Le priorità di Bruxelles per una nuova politica marittima integrata


Jose Manuel Barroso, confermato presidente della Commissione europea per un altro mandato

Jose Manuel Barroso, confermato presidente della Commissione europea per un altro mandato

Presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea una relazione su quanto fatto nell’ultimo biennio in vista di una politica marittima integrata. L’esecutivo comunitario ha formulato proposte concrete su due criticità del settore: integrazione transettoriale e transnazionale della sorveglianza marittima dimensione internazionale della politica marittima europea. Con una marcia nuova si potrà sbloccare il potenziale economico di ampie zone marittime e costiere d’Europa, aumentando la sicurezza dei loro mari con una nuova governance semplificata e sfruttando le sinergie presenti in tutto l’arco delle politiche connesse al settore marittimo.

Quello della sicurezza dei mari è un tema molto caldo da quando è riemersa la preoccupante piaga della pirateria. Bruxelles ha fissato principi guida che aiutano gli Stati membri a stabilire un ambiente comune di scambio di informazioni per le loro numerose autorità di sorveglianza. È una pratica ancora corrente negli Stati membri che ogni autorità di settore che controlla e sorveglia le azioni in mare raccolga dati operativi indipendentemente dalle altre autorità coinvolte. Se questi dati venissero condivisi, le attività di sorveglianza sarebbero più efficienti e più vantaggiose in termini di costi. Tuttavia la condivisione dei dati e l’interoperabilità dei sistemi di sorveglianza pongono taluni problemi tecnologici, legali e di sicurezza, ed è su questo che bisogna trovare una base di accordo fra gli stati europei.

«Una nuova politica marittima integrata è un elemento indispensabile per l’attuazione di una politica sostenibile in materia di cambiamenti climatici e di politica energetica. Credo – ha detto nell’occasione il presidente della Commissione Manuel Barroso – che quanto sinora realizzato ci consenta di compiere i prossimi passi con fiducia e con forza. Voglio, ad esempio, che le autostrade del mare diventino realtà. Per uno sviluppo responsabile e utile degli oceani e dei mari dobbiamo sviluppare la pianificazione dello spazio marittimo, la sorveglianza marittima integrata transfrontaliera e transnazionale e realizzare una rete di osservazione e di dati dell’ambiente marittimo».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Joe Borg, commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca. «Sebbene la politica marittima integrata sia una politica europea molto recente – ha ribadito – essa ha già permesso di cambiare il modo in cui l’Europa si raffronta con il suo patrimonio marittimo e ha posto le questioni marittime in primo piano nell’agenda europea. Il suo eccellente avvio deve spingerci a progetti ancora più grandi e più audaci in futuro. Deve incoraggiarci a continuare a spingere i limiti quando si tratta di adottare azioni concertate per il bene del nostro ambiente marittimo, per l’economia e la sicurezza marittima».

Sempre oggi la Commissione ha presentato un documento strategico che espone le modalità per garantire che l’UE eserciti un’influenza più forte nella scena internazionale sulle questioni marittime al fine di potenziare la governance globale degli oceani e dei mari

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