FINCANTIERI VARA LA CRUISE OLYMPIA PER IL GRUPPO GRIMALDI

Varo Cruise Olympia 14.11.09

Varo Cruise Olympia 14.11.09

È stata varata questa mattina nello stabilimento di Castellammare di Stabia la Cruise Olympia, ultima unità di una serie di quattro innovativi cruise ferry ordinati dal Gruppo Grimaldi (Napoli), il principale gruppo armatoriale italiano e leader europeo nelle Autostrade del Mare.

Madrina della nave, scesa in acqua al termine di uno spettacolare varo a scivolo, è stata Maria
Consuelo Fuduli Grimaldi, sorella di Emanuele Grimaldi, Presidente di Minoan Lines.

Dopo la consegna prevista per il mese di giugno, la Cruise Olympia si unirà alla nave gemella
Cruise Europa, impiegata dallo scorso ottobre da Minoan Lines, la compagnia di navigazione
greca parte del Gruppo Grimaldi, sulla rotta Ancona-Igoumenitsa-Patrasso.

La Cruise Olympia, insieme alla Cruise Europa, sarà il più grande cruise ferry del Mediterraneo e
sarà allestita con gli stessi elevati standard delle navi da crociera, sia per quanto riguarda le aree
pubbliche e le cabine, sia per la vastissima gamma di servizi offerti, come un ristorante à la carte e
uno self service, bar, casinò, area wellness, palestra, piscina, discoteca, negozi, una sala
conferenze e una per feste, due saloni riservati agli autisti, internet point, area videogiochi e spazi
dedicati ai più piccoli.

Lunga 225 metri e larga 31 metri, con una stazza lorda di 54.310 tonnellate e una capacità di
carico di 250 automobili e 3.000 metri lineari di merce rotabile (autobus, camion, trailer, camper,
roulotte, ecc.), la Cruise Olympia potrà ospitare fino a 3.000 passeggeri in 413 comode cabine, di
cui 18 owner’s suite e 50 junior suite, oltre a 548 poltrone reclinabili (di cui 114 in prima classe). La
sua velocità di crociera sarà di 28 nodi, consentendole di effettuare la traversata tra Ancona,
Igoumenitsa e Patrasso in sole 22 ore.

La Cruise Olympia nasce all’insegna del rispetto ambientale e del risparmio energetico:
trasportando centinaia di camion e migliaia di passeggeri ogni giorno contribuirà a ridurre la
congestione della rete stradale e ad abbattere notevolmente le emissioni di gas nocivi. A
sottolineare questa sua compatibilità ambientale, la nave sarà certificata “Green Star” dal Registro
Navale Italiano (RINA), che identifica le navi progettate, costruite e gestite per garantire il massimo
rispetto dell’ambiente grazie alle notazioni “Clean Air” e “Clean Sea”.

Il presidente di Minoan Lines Emanuele Grimaldi ha dichiarato: “La Cruise Olympia è un ulteriore
esempio di come si possa coniugare un’altissima qualità di servizio con il concetto low cost.
Grazie, infatti, alle economie di scala e di scopo generate, questa nuova unità potrà offrire noli
estremamente competitivi per il trasporto di merci rotabili e politiche tariffarie low cost per i
passeggeri, pur continuando a fornire servizi a bordo simili ad una nave da crociera”. ”La Cruise
Olympia conferma la visione rivoluzionaria del trasporto merci e passeggeri che il nostro Gruppo
ha introdotto sulle rotte adriatiche tra Italia e Grecia e che certamente porterà effetti benefici a
lungo termine alle economie di entrambi i Paesi, alle società di trasporto europee ed al turismo in
questa area del Mediterraneo”, conclude Emanuele Grimaldi.

A margine del varo l’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha commentato: “Il
varo di questa nuova avanzatissima unità, alla quale auspichiamo possano seguirne altre ancora,
consolida la solida partnership della nostra azienda con il Gruppo Grimaldi, per i diversi brand
del quale negli anni abbiamo costruito più di 30 unità”. Bono ha poi aggiunto: “Cruise Olympia è
l’ulteriore conferma dell’eccellenza produttiva di Fincantieri, delle capacità realizzative delle
maestranze del nostro stabilimento di Castellammare di Stabia e del loro elevato senso di
responsabilità, dimostrato anche nel difficilissimo momento che il comparto navalmeccanico sta
attraversando”.

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La Guardia costiera premia gli scolari abruzzesi terremotati

L'ammiraglio Raimondo pollastrini, Comandante generale della Capitanerie di porto - Guardia costiera

L'ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante generale della Capitanerie di porto - Guardia costiera

La scuola elementare “Gianni Rodari” dell’Aquila è stato teatro oggi della consegna agli alunni da parte della Guardia costiera del diario scolastico “Cittadini del mare”, realizzato da Wista Italia, Federagenti e Capitanerie di porto. Alla cerimonia in onore dei ragazzi ancora scossi dalle conseguenze del sisma del 5 aprile scorso hanno partecipato fra gli altri l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandate generale del Corpo, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso e quello all’Ambiente Roberto Menia. Presenti anche l’editore Renzo AmbroselliMaria Gloria Giani, presidente di Wista Italia, che ha rivolto un plauso ai numerosi bambini partecipanti, promettendo il loro coinvolgimento anche per la prossima edizione del diario scolastico.

«Il progetto – ha ricordato nel suo intervento Pollastrini  - ha raggiunto l’importante obiettivo di far esprimere agli studenti coinvolti la passione per il mare e l’ambiente costiero. Il nostro impegno di solidarietà e di educazione civica è stato ampiamente ripagato dall’entusiasmo dei tanti bambini che abbiamo incontrato e dalle numerose istituzioni presenti». Soddisfazione per l’iniziativa anche da parte della Protezione civile, con Bertolaso che ha sottolineato il suo personale apprezzamento per il diario scolastico, che attraverso l’illustrazione delle aree marine protette consente anche ai più piccoli di conoscere la bellezza e la ricchezza del patrimonio ambientale italiano.

Nell’occasione è stato ufficializzato, poi, il gemellaggio tra gli studenti abruzzesi e le scuole di Livorno, accompagnate a L’Aquila dal provveditore agli studi del capoluogo mediceo.

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GNV vs Ap di Olbia – Golfo Aranci, il Tar della Sardegna boccia il ricorso

Il cruise ferry "Suprema" di GNV mentre lascia il porto di Olbia

Il cruise ferry "Suprema" di GNV mentre lascia il porto di Olbia

Il Tar della Sardegna dà ragione all’Autorità portuale di Olbia – Golfo Aranci, respingendo il ricorso presentato da Grandi Navi Veloci nella scorsa primavera contro il provvedimento con cui l’Ap del Nord Sardegna aveva negato alla compagnia di navigazione l’autorizzazione all’esercizio di operazioni portuali ex articolo 16 della legge 84/94. in sostanza, il Tribunale amministrativo regionale ha evidenziato che GNV, nel richiedere l’autorizzazione all’esercizio delle suddette operazioni, si sia «limitata a presentare un’istanza assolutamente generica nella quale, in particolare, non era specificato né l’anno (o gli anni), né le operazioni portuali a cui la richiesta si riferiva.

L’istanza era, inoltre, priva di tutta la documentazione indicata nel riportato art. 4 del “regolamento per l’esercizio delle operazioni portuali e dei servizi specialistici nei porti di Olbia e Golfo Aranci”, essendo stata corredata unicamente da un documento, denominato prospetto Cerved contenente, soltanto, indicazioni varie sulla società istante». Nel suo ricorso la compagnia genovese invoca l’art.41 della Costituzione, secondo cui «legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali». In realtà, spiega il Tar ammette che «l’iniziativa economica privata possa subire limitazioni dirette al perseguimento di “fini sociali”, che, se non incongrue né irragionevoli, devono ritenersi compatibili con il dettato costituzionale, rientrando la loro concreta determinazione nella discrezionalità del legislatore ordinario. E quest’ultima si estende certamente alla possibilità di ipotizzare, in un certo settore, la presenza di un numero massimo di operatori».

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Custodia cautelare per il sottosegretario Nicola Cosentino

Nicola Cosentino e Silvio Berlusconi

Nicola Cosentino e Silvio Berlusconi

Sarebbe stata già firmata e sta per essere inoltrata alla Camera la richiesta di autorizzazione per l’esecuzione di una misura cautelare – non è stato possibile sapere se di detenzione in carcere, agli arresti domiciliari o di carattere interdittivo – nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl. La notizia, diffusa dall’Ansa, è trapelata in ambienti giudiziari, anche se i magistrati titolari dell’inchiesta si sono rifiutati di confermare l’indiscrezione. Cosentino risulta indagato per presunti contatti con il clan dei Casalesi nell’ambito di un procedimento scaturito dalle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Il nome di Cosentino è anche dato in corsa per la poltrona di presidente della Regione Campania.

La misura cautelare sarebbe stata emessa dal gip Raffaele Piccirillo, su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci. Da indiscrezioni, i magistrati ipotizzerebbero a carico di Cosentino un concorso esterno in associazione camorristica. Trattandosi di un deputato, il gip – come stabilisce la legge – ha disposto la notifica dell’ordinanza al Presidente della Camera, con richiesta di autorizzazione all’esecuzione del provvedimento. La documentazione sarà poi inviata alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che dovrà formulare una proposta per l’Aula. La posizione di altri indagati coinvolti nello stesso procedimento, sui quali pendono richieste di misure cautelari, sarebbe stata stralciata.

Il legale di Cosentino, l’avvocato Stefano Montone, si è recato in giornata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal gip Piccirillo. Il penalista negli ultimi tempi aveva informato i magistrati che Cosentino era disponibile a presentarsi per dichiarazioni spontanee o per rendere interrogatorio, ma gli inquirenti – ha spiegato il legale – non hanno ritenuto di dover accogliere tali richieste.

(Fonte : Netnews 24)

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Espo Awards, Genova arriva seconda

La consegna del riconoscimento al porto di Gijon da parte di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Ue, con delega ai Trasporti

La consegna del riconoscimento al porto di Gijon da parte di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Ue, con delega ai Trasporti

Lo scalo iberico di Gijon si è aggiudicato la prima edizione degli Espo Awards, per quanto riguarda la migliore integrazione fra il porto e il suo tessuto urbano. Genova e Gand in Belgio devono accontentarsi della piazza d’onore. La cerimonia di consegna si è svolta il 5 dicembre a Bruxelles, sede dell’associazione che raggruppa le autorità portuali dei 27 Paesi membri dell’Unione, con il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani che ha consegnato il riconoscimento a Fernando Menendez Rexach, presidente dell’Ap di Gijon. «Il premio – si legge nella motivazione ufficiale – è stato assegnato alla località spagnola sull’Atlantico perché è riuscita a integrare le sue attività con il resto della città, grazie a iniziative e strategie di lungo periodo, tali da renderla una realtà pilota e d’ispirazione per gli altri porti del Vecchio continente».

In nomination per ricevere il prestigioso riconoscimento c’erano pure gli scali come Algeciras, Rotterdam, Stoccolma e Turku. Genova ha ottenuto una menzione particolare per le sue attività innovative e l’opportunità offerta ai cittadini di visitare il porto per una settimana, best practice questa da allargare in futuro ad altre realtà portuali. Dal 4 gennaio, fanno sapere dall’Espo, sarà possibile proporre i nomi che concorreranno all’edizione 2010 degli Award. Le proposte dovranno pervenire entro il 4 giugno. Da quel momento sarà individuata una short list da cui verrà fuori il porto che succederà a Gijon per il prossimo anno.

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Assonave, un piano di commesse pubbliche per salvare la cantieristica

Corrado Antonini, presidente di Fincantieri e di Assonave, l'associazione che raggruppa

Corrado Antonini, presidente di Fincantieri e di Assonave, l'associazione che raggruppa costruttori e riparatori navali

Cantieri e aziende navalmeccaniche italiane stanno combattendo «una vera e propria partita per la sopravvivenza. Chi riuscirà ad emergere sarà più forte di prima». Questo il messaggio lanciato nei giorni scorsi da Corrado Antonini, presidente di Assonave, nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione nazionale dei costruttori, riparatori e fornitori navali. Ai lavori hanno partecipato anche Antonio Tajani, vice presidente della commissione Ue con delega ai Trasporti e Giuseppe Maria Reina, sottosegretario alle Infrastrutture .

«In un quadro mondiale caratterizzato da una drammatica caduta della domanda (meno 81% a settembre 2009 riferito allo stesso periodo dell’anno precedente) dopo tre anni di eccezionale sviluppo, e dall’annullamento di una quota consistente degli ordini in portafoglio, la cantieristica più avanzata – quella europea – rischia di vedere la sua massa critica scendere al disotto della soglia di sostenibilità. L’eccesso di stiva nei comparti mercantili d il conseguente crollo dei noli – ha detto Antonini nella sua relazione – concorrono a peggiorare una propensione all’investimento degli armatori già resa problematica dalla stretta creditizia. E il rinvio dei programmi non ha risparmiato neppure il mondo crocieristico, che pure ha salvaguardato il suo dinamismo, ancorché in misura meno accentuata che in passato».

La stessa Commissione Ue appare oggi consapevole della necessità di un intervento d’emergenza, e quindi temporaneo e circoscritto, a sostegno della nostra industria ma insieme a vantaggio della sicurezza del trasporto e del rispetto dell’ambiente. Un sostegno pertanto ben diverso dall’aiuto indiscriminato all’industria, già accordato ai competitor cinesi e coreani. «Il provvedimento – ha precisato il presidente di Assonave – dovrebbe concretizzarsi in stimoli alla domanda finalizzati all’eliminazione dalle acque europee del naviglio obsoleto (prevalentemente ferry e ro-ro) e alla sua sostituzione incentivata, con misure tipo eco-bonus. In Europa ben 140 di questi traghetti hanno superato i 30 anni, e gran parte di essi è concentrata nel Mediterraneo. Il rinnovo della flotta che, essendo di sostituzione, non andrebbe a creare surplus di capacità di trasporto, rientra nell’annunciata politica comunitaria in materia di trasporti e dovrebbe essere accompagnato da un programma di supporto finanziario agli investimenti gestito dalla BEI».

Con l’aggravarsi della crisi, la celere approvazione di questo schema è chiaramente di importanza decisiva. Ma ancora più urgente, qui in Italia, è l’avvio di un piano di commesse pubbliche per far fronte alle crescenti scoperture dei cantieri, sulla scorta di quanto si sta facendo in Francia e in Germania. Così come risulta indispensabile, e in via sistemica per accrescere la nostra competitività, l’allineamento degli strumenti finanziari e assicurativi a quelli vigenti nei paesi europei nostri maggiori concorrenti sui mercati all’esportazione.

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Fincantieri e ABB insieme per ridurre le emissioni di CO2 in porto

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, canadesi e del Noreuropa

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, canadesi e del Nordeuropa

Importante accordo siglato da ABB e Fincantieri per ridurre le emissioni di CO2. I due gruppi, operativi rispettivamente nel settore delle tecnologie per l’energia e l’automazione e in quello della costruzione di navi navi da crociera, mercantili e militari, realizzeranno e metteranno in commercio una serie di sistemi HVSC (High-Voltage Shore Connection) destinati all’alimentazione delle navi in porto. Si tratta di una soluzione guardata con favore dalle gestioni portuali di tutto il mondo, che consente di ridurre le emissioni inquinanti delle navi durante la permanenza in porto, migliorando la qualità dell’aria nelle zone portuali e in quelle circostanti.
La tecnologia HVSC permette la fornitura di energia elettrica direttamente dalla banchina alla nave per il funzionamento dei suoi macchinari e impianti – refrigeratori, illuminazione, riscaldamento e condizionamento – consentendo così l’arresto dei motori diesel finora usati per alimentare i generatori elettrici di bordo.

«Nel gennaio del 2000 ABB ha allestito il primo collegamento al mondo tra una nave e l’alimentazione di terra nel porto di Göteborg in Svezia – ha spiegato Veli-Matti Reinikkala, responsabile della divisione ABB Process automation -. Grazie al nostro know-how e alla nostra capacità di innovazione, al fianco di un leader in campo navale come Fincantieri, saremo in grado di sviluppare soluzioni affidabili per ridurre l’impatto ambientale del traffico navale». Per Fincantieri è intervenuto all’accordo siglato ieri a Zurigo Giorgio Rizzo, responsabile della business unit riparazioni e trasformazioni navali. «Siamo lieti di aver contribuito, insieme ad ABB, alla definizione di un intervento in linea con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente, fermamente perseguiti anche dalle società armatrici nostre clienti. Confidiamo – ha detto – che l’accordo siglato oggi possa costituire un punto di partenza importante per offrire soluzioni sempre più tecnicamente ed economicamente vantaggiose ai nostri clienti ed in generale al mercato».

Una grande nave da crociera ferma in porto per 10 ore, se alimentata da terra, evita di bruciare fino a 20 tonnellate metriche di carburante, equivalenti a 60 tonnellate metriche di anidride carbonica non emesse in atmosfera, ovvero le emissioni annue di 25 automobili europee. Secondo l’istituto svedese di ricerca ambientale IVL, in Svezia l’alimentazione delle navi da terra ha ridotto le emissioni di CO2 nei porti di Göteborg, Stoccolma, Helsingborg e Piteå di 6000 tonnellate metriche l’anno. I nuovi sistemi di collegamento a terra che verranno sviluppati da ABB e Fincantieri saranno conformi a tutte le normative internazionali vigenti, e potranno essere installati in fase di costruzione o manutenzione della nave, o persino in mare.

Impianti HVSC sono già attivi in diversi porti statunitensi, tra i quali quelli di Los Angeles, Long Beach, San Francisco, San Diego, Seattle e Juneau, in Canada a Vancouver e, in Europa, in varie città portuali in Germania, Svezia, Finlandia e Olanda. Fincantieri e ABB già collaborano insieme attraverso la società Seastema S.p.A, joint venture paritetica focalizzata alla progettazione e sviluppo di sistemi di automazione integrata destinati al settore navale.

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Da gennaio potenziati i collegamenti nello Stretto di Messina

Un traghetto impegnato nella spola fra i due capoluoghi dello Stretto

Un traghetto impegnato nella spola fra i due capoluoghi dello Stretto

«La cosiddetta metropolitana del mare, il potenziamento dei servizi di collegamento nello Stretto tra Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni e l’aeroporto dello Stretto, sarà operativa entro il prossimo mese di gennaio 2010 dopo la registrazione del contratto da parte della Corte dei Conti». L’atto, fanno sapere dal ministero delle Infrastrutture, sarà inviato alla Corte stessa dopo che la sentenza del Consiglio di Stato ha affermato la regolarità delle procedure di gara esperita dal dicastero di Porta Pia.

Ieri pomeriggio intanto, proprio nella sede del ministero, si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione e del Consorzio “Metromare dello Stretto”, i sindaci di Messina, Giuseppe Buzzanca, e di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti per affrontare alcune specifiche richieste tese a favorire una migliore qualità del servizio e a valutare la possibilità di aumentare le corse previste, alla luce delle nuove esigenze manifestate dalla numerosa utenza che utilizzerà i nuovi servizi marittimi. «L’altro aspetto che sarà approfondito in una prossima riunione – continua il comunicato – sarà quello della riduzione tariffaria che i due sindaci hanno richiesto per andare incontro alle necessità dei pendolari».

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Tirrenia, la privatizzazione sarà completata entro settembre

Il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, con il ministro Tremonti, il premier Berlusconi e il ministro Matteoli durante la cerimonia di ieri a palazzo Chigi

Il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, con il ministro Tremonti, il premier Berlusconi e il ministro Matteoli durante la cerimonia di ieri a Palazzo Chigi

Sottoscritto ieri a Palazzo Chigi l’accordo Stato – Regioni per la cessione a titolo gratuito delle controllate regionali del gruppo Tirrenia. Il documento è stato firmato dal premier Silvio Berlusconi, dai ministri dell’Economia Giulio Tremonti, delle Infrastrutture e trasporti Altero Matteoli e dai governatori di Sardegna, Sicilia e Campania, rispettivamente Ugo Cappellacci, Raffaele Lombardo e Antonio Bassolino, insieme ai rappresentanti delle altre due regioni coinvolte, Toscana e Lazio. «Governo ed enti locali interessati dai collegamenti marittimi – si legge in una nota dell’esecutivo – hanno raggiunto un accordo che prevede la cessione gratuita alle regioni delle società locali in capo alla Tirrenia. Queste regioni provvederanno a un’offerta di mercato delle società, attraverso gara pubblica di rilievo comunitario; parallelamente, verranno elaborati contratti di servizio pubblico che regoleranno i rapporti con gli aggiudicatari. Analoga procedura di offerta di mercato verrà messa a punto dallo Stato per la società Tirrenia unitamente alla società Siremar».

Per quanto riguarda invece la casa madre Tirrenia, entro il 30 settembre 2010 il processo di privatizzazione verrà completato, secondo una tempistica e criteri concordati con la Commissione europea. «Il decreto – ha spiegato a margine dell’accordo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta – ci salva da infrazioni e sistema le cose nei confronti dell’Europa. E così stiamo tranquilli». Secondo Matteoli «è una significativa svolta sul percorso intrapreso che porterà alla privatizzazione di Tirrenia e una concreta risposta alla pressante richiesta dell’Unione europea. Sono convinto – ha aggiunto il ministro – che questo processo voluto con determinazione dal governo con la collaborazione e l’accordo delle Regioni interessate migliorerà i servizi marittimi e i collegamenti con le Isole e tra le Isole minori e che favorirà il rinnovo della flotta. L’accordo stipulato oggi mira, inoltre, a salvaguardare i livelli occupazionali dell’azienda e questo è un aspetto molto rilevante. Auspico, pertanto – ha concluso – che i privati accolgano positivamente l’iniziativa posta in essere e che partecipino in numero congruo ai bandi di gara che stiamo predisponendo».

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Il Tar della Liguria riammette T-Link al terminal Voltri

T-Link può tornare a operare sulla linea delle Autostrade del mare Genova - Palermo

T-Link può tornare a operare sulla linea delle Autostrade del mare Genova - Palermo

Nessun ostacolo per T-Link, che può quindi tornare a operare sulle Autostrade del mare a Genova. Il Tar della Liguria ha sospeso il decreto del 29 settebre scorso emanato dall’Autorità portuale, che di fatto impediva alla compagnia di navigazione di operare nello scalo della Lanterna. Senza la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale che ha impugnato il provvedimento sottolineando «la natura del pregiudizio che deriva all’interessata dall’intervenuta imposizione di limiti all’esercizio dell’attività di impresa», T-Link sarebbe stata estromessa dal mercato passeggeri nel terminal Voltri, con un danno evidente per l’azienda e per gli utenti.

Oltre a sospendere il decreto, nella propria ordinanza il Tar ha altresì disposto che l’Autorità portuale proceda a «un riesame del provvedimento impugnato alla luce dei motivi dedotti» nel ricorso. Un passaggio, questo, molto importante: pone infatti le basi per una revisione del provvedimento nella direzione di prestare la dovuta attenzione alle esigenze degli utenti del porto che, come T-Link, cercano di sviluppare nuovi traffici. La pronuncia riporta la situazione alle determinazioni già assunte dall’Ap presieduta da Luigi Merlo nel luglio scorso quanto alla quota di traffico passeggeri disponibile sulle linee di Autostrade del mare in partenza o in arrivo da Genova , e che l’Autorità portuale stessa aveva inopinatamente cancellato col provvedimento giustamente sospeso dal tribunale amministrativo.

La decisione, al di là della soddisfazione di T-Link, è importante anche per il porto e per la rete delle Autostrade del mare: segna un punto a favore dei traffici marittimi in porto (tanto più necessari nell’attuale periodo di crisi), nonché del decongestionamento dei sistema stradale e del nodo di Genova. In termini pratici, T-Link ha è ora in condizione di gestire il proprio traffico passeggeri specie in vista delle prossime festività natalizie che, com’è noto, registrano storicamente uno dei più importanti picchi di traffico annuale specie per quanto attiene i passeggeri.

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Documento segreto del 2006 “A largo di Cetraro le navi sono tre”

Immagine sottomarina del presunto relitto del Catania

Immagine sottomarina del presunto relitto del Catania

Un documento inedito. E’ la parte segreta di una seduta della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Un documento ufficiale dove si dice che le navi sono tre, non una. E che sono stati pescati fusti in mare. Ma nessuna delle tre navi corrisponde alle misure e alla profondità del “Catania“, il relitto della prima guerra mondiale ritrovato proprio dove si credeva potesse esserci una nave dei veleni. Così, quello che dopo la dichiarazione di chiusura del caso di Cetraro, sembrava una mera ipotesi, oggi ritorna a prendere corpo. Come resta, nero su bianco, il verbale che riporta tracce di cesio rinvenute nei pesci. Analisi, lo ricordiamo, scomparse nel nulla.

Il documento inedito si riferisce ad una seduta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all’epoca aveva aperto l’inchiesta sulla nave di Cetraro, dice davanti alla commissione che i pescatori della zona hanno pescato dei bidoni: “Ho cercato in tutti i modi di capire quale fosse il luogo preciso. Mi sono state date delle coordinate, che ho riportato al consulente, per verificare il sito…. Ed è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri. I consulenti hanno escluso che si possa trattare di un oggetto naturale… non si spiegano cosa sia. Potrebbe essere una nave… si trova a 680 metri di profondità”.

Una nave, non l’unica nave. Infatti, si legge nel documento di un secondo ritrovamento: una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondità. Intorno alla pancia di questo relitto c’è un alone di 200 metri quadri, scuro, che – dice davanti alla commissione il Sostituto Procuratore Franco Greco – “non può essere liquido e deve per forza essere il carico della nave che appoggiandosi, si è aperto ed è fuoriuscito”

Greco racconta di aver chiesto alla Capitaneria di Porto se c’erano navi da guerra affondate in quell’area. Alla Capitaneria non risultavano unità da guerra. Risultava solo una nave affondata nel 1989, a 15 miglia, verso Scalea. Incrociando dati con l’ufficio maridrografico di Genova, Greco scoprì che esisteva un relitto della prima guerra mondiale ma scoprì anche due grandi punti interrogativi: la nave risulterebbe affondata nel 1920, cioè dopo la fine della guerra. Si chiamava “Federico II”, ma gli atti sono “classificati, ossia coperti da segreto militare“. Un segreto militare dopo ottanta anni dall’affondamento?

La nave di cui parla Fonti sarebbe affondata nel ‘92. Le mappe nautiche riportano la Federico II dal 1993, come relitto non pericoloso con battente d’acqua sconosciuto. “Il che vuol dire – dice il pm Greco – che non sanno cos’è; ma allora come fanno a dire che non è un relitto pericoloso? Ho chiesto il motivo per il quale questa nave non è stata mai riportata nelle mappe nautiche e non mi hanno saputo dare una risposta”. Di certo c’è che nella zona della nave Federico II la Capitaneria di Porto di Cetraro vietò la pesca per un anno e quattro mesi perché proprio lì le analisi hanno rilevato metalli pesanti, tra cui arsenico e mercurio, fuori dai livelli consentiti. Come mai proprio in quel punto la concentrazione dei metalli?

La seduta segreta tra Greco e la commissione viene sintetizzata in una domanda che lo stesso Presidente della Commissione rivolge al pm: “Dottore, mi faccia capire, mi sto perdendo. C’è quindi una nave certa, una che si vede e una che potrebbe esserci“. E il pm risponde: ” Sì, quello è il posto dove sono stati trovati i bidoni“.

Fonte : NetNews24

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Coccia: l’ecobonus è una best practice da adottare nell’Ue

Le richieste per l'ecobonus nel 2008 sono cresciute del 25% rispetto al 2007 (fonte Anita)

Le richieste per l'ecobonus nel 2008 sono cresciute del 25% rispetto al 2007 (fonte Anita)

L’ecobonus deve essere rifinanziato anche per il 2010. A chiedere il prolungamento a tutto il 2010 del provvedimento introdotto per incentivare gli autotrasportatori a imbarcare i loro camion sulle navi che viaggiano sulle Autostrade del mare, sono la Confederazione degli armatori e l’Anita, l’associazione nazionale imprese trasporti automobilistici. «Grazie all’ecobonus – ha detto Nicola Coccia, presidente di Confitarma – ci sono buoni risultati, con evidenti benefici per la collettività in termini di minori incidenti, minore inquinamento e minore congestione. Questo strumento rappresenta un caso di best practice riconosciuta anche dall’Unione europea ed è stata infatti annunciata una possibile adozione dell’ecobonus in tutti i Paesi membrie, sulla base del modello italiano».

Il Senato sta discutendo della manovra di bilancio per il prossimo anno. Anche gli autotrasportatori spingono perché la prossima Finanziaria contenga le misure relative all’ecobonus. «L’incentivo infatti – ha ricordato Eleuterio Arcese, presidente di Anita – ha trovato nel 2008 la sua piena attuazione facendo registrare un incremento delle domande del 25% sul 2007, un dato significativo che ne dimostra la validità». Lo stesso Luis Valente de Oliveira, coordinatore europeo delle Autostrade del mare, intervenendo il 22 e 23 ottobre scorsi alla conferenza a Napoli sulle Reti TEN-T, abbia sottolineato come l’ecobonus sia «una best practice italiana che va estesa a tutta l’Europa». «In questa direzione – ha rilevato – va l’estensione recente dell’incentivo a tre nuove rotte (Civitavecchia-Messina; Savona Vado-Termini Imerese; Marina di Carrara-Castellon de la Plana) e l’individuazione di una quarta rotta che collega Civitavecchia a Trapani».

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d'Amico: i dati dei noli restano in calo, bisogna essere prudenti

La High Harmony, una delle unità della flotta cargo della d'Amico International Shipping

La High Harmony, una delle unità della flotta cargo della d'Amico International Shipping

«Il difficile contesto di mercato si riflette in una perdita netta di esercizio di US$ 11,4 milioni nel terzo trimestre 2009 (US$ 7,8 milioni escludendo le componenti non monetarie legate all’effetto cambio), ma con flussi di cassa operativi a livello di pareggio e disponibilità liquide di rilievo». È questo il commento della d’Amico International Shipping, alla pubblicazione, nei giorni scorsi, dei dati relativi al terzo trimestre 2009, chiusosi con con un risultato operativo lordo (EBITDA) pari a 4,2 milioni di dollari, rispetto ai 29,7 milioni fatti registrare nel terzo trimestre del 2008. L’EBIT ammonta a US$ 5,3 milioni (contro i 19,2 milioni del dato dello stesso periodo dello scorso anno).
La perdita prima delle imposte è stata di 11,3 milioni contro l’utile di 16 milioni di dollari fra giugno e settembre del 2008). L’indebitamento finanziario netto ammonta a 150,5 milioni alla fine dell’ultimo trimestre.

«Le prospettive per la d’Amico International Shipping – si legge in un comunicato del gruppo – rimangono sostanzialmente in linea con quanto detto nel corso dell’anno, confermando inoltre quanto siano ancora fortemente condizionate dall’attuale debolezza del mercato e dall’incertezza a livello di economia mondiale. Il management della società mantiene pertanto un atteggiamento estremamente prudente al riguardo. I noli delle navi cisterna sono in calo da inizio anno e in maniera più decisa a partire dal secondo trimestre. Non si sono registrate ulteriori forti riduzioni sostanziali nel terzo trimestre e non si prevede nemmeno un’ulteriore contrazione nell’ultimo trimestre dell’anno. Le tariffe rimangono sotto pressione e, considerata anche la rilevante crescita nella flotta mondiale, il processo di stabilizzazione e di miglioramento significativo non è previsto fino a una ripresa economica capace di generare una domanda sostenuta».

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Fincantieri, varata a Marghera la Nieuw Amsterdam

La Neuiw Amsterdam, in costruzione nello stabilimento Fincantieri di Marghera

La Neuiw Amsterdam, in costruzione nello stabilimento Fincantieri di Marghera

Nuovo varo per Fincantieri. lo scorso fine settimana a Marghera è toccato alla Nieuw Amsterdam, la nuova ammiraglia della flotta di Holland America Line. La nave (87mila tonnellate di stazza lorda), che sarà la più grande di quelle in organico della compagnia di navigazione che fa capo al gruppo statunitense Carnival plc, sarà consegnata nel prossimo mese di giugno. Il momento del varo è stato preceduto dalla tradizionale e beneaugurante “coin ceremony”, la posa di un dollaro d’argento sull’ultimo ponte della nave, secondo un’antica consuetudine marinara. Madrina della cerimonia è stata Alice Tinorua, moglie di Pieter Rijkaart, director new buildings per Holland America Line.

Il design è ciò che più caratterizza la nuova unità: Nieuw Amsterdam, infatti conferma la validità della classe “Signature of Excellence” inaugurata da Eurodam, nave consegnata dallo stabilimento di Marghera lo scorso anno. I suoi interni sono definiti secondo un programma studiato per rendere la permanenza a bordo sempre più piacevole. Sono previsti ristoranti e spazi pubblici elegantemente decorati, cabine spaziose, dotate di ogni comfort, centri benessere e vasche idromassaggio molto più grandi rispetto a quelle presenti sulle navi della flotta di questa società, e inoltre molte boutique extralusso. Infine, come le cinque unità della classe “Vista” di HAL, sempre costruite a Marghera e consegnate tra novembre 2002 e giugno 2008, anche questa nuova nave sarà dotata su entrambe le fiancate di innovativi ascensori esterni di vetro con visuale panoramica.

La Nieuw Amsterdam è la quattordicesima unità costruita da Fincantieri per Holland America Line. Il portafoglio ordini del cantiere di Marghera, oltre a Nieuw Amsterdam, comprende la nave “Costa Deliziosa” che sarà consegnata frapoco più di 2 mesi e altre due unità da 114.500 tonnellate sempre per la compagnia crocieristica genovese che verranno ultimate rispettivamente nella primavera del 2011 e del 2012.

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Costa, Foschi a Manila per rinsaldare i rapporti con le Filippine

Pier Luigi Foschi con il presidente delle Filippine Sonia

Pier Luigi Foschi con il presidente delle Filippine Gloria Arroyo Macapagal

Ieri Pier Luigi Foschi, presidente e ad di Costa Crociere, è stato ricevuto a Malacañang Palace, residenza ufficiale a Manila di Gloria Arroyo Macapagal, presidente delle Filippine. Con lui erano presenti all’incontro Doris Magsaysay Ho, direttore generale e amministratore delegato del gruppo Magsaysay, e da Marlon R. Rono, direttore generale di Magsaysay Maritime Corporation, partner di Costa Crociere nelle Filippine. Questa visita conferma il ruolo importante svolto in Asia dalla compagnia genovese, che è stata la prima società crocieristica internazionale a operare crociere regolari nell’area sin dal 2006. Da ottobre 2009 a novembre 2010 Costa Crociere prevede di portare più di 22mila ospiti a Manila in  18 scali, potendo contare sulla capacità complessiva di ben 3 navi – Costa Allegra, Costa Classica e Costa Romantica in grado di generare notevoli benefici economici per la capitale filippina.

Nel mese di ottobre 2007 la compagnia italiana ha aperto una nuova scuola di formazione a Manila per il personale di bordo alberghiero, in collaborazione con il Magsaysay Institute of Hospitality and Culinary Arts (MIHCA). Un altro istituto di formazione nelle Filippine, sempre in collaborazione con Magsaysay, è dedicato alla formazione del personale di coperta e macchina. Al momento circa 8mila (sui 20mila in organico) membri d’equipaggio del gruppo Costa Crociere (che comprende le navi di Costa Crociere, AIDA Cruises e Iberocruceros), provengono dalle Filippine. La visita di Pier Luigi Foschi segue di pochi giorni la celebrazione, il 26 ottobre, dello scalo inaugurale di Costa Classica a Manila, evento con il quale la compagnia è diventata la prima ad offrire crociere regolari nella capitale delle Filippine.
Costa Classica (53mila tonnellate di stazza), ormeggiata presso il Sud Harbour di Manila, ha portato in città circa 1.300 ospiti.Da aprile 2010 Costa posizionerà nella capitale filippina una nuova nave – la Romantica, gemella della Classica in sostituzione di  Allegra (1.000 ospiti totali e 28.400 tonnellate di stazza lorda). Dal 26 ottobre 2009 Costa Classica fa scalo regolarmente a Manila nell’ambito di un itinerario di 14 giorni con partenza da Hong Kong che include Malesia, Singapore, Brunei, Vietnam, Cina.

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Logistica, trasporti e ICT, se ne discute a Venezia

A venezia la 2^ edizione

A San Servolo (Venezia) la 2^ edizione della Conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti

Si concluderà oggi a Venezia presso la Venice International University di San Servolo (Venezia) la seconda conferenza europea su ICT e logistica dei trasporti, evento internazionale organizzato dalla direzione generale dei Trasporti dell’Unione europea in collaborazione con la VIU. La conferenza, inaugurata ieri, è dedicata al tema delle tecnologie della comunicazione applicate per servizi ad alto valore aggiunto. I lavori sono stati aperti da Jens Schumacher della Vorarlberg University of Applied Sciences (Austria) che ha ringraziato tutti i sostenitori dell’iniziativa. Poi è toccato al Dean della VIU, Stefano Micelli, che ha illustrato sinteticamente le iniziative formative e di ricerca della Venice International University, focalizzate sui temi della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.

Oggi, intanto, stakeholders, operatori del settore della logistica e del trasporto e rappresentanti di amministrazioni pubbliche si confronteranno su: Intelligent Cargo, l’Impatto dell’ICT sulla Logistica, la Sicurezza, Tecnologie Software e Hardware per l’implementazione di sistemi informativi. «Siamo lieti di ospitare un’iniziativa di così alto livello – ha sottolineato Marco Mazzarino, referente scientifico del Transport Logistic Supply Chain Management Unit – . Da tempo siamo attivi nel campo della ricerca focalizzata sulle nuove tecnologie applicate alla logistica, partecipando ad importanti progetti europei quali il progetto Euridice. Occasioni come questa due giorni di lavori – continua Mazzarino – sono opportunità importanti di confronto tra il mondo della ricerca applicata e i settori industriali legati al mondo della logistica e dei trasporti».

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Tirrenia, Federmar-Cisal è contro la cessione delle controllate alle Regioni

La motonave Jonas, una delle più moderne della flotta Tirrenia

La motonave Jonas, una delle più moderne della flotta Tirrenia

Secondo la Federmar-Cisal la migliore soluzione per la privatizzazione di Tirrenia sarebbe quella della cessione in blocco di tutte le aziende che la compongono. Le proposte del sindacato sono state illustrate oggi a Napoli nel corso della riunione fra la Regione e i rappresentanti dei lavoratori per discutere del passaggio alla Campania di Caremar, la compagnia controllata di Tirrenia che assicura i collegamenti locali.

«L’avere seguito una strada diversa, cioè trasferendo le società minori alle rispettive Regioni ove operano, oltre a complicare il confronto e la trattativa per la tutela dell’occupazione e dei lavoratori, – si legge nel documento preparato da Federmar Cisal – costituisce un favore agli armatori privati che in tal modo hanno la possibilità di acquistare la parte più appetibile dei traffici e delle attività della capogruppo Tirrenia sgravata degli oneri e delle passività derivanti dall’espletamento dei servizi dovuti per garantire la continuità territoriale delle isole per tutto l’arco dell’anno. A ben vedere – secondo il sindacato – con il passaggio delle società minori del gruppo alle Regioni e con la loro successiva privatizzazione, rimarranno comunque a carico dello Stato e delle Regioni medesime gli oneri per l’effettuazione dei servizi dovuti: in pratica, quindi, si assisterà al passaggio delle tanto deprecate sovvenzioni dalla mano pubblica a quella privata».

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A Genova il primo forum Port & Shippingtech

Palazzo Ducale, insieme a Palazzo San Giorgio, ospiterà la 2 giorni genovese dedicata a Port & Shipping

Palazzo Ducale, insieme a Palazzo San Giorgio, ospiterà la 2 giorni genovese dedicata a Port & Shippingtech

Genova ospiterà dal 5 al 6 novembre “Port & Sphippingtech”, il primo forum internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo della competitività del sistema portuale e dello shipping. La due giorni si avvarrà del sostegno della Regione Liguria. Fra i temi affrontati quello dello sviluppo della portualità in relazione all’incremento del turismo nelle città-porto e sviluppo del settore crocieristico come volano di un’offerta turistica sostenibile, sui fronti dell’intermodalità e della logistica. Durante “Port & Sphippingtech” verrà presentato il progetto Porto di Genova oltre Appennino e uno studio sull’evoluzione dei traffici marittimi nel Mediterraneo.

«Il convegno – ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco – è importante per l’intero sistema portuale ligure in un momento in cui l’innovazione e le nuove tecnologie ricoprono un ruolo determinante per il trasporto marittimo e portuale, per l’ambiente e per lo sviluppo anche turistico degli scali, attraverso il movimento crocieristico. Port&Shippingtech sarà l’occasione per un confronto sui nuovi rapporti città-porto e su come assicurare lo sviluppo dello scalo nel modo più produttivo e in armonia con le vocazioni di Genova».

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Confitarma: colmare il vuoto legislativo sul lavoro dei marittimi

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia

La sicurezza dei lavoratori nel settore marittimo e portuale, di questo si è discusso ieri a Genova, a bordo della motonave Suprema, nel corso del convegno “Nuove rotte per la sicurezza – Shipping&Safety”, organizzato da Confitarma e GNV. Purtroppo in Italia bisogna fare ancora i conti con un vuoto legislativo che rischia di avere pesanti conseguenze per tutto il settore. I relatori hanno affrontato il problema, auspicando unanimemente che le disposizioni pensate per un lavoro “terrestre” devono essere adattate alla particolarità del lavoro in mare. Ma i tempi stringono: i decreti infatti vanno emanati entro il 15 maggio 2010, pena l’applicazione anche sulle navi della normativa generale.

L’evoluzione del lavoro marittimo in linea con lo sviluppo tecnologivo della flotta e quindi l’esigenza di formare personale qualificato di bordo e di terra è stato al centro dell’intervento di Nicola Coccia, numero uno della Confederazione degli armatori. Ciò è particolarmente importante per affrontare i nuovi problemi connessi alla safety e alla security: fattori fondamentali di competitività in vista della ripresa economica. Infatti, «nonostante la crisi attuale – ha detto – si prevede che nel 2020 i traffici di merci aumenteranno del 45% e quelli di passeggeri del 35%». E sulla necessità di spingere a fondo sugli investimenti in innovazione e sicurezza, anche in tempi difficili, ha parlato l’ad e presidente di Grandi Navi Veloci Silvano Cassano che vede nelle risorse umane un fattore centrale nello sviluppo dello shipping italiano verso i nuovi mercati. «Stiamo aprendoci sempre più ai paesi che si affacciano, anche economicamente, sul Mediterraneo, con nuove rotte e nuove destinazioni verso Marocco, Libia, Algeria intercettando e anticipando una nuova domanda di movimento che viene non più solo dai turisti, ma da passeggeri e operatori commerciali».

Dedicato alla spinosa e delicata questione della pirateria la relazione di Cesare d’Amico, presidente del gruppo CSO (Company Security Officer) di Confitarma. L’armatore ha sottolineato l’importanza dello stretto rapporto tra armamento, Marina militare e comando generale del corpo delle Capitanerie di porto, evidenziando l’esigenza di rafforzare le misure già poste in essere con la missione Atalanta, prevedendo un maggior numero di navi e un miglior coordinamento nell’area del Corno d’Africa e soprattutto nel cosiddetto quadrante sud (area tra la Somalia e le Seichelles). Peraltro, d’Amico ha sottolineato che «anche da parte degli armatori deve esserci un maggior coordinamento con le forze militari così come devono essere adottate tutte le misure preventive consigliate in ambito internazionale».

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La Spezia, scoperta evasione di diritti doganali da quasi 210mila euro

I funzionari delle Dogane di La Spezia

L'operazione dei funzionari delle Dogane di La Spezia è stata portata a termine in collaborazione con i colleghi dell'Olaf e delle Dogane tailandesi

Evasione di diritti doganali per circa 209mila euro sull’importazione di carrelli stivatori (hand pallet truck – HPT) scoperta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane di La Spezia, durante le operazioni di controllo successive alle dichiarazioni di importazione. Dall’esame delle transazioni commerciali effettuate da un operatore lombardo è infatti emerso che le importazioni dei carrelli erano effettuate dalla Cina fino a quando, nel 2005, è stato introdotto un fortissimo dazio addizionale antidumping. Da quel momento poi, secondo quanto accertato, l’importazione di questi prodotti è proseguita dalla Thailandia.

Ciò ha insospettito i funzionari doganali che insieme con i funzionari dell’OLAF – (Ufficio europeo per la lotta antifrode) hanno potuto accertare, con una missione internazionale in Thailandia, che l’attività della ditta thailandese era limitata all’assemblaggio dei carrelli stivatori provenienti dalla Cina, lavorazione non sufficiente a conferire l’origine thailandese. Con la cooperazione dei servizi doganali thailandesi (l’Export Promotion Bureau – E.P.B.), è stata accertata anche la falsità materiale dei certificati attestanti l’origine thailandese della merce importata. L’importatore italiano è stato denunciato alla locale autorità giudiziaria per contrabbando aggravato.

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