Bussereau: più Stato per spingere le Autostrade del mare


Dominique Bussereau, segretario di Stato ai Trasporti della Francia

Dominique Bussereau, segretario di Stato ai Trasporti della Francia

Il decollo delle Autostrade del mare potrà essere tale solo se ci sarà un impegno massiccio dello Stato. Vanno riviste, perciò, le norme europee sugli aiuti pubblici. È quanto emerge da uno studio commissionato alla fine dello scorso anno dal ministro dei Trasporti francese Dominique Bussereau al senatore emerito Henry de Richemont, e reso pubblico ieri. Secondo la ricerca, infatti, il sistema pubblico, dovrebbe intervenire sull’offerta, con incentivi all’acquisto di nuove navi, l’avviamento di servizi complementari e, per quanto riguarda la domanda, con una maggiore penetrazione nei media delle Autostrade del mare.

Tutto ciò, in realtà, si scontra con le normative comunitarie in materia di aiuti di stato. Secondo Henri de Richemont, relatore di un progetto di legge per creare il Registro navale francese, è pertanto necessario riesaminare le normative delle reti TEN-T al fine di consentire il finanziamento delle navi, e del programma Marco Polo, per permettere la creazione di un eco-bonus europeo. «Questo rapporto – ha precisato Bussereau nel corso della conferenza di presentazione dello studio – conferma la necessità di rivedere il dispositivo comunitario. Noi abbiamo avviato questa discussione sotto la presidenza francese dell’Unione europea, ora abbiamo delle proposte concrete da fare alla Commissione».

Il rapporto evidenzia cinque condizioni essenziali affinché il sistema delle Autostrade del mare possa svilupparsi: qualità del servizio e regolarità della frequenza; costo del servizio, che non deve essere superiore a quello dei trasporti terrestri; scelta della nave (l’utilizzo di navi ro-ro per sole merci – rileva lo studio – sembra preferibile a quello di navi miste ro-pax), organizzando il trasporto degli autisti con una modalità diversa da quella marittima; facilitazione del transito portuale e adozione di un documento unico di trasporto.
A febbraio i ministri dei Trasporti di Francia e Spagna avevano espresso una comune intenzione ad aprire nuovi collegamenti fra i porti di Nantes e Gijon e fra Nantes – Le Havre – Vigo – Algeciras. «Un discorso – precisano i più stretti collaboratori di Bussereau – destinato ad allargarsi a Italia, Portogallo e Malta».

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