Il Cnr, in collaborazione con l’Autorità Portuale, ha installato un mareografo al molo 9
Anche l’Autorità portuale darà un importante contributo alla ricerca scientifica in materia di prevenzione dall’inquinamento e monitoraggio delle acque del golfo gallurese.
La scorsa setttimana, al molo 9, un pool di esperti dell’Unità operativa di Oristano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N. R.), in collaborazione con la Port Authority e l’Autorità Marittima, ha installato un mareografo, strumento che, secondo una definizione poco empirica, registra le variazioni del livello del mare e ne stabilisce il valore medio in un determinato spazio e in un determinato arco di tempo.
Più precisamente, l’apparecchiatura elettronica ancorata al fondale del porto di Olbia ha una funzione ben più specifica della sola rilevazione delle maree.
Rientra, infatti, nel più ampio progetto “Sos Bonifacio” per la gestione delle emergenze ambientali da inquinamento marino da idrocarburi nello stretto internazionale delle bocche, iniziativa finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Nel particolare, attraverso l’utilizzo di modelli numerici di analisi/previsione della circolazione marina, osservazioni meteorologiche, misure del campo di corrente superficiale e moduli di Oil-Spill per la simulazione del trasporto e dispersione della macchia di olio e, quindi, attraverso l’integrazione con altre apparecchiature di rilevazione, consentirà con largo anticipo la gestione di eventuali emergenze ambientali in caso di sversamento di liquidi inquinanti nel golfo.
Sarà quindi possibile compilare una stima futura (sino ad un massimo di 72 ore) dell’evoluzione del rilascio o trasporto di particelle di idrocarburi nell’acqua, e calcolarne un’ulteriore sulla quantità dei principali processi chimico-fisici coinvolti durante l’evoluzione dell’evento (percentuale di olio sulla superficie del mare, disperso nella colonna d’acqua, evaporato e percentuale di olio depositato sulla costa), consentendo, così, di individuare in anticipo tecniche e dotazioni ottimali da impiegare durante l’emergenza.
In pratica, grazie alle rilevazioni del mareografo, – in grado di riprodurre e prevedere la variabilità spazio temporale della circolazione delle acque e lo stato del mare nell’area costiera di indagine – sarà possibile agevolare le operazioni di risposta alle emergenze previste nel Piano Locale Antinquinamento.
Inoltre, mediante idonee simulazioni numeriche, che replicano le tipiche condizioni meteo-marine, si potranno compilare delle mappe di rischio inquinamento da idrocarburi per tutte le aree costiere della Gallura. Dati, questi, che saranno a breve disponibili sul sito del Cnr, al quale sarà possibile accedere anche direttamente da un apposito link che verrà inserito nelle prossime settimane (il tempo necessario per la raccolta dei primi dati) sul sito dell’Autorità Portuale www.olbiagolfoaranci.it.
“Il nostro è un piccolo ma fondamentale contributo alla ricerca. – spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità Portuale – Da subito abbiamo accolto la richiesta del Cnr, consapevoli che la presenza di un mareografo (uno è già stato installato dall’Ispra a Porto Torres negli anni passati), che monitorizza costantemente le nostre acque, possa essere di grande aiuto negli studi tecnici sui fondali e, soprattutto, nella lotta all’inquinamento delle acque. Quindi, ben vengano tutte quelle iniziative che siano di supporto alla tutela del nostro incommensurabile patrimonio e agli studi per lo sviluppo di una portulità compatibile nel Nord Sardegna”.
Pubblicato da Direttore il 09 aprile 2009 alle ore 08:02
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