederazione degli armatori aveva proposto l’apertura di un tavolo di confronto permanente con i principali gruppi bancari italiani impegnati nelle operazioni di finanziamento a favore dello shipping, da estendere anche alle banche straniere.
Nel corso dell’incontro, inoltre, «è stato sottolineato come, in questo delicato momento, sia importante che il mondo bancario, quale partner del business armatoriale, mantenga gli impegni assunti attraverso una interpretazione elastica dei covenant contrattuali. In considerazione del fatto che la vita utile economica di una nave copre un arco temporale di 25-30 anni, si rende opportuno poi rivedere i criteri di valutazione delle navi, improntandoli meno al rigido e statico riferimento del mercato e più ad elementi reddituali prospettici». Infine, è stata rilevata la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento di capitali delle imprese per alleggerire gli impegni delle banche, mediante il ricorso a nuovi strumenti di capital market.
«Noi armatori – ha tenuto a precisare il presidente di Confitarma Nicola Coccia – siamo comunque impegnati a completare il piano di investimenti in corso».
Domani a Mantova l’Assemblea generale dell’Efip
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Particolare del porto fluviale di Mantova
Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.
Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.
Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.
Domani a Mantova l'Assemblea generale dell'Efip
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Particolare del porto fluviale di Mantova
Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.
Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.
Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.
Medsea 09 a fine mese in Montenegro per rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 10:40 |
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Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente. Anche lei ha garantito la partecipazione a Medsea 2009
Sarà un vero e proprio summit dei principali Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per discutere di pesca, tutela del mare e della collaborazione fra le realtà rivierasche. Con questi presupposti Budva, in Montenegro, ospiterà dal 25 al 30 ottobre Medsea 2009, l’evento organizzato dall’associazione ecologico-scentifica Mareamico, promossa dal ministero dell’Ambiente e da quello delle Politiche agricole, in collaborazione con la Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo e col governo montenegrino.
Tante le autorità che hanno già assicurato la partecipazione: il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile del portafogli dei Trasporti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del Turismo Vittoria Brambilla. Saranno inoltre presenti i ministri della Pesca, del Turismo, dell’Ambiente e dei Trasporti dei Paesi dell’Adriatico e del Mediterraneo, in particolare del Montenegro, della Slovenia, della Croazia, dell’Albania, della Bosnia-Erzegovina, della Grecia, dell’Egitto, del Marocco, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia e Malta.
Medsea 09 affronterà il tema dei rapporti tra l’Italia ed i Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania. Grecia) anche alla luce delle recenti intese intergovernative, degli accordi sottoscritti o in fase di perfezionamento per la realizzazione di nuove infrastrutture e di nuovi collegamenti sottomarini (gasdotti, linee elettriche,ecc) e per il potenziamento delle strutture portuali. Si discuterà anche, ovviamente, di progetti di collaborazione tra Italia e Montenegro e si promuoveranno iniziative comuni tra i due governi. È inoltre previsto un programma di incontro e di gemellaggio tra scuole italiane e scuole del Montenegro.
Mareamico da sempre si occupa a livello scientifico dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e siglando numerose intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.
«Industriali boicottate i giornali che mi attaccano»
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 02:23 |
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Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, parlando agli imprenditori brianzoli ha esortato la platea a “ribellarsi” contro la stampa che lo attacca. Il premier ha ribadito che «c’è un giornale italiano che non ha avuto alcun limite nel gettare discredito su di me». E ha rilanciato: «Contro questo ci vorrebbe una reazione, una ribellione generale, di chi come voi è una colonna del sistema produttivo». Berlusconi ha poi riferito che durante le riunioni del G20 «i colleghi europei mi hanno detto ‘come sei duro’, nessun leader europeo avrebbe retto ad attacchi simili. Ma non c’è attacco che tenga», ha proseguito il premier.
«Chi getta discredito sull’Italia lo getta anche sui prodotti e sulle imprese italiane, gli imprenditori dovrebbero ribellarsi a questo agire anti-italiano», ha aggiunto Berlusconi. «Il discredito non si getta solo sul presidente del Consiglio – ha detto – ma va anche ai nostri prodotti, alle imprese, al made in Italy. Se voi siete le colonne della produzione, ci vorrebbe una ribellione nei confronti di questo agire anti-italiano». «Il governo sostiene le imprese italiane all’estero ed io sono un bravo agente di commercio», ha proseguito. «Non è stato recepito quello che il governo fa nella diplomazia commerciale – ha spiegato – mai nessun altro governo ha avuto in mente di agire da supporto a tutte le nostre aziende all’estero. In tanti Paesi, come la Russia, la Libia, l’Egitto, la Turchia, la Tunisia, le imprese italiane sono le più ben viste. Abbiamo ottenuto risultati fantastici, l’ultimo è stata l’attribuzione a Impregilo del raddoppio del canale di Panama. Mi guardo allo specchio e non sapevo che come agente di commercio fossi così bravo». Berlusconi ha poi rivendicato ancora una volta la propria appartenenza al mondo imprenditoriale: «Il governo lavora in totale sintonia con quanto portate avanti con le vostre associazioni. Bisogna approfittare del fatto che c’è un collega imprenditore al governo, perchè così possiamo portare avanti le riforme che ci interessano».
Attentato a Milano, la condanna dell’Istituto Islamico di Viale Jenner
Pubblicato da Redazione il 12 ottobre 2009 alle ore 12:09 |
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E’ “una condanna a priori”, quella di Abdel Hamid Shaari, il presidente dell’Istituto islamico milanese di viale Jenner, nell’apprendere dell’attentato che stamattina un cittadino di 35 anni, di origine libica, ha compiuto ai danni della caserma dell’esercito in via Perrucchetti. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe gridato “via dall’Afghanistan!” prima di provocare l’esplosione nella caserma.
“La violenza e’ sempre condannabile”, dice Shaari, in attesa di conoscere ulteriori dettagli dell’accaduto. Il presidente dell’Istituto di viale Jenner, in passato al centro di numerose indagini e polemiche, esclude che all’interno della comunita’ islamica milanese via sia un clima di ostilita’ per la presenza di truppe italiane in Afghanistan: “Per quello che so io -afferma Shaari- non c’e’ nessun clima di ostilita’”.
Shaari non esclude possa essersi quindi trattato del gesto di “un pazzo”. Quanto alla nazionalita’ dell’attentatore, Shaari, egli stesso di origini libiche, si dice “sorpreso”. “Siamo talmente pochi qui a Milano -spiega- un centinaio, al massimo duecento”.
Attentato a Milano, la condanna dell'Istituto Islamico di Viale Jenner
Pubblicato da Redazione il 12 ottobre 2009 alle ore 12:09 |
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E’ “una condanna a priori”, quella di Abdel Hamid Shaari, il presidente dell’Istituto islamico milanese di viale Jenner, nell’apprendere dell’attentato che stamattina un cittadino di 35 anni, di origine libica, ha compiuto ai danni della caserma dell’esercito in via Perrucchetti. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe gridato “via dall’Afghanistan!” prima di provocare l’esplosione nella caserma.
“La violenza e’ sempre condannabile”, dice Shaari, in attesa di conoscere ulteriori dettagli dell’accaduto. Il presidente dell’Istituto di viale Jenner, in passato al centro di numerose indagini e polemiche, esclude che all’interno della comunita’ islamica milanese via sia un clima di ostilita’ per la presenza di truppe italiane in Afghanistan: “Per quello che so io -afferma Shaari- non c’e’ nessun clima di ostilita’”.
Shaari non esclude possa essersi quindi trattato del gesto di “un pazzo”. Quanto alla nazionalita’ dell’attentatore, Shaari, egli stesso di origini libiche, si dice “sorpreso”. “Siamo talmente pochi qui a Milano -spiega- un centinaio, al massimo duecento”.
È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Doppio appuntamento con l’Ipsema il 9 ottobre
Pubblicato da Redazione il 06 ottobre 2009 alle ore 17:15 |
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Antonio Parlato, commissario straordinario dell'Ipsema
La nautica da diporto, lo sviluppo della tutela del lavoro e delle garanzie sociali. È questo il titolo del convegno che l’Ipsema ha organizzato a Trieste, in occasione dell’edizione 2009 della Barcolana. L’incontro si terrà nel pomeriggio di venerdì prossimo presso la sala Vulcania 2 della Stazione marittima al Molo Bersaglieri. I lavori saranno introdotti da Maria Gabriella Grasso, direttore compartimentale della sede triestina dell’Istituto di previdenza dei marittimi, e poi ci saranno le relazioni del commissario straordinario dell’Ente Antonio Parlato, del presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza Giovanni Guerisoli e del direttore generale dell’Ipsema Palmira Petrocelli. Le conclusioni saranno tratte da Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio.
L’Istituto di previdenza per il settore marittimo è dal 2005 che partecipa alla regata triestina della Barcolana per sottolineare l’importanza della conoscenza della sicurezza in mare che è strettamente dipendente dalla corretta navigazione da diporto. La sicurezza della nautica da diporto, infatti, significa sicurezza del diportista, del personale navigante e dei passeggeri. Anche quest’anno l’Ipsema parteciperà alla regata storica della Barcolana, in calendario domenica 11 ottobre, con una barca e un suo equipaggio, non a fini competitivi ma per testimoniare l’impegno dell’Istituto in materia di diporto.
Sempre il 9 ottobre, ma a Genova, sarà presentato il Master di I livello in Infermieristica del mare, nell’ambito delle manifestazioni del Salone nautico. Caratteriste e finalità del corso saranno illustrate da Giorgio Monaco, ordinario della cattedra di Medicina del mare presso la II facoltà di Medicina e chirurgia de “La Sapienza”, direttore e fondatore della Scuola del mare di Gaeta del Comando generale della Guardia di Finanza. Le lezioni partiranno a gennaio del 2010, dureranno un anno e si svolgeranno a Roma. Successivamente gli stage potranno essere effettuati presso enti convenzionati con l’università anche fuori sede.
Doppio appuntamento con l'Ipsema il 9 ottobre
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Antonio Parlato, commissario straordinario dell'Ipsema
La nautica da diporto, lo sviluppo della tutela del lavoro e delle garanzie sociali. È questo il titolo del convegno che l’Ipsema ha organizzato a Trieste, in occasione dell’edizione 2009 della Barcolana. L’incontro si terrà nel pomeriggio di venerdì prossimo presso la sala Vulcania 2 della Stazione marittima al Molo Bersaglieri. I lavori saranno introdotti da Maria Gabriella Grasso, direttore compartimentale della sede triestina dell’Istituto di previdenza dei marittimi, e poi ci saranno le relazioni del commissario straordinario dell’Ente Antonio Parlato, del presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza Giovanni Guerisoli e del direttore generale dell’Ipsema Palmira Petrocelli. Le conclusioni saranno tratte da Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio.
L’Istituto di previdenza per il settore marittimo è dal 2005 che partecipa alla regata triestina della Barcolana per sottolineare l’importanza della conoscenza della sicurezza in mare che è strettamente dipendente dalla corretta navigazione da diporto. La sicurezza della nautica da diporto, infatti, significa sicurezza del diportista, del personale navigante e dei passeggeri. Anche quest’anno l’Ipsema parteciperà alla regata storica della Barcolana, in calendario domenica 11 ottobre, con una barca e un suo equipaggio, non a fini competitivi ma per testimoniare l’impegno dell’Istituto in materia di diporto.
Sempre il 9 ottobre, ma a Genova, sarà presentato il Master di I livello in Infermieristica del mare, nell’ambito delle manifestazioni del Salone nautico. Caratteriste e finalità del corso saranno illustrate da Giorgio Monaco, ordinario della cattedra di Medicina del mare presso la II facoltà di Medicina e chirurgia de “La Sapienza”, direttore e fondatore della Scuola del mare di Gaeta del Comando generale della Guardia di Finanza. Le lezioni partiranno a gennaio del 2010, dureranno un anno e si svolgeranno a Roma. Successivamente gli stage potranno essere effettuati presso enti convenzionati con l’università anche fuori sede.
ADDIO
GINO GIUGNI
GINO GIUGNI
Pubblicato da Redazione il 05 ottobre 2009 alle ore 15:28 |
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L’ATTENTATO – Nel maggio del 1983 fu vittima di un attentato delle Brigate Rosse. Venne «gambizzato» a Roma da una donna. Nello stesso anno venne eletto senatore nelle liste del Partito Socialista Italiano (rieletto poi nell’87). Dall’aprile 93 al maggio 94 ricoprì la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Fu inoltre membro della commissione parlamentare inquirente sulla Loggia Massonica P2. Giugni negli ultimi anni ha ricoperto tra l’altro la carica di presidente della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
NAPOLITANO – Gino Giugni è un esempio di «assoluta dedizione allo Stato democratico» ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Partecipo con profonda commozione al cordoglio del mondo della cultura, del mondo del lavoro e delle istituzioni per la scomparsa di Gino Giugni. E’ stato uno studioso di altissimo livello, riconosciuto ispiratore di una moderna scuola di diritto del lavoro, e allo stesso tempo è stato, ancor prima di approdare in Parlamento e al governo, promotore di una legislazione sociale avanzata culminata nello Statuto dei diritti dei lavoratori. Pagò il suo impegno democratico – ha ricordato il capo dello Stato – con la vile aggressione del terrorismo brigatista che colpì gravemente il suo fisico. Gino Giugni, al quale sono stato legato da una larga comunanza di idee e da una schietta amicizia personale, resta esempio di appassionata dedizione allo Stato democratico e di assoluta coerenza e integrità. Sono vicino con affetto al dolore dei famigliari».
SACCONI – Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dedicherà a Giugni, una delle sedi del ministero del Lavoro. Lo ha annunciato lo stesso Sacconi a margine di un convegno del Pdl sul Mezzogiorno. «Gino Giugni – ha detto Sacconi – lascia un grande vuoto. E’ stato protagonista dello sviluppo sociale dal dopoguerra e padre, insieme con Brandolini, dello Statuto dei lavoratori, ministro e presidente della commissione Lavoro del Senato».
LE ALTRE REAZIONI – «Padre dello Statuto dei lavoratori, uomo attento e acutissimo capace di non perdere mai di vista i cambiamenti nel mondo del lavoro, equilibrato e coraggioso: con Gino Giugni se ne va un vero riformista. Lo Statuto che porta la sua firma è uno dei grandi passaggi della modernizzazione e della crescita sociale del nostro Paese. Per questo la sua scomparsa ci addolora e colpisce. Esprimo alla sua famiglia, ai suoi collaboratori la vicinanza mia personale e quella di tutto il Pd» ha dichiarato il segretario del Pd Dario Franceschini.
Gino Giugni è stato il «vero grande maestro del diritto e della politica del lavoro» lo ricorda invece il senatore del Pd, Tiziano Treu, giuslavorista allievo dello stesso Giugni.
ADDIOGINO GIUGNI
Pubblicato da Redazione il 05 ottobre 2009 alle ore 15:28 |
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L’ATTENTATO – Nel maggio del 1983 fu vittima di un attentato delle Brigate Rosse. Venne «gambizzato» a Roma da una donna. Nello stesso anno venne eletto senatore nelle liste del Partito Socialista Italiano (rieletto poi nell’87). Dall’aprile 93 al maggio 94 ricoprì la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Fu inoltre membro della commissione parlamentare inquirente sulla Loggia Massonica P2. Giugni negli ultimi anni ha ricoperto tra l’altro la carica di presidente della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
NAPOLITANO – Gino Giugni è un esempio di «assoluta dedizione allo Stato democratico» ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Partecipo con profonda commozione al cordoglio del mondo della cultura, del mondo del lavoro e delle istituzioni per la scomparsa di Gino Giugni. E’ stato uno studioso di altissimo livello, riconosciuto ispiratore di una moderna scuola di diritto del lavoro, e allo stesso tempo è stato, ancor prima di approdare in Parlamento e al governo, promotore di una legislazione sociale avanzata culminata nello Statuto dei diritti dei lavoratori. Pagò il suo impegno democratico – ha ricordato il capo dello Stato – con la vile aggressione del terrorismo brigatista che colpì gravemente il suo fisico. Gino Giugni, al quale sono stato legato da una larga comunanza di idee e da una schietta amicizia personale, resta esempio di appassionata dedizione allo Stato democratico e di assoluta coerenza e integrità. Sono vicino con affetto al dolore dei famigliari».
SACCONI – Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dedicherà a Giugni, una delle sedi del ministero del Lavoro. Lo ha annunciato lo stesso Sacconi a margine di un convegno del Pdl sul Mezzogiorno. «Gino Giugni – ha detto Sacconi – lascia un grande vuoto. E’ stato protagonista dello sviluppo sociale dal dopoguerra e padre, insieme con Brandolini, dello Statuto dei lavoratori, ministro e presidente della commissione Lavoro del Senato».
LE ALTRE REAZIONI – «Padre dello Statuto dei lavoratori, uomo attento e acutissimo capace di non perdere mai di vista i cambiamenti nel mondo del lavoro, equilibrato e coraggioso: con Gino Giugni se ne va un vero riformista. Lo Statuto che porta la sua firma è uno dei grandi passaggi della modernizzazione e della crescita sociale del nostro Paese. Per questo la sua scomparsa ci addolora e colpisce. Esprimo alla sua famiglia, ai suoi collaboratori la vicinanza mia personale e quella di tutto il Pd» ha dichiarato il segretario del Pd Dario Franceschini.
Gino Giugni è stato il «vero grande maestro del diritto e della politica del lavoro» lo ricorda invece il senatore del Pd, Tiziano Treu, giuslavorista allievo dello stesso Giugni.
Libertà di Stampa !
Pubblicato da Redazione il 03 ottobre 2009 alle ore 02:58 |
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“Libertà a rischio”, domani in piazza
ROMA – Un sabato per la libertà di stampa in piazza del Popolo a Roma, con la federazione nazionale della stampa. Organizzati 300 pullman, continuano ad arrivare adesioni di tanti cittadini non organizzati, oltre che di numerosi gruppi politici. Previsti, fra gli altri, gli interventi di Roberto Saviano e dell’attore Neri Marcorè. Centinaia di magliette bianche con lo slogan “No all’informazione imbavagliata” saranno distribuite anche in altre dodici città italiane ed europee dove si svolgeranno manifestazioni parallele in tutta Europa: a Londra, davanti alla sede della Bbc; a Parigi dove i sostenitori della protesta si riuniranno davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie. Manifestazione pure a Bruxelles, davanti al Centre de presse international della Commissione europea. In Germania, la comunità italiana a Monaco di Baviera, con il sostegno di Libertà e Giustizia, raccoglierà firme per l’appello dei tre giuristi alla libertà di stampa, mentre a Berlino, l’incontro è fissato all’Ambasciata italiana: ogni manifestante porterà un cartellone con le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio. E in Spagna, protesta a Barcellona, in Portal de l’Angel, e a Madrid, davanti alla fontana di Plaza de España. L’iniziativa di protesta promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa), “sarà serissima, altro che farsa”, come promette il suo presidente Roberto Natale rispondendo all’attacco del presidente del Consiglio. “Chiediamo solo che i cronisti possano continuare a fare il proprio lavoro”. Ma Silvio Berlusconi ripete: “La manifestazione è una vera farsa. La libertà di stampa – spiega dal convegno organizzato dall’ex Dc per l’Autonomia – è molto più ampia in Italia di qualunque altro paese occidentale. Menzogne e attacchi non ci intimideranno”. L’appuntamento è alle 15.30. Interverranno oltre al premio Nobel Dario Fo e allo scrittore Roberto Saviano, il segretario nazionale Fnsi Franco Siddi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e l’attore Neri Marcorè. E’ annunciato un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Previsto anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, ammazzata tre anni fa per la sua battaglia di verità sulla Cecenia: l’attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni testi della giornalista russa. Ci sarà anche la musica dell’Orchestra di piazza Vittorio e gli artisti Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano, e Teresa De Sio. All’evento, presentato dal giornalista di Rai3 Andrea Vianello, parteciperanno le associazioni Arci e Acli, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, la Cgil, la Fim-Cisl, l’Ordine dei Giornalisti e Libertà e Giustizia. In piazzadel Popolo ci sarà uno stand di Repubblica.it, con otto postazioni computer ed un videobox. I partecipanti alla manifestazione potranno mandare un messaggio al sito del quotidiano o dare una dichiarazione a Repubblica tv. Anche gli utenti da casa potranno intervenire con messaggi, sms ed mms. Sarà possibile inviare il vostro messaggio “Perché sono in piazza” via sms al numero 345-8528585. Le foto della manifestazione invece possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica fotografie@repubblica.it o dal vostro cellulare, con un mms al numero 346-4646463. La diretta televisiva sarà seguita da Repubblica Tv, Youdem e dal sito della Cgil. Sky Tg24 seguirà a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30
Tutti in piazza per la libertà d’informazione
Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia. Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status). Alla protesta – promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana – hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè. È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio. Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica». Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor – anche se involontario – della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.
Stampa, Berlusconi: “Manifestazione farsa, più liberi che altrove”
Saint Vincent – “Per fortuna oggi possiamo avere l’orgoglio di affermare una verità quando diciamo che in Italia la libertà di stampa è molto più ampia di quanto esista in qualunque paese occidentale”. Intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che il governo non si farà intimidire “da menzogne o attacchi”. “Noi garantiamo che il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura. Siamo del resto decisi ad andare avanti e non ci fermeranno”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che, secondo gli ultimi dati in suo possesso, il governo è al 56% dei consensi, mentre lui personalmente ne raccoglie il 68,2%. Il governo andrà avanti Riferendosi all’opposizione, Berlusconi ha aggiunto “voglio garantire a loro che con le calunnie e le menzogne non riusciranno assolutamente a prevalere perchè dalla nostra parte c’è la forza della grande maggioranza degli italiani, gli ultimi sondaggi danno il governo al 56% e il presidente del Consiglio al 68,2%. Dalla nostra parte c’è il nostro Popolo della libertà e noi continueremo a lavorare sodo per difendere e promuovere la cosa più importante che abbiamo, la libertà. Andremo avanti senza farci intimidire da nessuna menzogna perchè il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura”. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto “siamo tutti uniti sul programma di governo e questa è l’autentica nuova moralità politica che abbiamo portato: rispettiamo alla lettera gli impegni con gli elettori che devono essere sicuri che se ci impegniamo a realizzare qualcosa lo facciamo”.
Report ha la tutela legale – La Rai farà fronte alle cause
“La tutela legale della Rai per Report? L’abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani.
Manifestazione libertà di stampa – Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c’è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire Il giornalista e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L’anomalia più pesante sta lì”.
Domani a Roma la manifestazione per la libertà di stampa
ROMA (2 ottobre) – Domani in Piazza del Popolo a partire dalle 15.30 è in programma la manifestazione per la libertà di stampa, oroginariamente indetta per il 19 settembre e poi rinviata dopo l’attentato di Kabul in cui persero la vita sei militari italiani. «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti», ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. «Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate», ha spiegato Franco Siddi, segretario del sindacato unitario per cui la manifestazione ci «aiuta a riscattare anche all’estero l’immagine dell’Italia».
Oggi Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa». La manifestazione si aprirà con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed entrerà nel vivo con gli interventi dei vertici Fnsi, ma anche con quelli di Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. A partecipare, tra gli altri, anche la Cgil e la Fim-Cisl, i partiti dell’opposizione parlamentare, dal Pd all’Idv, a extraparlamentare, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani. «Ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma e quindi di non esporre simboli», ha precisato Natale. È prevista anche la diretta tv di Skytg 24, di Rai News 24, uno speciale di Retequattro e la diretta web di Youdem.tv e del sito della Cgil. Per la musica sono già confermati Samuele Bersani, Marina Rei, Teresa De Sio, Nicky Nicolai, i Tetes de Bois, Enrico Capuano, ma gli organizzatori non escludono ulteriori sorprese.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, mentre a Parigi la rivista Focus In ha organizzato una ‘ronda’ in place d’Italie per «sensibilizzare la popolazione sui rischi che sta correndo la stampa italiana». “In Europa siamo tutti farabutti”, era invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in tenutosi oggi a Bruxelles.
La maggioranza prende le distanze dalla manifestazione. «È una sorta di buffonata. Qualcuno per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha sottolineato come «tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra». In piazza ci saranno anche rappresentanti del mondo cattolico. «Vogliamo testimoniare la nostra preoccupazione dinanzi al clima pesante di condizionamento e di intimidazione cui abbiamo assistito in questi mesi e ancora negli ultimi giorni», ha spiegato il presidente delle Acli, Andrea Olivero.
Al Salone di Genova l’Assemblea generale di Ucina
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 15:30 |
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Da domani per 10 giorni Genova sarà la capitale mondiale del turismo nautico
L’industria nautica motore della ripresa. Questo il tema dell’Assemblea generale di Ucina, prevista domani presso il Fiera Congressi del Salone nautico internazionale. Con il presidente della Confindustria nautica Anton Francesco Albertoni a far gli onori di casa, hanno confermato la loro presenza i ministri delle infrastrutture Altero Matteoli e del Turismo Vittoria Brambilla, insieme al sottosegretario del Mef Giuseppe Vegas e una nutrita rappresentanza di parlamentari di Camera e Senato. «È per rispondere al coraggio dei miei soci che ho voluto anticipare in questa occasione l’Assemblea tradizionalmente convocata a dicembre a Roma – chiarisce il presidente di Ucina -per coinvolgere la politica direttamente nell’evento più importante per la nautica, non solo italiana, ma mondiale, l’evento più nautico dell’anno». Ma soprattutto aprire le porte e farsi conoscere meglio da una classe politica alla quale Ucina Confindustria nautica chiede, con trasparenza e convinzione, una politica nazionale per il comparto.
Alle 11.30 presso la Sala Liguria del Fiera Congressi di Genova (situato all’interno del quartiere Fieristico), politica e industria si incontreranno, dunque, per confrontarsi su temi centrali per il settore nautico, come, per esempio, la creazione di una rete di porti turistici, l’inserimento del turismo nautico fra le politiche turistiche, una politica fiscale capace di azzerare il gap competitivo con i concorrenti francesi ed inglesi. Questa occasione di confronto avrà la funzione di analizzare la carenza italiana di strutture legate alla portualità per la nautica. Tale deficit si evidenzia attraverso il dato che indica il rapporto tra le imbarcazioni e i posti barca che, in Italia, raggiunge il valore di 3,8, contro il 2,1 registrato da altri paesi mediterranei come la Turchia, la Spagna e la Francia. (Fonte: Rapporto sul turismo nautico 2009 edito dall’Osservatorio Nautico Nazionale).
L’idea di avvicinare il neonato ministero del Turismo agli aspetti legati al diporto, nasce dalla volontà di individuare obiettivi condivisi volti a potenziare il turismo nautico, che seppur estraneo alla dimensione industriale, ne rappresenta lo sbocco vitale. Poi ci sono la riforma del Codice e del Registro Internazionali per i grandi yacht come l’equiparazione della locazione di piccole barche al noleggio degli scafi maggiori con equipaggio. La 49^ edizione del Salone nautico internazionale di Genova confermerà da domani la percezione di estrema dinamicità e agilità del settore nautico che proprio in forza di queste intrinseche qualità sta reagendo con determinazione per rispondere in maniera fattiva alle sollecitazioni di un mercato nuovo e tutto da conquistare.
Al Salone di Genova l'Assemblea generale di Ucina
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 15:30 |
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Da domani per 10 giorni Genova sarà la capitale mondiale del turismo nautico
L’industria nautica motore della ripresa. Questo il tema dell’Assemblea generale di Ucina, prevista domani presso il Fiera Congressi del Salone nautico internazionale. Con il presidente della Confindustria nautica Anton Francesco Albertoni a far gli onori di casa, hanno confermato la loro presenza i ministri delle infrastrutture Altero Matteoli e del Turismo Vittoria Brambilla, insieme al sottosegretario del Mef Giuseppe Vegas e una nutrita rappresentanza di parlamentari di Camera e Senato. «È per rispondere al coraggio dei miei soci che ho voluto anticipare in questa occasione l’Assemblea tradizionalmente convocata a dicembre a Roma – chiarisce il presidente di Ucina -per coinvolgere la politica direttamente nell’evento più importante per la nautica, non solo italiana, ma mondiale, l’evento più nautico dell’anno». Ma soprattutto aprire le porte e farsi conoscere meglio da una classe politica alla quale Ucina Confindustria nautica chiede, con trasparenza e convinzione, una politica nazionale per il comparto.
Alle 11.30 presso la Sala Liguria del Fiera Congressi di Genova (situato all’interno del quartiere Fieristico), politica e industria si incontreranno, dunque, per confrontarsi su temi centrali per il settore nautico, come, per esempio, la creazione di una rete di porti turistici, l’inserimento del turismo nautico fra le politiche turistiche, una politica fiscale capace di azzerare il gap competitivo con i concorrenti francesi ed inglesi. Questa occasione di confronto avrà la funzione di analizzare la carenza italiana di strutture legate alla portualità per la nautica. Tale deficit si evidenzia attraverso il dato che indica il rapporto tra le imbarcazioni e i posti barca che, in Italia, raggiunge il valore di 3,8, contro il 2,1 registrato da altri paesi mediterranei come la Turchia, la Spagna e la Francia. (Fonte: Rapporto sul turismo nautico 2009 edito dall’Osservatorio Nautico Nazionale).
L’idea di avvicinare il neonato ministero del Turismo agli aspetti legati al diporto, nasce dalla volontà di individuare obiettivi condivisi volti a potenziare il turismo nautico, che seppur estraneo alla dimensione industriale, ne rappresenta lo sbocco vitale. Poi ci sono la riforma del Codice e del Registro Internazionali per i grandi yacht come l’equiparazione della locazione di piccole barche al noleggio degli scafi maggiori con equipaggio. La 49^ edizione del Salone nautico internazionale di Genova confermerà da domani la percezione di estrema dinamicità e agilità del settore nautico che proprio in forza di queste intrinseche qualità sta reagendo con determinazione per rispondere in maniera fattiva alle sollecitazioni di un mercato nuovo e tutto da conquistare.
Parisi nominato senior vice president di FIATA
Pubblicato da Redazione il 02 ottobre 2009 alle ore 12:50 |
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Il neo senior vice president di FIATA Francesco Parisi
Un italiano nel board della FIATA, la federazione che a livello mondiale raggruppa le associazioni di spedizionieri. si tratta di Francesco Parisi, nominato senior vice president nel corso del congresso mondiale che si è tenuto recentemente a Ginevra. Nuovo anche il presidente della federazione che riunisce oltre 40mila aziende del trasporto e della logistica, il belga Jean Claude Delen, amministratore delegato di DHL Benelux e Francia, eletto all’unanimità.
Titolare dell’omonima casa di spedizioni fondata a Trieste nel 1807, Parisi già presidente della Commissione dedicata al trasporto marittimo dell’Istituto per il trasporto multimodale della FIATA e attualmente responsabile dell’organismo che sovraintende la macro area Europa, entra così a far parte della “Presidency “della FIATA, l’organo decisionale massimo della federazione cui spetta la gestione esecutiva della federazione, di cui fanno parte, oltre al presidente in carica, il past president William M. Gottlieb, il segretario generale Heiner Rogge, il tesoriere Stanley Lim Hwee Hong e gli altri senior vice president Sarosh J. Nagarvala e Suwit Ratanachinda.
«Questa nomina – ha commentato Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi – è per noi motivo di grande soddisfazione in quanto testimonia lo stretto legame esistente tra Fedespedi e un organismo così importante e prestigioso nel settore dei trasporti come la FIATA ed il ruolo che la nostra Federazione riveste a livello internazionale. Inoltre la nomina di Francesco Parisi rafforza ulteriormente la rete associativa di Fedespedi a livello confederale internazionale, e si inserisce nella nuova politica della nostra Federazione volta a consolidare le relazioni esistenti per la crescita generale del sistema».
Ovviamente soddisfatto anche il neo senior vice president. Sono particolarmente felice di questo riconoscimento – ha ammesso Parisi – in quanto ritengo che la nostra attività sia per propria natura globale e credo sia molto importante per la nostra associazione nazionale lavorare a stretto contatto con il resto del mondo».
Sicurezza sul lavoro, se ne discute a Genova a fine ottobre
Pubblicato da Redazione il 30 settembre 2009 alle ore 13:00 |
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"Nuove rotte per la sicurezza", organizzato da GNV e Confitarma, si svolgerà a bordo della Suprema, ammiraglia della flotta di Grandi Navi Veloci
Fra poco meno di un mese, dal 28 al 30 ottobre, Genova ospiterà “Nuove rotte per la sicurezza – shipping & safety”, il convegno promosso da Grandi Navi Veloci e Confitarma per fare il punto sulla sicurezza dei lavoratori nel settore marittimo e portuale. L’occasione è data dalla definizione del decreto che normerà la sicurezza sul lavoro marittimo e portuale, per il quale il Testo Unico sulla Sicurezza e la salute dei lavoratori prevede una specificità.
Durante la prima giornata di lavori, a bordo della Suprema, ammiraglia della flotta di GNV, verranno presentate le eccellenze del comparto, le expertise più significative e le novità nella formazione dal momento che dallo shipping (settore all’avanguardia e globale per definizione) arrivano soluzioni formative e innovazioni tecnologiche in grado di fare la differenza nella safety & security delle persone, nonché di creare nuove figure professionali. La tavola rotonda e i relatori che animeranno il dibattito daranno un contributo concreto nella messa a punto della nuova normativa, molto attesa dai lavoratori del mare. Sono in programma interventi di rappresentanti di tutte le parti interessate: ministeri delle Infrastrutture e trasporti, Lavoro; associazioni portuali e del mare; mondo armatoriale; rappresentanti sindacali ed enti di tutela e sorveglianza.
Ospiti del padrone di casa Silvano Cassano, amministratore delegato e presidente di Grandi Navi Veloci, hanno già assicurato la presenza Nicola Coccia, presidente di Confitarma e Raimondo Pollastrini, comandante generale delle Capitanerie di porto. “Nuove rotte per la sicurezza” continuerà anche il 29 e il 30 ottobre con un convegno a cura di ISPESL e IMATI del CNR, sempre a Genova, sulla valutazione e la prevenzione dei rischi in vari ambiti lavorativi.
E proprio oggi lo stesso Cassano è diventato membro del Consiglio di Confitarma, nel corso della riunione del consesso degli armatori che ha deciso all’unanimità di inserire nel board il presidente di GNV.






