Coccia: usiamo l'armamento per uscire dalla crisi


Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

Nicola Coccia, presidente di Confitarma, durante la sua relazione all'Assemblea generale

L’armamento italiano «è sano, con prospettive positive e sempre più strategico per la ripresa», insomma potrebbe fare da traino per uscire dalla crisi. Così Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nella sua relazione finale all’Assemblea generale degli armatori, nell’incantevole cornice della Sala degli specchi di Palazzo Colonna a Roma. «La nostra flotta è cresciuta (+4%) e siamo tredicesimi al mondo – tra i leader per tipi specializzati di unità, come quelle ro-ro (i traghetti), le chimichiere e quelle da crociera – con un conseguente aumento del 3% nel numero degli occupati. Le nostre navi – ha detto – impiegano oltre 50mila addetti diretti e trainano un comparto che dà lavoro a più di 400mila persone. Inoltre, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni».

Nel condividere con Coccia il ruolo trainante per l’economia nazionale dell’industria armatoriale, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha accolto favorevolmente la richiesta di riforme a costo zero ( come quella per rimuovere le lentezze burocratiche che ancora oggi “costano” qualcosa come 100mila euro a un armatore che deve prendere in consegna una nave costruita in un cantiere estero) annunciando in tal senso di aver dato incarico all’Ufficio legislativo del suo dicastero di aprire «un tavolo di confronto per adeguare le norme esistenti alle esigenze degli operatori».

Il 30 giugno il ministro ha illustrato in Senato il suo disegno di legge sulla riforma portuale, riscontrando un’ampia disponibilità dell’opposizione a fare presto e a trovare soluzioni condivise. «C’è lo spazio – ha anticipato Matteoli – per approvare in via legislativa il testo», magari prima dell’estate, come si era augurato l’altro giorno, in apertura della 48 Ore del mare Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Il ministro si è soffermato anche sulla vicenda Tirrenia, di cui ieri si è registrato la concreta disponibilità di armamento e Regioni a un patto per acquisire le controllate regionali della compagnia di navigazione pubblica.
«È  un’emergenza – ha puntualizzato – che si sta avviando verso una possibile soluzione e che entro il 31 dicembre 2009 sarà indetta una gara così come prescritto dall’Unione europea che a fine 2008 aveva concesso un anno di proroga per consentire una base accettabile e la giusta attenzione del mercato».

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