
L'assegnazione di nuove commesse nel settore militare potrebbe garantire nuovo ossigeno a Fincantieri
Una settimana e conosceremo il destino dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. Dall’incontro dei giorni scorsi al ministero dello Sviluppo economico, infatti, è emerso un orizzonte nuovo rappresentato dalle cinque linee di intervento per affrontare la crisi che sta investendo il settore: sostegno agli investimenti, commesse pubbliche, nuove tecnologie, interventi da concordare a livello europeo (vedi norme sulla rottamazione del naviglio obsoleto), infrastrutture. Fra sette giorni quindi, il dicastero di Via Veneto riconvocherà i rappresentanti dei lavoratori, i vertici del gruppo cantieristico e gli enti locali coinvolti per presentare un documento in tre punti con le iniziative per affrontare l’emergenza.
Il primo punto, quello più importante per l’immediato futuro dei 700 dipendenti dello stabilimento stabiese riguarderà lo sblocco delle commesse pubbliche. Nel piano, infatti, il governo sottoporrà alle parti una lista di navi da militari da costruire negli stabilimenti Fincantieri nei prossimi mesi. Commesse che poi il gruppo, d’accordo con i sindacati, assegnerà ai vari cantieri per garantire a tutti i siti del gruppo un lavoro omogeneo. Un passo avanti notevole e chiesto a gran voce dai sindacati che vedevano nello sblocco delle commesse pubblico l’unica alternativa all’empasse attuale. Una boccata d’ossigeno per il gruppo e per gli operai che nei prossimi mesi potranno lavorare con maggiore tranquillità.
Il secondo punto riguarderà, invece, le manovre di sblocco del credito per gli armatori privati, impossibilitati a investire in nuove navi per la mancanza di finanziamenti da parte degli istituti di credito nazionali ed internazionali, che come sempre in periodi di crisi chiudono le cinghie della borsa. Il terzo e ultimo punto riguarderà la vicenda della rottamazione delle navi e quindi le iniziative che Palazzo Chigi preparerà per accelerare la decisione di Bruxelles. Gli incentivi per la rottamazione delle imbarcazioni vecchie rappresenta secondo molti l’unico modo per riattivare in maniera significativa il mercato delle navi.
Il tavolo non ha affrontato per il momento almeno la fase 2 dello stabilimento di Castellammare, quella relativa alla realizzazione del bacino di carenaggio. In realtà questa sarà un investimento infrastrutturale su cui sarà coinvolta anche la regione Campania.
Pubblicato da Redazione il 16 ottobre 2009 alle ore 11:30
Archiviato in Economia & Finanza, Industria & Cantieri, Istituzioni
Crea il tuo business online con PayPal
