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Fincantieri e ABB insieme per ridurre le emissioni di CO2 in porto
Pubblicato da Redazione il 06 novembre 2009 alle ore 12:40 |
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Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, canadesi e del Nordeuropa
Importante accordo siglato da ABB e Fincantieri per ridurre le emissioni di CO2. I due gruppi, operativi rispettivamente nel settore delle tecnologie per l’energia e l’automazione e in quello della costruzione di navi navi da crociera, mercantili e militari, realizzeranno e metteranno in commercio una serie di sistemi HVSC (High-Voltage Shore Connection) destinati all’alimentazione delle navi in porto. Si tratta di una soluzione guardata con favore dalle gestioni portuali di tutto il mondo, che consente di ridurre le emissioni inquinanti delle navi durante la permanenza in porto, migliorando la qualità dell’aria nelle zone portuali e in quelle circostanti.
La tecnologia HVSC permette la fornitura di energia elettrica direttamente dalla banchina alla nave per il funzionamento dei suoi macchinari e impianti – refrigeratori, illuminazione, riscaldamento e condizionamento – consentendo così l’arresto dei motori diesel finora usati per alimentare i generatori elettrici di bordo.
«Nel gennaio del 2000 ABB ha allestito il primo collegamento al mondo tra una nave e l’alimentazione di terra nel porto di Göteborg in Svezia – ha spiegato Veli-Matti Reinikkala, responsabile della divisione ABB Process automation -. Grazie al nostro know-how e alla nostra capacità di innovazione, al fianco di un leader in campo navale come Fincantieri, saremo in grado di sviluppare soluzioni affidabili per ridurre l’impatto ambientale del traffico navale». Per Fincantieri è intervenuto all’accordo siglato ieri a Zurigo Giorgio Rizzo, responsabile della business unit riparazioni e trasformazioni navali. «Siamo lieti di aver contribuito, insieme ad ABB, alla definizione di un intervento in linea con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente, fermamente perseguiti anche dalle società armatrici nostre clienti. Confidiamo – ha detto – che l’accordo siglato oggi possa costituire un punto di partenza importante per offrire soluzioni sempre più tecnicamente ed economicamente vantaggiose ai nostri clienti ed in generale al mercato».
Una grande nave da crociera ferma in porto per 10 ore, se alimentata da terra, evita di bruciare fino a 20 tonnellate metriche di carburante, equivalenti a 60 tonnellate metriche di anidride carbonica non emesse in atmosfera, ovvero le emissioni annue di 25 automobili europee. Secondo l’istituto svedese di ricerca ambientale IVL, in Svezia l’alimentazione delle navi da terra ha ridotto le emissioni di CO2 nei porti di Göteborg, Stoccolma, Helsingborg e Piteå di 6000 tonnellate metriche l’anno. I nuovi sistemi di collegamento a terra che verranno sviluppati da ABB e Fincantieri saranno conformi a tutte le normative internazionali vigenti, e potranno essere installati in fase di costruzione o manutenzione della nave, o persino in mare.
Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, tra i quali quelli di Los Angeles, Long Beach, San Francisco, San Diego, Seattle e Juneau, in Canada a Vancouver e, in Europa, in varie città portuali in Germania, Svezia, Finlandia e Olanda. Fincantieri e ABB già collaborano insieme attraverso la società Seastema S.p.A, joint venture paritetica focalizzata alla progettazione e sviluppo di sistemi di automazione integrata destinati al settore navale.
Documento segreto del 2006 “A largo di Cetraro le navi sono tre”
Pubblicato da Redazione il 04 novembre 2009 alle ore 01:08 |
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Il documento inedito si riferisce ad una seduta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all’epoca aveva aperto l’inchiesta sulla nave di Cetraro, dice davanti alla commissione che i pescatori della zona hanno pescato dei bidoni: “Ho cercato in tutti i modi di capire quale fosse il luogo preciso. Mi sono state date delle coordinate, che ho riportato al consulente, per verificare il sito…. Ed è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri. I consulenti hanno escluso che si possa trattare di un oggetto naturale… non si spiegano cosa sia. Potrebbe essere una nave… si trova a 680 metri di profondità”.
Una nave, non l’unica nave. Infatti, si legge nel documento di un secondo ritrovamento: una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondità. Intorno alla pancia di questo relitto c’è un alone di 200 metri quadri, scuro, che – dice davanti alla commissione il Sostituto Procuratore Franco Greco – “non può essere liquido e deve per forza essere il carico della nave che appoggiandosi, si è aperto ed è fuoriuscito”
Greco racconta di aver chiesto alla Capitaneria di Porto se c’erano navi da guerra affondate in quell’area. Alla Capitaneria non risultavano unità da guerra. Risultava solo una nave affondata nel 1989, a 15 miglia, verso Scalea. Incrociando dati con l’ufficio maridrografico di Genova, Greco scoprì che esisteva un relitto della prima guerra mondiale ma scoprì anche due grandi punti interrogativi: la nave risulterebbe affondata nel 1920, cioè dopo la fine della guerra. Si chiamava “Federico II”, ma gli atti sono “classificati, ossia coperti da segreto militare“. Un segreto militare dopo ottanta anni dall’affondamento?
La nave di cui parla Fonti sarebbe affondata nel ‘92. Le mappe nautiche riportano la Federico II dal 1993, come relitto non pericoloso con battente d’acqua sconosciuto. “Il che vuol dire – dice il pm Greco – che non sanno cos’è; ma allora come fanno a dire che non è un relitto pericoloso? Ho chiesto il motivo per il quale questa nave non è stata mai riportata nelle mappe nautiche e non mi hanno saputo dare una risposta”. Di certo c’è che nella zona della nave Federico II la Capitaneria di Porto di Cetraro vietò la pesca per un anno e quattro mesi perché proprio lì le analisi hanno rilevato metalli pesanti, tra cui arsenico e mercurio, fuori dai livelli consentiti. Come mai proprio in quel punto la concentrazione dei metalli?
La seduta segreta tra Greco e la commissione viene sintetizzata in una domanda che lo stesso Presidente della Commissione rivolge al pm: “Dottore, mi faccia capire, mi sto perdendo. C’è quindi una nave certa, una che si vede e una che potrebbe esserci“. E il pm risponde: ” Sì, quello è il posto dove sono stati trovati i bidoni“.
Fonte : NetNews24
Coccia: l’ecobonus è una best practice da adottare nell’Ue
Pubblicato da Redazione il 03 novembre 2009 alle ore 12:15 |
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Le richieste per l'ecobonus nel 2008 sono cresciute del 25% rispetto al 2007 (fonte Anita)
L’ecobonus deve essere rifinanziato anche per il 2010. A chiedere il prolungamento a tutto il 2010 del provvedimento introdotto per incentivare gli autotrasportatori a imbarcare i loro camion sulle navi che viaggiano sulle Autostrade del mare, sono la Confederazione degli armatori e l’Anita, l’associazione nazionale imprese trasporti automobilistici. «Grazie all’ecobonus – ha detto Nicola Coccia, presidente di Confitarma – ci sono buoni risultati, con evidenti benefici per la collettività in termini di minori incidenti, minore inquinamento e minore congestione. Questo strumento rappresenta un caso di best practice riconosciuta anche dall’Unione europea ed è stata infatti annunciata una possibile adozione dell’ecobonus in tutti i Paesi membrie, sulla base del modello italiano».
Il Senato sta discutendo della manovra di bilancio per il prossimo anno. Anche gli autotrasportatori spingono perché la prossima Finanziaria contenga le misure relative all’ecobonus. «L’incentivo infatti – ha ricordato Eleuterio Arcese, presidente di Anita – ha trovato nel 2008 la sua piena attuazione facendo registrare un incremento delle domande del 25% sul 2007, un dato significativo che ne dimostra la validità». Lo stesso Luis Valente de Oliveira, coordinatore europeo delle Autostrade del mare, intervenendo il 22 e 23 ottobre scorsi alla conferenza a Napoli sulle Reti TEN-T, abbia sottolineato come l’ecobonus sia «una best practice italiana che va estesa a tutta l’Europa». «In questa direzione – ha rilevato – va l’estensione recente dell’incentivo a tre nuove rotte (Civitavecchia-Messina; Savona Vado-Termini Imerese; Marina di Carrara-Castellon de la Plana) e l’individuazione di una quarta rotta che collega Civitavecchia a Trapani».
Concessione Isola Catalina, altri 5 anni a Costa Crociere
Pubblicato da Redazione il 22 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Un panorama dell'Isola Catalina, con una nave Costa, sullo sfondo, nella rada
Frutto degli ottimi rapporti di collaborazione de dell’incremento dell’attività turistica, il governo della Repubblica Dominicana ha rinnovato per altri 5 anni la concessione per l’Isola Catalina a Costa Crociere. Così la piccola isola caraibica continuerà a essere la spiaggia riservata in esclusiva agli ospiti della compagnia genovese, leader europea nel settore crocieristico. Grande poco meno di 10 km², l’Isola Catalina si trova a pochi chilometri da La Romana. Fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1494. È rinomata per le spiagge e i fondali, tra i più belli dei Caraibi, ideali per le immersioni e per lo snorkeling intorno alla stupenda barriera corallina. Per via della sua valenza paesaggistica e ambientale l’isola è un Parco naturale. Dal 22 dicembre 2009 al 13 aprile 2010 Costa Mediterranea sarà a Catalina tutti i martedì. La nave è ferma in rada a poche centinaia di metri dalla spiaggia, raggiungibile grazie a un servizio di collegamento non-stop con tender. La spiaggia è attrezzata con sdraio, lettini, ombrelloni, servizio barbecue e bar.
Il rinnovo della concessione per l’Isola Catalina è un ulteriore riconoscimento del grande impegno di Costa Crociere per lo sviluppo del turismo nella Repubblica Dominicana. La compagnia italiana infatti è stata una delle prime a credere e investire nel Paese caraibico, dove le sue navi fanno scalo regolare sin dal 1993. Nel corso della passata stagione invernale le navi Costa hanno portato nel paese caraibico oltre 60mila ospiti. Decisiva anche la filosofia della compagnia genovese nel promuovere un turismo sostenibile. Proprio sull’Isola Catalina, per esempio, collabora attivamente per conservare e mantenere pulita la spiaggia, dove viene effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti. Anche le escursioni a terra durante le crociere sono organizzate nel massimo rispetto dell’ambiente.
Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva
Pubblicato da Redazione il 22 ottobre 2009 alle ore 00:08 |
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di CARLO CIAVONI e ANNA MARIA DE LUCA
CATANZARO – Mentre a Cetraro il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, è assediato dai pescatori che protestano per l’assenza del governo rispetto ai problemi legati al fatto che nessuno compra più pesce per paura, L’Arpacal (l’agenzia regionale per l’ambiente) promette che lunedì prossimo, dopo 19 anni, cominceranno seriamente le “operazioni di terra”, a caccia dei veleni seppelliti, qua e là, nel territorio calabrese.
S’inizierà, a quanto pare, dalla foce del fiume Oliva, nella zona di Foresta Aiello, comune di Serra d’Aiello, provincia di Cosenza dove, anche secondo una testimone che ha rilasciato un’intervista all’Espresso, sarebbero sepolti i rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave “Rosso” (ex “Jolly Rosso”), finita sulla spiaggia di Campora San Giovanni – frazione di Amantea – nella notte del 14 gennaio del 1990.
La riunione operativa. A Roma, a dimostrazione del fatto che si vuole fare sul serio, si è svolta una riunione negli uffici del Servizio Interdipartimentale per le Emergenze Ambientali dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la presentazione della bozza del “Piano di caratterizzazione” – cioè di analisi e bonifica – nelle aree del fiume Oliva, nei Comuni di Serra D’Aiello ed Aiello Calabro in provincia di Cosenza.
Gli scavi e i sequestri. La Guardia Forestale di Cosenza, su ordine della Procura della Repubblica di Paola, ha sequestrato l’altro ieri una cava dismessa, dove è stato individuato materiale radioattivo, in località Petrone, lungo la cosiddetta Valle del Signore, nel Comune di Aiello Calabro (Cosenza), vicino al fiume Oliva.
A scovare i rifiuti interrati è stato il personale del NIPAF (Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale) di Cosenza, scesa in campo con tre geomagnetometri, un elicottero con attrezzatura a infrarosso termico, una sala operativa di elaborazione dati con personale specializzato del Corpo Forestale dello Stato e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Si continuerà poi – a cura dell’Arpacal – a scavare su una collinetta a monte della “briglia”, una struttura in cemento che serve, normalmente, per frenare il corso dei torrenti ma che, in questo caso, sembrerebbe essere stata più utile a chi, in quella specie di diga, potrebbe aver nascosto nell’impasto di cemento del materiale tossico o radioattivo.
Del resto, l’accertata presenza di polvere di granito non fa che aumentare i sospetti della presenza di scorie, dal momento che quel materiale viene spesso usato proprio per nascondere materiale radioattivo agli strumenti usati per la sua individuazione.
In passato nella collinetta – ma senza che questo avesse prodotto una qualche contromisura – erano state trovate tracce di Mercurio e Cesio 137 a 4 metri di profondità.
L’altro scavo ci sarà in una cava, sempre ai margini del fiume Oliva, in un punto dove in passato era stato individuato materiale radioattivo e , anche in questo caso, senza che la cosa avesse preoccupato nessuno.
Gli anni di ritardo. Ma il sentore che alla foce di quel fiume qualcosa di pericoloso fosse stato sepolto dopo il sospetto “spiaggiamento” della “Rosso”, cominciò a sorgere già nel giugno del 2003. Fu quando la Procura di Lamezia Terme trasmise l’indagine a quella di Paola, per competenza territoriale e maturò, in particolare, quando si scoprì un altro scavo nella zona di Serra d’Aiello, fatto dalle maestranze della nave, secondo alcune testimonianze. Quello scavo si aggiungeva ad un altro autorizzato nella discarica di Grassullo (sempre nei pressi di Amantea) per seppellire il carico “ufficiale” della “Rosso”.
Finora solo impunità. I dati di fatto in mano a diverse Procure italiane (calabresi, pugliesi, toscane e lombarde) dicono, insomma, che l’avvelenamento sistematico del mare lungo i 700 chilometri della costa tirrenica calabrese e del suo immediato entroterra è avvenuto finora, non solo nell’assoluta impunità dei responsabili, ma senza che neanche una delle decine di navi affondate, dette “a perdere”, sia stata individuata o ispezionata. Anche se con anni di ritardo, dunque, sembra che i pubblici poteri mostrino ora di mobilitarsi, quanto meno per capire cosa esattamente sia nascosto in fondo al mare e sotto terra.
Il carico della Rosso. In particolare, si comincerà davvero (almeno così si promette) ad accertare cosa sia stato nascosto vicino all’alveo del fiume Oliva, in un’area di uso agricolo. La nave italiana Rosso di proprietà della società Ignazio Messina e C. partita da Malta e diretta a La Spezia, la notte del 14 dicembre 1990 finì sulla spiaggia di Camponara S. Giovanni, frazione di Amantea. Oltre alle 16 persone dell’equipaggio, il carico ufficiale sarebbe stato composto da nove containers con 23.325 tonnellate di nylon; 75.465 di tabacco; 70 tonnellate di prodotti da bevande.
Gli accertamenti che avranno inizio lunedì, a cura dell’Arpacal (l’agenzia regionale per l’ambiente della Calabria) incaricata come perito tecnico dalla Procura di Paola, dureranno fino alla fine di novembre. Solo allora, dunque, si potrà conoscere almeno una parte di verità.
L’allarme inascoltato. A tracciare una ricostruzione dettagliatissima del dramma dei veleni sepolti, chissà da quanto tempo, in mare e sotto terra da cosche mafiose con connivenze politiche e istituzionali, fu l’ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento in carica nel 2004 – l’onorevole Cosimo Ventucci del Pdl – in occasione della risposta ad un’interpellanza il 15 luglio dello stesso anno. Un allarme assolutamente inascoltato per anni e anni, soprattutto dal suo stesso Governo.
Il rappresentante dell’Esecutivo, tuttavia, in sostanza disse che per quanto riguardava gli aspetti penali della vicenda, nel gennaio 2004 la Procura di Paola incaricò la sezione inquinamento radioattivo del Reparto Operativo di Carabinieri di indagare nelle zone interessate dallo “spiaggiamento”, presentato come un incidente. In particolare si raccomandò l’Arma di controllare l’area di Grassullo e Foresta Aiello, a ridosso della foce del fiume Oliva.
La ragione stava nel fatto – disse Ventucci – che “secondo testimonianze sarebbe stato interrato del materiale proveniente dalla motonave Rosso”. E aggiunse che la Procura fece misurare il grado di tossicità nell’area: furono trovate cospicue quantità “di fanghi”, oltre ad un’altissima “concentrazione di alcuni metalli pesanti che superano il limite accettabile di inquinamento, provocando un pericolo concreto per il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici”. Da allora nulla di concreto è mai stato fatto, né dal governo di cui Ventucci era membro, né da altri governi.
Il pentito “scovato”. Intanto, a 11 miglia a largo di Cetraro, una nave geostazionaria ha cominciato le ricerche nel luogo dove si presume ci siano i resti del cargo Kuski, inzeppato di scorie radiattive o rifiuti tossici, affondata a colpi di dinamite da un commando del quale faceva parte anche Francesco Fonti, il pentito della ‘ndrangheta di San Luca, che svelò a Riccardo Bocca dell’Espresso il traffico micidiale per l’eliminazione di veleni d’ogni sorta.
Traffico che, secondo Fonti, coinvolgerebbe governi, servizi segreti e mafie dislocate in diverse latitudini. Il “pentito”, nonostante le sue rivelazioni stiano attivando iniziative delle pubbliche autorità (sebbene tardive) risulta essere ancora senza protezione da parte dello Stato. Si era nascosto a Mantova, ma un deputato assai solerte della Lega l’ha subito “scovato”. Poi ha protestato e segnalato immediatamente alla pubblica opinione la sua “inopportuna” presenza nel mantovano. Col piccolo problema di far saltare la copertura di Fonti.
Parte oggi a Napoli la “Ten-T Days 2009″
Pubblicato da Redazione il 21 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Fra oggi e domani si confronteranno a Napoli 47 ministri dei Trasporti di Europa, Africa e dell'area del Mediterraneo
Inizierà questo pomeriggio e proseguirà fino a tutto domani a Napoli “Ten-T Days 2009, Il futuro delle vie di trasporto Trans-europee”, la conferenza internazionale organizzata dalla Commissione europea e dal ministero delle Infrastrutture. Parteciperanno alla due giorni di lavori 47 ministri di Europa, Africa e dell’area del Mediterraneo. A fare gli onori di casa, nella splendida cornice di Palazzo Reale, il ministro Altero Matteoli, il vicepresidente della Commissione Ue con delega ai Trasporti, Antonio Tajani e il presidente di turno del Consiglio Ue, Asa Torstensson.
La conferenza, che si concluderà nel primo pomeriggio di giovedì prossimo, affronterà le grandi tematiche delle reti di trasporto europee e le loro interazioni con i Paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo e del Nord-Europa. Al centro del dibattito anche la rivisitazione delle reti Ten-T approvate dal Parlamento europeo nel 2005 e che ora vanno riaggiornate alla luce delle mutate esigenze economiche e commerciali dell’Europa a 27.
«Si tratta di un appuntamento di grande rilievo internazionale per l’infrastrutturazione trasportistica del Continente europeo e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo – ha dichiarato Matteoli -. A Napoli, nel corso delle numerose tavole rotonde con i 46 colleghi ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti invitati, faremo il punto sulla progettazione e sulla realizzazione delle reti Ten-T e verificheremo la possibilità di una rivisitazione di queste grandi vie di comunicazione che servono a facilitare il passaggio delle merci e delle persone tra i Paesi europei, africani e della vasta area Mediterranea, con la finalità di sviluppare le loro economie e i loro traffici commerciali. Auspico – conclude Matteoli – che a conclusione della due giorni si possa approvare un documento comune finale (la Carta di Napoli) che prospetti azioni concrete da realizzarsi entro il prossimo decennio».
Parte oggi a Napoli la "Ten-T Days 2009"
Pubblicato da Redazione il 21 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Fra oggi e domani si confronteranno a Napoli 47 ministri dei Trasporti di Europa, Africa e dell'area del Mediterraneo
Inizierà questo pomeriggio e proseguirà fino a tutto domani a Napoli “Ten-T Days 2009, Il futuro delle vie di trasporto Trans-europee”, la conferenza internazionale organizzata dalla Commissione europea e dal ministero delle Infrastrutture. Parteciperanno alla due giorni di lavori 47 ministri di Europa, Africa e dell’area del Mediterraneo. A fare gli onori di casa, nella splendida cornice di Palazzo Reale, il ministro Altero Matteoli, il vicepresidente della Commissione Ue con delega ai Trasporti, Antonio Tajani e il presidente di turno del Consiglio Ue, Asa Torstensson.
La conferenza, che si concluderà nel primo pomeriggio di giovedì prossimo, affronterà le grandi tematiche delle reti di trasporto europee e le loro interazioni con i Paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo e del Nord-Europa. Al centro del dibattito anche la rivisitazione delle reti Ten-T approvate dal Parlamento europeo nel 2005 e che ora vanno riaggiornate alla luce delle mutate esigenze economiche e commerciali dell’Europa a 27.
«Si tratta di un appuntamento di grande rilievo internazionale per l’infrastrutturazione trasportistica del Continente europeo e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo – ha dichiarato Matteoli -. A Napoli, nel corso delle numerose tavole rotonde con i 46 colleghi ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti invitati, faremo il punto sulla progettazione e sulla realizzazione delle reti Ten-T e verificheremo la possibilità di una rivisitazione di queste grandi vie di comunicazione che servono a facilitare il passaggio delle merci e delle persone tra i Paesi europei, africani e della vasta area Mediterranea, con la finalità di sviluppare le loro economie e i loro traffici commerciali. Auspico – conclude Matteoli – che a conclusione della due giorni si possa approvare un documento comune finale (la Carta di Napoli) che prospetti azioni concrete da realizzarsi entro il prossimo decennio».
Presentata ad Ancona il Cruise Europa di Grimaldi
Pubblicato da Redazione il 19 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Il Cruise Europa navigherà fra Adriatico e Ionio collegando Ancona a Patrasso, passando per Igoumenitza
Con la solita schiettezza che lo contraddistingue, Manuel Grimaldi non usa mezzi termini per confermare che la crisi ha investito anche la holding di famiglia. «Nei prossimi 2 anni ci consegneranno regolarmente 26 nuove unità destinate alle diverse compagnie del Gruppo, – ha detto l’armatore campano nel corso della presentazione, nell’ultimo weekend ad Ancona del Cruise Europa – forse venderemo le nostre navi più vecchie, ma a oggi non c’è nessun nuovo ordine all’orizzonte». L’ultimo ferry cruise, girato alla controllata ellenica Minoan Lines, costruito negli stabilimenti Fincantieri di Castellammare di Stabia, è operativo dal 9 ottobre sul collegamento quotidiano fra Ancona-Igoumenitsa-Patrasso. Alla cerimonia di presentazione erano presenti anche Corrado Antonini e Giuseppe Bono, rispettivamente presidente e ad del gruppo cantieristico triestino. ««Ma quando ordineremo una nuova nave passeggeri – ha confermato Grimaldi – lo faremo a Fincantieri che è leader in questo settore di mercato e con cui la collaborazione è consolidata».
Lunga 225 metri e larga 31 metri, con una stazza lorda di 54,310 tonnellate, una velocità di crociera di 28 nodi (capace di arrivare da Ancona a Patrasso con sosta a Igoumenitsa in 22 ore), e una capacità di carico di 250 automobili e 3mila metri lineari di autobus, camion, trailer, camper e roulotte, la Cruise Europa potrà ospitare fino a 3mila passeggeri in 413 cabine, di cui 18 owner’s suite e 50 junior suite, oltre a 542 poltrone reclinabili. «Il migliore cruise ferry realizzato per rotte mediterranee – si legge in una nota – la Cruise Europa è allestita con gli stessi elevati standard delle navi da crociera, sia per quanto riguarda l’arredamento delle aree pubbliche e delle cabine, sia per la vasta offerta di intrattenimenti a bordo: un ristorante à la carte e uno self service, aree wellness e fitness, una piacevole piscina e un’attrezzatissima palestra, quello che è considerato il miglior casinò a bordo di una nave ferry, una discoteca, un supermercato, due saloni per autisti, una sala conferenze e una per feste, negozi, internet point e spazi dedicati ai più piccoli sono alcune delle varie attrazioni offerte a bordo».
La nuova unità si differenzia da Cruise Roma e Cruise Barcelona, le due unità consegnate da Fincantieri al Gruppo Grimaldi nel 2008 e oggi in servizio sulla tratta giornaliera Civitavecchia /
Porto Torres / Barcellona, per una maggiore capacità in termini di passeggeri ed una diversa sistemazione di alcune delle aree pubbliche. Al pari delle due unità che l’hanno preceduta, la
Cruise Europa nasce all’insegna del rispetto ambientale e del risparmio energetico: trasportando sulle Autostrade del mare centinaia di camion e migliaia di passeggeri ogni giorno
contribuirà a ridurre la congestione della rete stradale e ad abbattere notevolmente le emissioni di CO2.
«Siamo molto orgogliosi – ha dichiarato con soddisfazione Antonis Maniadakis, amministratore delegato della Minoan Lines - del nostro impegno verso l’innovazione e l’eccellenza con la consegna della Cruise Europa, unità di ultima generazione, un magnifico albergo a cinque stelle galleggiante, la migliore, più bella, più confortevole ed eco-compatibile cruise ferry nell’area del Mediterraneo».
Le priorità di Bruxelles per una nuova politica marittima integrata
Pubblicato da Redazione il 15 ottobre 2009 alle ore 14:20 |
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Jose Manuel Barroso, confermato presidente della Commissione europea per un altro mandato
Presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea una relazione su quanto fatto nell’ultimo biennio in vista di una politica marittima integrata. L’esecutivo comunitario ha formulato proposte concrete su due criticità del settore: integrazione transettoriale e transnazionale della sorveglianza marittima dimensione internazionale della politica marittima europea. Con una marcia nuova si potrà sbloccare il potenziale economico di ampie zone marittime e costiere d’Europa, aumentando la sicurezza dei loro mari con una nuova governance semplificata e sfruttando le sinergie presenti in tutto l’arco delle politiche connesse al settore marittimo.
Quello della sicurezza dei mari è un tema molto caldo da quando è riemersa la preoccupante piaga della pirateria. Bruxelles ha fissato principi guida che aiutano gli Stati membri a stabilire un ambiente comune di scambio di informazioni per le loro numerose autorità di sorveglianza. È una pratica ancora corrente negli Stati membri che ogni autorità di settore che controlla e sorveglia le azioni in mare raccolga dati operativi indipendentemente dalle altre autorità coinvolte. Se questi dati venissero condivisi, le attività di sorveglianza sarebbero più efficienti e più vantaggiose in termini di costi. Tuttavia la condivisione dei dati e l’interoperabilità dei sistemi di sorveglianza pongono taluni problemi tecnologici, legali e di sicurezza, ed è su questo che bisogna trovare una base di accordo fra gli stati europei.
«Una nuova politica marittima integrata è un elemento indispensabile per l’attuazione di una politica sostenibile in materia di cambiamenti climatici e di politica energetica. Credo – ha detto nell’occasione il presidente della Commissione Manuel Barroso – che quanto sinora realizzato ci consenta di compiere i prossimi passi con fiducia e con forza. Voglio, ad esempio, che le autostrade del mare diventino realtà. Per uno sviluppo responsabile e utile degli oceani e dei mari dobbiamo sviluppare la pianificazione dello spazio marittimo, la sorveglianza marittima integrata transfrontaliera e transnazionale e realizzare una rete di osservazione e di dati dell’ambiente marittimo».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Joe Borg, commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca. «Sebbene la politica marittima integrata sia una politica europea molto recente – ha ribadito – essa ha già permesso di cambiare il modo in cui l’Europa si raffronta con il suo patrimonio marittimo e ha posto le questioni marittime in primo piano nell’agenda europea. Il suo eccellente avvio deve spingerci a progetti ancora più grandi e più audaci in futuro. Deve incoraggiarci a continuare a spingere i limiti quando si tratta di adottare azioni concertate per il bene del nostro ambiente marittimo, per l’economia e la sicurezza marittima».
Sempre oggi la Commissione ha presentato un documento strategico che espone le modalità per garantire che l’UE eserciti un’influenza più forte nella scena internazionale sulle questioni marittime al fine di potenziare la governance globale degli oceani e dei mari
Cozzolino (Pd): rottamazione Ue per salvare il settore cantieristico
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 17:00 |
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Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Attività produttive della CAmpania
Più passano i giorni e più appare evidente che l’unica soluzione, alla luce della crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria cantieristica, per lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia sia legata a un piano comunitario per la rottamazione delle navi inquinanti, siano esse militari, mercantili o da crociera. La scorsa settimana, dopo aver manifestato la propria vicinanza ai 700 lavoratori del sito stabiese, la regione Campania si è poi impegnata a sostenere, in sede europea, l’attuazione di un grande piano di rottamazione del naviglio obsoleto per tutta l’area mediterranea, proposta a Strasburgo dall’europarlamentare Andrea Cozzolino (Pd). Obiettivo del progetto è il lancio di un programma europeo per incentivare il rinnovo delle flotte commerciali, allo scopo di rilanciare in maniera sostenibile il settore marittimo e cantieristico.
Secondo l’ex assessore regionale alle Attività produttive, «il trasporto marittimo è un settore chiave per la crescita del Mezzogiorno. Supportare nuovi investimenti per sostituire le navi inquinanti con nuove navi a basso impatto ambientale ci consentirà di limitare le emissioni nocive nei nostri mari e di rilanciare il comparto della cantieristica salvando migliaia di posti di lavoro. Penso ad esempio ai cantieri di Castellammare di Stabia e a tante imprese che lavorano su forniture e subforniture navali e che ogni giorno fanno i conti con gli effetti della recessione».
Domani a Mantova l’Assemblea generale dell’Efip
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Particolare del porto fluviale di Mantova
Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.
Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.
Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.
Domani a Mantova l'Assemblea generale dell'Efip
Pubblicato da Redazione il 14 ottobre 2009 alle ore 11:00 |
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Particolare del porto fluviale di Mantova
Da domani a sabato Mantova ospiterà l’Assemblea generale dell’Efip, associazione europea dei porti interni che raggruppa circa 200 scali fluviali in 18 paesi dell’Ue e di Moldavia, Svizzera e Ucraina. A quindici anni dalla sua fondazione (nel 1994), l’organizzazione ha deciso di rilanciarsi, con un segretariato completamente rinnovato. Nella scorsa primavera l’Efip ha aperto un suo ufficio a Bruxelles, presso la sede dell’Espo. A Mantova, il nuovo direttore dell’associazione Isabelle Ryckbost illustrerà una panoramica dei risultati conseguiti e presenterà ai membri le tappe del suo programma di lavoro. Inoltre, l’assemblea generale darà il benvenuto al porto di Gand (Belgio), nuovo membro dell’Efip.
Il 16 ottobre i delegati visiteranno l’area portuale di Mantova e ascolteranno le relazioni dei rappresentanti dell’Europarlamento e della Commissione sugli sviluppi della politica dei Trasporti nell’Ue per i porti interni. L’eurodeputato liberale belga Dirk Sterckx parlerà della cooperazione tra i porti di mare e quelli fluviali nel quadro dello “spazio marittimo senza frontiere”. Il suo intervento sarà seguito da un aggiornamento in merito all’attuazione dei progetti prioritari TEN-T e una preview della strategia del Danubio illustrata da Cesare Bernabei, coordinatore per vie navigabili interne dei progetti della Commissione europea e dal braccio destro del coordinatore europeo, Karla Peijs. Infine, Roberto Ferravante, della Direzione generale Trasporti, vice capo unità, della DG farà una relazione su logistica, co-modalità, l vie navigabili interne e le autostrade del mare.
Chiuderà i lavori dell’Assemblea generale il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, già presidente della commissione Trasporti del parlamento di Strasburgo.
Diporto, nasce in Basilicata il Porto degli Argonauti
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 13:20 |
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Porto degli Argonauti potrà ospitare fino a 450 imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio
Una nuova realtà portuale turistca sta per nascere nello Jonio. Il 24 ottobre, infatti, sarà inaugurato il Porto degli Argonauti, il primo porto turistico per la nautica da diporto della Basilicata, a Marina di Pisticci. La neonata struttura si inserisce in una struttura turistica e ricettiva esclusiva, l’Argonauti Resort, 150 ettari immersi nella natura, nelle tradizioni e nei sapori del territorio e affacciati su una costa dorata e un mare cristallino. Un complesso di qualità attrezzato e completo, per riscoprire lo spirito del mare nel rispetto di un ambiente ancora intatto, progettato dall’architetto Luigi Vietti e dall’ingegnere Antonio De Nicolò per quanto riguarda l’architettura generale e dai professori Alberto Noli e Alessandro Togna relativamente alle opere idrauliche e marittime.
Il Porto degli Argonauti è in grado di ospitare fino a 450 imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio, anche di lunghezza superiore ai 30 metri. I servizi offerti sono di eccellenza e impeccabile è l’assistenza tecnica. Attraverso un comodo canale d’accesso, protetto da un avamporto esterno a moli foranei convergenti e con un’imboccatura di ingresso larga 50 metri e profonda 4, il porto si sviluppa in due darsene interne, lunghe 220 metri, larghe 140 e profonde fino a 3,5 metri. Le darsene, attrezzate con pontili di ormeggio fissi, sono circondate dal verde di una fitta pineta da un lato e dal resort dall’altro. È fornita, inoltre, assistenza agli ormeggi oltre a un’attenta manutenzione dei natanti presso il cantiere nautico con annesso distributore di carburanti.
Un’offerta di servizi nautici e turistici completa e rispondente alle esigenze dei “marinai” d’oggi rende il Porto degli Argonauti una realtà turistica attrattiva, moderna e di pregio. I posti barca possono essere acquistati in proprietà o affittati per lunghi e brevi periodi, con un ampio ventaglio di formule.
Medsea 09 a fine mese in Montenegro per rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo
Pubblicato da Redazione il 13 ottobre 2009 alle ore 10:40 |
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Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente. Anche lei ha garantito la partecipazione a Medsea 2009
Sarà un vero e proprio summit dei principali Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per discutere di pesca, tutela del mare e della collaborazione fra le realtà rivierasche. Con questi presupposti Budva, in Montenegro, ospiterà dal 25 al 30 ottobre Medsea 2009, l’evento organizzato dall’associazione ecologico-scentifica Mareamico, promossa dal ministero dell’Ambiente e da quello delle Politiche agricole, in collaborazione con la Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo e col governo montenegrino.
Tante le autorità che hanno già assicurato la partecipazione: il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile del portafogli dei Trasporti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del Turismo Vittoria Brambilla. Saranno inoltre presenti i ministri della Pesca, del Turismo, dell’Ambiente e dei Trasporti dei Paesi dell’Adriatico e del Mediterraneo, in particolare del Montenegro, della Slovenia, della Croazia, dell’Albania, della Bosnia-Erzegovina, della Grecia, dell’Egitto, del Marocco, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia e Malta.
Medsea 09 affronterà il tema dei rapporti tra l’Italia ed i Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania. Grecia) anche alla luce delle recenti intese intergovernative, degli accordi sottoscritti o in fase di perfezionamento per la realizzazione di nuove infrastrutture e di nuovi collegamenti sottomarini (gasdotti, linee elettriche,ecc) e per il potenziamento delle strutture portuali. Si discuterà anche, ovviamente, di progetti di collaborazione tra Italia e Montenegro e si promuoveranno iniziative comuni tra i due governi. È inoltre previsto un programma di incontro e di gemellaggio tra scuole italiane e scuole del Montenegro.
Mareamico da sempre si occupa a livello scientifico dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e siglando numerose intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.
Zunino: Mare Pulito 2009 è stata un successo
Pubblicato da Redazione il 09 ottobre 2009 alle ore 14:30 |
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Franco Zunino (Rc), assessore regionale all'Ambiente della regione Liguria
«Ancora una volta Mare Pulito ha avuto un successo strepitoso, non solo per la quantità di rifiuti che sono stati recuperati, ma anche perché le nuove generazioni, che hanno partecipato attivamente all’iniziativa, hanno dimostrato grandissima sensibilità nei confronti della pulizia del mare che è una risorsa fondamentale per la nostra Regione. E poi “Mare Pulito 2009” ha allargato il suo raggio d’azione anche ai torrenti e questo è molto positivo». Così l’assessore all’Ambiente della regione Liguria Franco Zunino, nel corso della conferenza stampa, ieri, dei risultati dell’operazione Mare Pulito 2009 nel contesto del Salone nautico internazionale di Genova.
«I risultati - ha detto – sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo raccolto quasi 2 tonnellate di rifiuti con prevalenza di materiale plastico. L’iniziativa è durata tre mesi con 32 giornate di lavoro in trentatre località della Liguria. Sono stati raccolti circa 500 sacchi di rifiuti. La plastica rappresenta una parte molto importante di questi rifiuti ed è proprio su questo aspetto che dobbiamo agire in futuro. Sono stati censiti anche 21 torrenti».
I risultati della raccolta di rifiuti ottenuti negli ultimi sette anni mostrano una generale tendenza alla diminuzione sia nei sacchi, sia nei kg raccolti, dovuta sia all’azione di pulizia e manutenzione delle spiagge attuata da sempre più Comuni, sia dalla maggiore consapevolezza e dal maggiore rispetto dell’ambiente che è sempre più diffuso nel pubblico. Si evidenzia una generale tendenza alla diminuzione sia nei sacchi, sia nei kg raccolti, dovuta sia all’azione di pulizia e manutenzione delle spiagge attuata da sempre più Comuni, sia dalla maggiore consapevolezza e dal maggiore rispetto dell’ambiente che è sempre più diffuso nel pubblico.
È la vittoria del diritto !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
È la vittoria del diritto !Berlusconi si deve DIMETTERE !
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 19:09 |
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La Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.
18.43 – Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.
18.42 – «La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»
18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».
18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere
di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».
18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».
18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.
18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così
cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»
18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.
18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era
stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè
al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse
dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo
Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e
pertanto violasse più principi costituzionali.
18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla
nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».
18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.
18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.
18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti». Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.
18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.
18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»
18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.
18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.
18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».
18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».
18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».
Alluvione a Messina, negati i funerali di Stato
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 14:04 |
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I funerali delle vittime saranno celebrati sabato. Le esequie, officiate dall’arcivescovo Calogero La Piana, si terranno nella cattedrale di Messina alle 10.30. Per tutto il giorno il sindaco Giuseppe Buzzanca ha dichiarato il lutto cittadino e ha invitato il presidente della Repubblica e le alte cariche dello Stato a partecipare alla cerimonia. “In questa fase non vogliamo fare polemiche, ma vorrei sapere perché non è stato proclamato il lutto nazionale per i funerali delle vittime dell’alluvione - ha detto il primo cittadino – Speriamo che alla fine sia proclamato, altrimenti sarebbe molto grave: noi siciliani siamo forse figli di un Dio minore?“.
Oggi è andato sul posto il ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha assistito ai funerali del poliziotto Roberto Carullo. “Accerteremo tutte le responsabilità di questa tragedia”, ha dichiarato il Guardasigilli.
Intanto in molti chiedono funerali di stato per Simone Neri, il ragazzo di Giampilieri morto salvando otto persone. “C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che ti amo”. Queste le sue ultime parole al telefono con la fidanzata nella sera tra giovedì e venerdì. Poi di lui si sono perse le tracce. Avrebbe compiuto 30 anni tra pochi giorni e invece è morto a Giampilieri nel tentativo di salvare parenti e vicini di casa rimasti intrappolati nel fango che ha sommerso il paese. Sul web lo celebrano e lo ricordano: gruppi su Facebook, filmati su YouTube. Tutti con un’unica richiesta: “E’ morto da eroe, merita i funerali di stato“.
Due famiglie hanno deciso invece per funerali privati. Ieri si sono tenute le esequie di Santina Porcino, nel Santuario di Sant’Antonio da Padova a Barcellona Pozzo di Gotto. Oggi invece, alle 15, i funerali di Roberto Carullo, l’agente della Polfer vittima della tragedia di Giampilieri e Scaletta. Al rito funebre hanno preso parte il sindaco Buzzanca e il ministro Alfano. “Oggi è una giornata di lutto, e per me che sono siciliano è una giornata di doppio dolore – ha dichiarato il Guardasigilli – una tragedia che non ha colpito solo queste comunità ma tutto il Paese”. E ha aggiunto: “Il ministero della Giustizia darà strumenti e poteri straordinari alla Procura di Messina per accertare tutte le responsabilità omissive e commissive”.
Alluvione a Messina, necessario un piano per la messa in sicurezza del Paese
Pubblicato da Redazione il 07 ottobre 2009 alle ore 01:13 |
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Giampilieri Molino Altolia alluvione messina
Bertolaso ha detto di aver chiesto al premier Silvio Berlusconi di trovare subito i soldi per «eliminare le zone grigie di competenze tra enti locali e centrali per evitare lo scarica-barile». In relazione all’alluvione che ha colpito Messina Bertolaso ha detto che le autorità locali siciliane erano state allertate con una circolare sulle avverse condizioni meteorologiche già dal 23 settembre: il 30 settembre, poi, la Protezione civile aveva diramato un avviso per nubifragi previsti per il giorno successivo.
In chiusura Bertolaso ha voluto ribadire che «deve essere ben chiaro a tutti che la natura non uccide: é l’uomo la causa delle morti che dobbiamo registrare come conseguenza di calamità naturali». La denuncia «dell’abuso del territorio non é più sufficiente – ha detto il capo della Protezione civile – ma occorre prendere in seria considerazione l’esigenza di trasformare questa denuncia in un piano d’azione che riguardi tutto il paese, da Nord a Sud e alle isole». E sarà utile, ha sottolineato Bertolaso, «definire anche un piano di assicurazione dalle calamità che sia equo e realistico».
Intanto continua a crescere il bilancio delle vittime accertate della tragedia di Messina: sono 25, mentre i dispersi sono stimati in 10. Ma «il numero realistico» delle persone decedute, per Bertolaso, dovrebbe essere di 35, visto che «é evidente che per i 10 dispersi non abbiamo più speranza».
L’Ue finanzierà il progetto Portplus a Genova
Pubblicato da Redazione il 05 ottobre 2009 alle ore 15:50 |
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Su proposta di Francesca Balzani (Pd), la commissione Bilancio dell'Europarlamento ha dato via libera al progetto Portplus
A marzo del 2010 l’Unione europea bandirà la gara per finanziare il Piano energetico ambientale del porto di Genova, il cosiddetto progetto pilota Portplus. Su proposta dell’europarlamentare Francesca Balzani (Pd) la scorsa settimana è arrivato l’ok della commissione Bilancio di Strasburgo. Avviato su iniziativa dell’Ap di Genova e della Provincia, Portplus è il primo progetto energetico ambientale in Europa nel suo genere e propone una buona pratica da esportare anche in altri porti europei. Prevede che i porti analizzino il proprio impatto ambientale al fine di mettere in campo progetti specifici per favorire il risparmio e l’efficienza energetica all’interno delle aree portuali e introdurre impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha espresso la propria soddisfazione per l’ammissione del progetto. «Ci onora e incoraggia – ha dichiarato – l’apprezzamento dell’Unione europea per il progetto sul piano energetico ambientale del porto che la Provincia, insieme all’Ap, ha avviato. Questo riconoscimento è la dimostrazione del ruolo sempre più importante che l’amministrazione provinciale sta assumendo sul territorio relativamente alle tematiche energetiche e ambientali. Non solo: l’iniziativa sul Green Port si aggiunge, confermando e rafforzando la grande attenzione che abbiamo sempre posto sui temi relativi all’economia marittima della nostra città, ad altri importanti progetti come l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, già realizzata, la sede dell’IMSSEA di prossima apertura al porto antico e il Genoa Port Center che presto verrà presentato alla cittadinanza».
Apprezzamento per l’approvazione di Portplus anche da parte di Luigi Merlo, numero uno di palazzo San Giorgio. «Grazie a questo il piano che stiamo avviando a Genova, come primo caso italiano, grazie alla collaborazione tra Autorità portuale e amministrazione provinciale e all’incarico affidato alla fondazione Muvita, assume il rango di best practice europea aprendo anche l’opportunità di finanziamenti comunitari. Ringrazio l’onorevole Balzani per l’impegno e l’entusiasmo con il quale si è impegnata per raggiungere questo importante obbiettivo. Grazie a questo passaggio – ha detto – è inoltre auspicabile che a partire dal bilancio 2011, sulla base dei progetti redatti dai porti, l’Ue possa finanziare i singoli progetti attuativi che vanno dal fotovoltaico, all’eolico sino allo sfruttamento del moto ondoso»


